Il camionista
by Francy38Francesca camminava lentamente tra i giganti di ferro allineati nel buio nel parcheggio, i loro profili squadrati che sembravano bestie addormentate sotto i lampioni giallastri.
Si fermò davanti a un imponente truck grigio. La cabina era illuminata solo da una debole luce a LED rossa che filtrava dai finestrini. Senza riflettere troppo, mossa da un’audacia che non sapeva di avere, allungò la mano e bussò tre volte sulla portiera di metallo freddo.
L'Incontro
Dopo un istante di silenzio, il vetro scivolò giù. Un uomo sulla cinquantina , con lo sguardo stanco ma magnetico .
Ti sei persa?
chiese lui, la voce profonda che sembrava vibrare nell'aria della notte.
Forse sto solo cercando un posto più caldo di questo parcheggio,
rispose Francy , sostenendo il suo sguardo.
L'uomo accennò un sorriso complice e sbloccò la portiera. Francy salì i gradini, entrando in un mondo ovattato fatto di pelle, profumo e musica in sottofondo. Lo spazio era stretto, intimo, quasi elettrico.
Non ci furono bisogno di molte parole. Non appena la portiera si chiuse, isolandoli dal rumore del mondo esterno, l'atmosfera si fece densa. Lui si voltò verso di lei, restando seduto sul sedile di guida, mentre francy si accovacciò nello spazio tra i due sedili.
Il primo tocco: Le dita di lui, ruvide e calde, le sfiorarono il mento, risalendo verso le labbra.
Il contrasto: La morbidezza della pelle di Francesca contro la forza dell'uomo creò un brivido immediato.
I respiri si fecero corti, sincroni, mentre lui la attirava a sé, facendola sedere sulle sue gambe.
L'amore tra di loro fu un incendio improvviso. In quella cabina, ogni movimento era amplificato. Le mani di lui esploravano le curve di lei con una fame autentica, mentre Elena si perdeva nel vigore di quell'abbraccio inaspettato.
Fu un incontro fatto di sensi risvegliati: il rumore della pioggia che iniziava a battere sul tetto di lamiera, il calore dei corpi che lottavano contro il freddo esterno e il ritmo lento, quasi ipnotico, di un piacere cercato e trovato nell'anonimato di una notte di viaggio. Quando finalmente ci baciamo fu con un’intensità che sembrava voler colmare chilometri di solitudine in pochi istanti di pura passione.
Il viaggio è fatto di soste, e alcune sono più indimenticabili della destinazione stessa.
Lui si alzò, guidandola con delicatezza ma decisi verso la zona notte, quel piccolo rifugio di velluto e ombra situato proprio dietro i sedili. In quello spazio ristretto, ogni movimento diventava una danza necessaria.
Lo Spogliarsi
Non ci fu fretta, solo un’attenzione magnetica.
I vestiti Caddero uno alla volta sul pavimento della cabina, rivelando la pelle nuda sotto la luce soffusa
Ogni centimetro di pelle scoperta cercava il calore dell'altro. La ruvidezza delle mani di lui contro la seta della schiena di lei creava scintille quasi tangibili.
Si lasciarono cadere sul lettino, lenzuola pulite e profumo d'uomo. Lì dentro, il tempo smise di scorrere secondo le leggi del mondo esterno.
Si cercarono con una fame che non ammetteva pause, cambiando posizione per sentire ogni angolo del corpo dell'altro.
La cabina, oscillava ogni loro movimento, trasformando il tir in una culla nel mezzo del nulla.
Passarono ore a sussurrarsi desideri, alternando momenti di passione travolgente a carezze lente, mentre fuori il mondo restava immobile e buio.
Senza che se ne accorgessero, il nero della notte iniziò a virare verso un blu profondo e freddo. Le 5:00 del mattino arrivarono con il suono metallico di un altro camion che si metteva in moto poco lontano.
Lui si allungò verso il piccolo fornello da viaggio. Il gorgoglio della moka riempì il silenzio postpassione, mentre l'aroma del caffè si mescolava al profumo dei loro corpi. Seduti sul bordo del lettino, avvolti solo da una coperta, bevvero il caffè guardando i primi riflessi del sole che battevano sugli specchietti retrovisori.
È stato il viaggio più bello che ho fatto senza muovere un chilometro,
disse lui a bassa voce, porgendole la mano per aiutarla a scendere.
francesca sorrise, gli diede un ultimo bacio che sapeva di caffè e libertà, e scese i gradini. Mentre il tir si allontanava verso l'autostrada, lei rimase a guardare... dopo poche ore un messaggio... Stanotte non è stata una sosta, è stata la meta che non sapevo di stare cercando. Non lasciare che i chilometri ci portino via quello che è successo qui dentro.Tra tre giorni ripasso da qui, alla stessa ora. Se vedrai le mie luci accese, saprai che ti sto aspettando per un altro caffè... e per tutto il resto..
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