La trasferta di lavoro.
by Blues967Mi è capitato, e ancora accade, che per lavoro debba trascorrere qualche giorno in una ridente città umbra, nota per il consueto Festival dei Due Mondi.
Durante una di queste trasferte fui affiancato, per la parte organizzativa, da una collega con cui non c'era una eccessiva confidenza.
Dopo le attività lavorative, la sera ci ritrovammo a cena in un ristorante, insieme ad altri colleghi.
Lei era seduta al mio fianco e, dopo le ordinazioni, iniziammo prima a parlare di come era trascorsa la giornata lavorativa, poi il discorso scivolò pian piano su argomenti più personali.
Poiché nel gruppo di colleghi conoscono la mia passione per il vino, fui incaricato di sgeglierne uno e decisi subito per un Sagrantino di Montefalco.
Il vino fu subito apprezzato da tutti, compresa la collega che mi confidò di degustarlo per la prima volta. Così come iniziò a lamentarsi della pesantezza del quotidiano menage familiare e che finalmente quella uscita, sia pure per motivi di lavoro, la faceva sentire rinata.
Continuammo a parlare sia tra noi che con gli altri colleghi e, conclusa la cena, tornammo tutti in hotel.
Abituato a cene più leggere, mi buttai sul letto e accesi la TV per vedere se ci fosse qualcosa di interessante e per digerire un po'.
Ad un certo punto vedo sul cellulare un messaggio della collega che mi ringraziava per la scelta del ristorante, per il vino e per la piacevole serata che aveva trascorso, raccontandomi anche cose sue private.
Le risposi che mi faceva piacere avesse apprezzato la serata e che avevo ascoltato con interesse le sue confidenze. E le augurai buona notte.
Dopo qualche minuto mi arriva un secondo messaggio, nel quale mi chiede se posso passare un attimo in camera da lei per parlare ancora un po', visto che anche lei aveva necessità di digerire.
Preso un po' di sorpresa le risposi di sì e chiesi il numero della camera.
Me lo comunicò in un attimo, era al piano superiore.
Uscii dalla mia camera con un po' di ansia, sperando di non incontrare colleghi.
Arrivato alla porta busssai e lei venne subito ad aprirmi.
Appena entrato restai di stucco: aveva indossato una vestaglia corta di raso bianco che metteva in risalto non solo il suo bel seno, ma anche un bel paio di gambe.
Mi prese per mano e mi fece accomodare sul letto, le luci erano soffuse e iniziò a baciarmi.
Dopo un primo momento di imbarazzo, iniziai anch'io a baciarla con passione sulle labbra, poi lungo il collo e sui seni ormai turgidi.
Mi chiese di spigliarmi, cosa che feci in un attimo, e ripresi a baciarla lungo tutto il corpo, fino a giungere alla sua magnifica
orchidea selvaggia
, ben adornata da un rigoglioso ciuffo di pelo nero.
La sentivo ansimare e, sapendo che in quella situazione inaspettata non avrei resisito molto, le infilai dolcemente il mio sesso nel suo.
La sentivo gemere sempre più intensamente mentre mi muovevo dolcemente e baciandole il seno.
Non resistemmo troppo ed entrambi venimmo in un poderoso amplesso che ci fece crollare appagati sul lettone.
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