Una storia vera
by jockermiCirca vent’anni fa, quando mia moglie aveva 40 anni e due figli, le facevo foto di nudo che caricavamo insieme su un sito web che le avevo creato io stesso. Erano scatti molto erotici alcuni anche porno e diretti; infatti alcuni mostravano la sua figa bellissima con un grosso vibratore piantato dentro, spalancata e invitante, altri con lei con il mio cazzo in bocca.
Un fotografo amatoriale scoprì il sito e le scrisse, proponendole
ritratti migliori” dei miei.
Lei mi stupì: “Va bene, mi piace la proposta. Voglio foto più professionali, ma tu mi accompagni. Non mi denudo davanti a uno sconosciuto da sola”. Così iniziò la sua avventura come modella di nudo, con sessioni successive con decine di fotografi amatoriali che facevano la fila per scattare con lei via via che Il suo nuovo sito si arricchiva di nuove foto provenienti dai suoi nuovi shootings. Venivano pure dall'estero per scattare con lei, Francia, Belgio....
Ma con il primo, lei si mostrò incredibilmente disinibita già al debutto. Conosciuto cinque minuti prima, posò con la figa oscenamente aperta all’obiettivo, tette e culo esposti senza che lui dovesse chiedere nulla. E poi, il clou: si toccava oscenamente in posa per lui. Vederla così mi eccitò all’inverosimile: quel desiderio represso di cuckold mi travolgeva, immaginandola non solo nuda, ma presa da lui. Eppure, una paura mi stringeva lo stomaco.
Lo studio era a Como ed era condiviso con un socio, un vecchio bavoso. Irruppe durante lo shooting e impazzì per mia moglie, proponendo pose con corde e laccioli tipo bondage, e con quella scusa toccandole le spalle e le cosce nude e tornite.
Secondo me, era orchestrato: il fotografo l’aveva avvisato di passare con una scusa per osservare la figona che aveva davanti al suo obiettivo quel giorno.
Finita la sessione in studio e col bavoso che aveva lasciato lo studio per altri impegni, le foto con mia moglie continuarono in un rudere pericolante a Fino Mornasco – una scuola abbandonata. Foto erotiche al limite, e io con il cazzo che scoppiava. Avevo scoperto un lato di lei che ignoravo, e il mio segreto desiderio cresceva: volevo essere complice, non spettatore passivo. Ma dirglielo? Terrore puro.
In ogni caso, da lì partì l’avventura vera: migliaia di foto che conservo ancora con tantissimi fotografi.
Ma con quel primo fotografo, un pirlone che la faceva ridere, nacque un’amicizia stretta. Si vedeva che era attratta da lui.
Lui la chiamava spesso per nuovi shooting di nudo, anche se a mio avviso, solo per vederla nuda. E a me faceva un sacco piacere.
Fantasticavo di lei tra le sue braccia, di lui che la riempiva di attenzioni mentre io aspettavo dettagli mentre io ero fuori seduto in auto ad aspettare che lo shooting finisse. Ma la paura mi bloccava: confessare significava rischiare tutto, ammettere di volere l’umiliazione.
Presto lei smise di chiedermi di accompagnarla quando scattava con quel fotografo; ci andava da sola, lo conosceva.
L’ultima volta, lui le propose degli scatti in un motel: il Just Hotel di Lomazzo. Lei acconsentì senza esitare.
La sera prima, come sempre avveniva primo di uno shooting, lei mi chiese di rasarle la passera, lasciandole come al solito solo un ciuffettino.
Venne il giorno successivo; lei partì per recarsi a Lomazzo, posteggiò vicino all’uscita dell’autostrada salì sull'auto del fotografo e sparì dentro il motel per quasi tre ore.
Poche decine le foto di quello shooting, lei sul letto con un lenzuolo, corpo parzialmente visibile, nulla di estremamente erotico ne “particolari” del suo corpo. Niente a che vedere con le raffiche precedenti.
Perché così poche? le chiesi. Ha litigato con la fidanzata per telefono, per cui il tempo rimasto e' stato molto poco, rispose frettolosamente.
Non mi convinse, ma non dubitavo ancora.
Poi pero' scoprii gli SMS continui e da lui ricambiati, poi cancellati da lei sul telefono. Quando glielo feci notare, lei negò tutto con scuse stupide, e nego' quindi anche di esserci andata a letto.
La mia stupida gelosia la spinse, pero’, a troncare i contatti con lui.
Ma io mi rammaricai da morire: volevo che scopasse con lui, desideravo con tutto me stesso essere cuckold, ma essendolo come complice del fotografo – volevo che lui mi raccontasse il corteggiamento i messaggini scambiati, respirare quel pathos, e infine essere messo a conoscenza di tutti i dettagli della scopata e come lui aveva goduto dentro la sua figa rasata.
Invece, la cosa aveva preso una piega autonoma, escludendomi.
Secondo me, quel giorno lui si accomodò veramente dentro mia moglie, sborrandole copiosamente in figa.
Nessuna prova, ma forti sospetti si.
Vent’anni dopo, oggi, lei non fa più la modella e ha cancellato del tutto quel passato, compreso il sito, ma riecco quel mio desiderio, purtroppo stavolta con un twist crudele.
I miei problemi di erezione mi stanno distruggendo: il cazzo non si alza più, nemmeno con lei che mi cavalca o mi succhia con foga. Provo umiliazione e frustrazione, ma anche un’eccitazione nuova – voglio trasformare il mio limite in un vantaggio.
Adesso posso solo masturbare mia moglie, leccarle la figa per farla venire niente di più. Quindi durante e dopo averla fatta godere, le dico sempre del mio desiderio di cercarle un bull che la soddisfi come si deve riempiendole bene la figa di cazzo tosto, visto che io non riesco piu'; ma lei risponde che non è necessario che è appagata così, sebbene a mio avviso la sua risposta non è mai troppo convinta……
Cosi spero sempre che si possa verificare che io trovi finalmente un mio complice, un vero complice, che la conosca col mio aiuto, creando una situazione “casuale” e ne diventi amico poi me la corteggi e poi me la scopi....
Questa volta dicendomi tuti i dettagli, gli scambi di messaggi e perfino i dettagli di come se la sia scopata, e di come lei abbia goduto sotto i suoi colpi ben assestati, o magari meglio, filmando tutto attraverso una telecamera nascosta nella camera da letto del bull.
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