Nuova vita da 70enni (parte dodici, Carmelo tutto d’un fiato..)
by cicciolettaVenerdì 21 Agosto, ore 10 circa del mattino, questa mattina io e Sara ce ne siamo andati insieme al supermercato, solitamente lo faccio da solo, lei mal sopporta tale incombenza, le procura meno nocumento restare a casa per lo svolgimento dei mestieri, ed è proprio durante una di queste sue soste casalinghe che, qualche mese fa, mi ha anticipato il ritorno inatteso delle mie già consolidate corna ricevute negli anni, già nella presenza nel
supermercato ho cercato di avere delle anticipazioni, ma lei è stata ferrea nell’impormi di avere pazienza, sarebbe stata un’ennesima confessione di sue gesta, ma, per suo stesso dire..
“..da dover comprendere bene antefatto, svolgimento e conseguente successivo periodo..”
Un gradevolissimo spaghetto alle vongole, un buon bicchiere di vino e parte il suo racconto, come al solito posiziono in una tasca interna il mio mini registratore per poi poter avere la possibilità di trascrivere tutto fedelmente..
“..innanzitutto parliamo del periodo dell’inizio di questa storia, circa un anno fa, in un mattino verso la fine del Luglio scorso, ed è durata fino al Febbraio successivo, quello di quest’anno, ma potrai capire nell’ascoltarmi che non è stata una storia da vivere facilmente, giustamente tu ti starai chiedendo per quale motivo, ed io te ne renderò dotto, prima però lasciami partire dall’antefatto, come già ho avuto modo di dirti spesso, io e Libero non abbiamo più rapporti da anni, come già sai lui è oramai oberato dal tuo stesso problema di impotenza, ciò non toglie però che siamo rimasti tra noi molto legati, in fin dei conti posso dire con fierezza che è stato per me il vero amante della vita, si, d’accordo, so bene quello che stai pensando, e ti dico che non riesco a quantificare un numero esatto di uomini avuti, molti dei quali, quasi tutti per solo sesso, uomini al 90 per cento vissuti attraverso la nostra storia, dalla prima frequentazione delle terme in poi è stato come vivere uno stato di necessità, valido per entrambi, è stato il mio
Deus ex machina di una vita, ed io per lui, abbiamo amato oltre ogni logica la condivisione di un numero imprecisato di uomini, mai nemmeno una donna tra noi, noi siamo stati felici di non esserci privati di nulla, di nulla! Per poi salutarci ogni giorno prima di tornare puntualmente al calore coniugale..”
“..maledizione, perché non hai scelto me per vivere tutto questo? Noi non ci saremmo mai salutati a sera, saremmo potuti rientrare in casa magari portandoci qualcuno con cui passare la notte..”
“..adesso so che hai ragione, ma è la vita, con tutte le incognite di cui si veste, tra me e lui il sentimento dell’amicizia è rimasto molto forte, questo per dirti che, di tanto in tanto ci si vede ancora oggi, magari solo per un saluto, de visu, ben diverso da un semplice messaggio whatsapp, un abbraccio e magari anche un bacio hanno una valenza ben diversa, ma nulla più, da diverso tempo non abbiamo più nemmeno l’opportunità di un bocchino in macchina nel buio di qualche parcheggio, oramai è come te, e come te non ha perso l’abitudine di pensarsi porco, a volte gli piace ancora toccarmi, glielo lascio fare soprattutto quando siamo in macchina immersi nel traffico, io mi tolgo le mutande, lui prende un asciugamano sul sedile dietro, me lo fa metter sotto di me sul sedile accanto a lui, mi penetra con le dita mentre guida, ed io in pochissimi minuti squirto impregnando l’asciugamano in maniera oscena, asciugamano che poi lui riporrà nella sua borsa con cui è andato a giocare a tennis e che lascerà puntualmente lavare alla moglie, questa è la massima espressione sessuale che viviamo oggi, ed arriviamo al legame con tutto ciò..”
Ma come nel migliore dei
thriller, all’improvviso sentiamo suonare alla nostra porta, uno dei nostri figli tornato a Roma improvvisamente in virtù del suo esser reperibile anche in periodo di ferie, per cui stop con il racconto e spaghetti con le vongole volati via con buona pace da parte della mia golosità, per diversi giorni non c’è stata la giusta atmosfera per riprendere il dialogo inerente le recenti corna ricevute, per una serie di impedimenti che non sto qui ad elencare, per ascoltare avendo lo spirito giusto si deve esser scevri da problematiche di qualsiasi tipo, racconto poi ripreso in data 6 Settembre, nella notte appena trascorsa, e lei, dopo essersi lasciata ritrarre con qualche immagine che vi ho postato nella notte stessa ha ripreso a raccontare..
“..come ti dicevo, un giorno di inizio dell’estate scorsa, io e Libero eravamo fermi in un parcheggio nelle vicinanze del metrò, non proprio in mezzo alla strada, ma neanche appartati come avremmo dovuto, e quello è stato sostanzialmente il madornale sbaglio fatto, mentre ci stavamo dando un bacio profondo, al nostro fianco, dalla mia parte, parcheggia un’auto, ripeto, ci stavamo soltanto baciando, una volta smesso di baciarci guardo di lato, riconosco chi aveva parcheggiato, impreco dentro di me, la persona mi saluta con naturalezza..”
“..ciao Sara..”
“..rispondo al saluto, ciao Elisabetta, capisco di esser stata maledettame vista, classicamente cerco di giustificarmi dicendo che era un saluto ad un amico, lei mi risponde sarcasticamente di getto che, ognuno è libero di salutare gli amici nel modo che si sente di fare, dopodiché se ne va a passo svelto, spiego la situazione a Libero, lui se ne rammarica e tutti e due sperammo che non ci fossero stati sviluppi spiacevoli, certo, io dalla mia parte avevo sempre la chance che far capire a te la situazione, essendo a conoscenza dei tuoi desideri di sempre non sarebbe stata una necessità disastrosa, ma il mio pensiero era che lei sapesse qualcosa di me che non sapevi neanche tu..”
“..amore aiutami, non riesco ancora a capire..”
“..dai, fai uno sforzo, non ti viene in mente l’esistenza di una coppia di coniugi dai nomi Elisabetta e Carmelo?”
Qualche attimo di panico da parte mia, prendendo atto del fatto che, se mia moglie si è sentita in dovere di farmi una domanda del genere, mi è apparso del tutto evidente che io questa coppia la conoscessi, dopo aver riato cercando di scacciare dalla mente quello che stavo pensando, getto lì ciò che era oggetto del mio terrore..
“..non dirmi che ti stai riferendo ai genitori di G. e C. i nostri vicini di pianerottolo..”
“..esatto, proprio loro..”
“..cazzo però.. ecco perché lei quando mi incontra mi sorride sempre, cosa che in molti anni ha fatto pochissimo, sa che sono un cornuto..”
“..tranquillo, appena saprai ciò che ho da dirti avrai modo anche tu di ricambiare lo stesso tenore di sorriso..”
Una breve e necessaria esplicazione, Elisabetta e Carmelo sono una coppia un po’ più giovane di noi, li conosciamo da oltre 20 anni, da quando si sono sposati in età matura per poi esser venuti ad abitare nell’appartamento difronte al nostro proprietà dei genitori di lui, devo dire la verità, non c’è mai stato tra i nostri nuclei un eccesso confidenziale, neanche attraverso la possibile amicizia tra i figli, di due generazioni nettamente diverse, i nostri grossomodo 40enni ed i loro poco più che 20enni, non è mai mancato tra noi il saluto convenzionale, ma nulla più, Sara riprende a raccontare..
“..faccio un salto di un mese circa, mese in cui vivevo giornalmente un senso di fibrillazione dovuto ovviamente al fatto di esser stata vista da Elisabetta quasi pomiciare in macchina con un’altro che non fosse mio marito, davo per certo che lei ne avesse parlato con il marito, anche perché anch’io ho avuto la stessa sensazione che hai avuto tu, anch’io mi sentivo guardata in modo diverso da Carmelo nei momenti in cui ci si incontrava sul pianerottolo, oppure nell’androne o in ascensore, e persino in garage, avevo la certezza che sapesse, ma non ha mai effettuato delle avance, sicuramente potevo non piacergli o magari terrorizzato dalla moglie, chissà? Sembrava fosse tutto ricomposto, ma invece non era affatto così, saltiamo di palo in frasca ed arriviamo al mattino fatidico, tu eri uscito presto per recarti nella nostra casa al mare, avresti dovuto fare un centinaio di km per andare ed altrettanti per tornare, non avrei mai pensato a ciò che stava per accadere, ed è proprio vero, la vita offre sempre l’occasione per pareggiare i conti, ad un certo punto sento un rumore anomalo provenire dal bagno, cerco di capire, arrivo lì e vedo uscire dal retro del bidet un flusso anomalo di acqua, che ovviamente stava allagando il bagno, ricordi che ti chiamai?”
“..si, certo che mi ricordo, credo comunque di iniziare a capire, Carmelo l’idraulico..”
“..esatto, ti chiamai spiegandoti l’accaduto, tu mi dicesti di non farmi prendere dal panico, mi suggeristi di cercare dietro al bidet stesso un piccolo rubinetto posto in direzione del tubo da cui usciva acqua, lo trovai ma non riuscivo a chiuderlo, non ne avevo la forza necessaria, in seguito seppi che era fortemente incrostato e che non sarei mai riuscita a chiuderlo, mi consigliasti allora di andare sotto il lavello della cucina per chiudere il rubinetto generale, che trovai, ma non avevo il necessario attrezzo per chiuderlo, allora tu mi dicesti di provare a suonare a casa dei vicini, per vedere se c’era Carmelo per poterti aiutare, altrimenti saresti tornato indietro tu, ma avrei dovuto avere pazienza, avevi già fatto una 50ina di km, intanto casa si stava allagando, suonai ai vicini, fortunatamente c’era Carmelo, la moglie no, era già al lavoro, stava quasi per uscire, lo pregai di poter prendere visione di quello che stava accadendo, entrò in casa dirigendosi in bagno, non riuscì neanche lui a chiudere il rubinetto del bidet, per cui si diresse in cucina e dopo aver preso visione di ciò che gli occorreva per chiudere il generale dell’acqua tornò rapidamente in casa sua, prese il necessario ed immediatamente chiuse l’acqua, se ben ricordi ti chiamai per dirti che il problema era parzialmente risolto, ti passai Carmelo, ti informò di ciò che era accaduto dicendoti stare tranquillo e di non tornare, avrebbe avuto lui tutto il necessario per la riparazione e ci avrebbe pensato lui stesso a sistemare in breve tempo il tutto, altrimenti sarei dovuta restare senza acqua fino al tuo ritorno, ovviamente ti tranquillizzasti, ma io un pochino di meno, avevo in casa un uomo che probabilmente sapeva che io avevo un amante, con cui ti tradivo, tutto però stava prendendo la piega che all’improvviso sembrava venirmi incontro, avrei potuto avere l’occasione per far smettere la stronzetta della moglie di guardarci in modo sarcastico, sia io che te, eravamo con tutte e due le porte del pianerottolo aperte, lui tornò in casa per prendere il necessario per portare a termine la riparazione, io intanto in bagno ero intenta a raccogliere l’acqua che oramai stava invadendo buona parte della casa, lo pregai di chiudersi dietro di sé la porta della nostra casa una volta rientrato, porta che sentii richiudersi, nel frattempo, poco prima che rientrasse ho avuto la geniale idea di togliermi le mutande restando con la veste casalinga, non proprio corta ma sopra il ginocchio, avevo deciso di tentare qualcosa, non mi misi in ginocchio per raccogliere l’acqua, ma volutamente mi feci trovare inchinata restando con le gambe erette, potrai capire lo spettacolo in cui mi offrivo “casualmente”, percepii la sua presenza dietro di me, ma lui si guardò bene dall’avvertirmi, per moltissimi secondi mi sentii guardata, spiata, osservata nel mio intimo, sapevo di avere in bella visione le chiappe e la fica che, guarda caso, per pura fatalità avevo ben depilato un paio di giorni prima, in virtù del fatto che a Libero non è mai piaciuta estremamente pelosa, sempre facendo finta di non aver capito che fosse lì dietro di me ho fatto in modo da migliorare ancor più la visione, una donna, se vuole, ha modo di assumere delle posizioni arrapanti, lui sempre in silenzio, continuava osservarmi, era però giunto il momento di girarsi per vederlo in viso, mi girai, lui era fermo come una statua, occhi spalancati e fissi, bocca aperta e prima di parlare dovette deglutire per poi dire..
“.. continua pure a raccogliere l’acqua, io posso aspettare, ho telefonato ad un cliente e rimandato al pomeriggio un intervento..”
Pensai non fosse affatto vero, ed infatti era così, però lo chiamò davvero dopo un pochino, quando oramai il gioco delle parti non fu più possibile impedire di farlo esplodere..
“..allora posso fare con calma? (.. il pollo era caduto nella rete, pensai..)”
“..tutto il tempo che vuoi, io posso sistemare tutto in pochi minuti..”
Ripresi l’opera di raccolta dell’acqua, passarono pochissimi secondi e lo sentii dire..
“..che spettacolo..”
E continuai a pensare, ecco, ci siamo..
“..vero? L’appartamento allagato è pur sempre un particolare spettacolo..”
“..non è quello lo spettacolo a cui facevo riferimento, lo spettacolo sei tu..”
“..oddio.. ho capito, mi si vede tutto, vero..?”
“..vero, maledetto me, non avrei dovuto avvertirti continuando a godere dello spettacolo, forse quando si è rotto il bidet lo stavi usando?”
“..si, come fai a saperlo?”
“..perché non hai le mutande..”
“..ohh se è per questo io in casa le mutande non le porto mai..”
“..tuo marito è fortunato..”
Mi resi immediatamente conto del fatto che lui, per cullare la possibilità di potermi scopare non avrebbe usato l’escamotage della possibile confessione di sapere che avessi un amante o che magari avesse potuto far leva sul mio esser probabilmente una puttana matura che si divertiva con un uomo diverso dal marito, ho capito che avrebbe fatto leva sul suo “modus proprius procarum”, il proprio modo di corteggiamento, ogni uomo ne ha uno, diverso dagli altri, lui stava impostando il suo, senza fretta, senza modi irruenti e soprattutto in modo elegante, mi stava piacendo, tentai goffamente ai suoi occhi di rassettare la mia figura, lui mi rinnovò uno dei suoi strepitosi complimenti, mi disse..
“..Sarà, quanti anni hai? Lo so che ad una signora non si chiede, ma io ti vedo di gran lunga più desiderabile di mia moglie..”
“..Carmelo ahimè ne ho tanti, a fine Settembre saranno 69..”
(..eravamo nel Luglio di un anno fa..)
“..diamine Sara.. tanti tanti tanti complimenti, voglio osare qualcosa in più per dirti che sei notevolmente più arrapante di mia moglie, che ha circa 20 anni meno di te, tu causi un’eccitazione irresistibile..”
Lo notai, era in tuta da lavoro, quelle un pochino larghe per essere più libero nei movimenti, la sua patta era chiaramente gonfia..
“..tu sei bella, piena, dire tanta, sei diversa da mia moglie, mi piaceva di più quando era nel periodo delle gravidanze, con quei kili in più che la rendevano bonazza, ora è troppo dimagrita, è diventata schiava della palestra, invece tu sei magnifica così, quanto invidio tuo marito..”
Continuava ad essere elegante nel non far menzione del fatto di sapere che io ti tradissi, ma non sapeva, e non sa, del tuo esser nel frattempo diventato impotente, lui sa che sono una donna pienamente soddisfatta da te, abbiamo scopato fino al Febbraio successivo, sempre qui nel nostro palazzo, mai in nessun altro posto, a volte in casa nostra, a volte in casa sua, sul letto della stronzetta, ricordo che una volta, dopo aver scopato sul loro letto, Carmelo andò in bagno prima di me per lavarsi, al che approfittai per strusciare la fica sul cuscino della mogliettina tutto mi lasciò pensare che ci si sarebbe addormentata, e credo fu così, altre volte a sera tardi, scendevamo in garage per scopare in macchina, con Elisabetta al lavoro in ospedale e tu a dormire, lo abbiamo anche fatto in terrazzo, dove ci sono i fili per stendere i panni, sempre di sera sul tardi, una volta mi stava aspettando immerso nel buio mentre tu salisti con me aiutandomi a portare la pesante cesta con i panni da stendere, ti convinsi a tornare a casa, io mi sarei data da fare da sola nello stendere il bucato, qualcuno di voi starà trovando strano che non avessi potuto stendere sul nostro balcone, ma una delibera comunale lo vieta, poi che si faccia lo stesso è un altro discorso, non appena riprendesti le scale per scendere in casa lui uscì dal buio, diede un giro di chiave alla porta e mi mise immediatamente a pecora lì, addosso al muro, mi riempí in pochissimi minuti, le mutande mi tennero tutto dentro impedendo che le cosce si rigassero di sperma, fu molto galante, tornò nel buio attendendo che io finissi di stendere i panni, per poi tornarsene a casa dopo di me. Tornando a quel giorno del provvidenziale incidente domestico, continuava a riempirmi di complimenti, io cercavo di rendere ancor più forte il suo desiderio di me..
“..ma tua moglie ha un fisico statuario, è giovane e bella, non come me vecchia e cicciona..”
“..mia moglie a differenza di te non ha quasi tette, mentre tu si capisce che ne hai di strepitose..”
“..si si, come no, mosce e cadenti, quelle di una 69enne..”
“..chissà Alessio come ci si diverte, io saprei come divertirmici..”
“..ahh si? Ad esempio?”
Oramai stava cedendo, mi si avvicinò con decisione dicendomi..
“..te lo dimostro..”
Mi venne davanti, mi tirò in alto fino a sfilarmelo del tutto il mio vestitino casalingo, facendomi restare completamente nuda, non avevo ai piedi nemmeno le ciabatte data la presenza di acqua sul pavimento, certamente, dato il mio fisico di donna molto matura, quasi vecchia, non dovevo essere uno spettacolo molto edificante ai suoi occhi, ma lui si dimostrò quasi impazzito, mi prese le tette tra le mani iniziando a massaggiarle, stringerle, sollevarle per potersele mettere in bocca, mi sono sentita mordicchiare i capezzoli, ha avuto il potere di farmeli di nuovo uscire fuori dritto come un tempo, non faceva altro che ripetere in continuazione ..
“..che spettacolo.. che spettacolo..”
“..sapevo molto bene che avremmo scopato, non sapevo se li seduta stante o sul nostro letto, si spogliò restando nudo anche lui, mi strusciò addosso un cazzo normale, niente di che, poco più grande del tuo, e questo lo sai che non è una straordinaria possibilità di accadimento, non è difficile averlo anche solo un pochino più grande di quello di un minidotato, ebbi anche un pensiero perverso nei confronti di sua moglie, se un giorno si fossero guastati i rapporti tra me e lei le avrei potuto dire che io avevo un amante per via della risibile dotazione di mio marito, e che forse, tutto sommato, anche lei avrebbe avuto motivo di optare per la stessa scelta, ma fortunatamente non c’è mai stata guerra tra noi, soltanto civile indifferenza.
Il cazzo che mi strusciava addosso era sì del tutto normale, ma le palle no, dovetti riconoscere che al tatto le trovavo importanti, dure, dai testicoli notevoli, ci stavamo manipolando in contemporanea, ci stavamo conoscendo bene per via delle reciproche proprietà tattili, proprietà delle quali non ho potuto e saputo mai farne a meno, lui mi strizzava le tette mettendomi anche delle dita in figa dicendomi che ero bollente, io mi complimentavo per i coglioni importanti, in un attimo in cui ritrovai una lucidità necessaria, gli dissi..
“..dai, se ti ci vuole poco come hai detto, porta il lavoro a compimento, altrimenti non abbiamo nemmeno l’acqua per lavarci..”
“..hai ragione, a patto che però tu resti qui vicino a me, ti siedi in terra a gambe larghe mentre lavoro..”
“..ci sto, dai..”
Me ne stetti vicino a lui come desiderava, anch’esso restò nudo, ogni tanto mi toccava la figa, io ogni tanto gli segavo il cazzo, ci tenevamo reciprocamente in tensione, finì davvero il lavoro in pochissimi minuti, riaprì l’acqua, e dopo aver constatato che tutto era nella norma ci lavammo, lo portai qui sul nostro letto, lui scelse di sedersi sul tuo lato, chissà se ti sei mai accorto che dalla tua parte c’era stato un uomo che mi ha scopata (negai, non mi accorsi di nulla) era comunque un uomo pulito, senza odori particolari, per cui decisi che non avrei in ogni caso cambiato le lenzuola, scopammo davvero in modo eccelso, ci sapeva fare, gli permisi di scoparmi a pelle, gli dissi che io e te non usavamo preservativi, sarebbero stati inutili, io ero in menopausa già da diversi anni, per cui lo
Informai che poteva anche sborrarmi dentro, quando glielo dissi sembrò impazzire, mi disse che la moglie non glielo permetteva da molto tempo, aggiungendo che..
“..lei non sa che mi sta privando del piacere più intenso che può provare un uomo, quello di sentirsi avvolgere da uno strepitoso doppio senso di calore, quello delle carni nude in profondità di una donna e quello del proprio sperma che si espande in quelle carni..”
Ero felicissima di poter cogliere l’occasione di stregarlo..
“..tranquillo ragazzo, con me lo puoi fare, dai, fammi sentire il tuo calore..”
Scopammo davvero a modo, il cazzo non lo aveva gigantesco, ma lo ha saputo usare, ha dimostrato di possedere un buon autocontrollo, e per via di quella sua qualità ho deciso che me lo sarei scopato tutte le volte in cui sarebbe stato possibile, tornando ancora una volta davvero dopo sette otto anni ad avere un nuovo amante, mettendo di fatto fine al patto con me stessa di esserti fedele, scusami amore mio, non ce l’ho fatta..”
“..incredibile, mi stai chiedendo scusa per qualcosa che io ancora continuo a sognare di poterti veder fare, a maggior ragione qui, sul nostro letto, ti amo, continua..”
“..ha sborrato una sola volta, ma dopo più di un’ora incessante, mi ha fatto di tutto, anche lui mi ha detto quello che tutti gli uomini che ho avuto nella vita mi hanno sempre detto, che ho una figa strettissima, quasi come quella di una ventenne, per poi dirmi il contrario in relazione al culo, dicendomi che si capiva che mi piaceva essere inculata spesso, visto che mi scivolava dentro fino in fondo senza problemi, io, al solito, me ne sono spesso venuta come una fontana..”
Mi disse..
“..non può essere che una donna come te in menopausa se ne viene tutte queste volte, guarda qui, hai inzuppato il letto..”
Mi stava indicando le mie squirtate, cosa vista raramente fare a sua moglie, me lo sfilò dal culo ma non aveva ancora sborrato, gli chiesi di andarselo a lavare, glielo avrei ripreso ancora una volta in bocca per condurlo fino alla fine, lui lo fece, tornò da me e glielo ripresi in bocca, se ben ricordi in quel momento mi telefonasti per avvertirmi che stavi ripartendo, ti obbligai a farlo, volevo sapere quanto tempo avevo ancora a disposizione, senza sapere che, potendo disubbidire, ci avresti potuto cogliere sul fatto, amore mio cornuto.. hai di nuovo perso l’occasione di dar corpo al tuo sogno, ma mai dire mai, potrei anche convincermi, a patto che tu mantenga la tua parola, ovvero di farlo qui, sul nostro letto, con te seduto in disparte senza toccarti..”
“..non illudermi, sei cattiva..”
“..te lo ripeto, mai dire mai, lui non se n’è venuto nemmeno col cazzo nella mia bocca, ma si eccitò in maniera particolare nel sentirmi parlare con te mentre mi prendevo cura di leccargli il cazzo, tu parlavi ed io succhiavo, mi domandasti se Carmelo avesse finito il lavoro, io ti dissi di sì ma ebbi la tentazione di dirti che lo stavo pagando, resistetti, ma ti giuro che te lo stavo quasi per dire, mi frenai soltanto perché ti sapevo in viaggio, ma ti do la mia parola d’onore che non sono mai stata più vicina di quel momento al confessarti che stavo scopando con un altro uomo sul nostro letto, da quel desiderio o pensiero che dir si voglia avuto in quel momento, mi è salito sempre più l’irrefrenabile impeto di promettere a me stessa di poterlo fare un giorno qui, certo, nel limite del possibile, ma qui, in casa nostra, quando risposi alla tua telefonata pregai Carmelo di non far sentire la sua presenza, ti avrei detto che era andato via da tempo, ma ti ascoltavo col suo cazzo in bocca, in un’occasione ti dissi che stavo mangiando un pezzetto di pizza del giorno prima, ma che comunque ti avrei aspettato per pranzo, ma in realtà masticavo il suo cazzo, ho sperato che tu avessi uno dei motivi di gioco che spesso avevamo, magari se eri sveglio mi avresti detto se era davvero pizza oppure il cazzo di Carmelo, ma non hai saputo cogliere l’attimo, chiudemmo la telefonata e subito Carmelo sbottò in una sonora risata dicendomi..
“..la pizza di ieri ehh..? D’altronde la durezza gli somiglia, voi donne siete tremende, dovrò ragionare bene sul fatto che mia moglie possa parlarmi mentre mangia un tramezzino..”
“..fai bene, noi donne siamo tutte puttane..”
Voleva sborrare, si fece forte della promessa di poterlo fare dentro di me, mi prese nella posizione missionaria, scopandomi furiosamente e riempiendomi, dopodiché ce ne stemmo rilassati per qualche minuto, mentre eravamo rilassati notai in lui un piccolo particolare che non avevo notato in precedenza, all’altezza del suo inizio del pelo pubico c’era un piccolo tattoo seminascosto dal pelo, un tatto piccolo ma particolare, raffigurava un omino tagliaerba stilizzato, che sembrava tagliare il pelo, gli dissi che era davvero simpatico, ma era collocato in un punto talmente intimo che sarebbe potuto tornare un giorno utile quel tanto da poter redimere brutti pensieri eventualmente avuti dalla stronzetta nei miei riguardi, dissi a Carmelo che si stava facendo tardi, lui scelse di non farsi la doccia da noi, si rivestì alla bene e meglio, raccattò tutti gli strumenti tornando nella sua casa posta nello stesso pianerottolo, scopammo ancora come ti ho detto diversi mesi, poi, come tutte le cose, pian piano scemano, fino
a terminare del tutto, dopo di lui non ho ancora scopato con altri, ma credo che lo farò, senza il cazzo si vive male.
Chissà come avrà interpretato la stronzetta i miei sorrisi ogni volta che la incontro per le scale, o nell’ascensore, nel garage e nel terrazzo stenditoio..”
Chissà se avrà mai pensato che io abbia potuto vedere suo marito insieme alla sua amante, chissà cosa pensò quando seppe che era stata da noi per un intervento, lui mi disse che non glielo avrebbe mai detto, ma io gli consigliai di dirglielo, per mettersi al riparo, chissà se pensò mai che questa vecchia 69enne cicciona e troia con amante si scopò il suo maritino fedele..
Chissà.
“..amore mio e mò stanotte chi dorme,,?”
Continua
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