logo Cuckold USA


STORY

Il ticchettio delle Prime Corna - I° Parte

by Dado
Viewed: 222 times Comments 5 Date: 11-01-2026 Language: Language

TIC TAC TIC TAC TIC TAC
Il ticchettio dell'orologio cresce a ogni passo, un colpo che martella la testa.
Cammino nel parco, ma non vedo nulla. Solo quel suono che mi penetra, mi frantuma e divora i miei pensieri.
Ogni pulsazione del cuore si fonde al ticchettio, passo dopo passo, creando una tensione che non so come fermare. Non so dove sto andando, non c’è direzione, solo quel rumore che mi spinge avanti.
I pensieri corrono troppo veloci, si sovrappongono, e ogni tentativo di rallentarli sembra inutile. Il corpo procede da solo, come se non potessi oppormi.
Non so cosa sto cercando; mi sembra di non arrivare da nessuna parte. Vago nel nulla, eppure non riesco a fermarmi.

Lei è con lui…

Un brivido mi corre lungo la schiena. Il ticchettio continua, insistente, e la mia mente rimane impastata di confusione.
All’improvviso un ragazzo mi urta con la spalla, facendomi barcollare. Non si volta: corre via insieme al gruppo di amici che lo segue, ridendo e spingendosi tra loro.
Il loro frastuono irrompe nei miei pensieri e li spazza via, riportandomi alla realtà.

Le idee si schiariscono. La nebbia nella mia testa si dirada. Le immagini tornano nitide.
Mia moglie.
Il suo sorriso.
I primi baci: brevi, goffi, veri.
Gli anni che abbiamo vissuto scorrono come fotogrammi, sfuocati ma vivi: il fidanzamento, il matrimonio, la casa, i sogni condivisi.
Poi, qualcosa cambia. Non era gelosia, o almeno non solo.
Non so quando. Non so perché. È un mutamento lento, quasi impercettibile. Ma cresce, si allarga.

Quella fantasia!!

All’inizio ho cercato di ignorarla: era solo un pensiero fugace, un’ombra che attraversava la mente. Mi dicevo che fosse normale, semplice insicurezza. Ma più cercavo di scacciarlo, più prendeva forma, diventando qualcosa di concreto, quasi vivo.
A volte mi domandavo se fosse davvero normale o piuttosto un pensiero distorto, qualcosa che non avrei dovuto ammettere nemmeno a me stesso.
Ma più ci riflettevo, più quella fantasia cresceva, diventava invadente, prendendo spazio dentro di me. Mi capitava spesso, soprattutto quando ero a lavoro. Mi ritrovavo a immaginarla con un altro.
Ecco, l’ho finalmente detto: un altro Uomo.
Mi chiedevo come sarebbe stato, immaginarla soddisfatta in un modo che pensavo di non poterle dare. Non riuscivo a capire se fosse solo una mia perversione, una follia che mi stava prendendo, o se fosse qualcosa che in fondo, in qualche angolo nascosto della mente, volevo davvero. L’idea di vederla scopata da un altro Uomo mi eccitava.

Alla fine non ce l'ho fatta più. Ricordo ancora quella calda sera d'estate.
Stavamo facendo l'amore, i miei occhi incrociano i suoi, la sensazione di essere completamente connessi…
Lei è lì, bellissima. Il suo corpo è caldo contro il mio, la pelle lucida di sudore, il respiro che si intreccia con il mio. Ogni movimento, ogni sussulto mi manda fuori di testa. Non c'è più controllo.
Il rumore dei nostri corpi, il suo respiro che mi sfiora l'orecchio, il suo guardo che mi scuote dentro.
Sono fuori di me, ogni movimento mi manda in frenesia, più spingo, più mi muovo dentro di lei, più la mia mente corre, immaginandola penetrata da un cazzo grosso.

Una spinta irrazionale, quasi incontrollabile. Il mio corpo così in tensione che si muove ad un ritmo mai avuto, la mente offuscata dal piacere. Quel pensiero nella testa...
Lei mugugna, si lascia andare, ed è tutto ciò che riesco a sentire, tutto ciò che riesco a vedere.
Sento l’impulso montare, farsi sempre più vicino, ma cerco di trattenerlo.
Sto già per venire, ma non voglio.
La perdita di controllo è totale. Le parole mi sfuggono: una confessione che finalmente trova la via d’uscita.
Sei bellissima, le dico. Lo sai che meriteresti un cazzo più grosso? Un cazzo che ti faccia godere di più…
Le parole che non avrei mai voluto pronunciare erano uscite, e subito dopo mi sono lasciato cadere sul letto. Mi sono girato di lato, evitando il suo sguardo, cercando di non sentire nulla. Restavo lì, come se non fosse successo niente, cercando di ignorare ciò che avevo appena detto.

I giorni successivi sono stati un miscuglio di vergogna e desiderio.
Ciò che avevo confessato l'aveva colpita più di quanto volesse ammettere, e questa consapevolezza mi tormentava.
Ogni volta che ci guardavamo, qualcosa rimaneva irrisolto tra di noi. Un silenzio che pesava, che nessuno voleva affrontare. Eppure, in quell'assenza di parole, qualcosa ci attraeva, qualcosa che entrambi percepivamo ma non nominavamo.
Ci evitavamo, o almeno ci provavamo. Parlavamo di tutto tranne di ciò che era successo. Ma quando eravamo vicini, le nostre mani si sfioravano, gli sguardi si incrociavano, e la tensione diventava impossibile da ignorare.
Non serviva dirlo: sapevamo cosa volevamo.
Quando le nostre labbra si sfioravano di nuovo, tutto il resto spariva. Il desiderio cresceva senza parole.
Ogni gesto, ogni tocco, una nuova intimità da costruire…

Di lì a poco qualcosa cambia. Le fantasie affioravano da sole: prima accenni leggeri, quasi ironici, poi immagini più definite. All’inizio era soltanto “un altro Uomo”.
Una sera però, mentre ci cercavamo con una lentezza insolita, quella possibilità trovava voce.
Lei rigida, mi stringe, poi abbassa lo sguardo con una timidezza nuova. Le sue labbra sfiorano le mie e sussurra:
Un uomo che mi faccia sentire… più desiderata.
La frase mi attraversava come una scarica perché lo volevo anch’io.
Da quel momento, ogni volta che facevamo l’amore, quella visione ritornava. Non facevamo nomi, non immaginavamo nessuno in particolare. Ma l’idea prendeva piede, giorno dopo giorno. Non era più soltanto un gioco mentale. Inutile negarlo.
La nostra intimità era cambiata, e non c’era bisogno di parlarne.

Una sera avevamo fatto l’amore, lasciandoci andare a fantasie più intense del solito.
Mi alzai piano, cercando di non fare rumore.
Il suo corpo caldo, disteso sotto le coperte e qualcosa che si accende dentro di me. Sento l’eccitazione crescere. Con un gesto quasi istintivo prendo il cellulare.
Mi collego ad un sito di incontri.
Le immagini scorrono sullo schermo. Quegli annunci, quelle foto mi riportano alla mente ciò che abbiamo condiviso, quel desiderio che ormai ci unisce in modo quasi viscerale.
Improvvisamente sento cambiare il suo respiro. Alzo lo sguardo. Mi osserva.
I suoi occhi sono fissi sui miei, lucidi, come se sapesse esattamente cosa sta succedendo.
Non parlo. Lei si avvicina lentamente. Il suo corpo sfiora il mio mentre guardiamo lo schermo insieme. Scende. Le sue dita mi sfiorano, delicate ma decise. Percepisco il lieve tocco delle sue labbra contro la mia pelle, e un fremito mi scuote. Il mio cazzo è dentro la sua bocca. Mi sta spompinando con una passione che non avevo mai sentito prima. Ogni movimento è più profondo, più sensuale.
Mi lascio trasportare. Dei gemiti…mentre continuo a scorrere quelle foto e mia moglie mi spompina.
La sua testa riemerge da sotto le coperte; mi guarda, la bocca colante della mia sborra. È irresistibile.
Sorride. Non è timidezza. Non è esitazione. È un invito a compiere il passo successivo, insieme...

ADDED 5 COMMENTS:
  • avatar Zagort Avvincente ed eccitante. Quante volte con le mie partner avrei voluto dirlo apertamente di voler essere fatto cornuto ma non ho avuto il coraggio di guardarmi realmente dentro.. Poi trovai la donna giusta con la quale presi consapevolezza di me stesso. Ed ora sono qui felice della mia condizione di cornuto in cerca di nuovo della sweet giusta. Attendo il seguito.

    12-01-2026 23:23:13

  • avatar SalvatorebullFG Racconto stupendo... spero di leggere ben presto il seguito... complimenti....!!!

    12-01-2026 16:04:22

  • avatar Lupo1 Racconto superlativo

    12-01-2026 15:11:48

  • avatar Ambrosia Bell'inizio di storia...da seguire sicuramente.

    12-01-2026 15:11:53

  • avatar Massimomen Seguo

    12-01-2026 11:15:57






Go to Cuckold.net World
CLICK HERE