Quando Samuela mi ha detto che ero un Bastardo, un meraviglioso Bastardo
by CavaliereePrincyDopo 5 anni torniamo al.Prive !
Riesco a convincerla.
Erano passati anni senza giocare davvero.
Troppo tempo.
Io volevo condividerla e vederla godere.
Quella mercoledì pomeriggio cercavano sesso, solo sesso .
Io volevo condividerla.
Lei ha acconsentito, dopo un periodo veramente brutto.
Entriamo nel Privè. Giriamo un po’ nel locale.
Vedo un ragazzo giovane, mulatto. Lo fermo e gli chiedo se vuole seguirci. Lui sorride e dice di sì.
Scelgo una stanza, quella con i buchi.
Samuela non se ne accorge.
O forse fa finta.
La mia Princy inizia a baciarlo.
Baci veri, intensi, pieni di voglia.
Gli asciugamani cadono.
Lui ha un cazzo immenso.
Samuela mi guarda e mi dice: “È pauroso… mi distrugge.”
Ci pensa un secondo. Se lo prende subito in bocca.
La sua lingua, la sua bocca, scorrono lungo quel cazzo enorme.
Lui gode, ma non ha fretta. È dolce. La accarezza, la bacia, si gode la sua bocca.
Poi le dice che è giusto renderle il piacere. Le sussurra quanto è bella, la bacia, scende sul collo, sul seno, si sofferma, e poi arriva tra le sue gambe.
Io, per la prima volta, guardo soltanto.
La vedo felice. Serena. Sta godendo davvero.
Dai buchi iniziano a spuntare cazzi come funghi.
E per la prima volta in 16 anni di giochi, vedo Samuela allungare le mani. Inizia a segarli.
Poi si avvicina ai fori mentre il ragazzo la lecca e la fa godere sempre di più, e prende uno di quei cazzi in bocca.
Io sto impazzendo.
Esco dalla stanza e vado a cercare un altro singolo, quello più dotato. Gli chiedo se vuole entrare.
Lui ovviamente non vedeva l’ora.
Il suo cazzo è simile al mio.
Ma non come quello del ragazzo di colore: 28 centimetri.
Ora Samuela si concentra su entrambi.
Io resto fermo. A godermi lo spettacolo.
Il ragazzo mulatto mi chiede se può prenderla.
Gli dico che deve chiederlo a lei.
Lei fa la timida. Poi mi dirà che non vedeva l’ora.
Si mette dietro di lei. Entra piano. Si ferma. Poi ancora un po’.
Samuela muove il bacino, lo guida dentro di sé.
Intanto continua a fare un bocchino all’altro.
Piano piano lo prende tutto.
Cominciano a muoversi insieme. Poi le spinte diventano più profonde, più veloci.
Samuela succhia l’altro cazzo con una fame che non le ho mai visto. Sta godendo come non l’ho mai sentita.
Il singolo viene quasi subito.
Ora lei si dedica completamente al ragazzo mulatto. Lui la scopa con passione.
Poi cambia posizione.
Lui si sdraia. Lei gli sale sopra.
Io resto senza parole: di solito non le piace stare sopra.
Invece ora se lo infila da sola, come una scena da porno. E lo cavalca fino a prenderlo tutto.
Gode come una pazza.
Mi dice che vuole il mio cazzo in bocca.
Io le dico di aspettare.
Lei mi dice che gode come non mai. Che vuole un altro cazzo. Dice che è troia. La mia troia.
Non avendo il mio, si avvicina ai buchi e ricomincia: a fare dei
bocchini, delle seghe.
Io sono in estasi.
La guardo e penso: ora è libera.
Non più la mente che frena il corpo.
Ora comanda il corpo.
Faccio entrare un altro singolo. Lei gli prende subito il cazzo in bocca. Lo fa venire quasi subito.
Poi torna tutta per il ragazzo mulatto.
Si stende. Lui la prende. Ora comanda lui.
Lei mi guarda negli occhi.
Capisco che sta venendo di nuovo. Sarà la sesta volta.
Lui viene dentro di lei
Ovviamente col preservativo
Lei lo stringe. Sono venuti insieme.
Si baciano. A lungo. Con dolcezza. Con passione.
Io aspetto. Mi godo la scena.
Poi mi guarda, mi bacia, e mi dice una frase che non dimenticherò mai:
“Sei stato un bastardo a farmi entrare tutti quegli uomini.
Ma un meraviglioso bastardo.
Ho goduto come mai.
E sì…
lui lo incontrerei anche da sola
.
Perché oggi mi sono lasciata andare.
Oggi è uscita la mia parte più vera.
La mia parte troia.
La tua troia.
Come piace a te.”
Poi mi dice:
“Ti amo come non ti ho mai amato.”
E io le rispondo che per me è lo stesso.
Dopo entrano altri, ovviamente io ora partecipo.
La condividiamo.
Poi faccio entrare ancora altri, a turno a turni.
In tutto, quel pomeriggio, lei si è dedicata a undici singoli più me.
Ma il ragazzo mulatto…
Era diverso.
Era come me. Negli atteggiamenti. Nel modo di toccarla.
Non egoista.
Dedicato solo al piacere di Samuela.
Usciamo incontriamo un vecchio caro amico, ma questa è un'altra storia da raccontare .
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