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STORY

Cardiopatico 2

by Gipotopo
Viewed: 513 times Comments 4 Date: 03-04-2026 Language: Language

EPISODIO 2 – Il piazzale dei guardoni
Erano passati esattamente undici giorni dal ritorno dall’ospedale. Marco aveva ripreso a lavorare mezza giornata, ma il medico gli aveva raccomandato di non strafare. Silvia, invece, sembrava cambiata in un modo che lui faticava a riconoscere. Non era diventata un’altra persona dall’oggi al domani: era sempre la stessa donna mite, con la voce bassa, lo sguardo che sfuggiva quando qualcuno la fissava troppo a lungo. Ma c’era qualcosa di nuovo nei suoi movimenti: camminava un po’ più eretta, teneva le spalle aperte, e soprattutto… aveva smesso di nascondere il corpo.
Non lo faceva in modo plateale. Non era diventata una donna che si metteva minigonne cortissime o scollature vertiginose. Semplicemente, le felpone oversize erano sparite dall’armadio. Ora indossava maglie aderenti che seguivano la curva dei seni, jeans che le fasciavano i fianchi e il culo in modo quasi indecente (anche se lei non se ne rendeva conto), e quando usciva di casa si metteva un trench leggero che non nascondeva più le forme. Marco la guardava dalla finestra mentre saliva in macchina per andare in palestra e sentiva il cazzo indurirsi solo a vederla camminare.
Quella sera di venerdì, dopo cena, Silvia posò il piatto nel lavandino, si voltò verso di lui e disse con voce calma, quasi timida:
«Andiamo stasera?»
Marco capì subito di cosa parlava. Il piazzale. Quello famoso, quello di cui avevano parlato per anni durante il sesso, ma che era sempre rimasto un fantasma, una fantasia da sussurrare all’orecchio mentre la scopava piano.
«Sei sicura?» le chiese, cercando di non far tremare troppo la voce.
Silvia annuì lentamente. «Hai detto che la vita è breve. Io… voglio vedere. Solo vedere. Niente di più. Promesso.»
Marco sentì il cuore battergli nelle orecchie. Prese le chiavi della macchina senza dire altro.
Partirono alle 22:30. Il piazzale era a una ventina di minuti da casa, in una zona industriale dismessa alla periferia sud della città. Un vecchio parcheggio abbandonato, illuminato solo da qualche lampione mezzo rotto e dai fari delle auto che arrivavano e ripartivano. La leggenda diceva che lì, dopo le 23, si concentrassero solo coppie che scopavano in macchina o guardoni che si masturbavano guardando.
Arrivarono poco dopo le 23. C’erano già una decina di macchine sparse nel parcheggio. Alcune con i finestrini appannati, altre con le luci interne accese di proposito, come a invitare gli sguardi. Marco spense i fari e parcheggiò in una posizione defilata, ma non troppo lontana dal centro dell’azione. Spense il motore. Silenzio.
Silvia aveva le mani strette in grembo. Indossava un paio di leggings neri molto attillati e una felpa corta grigia con la zip davanti, sotto la quale non c’era reggiseno. Marco lo sapeva perché, quando erano usciti di casa, aveva visto i capezzoli segnati sul tessuto.
«Vuoi che accenda la radio?» le chiese.
«No» rispose lei. «Voglio sentire.»
Passarono dieci minuti buoni senza che succedesse nulla di visibile. Poi, a una ventina di metri da loro, una station wagon scura accese la luce interna. Dentro c’era una coppia sulla trentina. Lui al posto di guida, lei già mezza nuda sul sedile del passeggero. La ragazza si tolse la maglietta, rimase in reggiseno, poi si chinò sul compagno e iniziò a succhiarglielo. La testa andava su e giù con un ritmo lento ma deciso. Marco sentì il respiro di Silvia accelerare.
«Guarda come lo prende tutto» sussurrò lui.
Silvia non rispose, ma si morse il labbro inferiore. Le sue cosce si strinsero istintivamente.
Dopo qualche minuto la ragazza si rialzò, si tolse i pantaloni e le mutandine, si mise a cavalcioni sul ragazzo e iniziò a cavalcarlo. La station wagon ondeggiava leggermente. I seni di lei rimbalzavano liberi, i capezzoli scuri e duri. Ogni tanto girava la testa verso il finestrino, come se sapesse di essere guardata.
Silvia si spostò sul sedile, aprì un po’ le gambe. Marco le posò una mano sulla coscia. Lei non la tolse.
Un’altra macchina, più vicina, si accese la luce interna. Era un uomo solo, sulla quarantina, seduto al posto di guida. Si era abbassato i pantaloni fino alle ginocchia e si stava segando lentamente, lo sguardo fisso sulla station wagon. Il cazzo era grosso, venoso, la cappella lucida di presborra.
Silvia lo vide. I suoi occhi si spalancarono leggermente.
«Lo sta facendo per loro» mormorò.
Marco le infilò la mano sotto la felpa corta. Trovò il seno nudo, il capezzolo durissimo. Lo pizzicò piano. Silvia emise un piccolo gemito.
«Ti piace guardarli?» le chiese.
Lei annuì, quasi impercettibilmente.
Un’altra coppia si unì allo spettacolo. Un SUV nero parcheggiò a una decina di metri. Dentro c’erano due uomini e una donna. La donna era inginocchiata sul sedile posteriore, tra i due. Aveva la gonna sollevata fino alla vita, le mutandine abbassate alle caviglie. Uno dei due le stava scopando la bocca, l’altro le infilava due dita nella fica da dietro. La donna gemeva forte, si sentivano anche da dentro la loro macchina coi finestrini chiusi.
Silvia si voltò verso Marco.
«Posso…?»
Non finì la frase. Marco capì. Le slacciò la zip della felpa fino in basso. I seni bellissimi di Silvia uscirono all’aria. Capezzoli rosa scuro, eretti, grossi come ciliegie. Marco li prese tra le dita, li torse leggermente. Silvia chiuse gli occhi e lasciò cadere la testa all’indietro.
«Togliti i leggings» le disse lui con voce roca.
Silvia obbedì senza esitare. Si sollevò sui fianchi, fece scivolare giù i leggings e le mutandine insieme. Rimase nuda dalla vita in giù, le gambe aperte, la fica rasata che luccicava già di umore sotto la luce fioca dei lampioni.
Marco le infilò due dita dentro. Era fradicia. Silvia emise un gemito più forte, si morse il pugno per non urlare.
Fuori, la donna del SUV venne. Gridò, il corpo scosso da spasmi. I due uomini le vennero in faccia quasi contemporaneamente, schizzi bianchi che le colarono sul mento e sul petto.
Silvia guardò la scena e strinse le cosce intorno alla mano di Marco.
«Voglio venire anch’io» sussurrò.
Marco accelerò il movimento delle dita, le sfregò il clitoride col pollice. Silvia si irrigidì, le mani aggrappate al cruscotto. Venne in silenzio, ma con violenza: la schiena si inarcò, le cosce tremarono, un fiotto di umore le bagnò la mano del marito.
Quando riaprì gli occhi, vide che l’uomo solo nella macchina vicina li stava guardando. Aveva il cazzo in mano, si segava furiosamente. Quando incrociò lo sguardo di Silvia, sorrise e venne: schizzi potenti che finirono sul parabrezza della sua auto.
Silvia arrossì violentemente, ma non distolse lo sguardo.
Tornarono a casa in silenzio. Marco guidava con una mano sul cambio, l’altra sulla coscia nuda di lei (non si era rimessa né leggings né mutandine). Silvia teneva la felpa aperta, i seni fuori, i capezzoli ancora duri.
Arrivati nel garage, prima ancora di spegnere il motore, Silvia si chinò su di lui, gli abbassò la zip e gli prese il cazzo in bocca. Lo succhiò con una fame che Marco non le aveva mai visto. Lo prese fino in gola, le lacrime agli occhi, ma non si fermò. Quando lui venne, Silvia ingoiò tutto, poi si rialzò e lo baciò sulla bocca, facendogli assaggiare il suo stesso sapore.
«Domani sera… torniamo» disse piano.
Marco annuì, incapace di parlare.
Quella notte scoparono tre volte. La prima sul tavolo della cucina, lei nuda, lui ancora vestito. La seconda in doccia, lei contro le piastrelle, lui da dietro. La terza a letto, con lei sopra, che lo cavalcava mentre gli raccontava cosa le era piaciuto di più del piazzale.
«Mi è piaciuto essere guardata» confessò alla fine, con la voce spezzata dall’orgasmo.
Marco capì che la porta, ormai, era spalancata.

ADDED 4 COMMENTS:
  • avatar Darios Mi aveta fatto eccitare nella vostra prima volta, immaginando sguardi, pensieri e umori caldi di Silvia ...non dovevi stringerti le labbra, dovevi gridare tutta la tua voglia...Complimenti

    05-04-2026 10:55:28

  • avatar Attila Complimenti...bel racconto molto eccitante ...mi piacerebbe sapere l'epilogo

    04-04-2026 21:06:07

  • avatar escanio73 Bel racconto complimenti

    04-04-2026 20:37:37

  • avatar Artebull Mi piacerebbe incularla mentre suo marito guarda

    04-04-2026 15:16:38






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