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STORY

L’attico e la manager

by oibo
Viewed: 152 times Comments 0 Date: 20-01-2026 Language: Language

Mi presento, Carlo 40 anni , un pochino di pancetta ma tutto sommato il fisico resiste ancora, 15 anni di nuoto son serviti. Abito in un grande condominio con 8 scale. Da me all’ottavo piano c’è un attico che da qualche mese è abitato. Siamo prossimi ad una assemblea ed io come capo scala, attacco il mio solito foglio in ascensore dove dico che accetto deleghe e se cortesemente le imbucano nella mia cassetta. Quel pomeriggio intorno alle 18 mi suonano alla porta, bellissima visione, un tailleur nero con dentro una donna, bionda, 1’70 magrolina con la sua borsa/valigetta e si presenta. Buonasera sono Monica , abito all’attico e ho letto che accetta le deleghe per l’assemblea, si certo ma si accomodi, mi scusi ma sono in ritardo le lascio la delega, grazie, e riprese l’ascensore. Nella settimana successiva la incontrai spesso, io di solito faccio i turni, e spesso la incontravo puntuale lei e la sua mica giù al portone che alle 7 in punto in tenuta ginnica partivano per la loro corsetta sino alle 8, ci si poteva rimettere l’orologio, dal loro abbigliamento sembravano sorelle, unica differenza è che la castana era quei 5 cm più alta. Sempre buongiorno e buonasera, ma da sotto gli occhiale vedevo due corpicini da sballo, leggings neri che mettevano in evidenza quei fondoschiena atletici e su un giacchino della tuta. Poi alle 9 la vedevo dalla finestra in tailleur andare nel parcheggio e prendere la sua smart. La mattina alle 7 quando le vedevo partire correndo, sembravano due trentenni che tra un saltello e l’altro c’era qualche battuta e risatine. Notai che quelle volte che le incontravo la mattina alle 7, quel buongiorno era piacevole e dai loro sguardi non passavo inosservato. Dopo qualche mese ci fù un’altra assemblea straordinaria per un problema in varie scale, feci lo stesso biglietto, e anche questa volta mi suonò per darmi la delega. La invitai a entrare per un caffè che accettò. La vedo stanca in volto le dissi……… si è snervante e domani devo andare in francia x una settimana, ma altri 4 anni e vado in pensione mi disse……. In pensione così presto?……. Non sembra ma ho i miei 60 anni. Complimenti le dissi le davo meno di 50. Grazie rispose. Dopo 2 giorni la incontro sempre alle 7 per la corsetta, ma era da sola. Oggi sola? E si Beatrice ieri ha preso uno strappo……. Nulla di grave spero…….. no no domani sarà qui, comunque hai fatto colpo, e così dicendo parte a razzo per la corsetta. Il pomeriggio alle 18 suonano alla porta, è lei Monica che con un sorrisino mi dice………. Niente deleghe oggi, ma domani sera alle 20 cena insieme, io invento qualcosa e non vengo sarete voi due e mi raccomando, non ti far male, Bea è una che fa male…….. ciao. Alle 20 ero lì sotto, scese solo Bea scusandosi per Monica e andammo a cena. Andammo a cenare in un ristorantino al mare . Di solito ci porto qualche amica, si mangia bene e i prezzi son contenuti. Piccola passeggiatina sul lungo mare e poi in auto per il rientro, ma ad un incrocio mi dice di andar dritto ( sempre il lungo mare ma zona coppiette) ecco si, fermati qui. Mi mollò un bacio da affamata, spero che tu sia pronto, e allungò le mani sulla mia patta, lo tirò fuori, apprezzò le misure, si alzò la gonna e salendomi sopra a cavalcioni si impalò. Fu una cavalcata selvaggia, il suo respiro era tutto un arrrrrf arrrf , non durai molto a quel trattamento, ma riuscii a farla godere all’ultimo secondo mentre le godevo dentro. Tornando sul suo sedile disse……. Bravo ragazzo, come primo incontro non c’è male, ma la prossima impegnati un po' di più……. E mi baciò il pisello leccandoselo. Dai che è tardi devo fare la puntura a Monica. Trascorse una settimana e quel sabato mattina mi squillò il cell………. Ciao sei a casa…….. è Bea, …….. vieni su che ci dai una mano e ti offriamo il caffè. Non me lo faccio ripetere 2 volte, mi viene ad aprire Bea avvolta in un asciugamano fermato sopra le tette, entro e vedo che nel terrazzo c’è Monica completamente nuda su di un lettino a prendere il sole. Dai andiamo a fare il caffè disse Bea. Ero rimasto abbagliato da quel boschetto rettangolare di Monica. Già mi stavo facendo i film. Bea preparò le tre tazzine e le riempì, io mi proposi di portarlo a Monica ma Bea mi disse di non preoccuparmi, come sente il profumo viene lei. Prendemmo il caffè seduti sul divano e come posai la tazzina Bea mi salì a cavalcioni togliendosi l’asciugamano. Entrò Monica coperta dall’asciugamano a bersi il caffè,…… ciao Carlo, attappagli la bocca non farla urlare che la sentono……… io ero in imbarazzo, Bea come se niente fosse cavalcava e aveva la sua bocca attaccata alla mia. Monica impassibile ci ripassò davanti e tornò sul suo lettino. Come Bea venne, si alzò rimettendosi l’asciugamano addosso intimandomi di non venire, che quello era solo l’antipasto. La seguii sul terrazzo si tolse l’asciugamano e prese posto sul lettino da mare mentre io mi misi in poltrona, ma mi invitarono a togliermi i pantaloni. Bea si fece spalmare l’olio abbronzante e vedevo la sua fica gocciolare, ne approfittò per l’olio anche Monica , per il mio piacere. Verso le 12 Monica si alza, si copre con l’asciugamano e ci chiede se ci va bene mangiare cinese, tutti ok e così ordinò il pranzo per telefono, a quel punto riprese posto sulla sdraio togliendosi l’asciugamano. Bea nel frattempo mi riportò sul divano per un’altra cavalcata fino all’orgasmo anche mio. Era così Monica, niente preliminari subiti al sodo. Il tempo di mettermi i pantaloni e Bea L’asciugamano che suonarono alla porta. Velocissimi questi cinesi dissi. Involtini primavera, ravioli al vapore, noodles alle verdura, gamberoni e sachè a volontà. Io mangiavo ma il mio pensiero era sempre lì ( quando si farà avanti Monica?) . Il sachè si faceva sentire, e ci addormentammo io sul divano e loro due sui lettini al sole. Alle 17 venni svegliato da una linguetta che solleticava il mio pisello, non aprii gli occhi, pensai…… non è Bea, a lei i pompini non piacciono, é Monica, uauuuu si è decisa. Apro gli occhi e vidi che non era Monica, bea saltò subito in sella e giù al galoppo, era proprio affamata, si fermò solo dopo che l’ho riempita di sperma, mentre Monica si godeva lo spettacolo stando sdraiata al sole. Dopo mezz’ora mi ritrovo solo a casa a pensare.

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