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STORY

ERA LA MIA DONNA IDEALE

by DepravatoMaturo
Viewed: 364 times Comments 5 Date: 04-01-2026 Language: Language

Dello volte è il caso che ci fa incontrare la donna che consideri quella ideale, a me è successo, ma non sono riuscito a tenerla.
Ero andato a fare una passeggiata al centro di Roma, dopo aver visto le vetrine di via del Corso mi sono seduto al bar nella galleria Alberto Sordi per prendere un caffè.
Dopo pochi minuti si è seduta al tavolino accanto al mio una signora di quarantacinque anni o forse cinquanta dai bei lineamenti, alta, capelli lunghi biondi raccolti a cipolla, vestita con un tailleur pantalone nero e un paio scarpe basse, dall’aspetto complessivo insignificante, una donna semplice, insomma non mi attraeva, ha ordinato un te e guardava distrattamente le persone che passavano in galleria.
Quando è arrivato il cameriere per posare il vassoio sul tavolino inavvertitamente le ha fatto cadere la borsetta, non era chiusa e tutte le cose che aveva dentro si sono rovesciate per terra, subito mi sono chinato per aiutarla a raccoglierle, dopo avermi ringraziato abbiamo iniziato a chiacchierare, parlavamo di un po’ di tutto, abbiamo passato un’oretta spensierata, dopo di che si è alzata e mi ha detto che doveva tornare a casa, ma le sarebbe piaciuto rivedermi perché era stata bene quell’ora con me, ci siamo scambiati il numero di cellulare, mi ha salutato ed è andata via.
Per qualche giorno non ho più pensato a quella signora e sinceramente non mi ricordavo neanche di avere il suo numero di cellulare, ne ho tanti di numeri, molti sono di signore con cui faccio sesso davanti al marito mentre lui si masturba.
Un pomeriggio mi è arrivata una telefonata, ho letto il nome prima di rispondere, era Anna, mi è venuto subito in mente che con una Anna avevo fatto sesso due giorni prima, una coppia che conosco da parecchio tempo, ho risposto come faccio sempre con lei “ciao troiona come stai, ti brucia ancora il culo?”, non mi rispondeva, c’è stato un minuto di silenzio poi “forse sta sbagliando persona, sono Anna, la signora del bar in galleria”, sono rimasto imbambolato, ero diventato rosso in faccia come un peperone, non sapevo come scusarmi, per fortuna è stata lei a levarmi dall’impaccio, mi ha chiesto se ci potevamo rivedere, ho accettato volentieri e ci siamo dati appuntamento allo stesso bar dove ci siamo conosciuti.
Seduti al tavolino abbiamo bevuto frettolosamente un caffè perchè lei aveva voglia di passeggiare, ci siamo incamminati per Via del Tritone, Piazza Barberini, Via Veneto, mentre parlavamo del più e del meno.
Arrivati a Porta Pinciana mi ha preso la mano e di scatto mi ha chiesto perché l’avevo chiamata in quel modo al telefono, rimasi impietrito, non me lo aspettavo che me lo chiedesse, non sapevo cosa dirle, poi ho pensato che essendo ambedue adulti non c’era niente di male dirle la verità.
Gli ho raccontato della mia vita di libertino, delle donne sposate con cui facevo sesso, dei mariti che si eccitano e si masturbavano vedendomi scopare le mogli, Anna mi guardava fissa negli occhi, le sembrava una cosa strana, come ho finito di narrare le mie avventure mi ha stretto forte la mano e insieme, in silenzio, ci siamo inoltrati nella penombra di in Villa Borghese.
Dopo qualche minuto di mutismo assoluto lei ha iniziato a raccontarmi la sua storia.
Era sposata da molto tempo con un uomo molto più grande di lei sempre assorto nel lavoro, aveva un negozio di salumeria, quando tornava a casa era sempre nervoso, preoccupato, beveva e andava a letto mezzo sbronzo senza filarsela, oramai erano almeno tre anni che non avevano rapporti intimi, lo amava, ma anche una donna ha i suoi bisogni, mi ha confessato che si masturbava spesso, era arrivata, vergognosamente, ad entrare in un sexy shop per acquistare un vibratore che teneva scrupolosamente nascosto nella sua biancheria intima.
Mentre parlava era cupa in viso, sembrava volesse piangere, l’ho abbracciata a me per consolarla, in quel momento è uscito in me la mia tendenza libertina, l’ho stretta addosso ad un albero e l’ho baciata in bocca, ha avuto un attimo di esitazione, stava ferma, immobile, poi non so cosa sia scattato in lei, ha ricambiato il mio bacio.
Incollati bocca a bocca non ci staccavamo mai, non so quanto tempo è durato, abbastanza per farmi eccitare, mi si era rizzato il cazzo, con la mano sono arrivato sul suo ventre e da sopra il pantalone l’ho masturbata, si era eccitata anche lei, muoveva il bacino avanti e indietro mentre una sua mano si era poggiata sulla patta del mio pantalone e lo massaggiava.
Purtroppo è durato troppo poco, con un gemito è venuta, si è staccata da me, mi ha salutato dicendomi che doveva tornare a casa prima del rientro del marito, che ci saremmo risentiti presto e ha preso un taxi lasciandomi con il cazzo in tiro.
Vado a letto sempre molto tardi, quella sera non riuscivo proprio a dormire, pensavo ad Anna, avevo di lei una immagine di una donna di casa, dedita ai mestieri famigliari, fedele al marito, non certo di una femmina assetata di sesso, crollai dal sonno verso le cinque.
Al mattino verso le sette e mezzo mi squilla il cellulare, assonnato rispondo, era Anna, voleva rivedermi quel pomeriggio, quando mi sveglio se non prendo un caffè non connetto, non mi ricordo cosa le ho risposto, mi sono rimesso a dormire.
Alle sedici risquilla il cellulare, ancora dormivo, era sempre Anna che mi dava appuntamento al solito bar alle sedici e trenta, le dissi che non potevo, non avrei mai fatto in tempo dato che ancora ero a letto, ci ha pensato un attimo poi mi ha detto che voleva il mio indirizzo, sarebbe venuta lei a casa mia.
Ho avuto un attimo di esitazione, non porto mai a casa mia persone sconosciute, le uniche sono quelle poche coppie con cui ho stretto amicizia da molto tempo, ma vista la sua insistenza le ho detto dove abitavo.
Avevo appena finito la doccia e ho sentito squillare il citofono, era lei, aveva volato, le apro, ero ancora con l’accappatoio addosso, come spalanco la porta mi salta addosso abbracciandomi e baciandomi appassionatamente.
Faticosamente, incollati uno all’altra, abbiamo raggiunto il salotto, sono caduto sul divano di peso e lei sopra di me, continuavamo a baciarci.
Stavolta è stata la sua mano ad inserirsi nel mio accappatoio, me lo ha preso in mano e me lo carezzava come si fa con un bambolotto, l’ho subito ricambiata, con la mano, a fatica dato che stavolta aveva messo una gonna lunga, sono riuscito ad arrivarle in mezzo alle gambe e dopo aver spostato le mutande, quelle bianche che usavano una volta, le ho messo un dito in figa.
Ci siamo masturbati a vicenda per almeno dieci minuti mentre rimanevamo incollati bocca a bocca.
Ecco che è riuscito in me lo spirito libertino, avevo il cazzo dritto e lei era tutta bagnata, le ho tirato su la gonna, le ho strappato di dosso le mutande e mi sono tuffato nella sua figa leccandola e succhiandola.
Avevo la bocca piena dei suoi umori, ma purtroppo anche piena di peli, era pelosissima, non le si vedeva la figa per quanti ne aveva, secondo me non li aveva mai curati, mi sono fermato e le ho chiesto di seguirmi in bagno, mi guardava in modo strano, non capiva il motivo, le ho levato la gonna, l’ho fatta sedere sul bidet e ho preso schiuma da barba e rasoio.
Si spaventò, non sapeva cosa volevo fare, la tranquillizzai promettendole che dopo sarebbe stata più bella.
Con delicatezza le tagliai minuziosamente tutti i peli, facendo molta attenzione sulle labbra della figa.
Quando finii aveva un inguine liscio e vellutato con sotto una fighetta rosea, sembrava quella di una bambina.
Si è passata una mano sopra, mi ha guardato sorridendo dandomi ragione che in quel modo era molto meglio.
L’ho presa per mano e siamo andati in camera da letto, mi sono levato l’accappatoio e aspettavo che anche lei si spogliasse nuda, ma era timida, mi confessò che come l’aveva fatta mamma l’aveva vista solo il marito, si vergognava davanti ad un altro uomo.
Mi sono accostato a lei e baciandola le ho levato di dosso prima la camicetta e poi il reggiseno, aveva un bel seno, almeno quarta misura, il corpo longilineo senza un filo di grasso, sotto quei vestiti antiquati che portava non si vedeva tutto quel ben di dio.
Ci siamo stesi sul letto e ho ripreso quello che avevo interrotto precedentemente infilandole con molto più gusto la lingua in figa e morsicandole delicatamente il clitoride, le piaceva, smaniava, mi ha preso il cazzo in mano portandoselo alla bocca, non era molto esperta, lo leccava, lo succhiava, lo smaneggiava, comunque mi aveva eccitato.
Mi sono messo sopra di lei e le ho infilato il cazzo in figa, ha fatto un gesto di fastidio, chiaramente non lo aveva preso da molto tempo, oltretutto l’aveva molto stretta, ho cercato di non farle male, l’avevo riempita di saliva e insieme ai suoi umori facevano da buon lubrificante, glielo facevo scorrere dentro lentamente cercando di non spingere troppo a fondo.
Quando ho sentito che si era eccitata cominciando a godere ho aumentato il ritmo sempre più velocemente e con forza fino a metterlo tutto dentro, urlava dal piacere, facevo fatica ad attapparle la bocca con una mano per non far sentire ai vicini.
Con un ultimo urlo e venuta e io appresso riempiendole la figa di sborra.
E’ corsa in bagno, si è fatta colare il mio sperma sulla mano e la guardava, come se non l’avesse mai vista.
Si è lavata, rivestita, mi ha baciato in bocca ed è andata via rassicurandomi che ci saremmo rivisti molto presto.
Dopo quel rapporto mi sono messo a riflettere, certo era una bella donna, fatta molto bene vedendola nuda, ma di esperienza a letto ne aveva molto poca, quasi niente.
Il tempo di una nottata e subito mi ha chiamato al cellulare, sarebbe venuta alle sedici a casa mia, cavoli era proprio in arretrato.
Precisa come un orologio si presentò alla porta, non mi ero neanche vestito sapendo del suo arrivo, neanche il tempo di salutarla, mi prese per la mano e potato in camera da letto, si levò la gonna, che questa volta era più corta, la camicetta, le mutande e il reggiseno, si è buttata sul letto strattonandomi addosso a lei, abbiamo ricominciato a scopare come se fosse stato il prosieguo del giorno prima.
Questo successe per vari giorni di seguito, vedevo in lei dei cambiamenti nel vestiario, la gonna era sempre più corta, la camicetta leggermente trasparente, i mutandoni li aveva sostituiti con gli slip, quelli con il filo tra le chiappe, e il reggiseno non lo portava più.
Anche nel sesso era migliorata, adesso il cazzo lo prendeva i bocca tutto scorrendolo tra le labbra e facendoselo arrivare fino in gola e quando sborravo la ingeriva, alzava le gambe in alto per farsi infilare il cazzo meglio nella figa che con il passare delle penetrazioni si era allargata, inoltre mentre la scopavo si masturbava, si metteva le dita dentro insieme al mio cazzo aumentando l’allargamento delle pareti.
Migliorava sempre di più, stava diventando una esperta, pensai che era il momento di ampliare le sue conoscenze nel sesso.
Un pomeriggio, che come faceva oramai da mesi, appena entrava mi saltava addosso e portava in camera, dopo che ci eravamo denudati, invece di mettermi addosso a lei, dopo averle leccato la figa per qualche minuto e fatta eccitare l’ho girata di peso e le ho allargato le chiappe iniziando a leccarle l’ano, era tesa, quasi terrorizzata, non si aspettava quella mia mossa, aveva capito cosa volevo, non si è ribellata, ma mi ha chiesto di fare piano perché non lo aveva mai fatto, era ancora vergine.
Con molta calma le ho inserito la lingua dentro, aveva un buchetto strettissimo, cercavo di metterle più saliva possibile dentro e nel frattempo facevo ruotare la lingua per allargarlo, lei non diceva niente, immobile, sostituii la lingua con un dito, fece un urletto, continuai imperterrito affondando il dito sempre di più e ruotandolo, le pareti stavano cedendo, inserii un secondo dito e iniziai a farlo più velocemente e a fondo, si lamentava, le faceva male, cercavo di eccitarla inserendole due dita in figa e massaggiandole il clitoride, quando si è calmata ho levato le dita e le ho appoggiato sull’ano il cazzo, l’ho sentita irrigidirsi, in un orecchio le ho detto di fare respiri profondi che il doloro sarebbe presto andato via.
Dopo il terzo respiro ho spinto il cazzo dentro delicatamente, ha fatto una smorfia, ho continuato cercando di farlo entrare di più, si lamentava che le faceva male, ho insistito aumentando la spinta e la velocità fino a che con una ultima botta l’ho infilato tutto dentro, ha spalancato da bocca rimanendo così per qualche minuto.
Oramai era fatta, le avevo aperto il culo, continuavo a farglielo scorrere su e giù, il contatto del cazzo sulle pareti del culo la stavano eccitando, le stava piacendo, si è allargata le chiappe con le mani aiutandomi a farglielo penetrare più a fondo, ha cominciato a muovere ritmicamente il bacino, stava godendo, gocce di umori le uscivano dalla figa, con un una spinta forte le ho sborrato in culo e lei ha urlato di piacere.
Con mia soddisfazione ero riuscito a trasformare con i miei insegnamenti una donna di casa in una donna da letto.
Da quel giorno veniva a casa mia e voleva farsi scopare e inculare.
Questa storia è andata avanti per parecchio tempo e io sinceramente non dico che mi ero stufato, ma avevo i miei impegni, le mie abitudini, gli amici non li incontravo più, dovevo rinunciare alle coppie che mi cercavano, insomma dovevo trovare un altro sistema per accontentarla.
Avevo pensato di portarla in un club prive, ma lei la notte non poteva uscire, mi è venuto in mente l’idea di andare in una sauna naturista, normalmente non vado in quei luoghi perchè preferisco fare gli incontri in casa, e le ho fatto la proposta.
In un primo momento non voleva andare, aveva paura che qualcuno la conoscesse, l’ho tranquillizzata dicendole che in questi ambienti c’è come un codice d’onore, se incontri una donna con cui hai scopato non la devi salutare e rispettare la privacy, timorosa ha accettato.
Siamo entrati alla sauna, mi stringeva la mano spaurita, recati nello spogliatoio c’erano una coppia e un singolo, mi sono levato i vestiti e messi nello stipetto coprendomi con un accappatoio, Anna non si spogliava, si vergognava, mi sono avvicinato a lei e l’ho spogliata mentre le davo un bacio.
Siamo entrati nella sala piscina, qualche coppia parlava con dei singoli mentre altri due erano in vasca.
Ci siamo seduti ad un tavolino del bar, avevo ordinato dei whisky, più per lei che per me per darle coraggio, si guardava in giro, mi teneva sempre la mano.
Dopo aver bevuto le ho detto di andare in vasca, con la testa mi ha accennato che non voleva, mi sono alzato dalla sedia e l’ho trascinata con me nella vasca, la mano me la stringeva sempre più forte dalla paura.
Nella piscina si era stretta a me, per calmarla le ho dato un bacio in bocca.
Vicino a noi c’era un uomo di circa quarant’anni, lo vedevo con la coda dell’occhio che si avvicinava sempre di più, continuavo a baciarla per non farle accorgere di quello che stava succedendo.
Quando l’uomo le ha messo una mano su una gamba carezzandola ha fatto un salto, cercava di scansarsi, ma io la tenevo ferma non permettendole di muoversi.
Nel momento che l’uomo è salito con la mano toccandole la figa e mettendole un dito dentro voleva scappare, ma l’ho bloccata stringendola forte a me, passavano i minuti, la mano dell’uomo faceva il suo lavoro e lei stava per cedere, stava eccitandosi, ha allargato le gambe facendosi penetrare.
La masturbazione dell’uomo e il mio bacio l’avevano completamente rilassata, si è levata da dosso a me e ha allungato il braccio prendendo il cazzo dell’uomo in mano masturbandolo.
Era talmente eccitata dalla situazione che dopo poco e venuta con un gemito ed è voluta uscire dalla piscina lasciando l’uomo a cazzo dritto.
Seduti al bar mi guardava con un sorrisetto malizioso, come per dirmi che era riuscita a fare una cosa per lei impensabile, dentro di me pensavo che era solo l’inizio, infatti poco dopo l’ho presa per mano recandomi alla sauna, mi ha seguito tranquilla.
Dentro non c’era nessuno, ci siamo accomodati su una panca e lei si è poggiata addosso a me.
Pochi minuti e dentro è entrato l’uomo che aveva masturbato in piscina e un altro singolo, si sono levati l’accappatoi di dosso rimanendo nudi, Anna si è girata verso di me, vergognosa non voleva vedere.
Mentre era sdraiata sul mio petto le ho messo una mano su un seno tastandolo e mentre lo facevo le levato l’accappatoio di dosso, prima scoprendole i seni, poi aprendolo tutto lascandola a figa a vista.
Mi stringeva, non guardava, le carezzavo tutto il corpo scendendo sempre più giù fino ad arrivarle alla figa, le massaggiavo il clitoride, le allargavo le labbra e infino le ho messo due dita dentro masturbandola, nel mentre le allargavo le gambe.
Si stava bagnando, le piaceva.
Sentendo che si stava eccitando ho fatto un cenno a quei due uomini, si sono avvicinati e hanno iniziato a carezzarle le gambe, Anna si è irrigidita, chiudeva le gambe, mi stringeva con più forza.
Le ho strizzato i capezzoli sapendo che era molto sensibile, ha fatto un gemito, era il momento giusto, levai la mia mano dalla figa lasciando il campo libero a quei due e subito uno le infilò la lingua dentro mentre l’altro le succhiava i seni.
Tra le mie braccia la sentivo più rilassata, le stava piacendo, allargava le gambe permettendo all’uomo di penetrarla con la lingua più in fondo, si era eccitata.
Quando ha sentito poggiarsi sulle labbra della figa il cazzo dell’uomo che la stava leccando si è bloccata, mi ha stretto forte a se, ho avvicinato la bocca alla sua e le ho dato un bacio voluttuoso, l’uomo le ha infilato di colpo il cazzo dentro e lei ha fatto un gemito di piacere.
Ha continuato a scoparla con sempre più velocità e forza, Anna stava godendo, si è svincolata dalle mie braccia e ha preso il cazzo in mano dell’uomo che le stava succhiando i seni portandoselo alla bocca e facendogli un pompino.
Ad un certo punto si è alzata, ha fatto sdraiare l’uomo sulla panca mettendosi sopra di lui e infilandosi il cazzo in figa mentre ha fatto mettere l’altro uomo dietro di lei offrendogli il culo.
Godeva in continuazione e quando i due le hanno riempito la figa e il culo di sborra ha urlato di piacere.
I giorni successivi voleva andare sempre alla sauna, le piaceva farsi usare e sinceramente piaceva anche a me.
Era fatta, aveva completamente ceduto, era diventata la donna dei miei sogni, le ho chiesto di lasciare il marito e venire a vivere con me, non ha voluto, le stava bene andare avanti così.
Abbiamo continuato a vederci tutti i giorni, a casa mia o in sauna e tutti i giorni le rinnovavo la richiesta di stare fissa con me, ma lei non voleva.
All’improvviso è sparita, il cellulare era disattivato, aveva cambiato numero e non sapevo neanche dove abitava, mi sono rassegnato, l’avevo persa, mi dispiaceva.
Qualche mese dopo una coppia di miei cari amici mi hanno chiesto di accompagnarli in sauna perché non ci erano mai andati, quando sono entrato, mentre loro facevano amicizia con altri singoli presenti, mi sono fatto un giro e passando alla sala sauna mi sono ricordato di quando ci andavo con Anna.
Facendo il giro sentivo dei gemiti e urla di piacere nelle stanzette, per curiosità mi sono avvicinato a quella dove uscivano quei piacevoli lamenti, mi affaccio alla porta e vedo Anna in mezzo a tre uomini, uno la scopava, uno la inculava e l’altro le aveva messo il cazzo in bocca, mi ha visto, mi ha fatto un sorrisetto e ha continuato a sbocchinare mentre godeva come una gran troia.
Sono andato via a testa bassa, al cameriere del bar gli ho chiesto se quella donna che stava nella cameretta veniva spesso, mi ha confidato che veniva tutti i giorni, si faceva scopare e inculare da quattro o cinque uomini e poi scappava via dicendo che doveva correre a casa prima che tornasse il marito, la chiamavano la troia di tutti.
Cazzo, cazzo, cazzo (scusate) che stronzo che sono stato a farmela scappare insistendo a chiederle che la volevo per me quando lei voleva essere libera di andare con tutti.

ADDED 5 COMMENTS:
  • avatar coppiatitubante Bellissimo racconto, un vero peccato averla persa

    05-01-2026 09:19:24

  • avatar MaturoRomano Avevi una troia tra le mani e te la sei fatta scappare

    05-01-2026 01:23:58

  • avatar SlutLy Peccato

    05-01-2026 01:21:14

  • avatar PerVoi Bella storia, peccato il finale

    05-01-2026 00:05:42

  • avatar SlutDany Questa non me l'hai mai raccontato, ti era capitata una donna come me e te la sei lasciata scappare, e quando ti ricapita

    05-01-2026 00:00:14






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