STORY TITLE: Il rituale della nebbia calda 
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Il rituale della nebbia calda

by Amatorepassionale
Viewed: 44 times Comments 0 Date: 11-01-2026 Language: Language

Le gocce di condensa scivolavano lente tra i suoi seni pesanti, tracciando percorsi lucidi sulla pelle arrossata dal calore del bagno turco, finendo per perdersi nel vapore denso che avvolgeva tutto. Mentre l’umidità le incollava i capelli biondi alla nuca, Giulia ha schiuso le labbra in un sospiro tremante, sentendo la mia mano, unta di olio all'essenza di sandalo, risalire con una lentezza metodica l'interno della sua coscia. A un metro di distanza, seminascosto dalla nebbia artificiale e seduto sulla panca di marmo nero, Stefano osservava il corpo di sua moglie venire manipolato, oliato e aperto come un’offerta sacra, con lo sguardo di chi ha finalmente consegnato la propria gemma preziosa al suo vero artigiano.

Stefano e Giulia non cercavano una sveltina, ma una consacrazione. Stefano vive per l'estetica del corpo di sua moglie e quella notte aveva affittato una spa solo per noi tre. Il suo desiderio non era partecipare, ma officiare: voleva che io

preparassi

Giulia, che la portassi a un livello di eccitazione tale da renderla irriconoscibile a lui stesso. Mi aveva chiesto esplicitamente di essere tecnico, meticoloso e spietato nel cercare ogni suo punto di rottura sensoriale. Giulia, dal canto suo, era una preda consenziente, una donna abituata al lusso che quella sera voleva solo sentire il peso del mio dominio fisico tra i vapori e l'acqua calda.

Sulla panca riscaldata, l'ho fatta stendere a pancia in su. Ho versato una generosa quantità di olio caldo direttamente sul suo ombelico, lasciando che colasse giù, verso il basso ventre. Con i pollici ho iniziato a massaggiare la sua fessura, sentendo la mucosa già gonfia e pronta, mentre il profumo dell'olio si mescolava all'odore pungente del suo desiderio. Stefano, nell'ombra, respirava a ritmo con i miei movimenti. Ho infilato due dita dentro di lei, sentendo quanto fosse stretta e come le pareti interne vibrassero al minimo tocco. Non c'era fretta: ho iniziato a dilatarla con una pressione costante, osservando come la sua figa diventasse di un rosso vivo, quasi pulsante sotto la luce soffusa dei LED blu.

Apri bene per me, Giulia,

le ho sussurrato, e lei ha afferrato le proprie ginocchia, tirandole verso il petto per offrirmi tutto. Mi sono abbassato, la mia lingua ha iniziato a lambire il suo clitoride turgido con colpi rapidi e precisi, mentre le mie dita continuavano a lavorare in profondità, simulando una penetrazione che la stava facendo impazzire. Il sapore di lei era un mix inebriante di sale e olio profumato. Giulia ha iniziato a contorcersi, la schiena che si staccava dal marmo, mentre piccoli orgasmi a catena facevano sussultare i muscoli delle sue gambe.

Poi, l'ho girata. L'ho messa a quattro zampe, con il sedere alto e il viso premuto contro il marmo bagnato. Stefano si è avvicinato, restando in piedi davanti a lei per guardare il contrasto tra la mia pelle e quella di sua moglie. Ho preso il flacone dell'olio e ne ho versato metà tra le sue natiche, massaggiandole con forza finché non sono diventate lucide e calde. Senza usare il cazzo, ho iniziato a penetrarla con le dita, una dopo l’altra, sentendo la resistenza del suo buco più stretto che cedeva centimetro dopo centimetro. Era una preparazione quasi chirurgica: volevo che fosse completamente spalancata, pronta a ricevere ogni minima fibra della mia virilità.

Quando finalmente mi sono offerto, il mio cazzo è apparso tra i vapori, una colonna di carne pulsante che rifletteva l'umidità della stanza. Non sono entrato subito. Ho strofinato la cappella contro la sua figa inzuppata, lasciando che si bagnasse dei suoi succhi, poi sono scivolato dentro con una pressione lenta, quasi ipnotica. Il suono dell'affondo era un

clack

umido che ha fatto sobbalzare Stefano. Sono entrato fino in fondo, sentendo la punta colpire il suo utero. Giulia ha emesso un suono gutturale, un grido strozzato che si è perso nella nebbia.

Ho iniziato a pomparla con una cadenza studiata: spinte profonde che la facevano scivolare in avanti, seguite da richiami bruschi. Le mie mani le stringevano i fianchi, lasciando lividi leggeri che sarebbero stati il mio ricordo sulla sua pelle per i giorni a venire. La sentivo stringersi attorno a me, un risucchio costante che mi portava al limite. Stefano si era portato la mano al sesso, incapace di resistere alla visione di sua moglie che veniva letteralmente riempita e trasformata sotto i suoi occhi.

Il culmine è arrivato senza preavviso. Mentre la penetravo con vigore, ho infilato un pollice nel suo dolce culo, creando una pressione doppia che l'ha fatta letteralmente esplodere. Un getto di squirt caldissimo ha colpito la panca di marmo, mescolandosi all'acqua della spa, mentre lei crollava sfinita. Sono venuto un istante dopo, con una scarica che mi ha scosso tutto il corpo, inondandole l'interno e sentendo il suo utero che accoglieva il mio seme con spasmi continui. Siamo rimasti così, avvolti dal vapore e dal silenzio, con Stefano che fissava quel quadro di sesso e marmo, conscio che la sua

preparazione

era stata portata a termine nel modo più pornografico e totale possibile.

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