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HISTOIRE

Car/Sex (viaggio nei ricordi) PARTE PRIMA

by Futura
Vu: 43 fois Commentaires 4 Date: 23-10-2026 Langue : Language

Alcuni di voi, tempo addietro, in seguito ad alcune miei rivelazioni, mi chiesero di raccontare del mio primo car sex. Personalmente rimango convinta del fatto che potrebbe interessarvi molto di più conoscere i dettagli del terzo incontro. Ai primi due, infatti, non avevo partecipato direttamente: avevo presenziato piuttosto come un'attenta, nonché eccitatissima, spettatrice, riservando all'ultimo di essi un ruolo da protagonista. Ma iniziamo per gradi, se vi va di seguirmi in questo viaggio. * Avevo rotto il ghiaccio in tal senso, nell'estate del 2015..in compagnia di Marco, colui che era stato il mio primo amante dell'era “Luca“. Lui mi aveva già descritto i codici e i rituali di quel mondo, ma vedendomi titubante non aveva forzato la mano. Mi aveva anzi rassicurata: nessuno mi avrebbe obbligata a fare nulla che non volessi. Avrei potuto semplicemente dare un'occhiata, restando libera di decidere se fare quel passo o rimanere nell'ombra. Per quell'occasione, mi aveva invitata a indossare un vestito corto e a non mettere le mutandine. “Anche se deciderai per il no“..mi aveva sussurrato, “sarà comunque un'esperienza indimenticabile“. E così era stato. Eravamo arrivati in un'area appartata, nota per quel genere di situazioni, intorno alle 22.30 di un caldo venerdì sera. Marco, per ovvi motivi di riservatezza, ne aveva scelta una ad una cinquantina di chilometri da casa. Appena giunti, avevamo subito notato del movimento attorno a un'auto ferma in un punto più isolato. Alcuni uomini le si erano avvicinati a piedi: dal lato passeggero avevamo scorto una donna seduta, con la portiera aperta e le gambe protese verso l'esterno. Ci eravamo avvicinati a passo d'uomo, fin dove era stato possibile senza dare troppo nell'occhio. Poi Marco aveva spento il motore..e noi eravamo rimasti lì, avvolti dal silenzio dell'abitacolo, ad una distanza ideale per assistere indisturbati allo spettacolo che stava per cominciare. Nonostante il buio fitto, l'atmosfera era vibrante. A un certo punto, un paio di ragazzi si erano staccati da un gruppo e si erano diretti lentamente verso di noi, cercando di scorgere chi ci fosse all'interno della nostra vettura. Avevo avuto un sussulto, il cuore in gola, ma Marco li aveva allontanati con un gesto fermo della mano. I due si erano arrestati ed erano tornati sui loro passi. Avevo un nodo alla gola, un misto indescrivibile di paura ed eccitazione pura: mai in tutta la mia vita mi ero trovata in una circostanza simile. Marco si era voltato verso di me e, leggendo la mia tensione, mi aveva chiesto se preferissi andare via. “No, aspetta ancora un attimo“ gli avevo risposto con un filo di voce: “voglio vedere cosa succede“. Quel che accadde nei minuti successivi ricompensò ogni secondo di attesa e tutta la tensione accumulata fino a quel momento. I finestrini erano completamente abbassati e l'aria calda della notte portava fino a noi ogni sussurro, ogni gemito. * Per l'ora successiva, i miei occhi ero rimasti incollati a quella scena. Non avevo mai provato sensazioni così intense. Un calore improvviso e travolgente mi aveva invasa da capo a piedi..e in breve mi ero accorta di essere completamente bagnata. Marco aveva percepito quel cambiamento nell'istante stesso in cui era avvenuto e si era sporto verso di me. Poi mi aveva baciata sul collo e, con estrema lentezza, mi aveva abbassato le spalline del vestito, scoprendo completamente i miei seni all'oscurità dell'auto. Le sue mani avevano cominciato a sfiorarmi ovunque, mentre le sue dita tormentavano i miei capezzoli tesi, fino a farmi impazzire. Dunque aveva iniziato a leccarli e a succhiarli, titillandoli con la punta della lingua..“pensa se Luca potesse vederci“, mi aveva sussurrato. “Il suo obiettivo era farmi perdere il controllo, e ci era riuscito alla perfezione. Poi, la sua mano era scivolata più in basso, infilandosi sotto il tessuto leggero del vestito, fino a immergersi in quel mare di piacere che avevo custodito per tutto il tempo. Non indossando la biancheria, compresi subito che i sedili della sua auto ne avrebbero pagato lo scotto, ma non pensai fosse rilevante, non in quel momento. Marco aveva affondato due dita dentro di me, iniziando a masturbarmi con un ritmo regolare e profondo, mentre io avevo continuato a fissare ciò che accadeva a una decina di metri da noi. I gemiti della donna, ormai al centro delle attenzioni dei molti uomini che la circondavano, erano aumentati di intensità, portando la mia eccitazione a un livello che non credevo possibile. A quel punto Marco aveva osato. Mi si era avvicinato all'orecchio e mi aveva chiesto se me la sentissi di scendere e fare “quel“ passo. Per quanto fossi sul punto di esplodere, l'istinto di conservazione e il pudore avevano avuto la meglio. Avevo guardato il mio amante, ansimando, e lo avevo implorato: “No..portami a casa invece. Ho voglia che mi scopi fino a farmi perdere la ragione...“ (continua)

AJOUTéS 4 COMMENTAIRES:
  • avatar glauco Come al solito le tue storie creano dipendenza ;e stiamo qui ad aspettare il seguito

    24-10-2026 05:01:32

  • avatar ercole2015 Molto eccitante.

    24-10-2026 01:04:02

  • avatar Cappellonaperculi Eccitantissima sempre splendida Asia ....

    24-10-2026 00:25:02

  • avatar ramos60 Scena favolosa quella che era alla vs vista ma la vera vista era quella del tuo amante che aveva la fortuna di averti vista cosi infoiata

    23-10-2026 22:48:59






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