La prima vacanza
by ziomax
Tanti anni fa, dopo un periodo triste e turbolento ero andato finalmente in vacanza con la mia nuova fidanzata, con cui ormai convivevo da qualche mese. Io avevo 35 anni e lei 25. Rita era una brava ragazza allegra e buona con un fisico magro e tonico su cui spiccavano due bellisssime tettine erette. Belle gambe, bel sedere, bel faccino. Ovviamente facevamo l’amore come matti: erano i primi tempi della nostra convivenza.
Di carattere era piuttosto timida e quindi aveva difficoltà a dare confidenza a estranei. Siamo andati in Corsica con tenda e gommone ed siamo capitati in un bellissimi campeggio naturista. Io ero già stato in campi naturisti in Croazia. Per Rita invece era la prima volta. Una volta sistemata la tenda in un boschetto quasi sulla riva del mare e messo a mare il gommone, siamo andati sulla spiaggia sottostante la tenda. Lì, con non poche difficoltà, sono riuscito a persuadere Rita a spogliarsi nuda. Abbiamo cominciato a passare così la vacanza. Un po' andavamo in gommone ad esplorare spiaggette ed a sommozzare, un po' rimanevamo sulla spiaggia. Sempre rigorosamente nudi. Devo dire che Rita attirava molto gli sguardi degli uomini presenti ed io ne ero lusingato. Caso strano più che la gelosia , ero colto dall’orgoglio di avere una donna bella che attirava gli altri uomini. Era la prima volta che mi capitava.
Dopo qualche giorno è passato sulla spiaggia di fronte a noi un bell’uomo alto, massiccio che indossava una maglia da rugby e pantaloncini e che aveva, ad occhio e croce, una ventina di anni più di mei . Io avevo appena smesso di giocare a rugby. Occorre dire che i rugbisti formano una specie di mafia: in qualsiasi circostanza si avvicinano, si parlano ed entrano in confidenza come vecchi amici. Mi sono alzato, mi sono avvicinato a lui , mi sono presentato ed abbiamo cominciato a parlare dei vecchi tempi. Io sono alto 1,85 e sono magro ma muscoloso. Lui era alto almeno 5 cm più di me, ma era molto più massiccio. Una faccia aperta, allegra e socievole E’ stato spontaneo portarlo dove Rita era sdraiata a pancia in giù per presentargliela. Era vergognosa e rifiutava di girarsi. Al che l’uomo si era rapidamente spogliato per non metterla in difficoltà. Non ho potuto fare a mano di notare a quel punto la sua dotazione. Io sono ben dotato e non ho mai avuto, al riguardo, problemi di sorta. Ma quello lì era veramente super. Mentre Rita seduta gli stringeva la mano (lui torreggiava in piedi su di lei) non ho potuto non notare un lieve sguardo di stupore da parte della mia fidanzata. Evidentemente anche lei aveva notato l’anomalia del nostro nuovo amico. Era simpaticissimo e aperto. Anche lui reduce da una brutta storia sentimentale, era lì da solo a farsi un periodo di riposo. Aveva affittato una villetta fuori dal campeggio, ma veniva sulla nostra spiaggia tutte le mattine. Abbiamo praticamente passato quel giorno insieme e poi abbiamo continuato i giorni successivi. Era un buon compagno e mi accompagnava nelle mie immersioni. Quella stessa sera. Mentre facevamo l’amore, con so perché, ma ho chiesto a Rita cosa pensava delle dimensioni del nuovo amico. Mi ha risposto ridendo che era stupefacente, ma preferiva il mio: aveva paura che quella misura ultra fosse troppo per lei. Nelle notti successive era diventato un argomento di conversazioni e risate tra noi: chissà se Rita sarebbe riuscita a farsi penetrare da quell’uccello? Mah…e ci ridevamo sopra. Intanto l’amico si mostrava di giorno in giorno più brillante e simpatico. Aveva cominciato a fare il filo a Rita con battute impertinenti ma allegre. Mi diceva che ero fortunato ad avere una donna così bella. Mi chiedeva di fronte a lei – se fossi stato disposto ad accettare qualche corno. Corno del resto, a suo parere, inevitabile data la bellezza di Rita. Diceva a lei che era bellissima e che voleva chiederla in prestito a me . Cose del genere che facevano ridere Rita e che aumentavano la confidenza tra di noi. Io, vedendo Rita dargli corda, mi incazzavo. Ma al tempo stesso sentivo montare in me una strana sensazione di impotenza: che quell’uomo più alto, più dotato, più autorevole di me facesse il filo alla mia donna, mi sembrava confusamente giusto. Anzi ovvio. Io non ho mai fatto lunghi bagni. Rita ed il nostro nuovo socio, Marco, invece rimanevano a lungo insieme a chiacchierare ed a giocare in acqua. Il fatto che la mia donna, nuda, fosse vicino ad un altro uomo, nudo, giocando e chiacchierando con lui e lontana da me, mi dava una confusa sensazione di gelosia ma anche di una strana eccitazione Quel giorno, dopo una permanenza in acqua molto lunga e dopo averli visti vicini a parlare fitto, Rita uscendo dall’acqua mi annunciò che eravamo stati invitati a cena da Marco. Marco aveva però chiesto che rimanessimo nudi. Sarebbe stato tutto più semplice, meno formale e più amichevole. Bene. All’imbrunire Rita ed io ci siamo preparati. E ci siamo vestiti: dovevamo uscire dal campo e non potevamo restare nudi. Lei è andata ai bagni dove è rimasta un bel po'. Ha indossato una vestitino corto e sexi, io una maglietta ed un paio di calzoni e poi ci siamo avviati. Appena arrivati ci siamo spogliati e ci siamo seduti sul patio a prendere un prosecco. Lui e Rita si sono seduti vicini. Io ero di fronte a loro su un divanetto. Marco ha cominciato a scherzare con Rita dicendole che quella sera voleva farle il filo seriamente. Intanto metteva una mano sulla sua coscia e cominciava ad accarezzargliela. Lei anziché togliergli la mano, gli ha risposto ridendo che quella sera si sentiva in vena di essere corteggiata ed avrebbe considerato la sua richiesta seriamente. Io ero di fronte a loro immobile e come paralizzato. Guardavo la scena come se ne fossi stato totalmente estraneo e mi sentivo la testa ronzare e le tempie pulsare. In quel momento la mano di Marco si è avvicinata alla fighina di Rita, che ha aperto impercettibilmente le gambe. Mi sono accorto in quel momento che la porcellina si era rasata completamente. Non l’esterno, ma le grandi labbra e tutta la zona intorno era prefettamente rasata. Le grandi labbra d Rita erano turgide e bianche e lievemente aperte. Sono stato colto immediatamente da una forte erezione e sono rimasto lì immobile, stordito, con l’uccello durissimo che mi pulsava. Marco se ne è accorto subito e mi ha indicato a Rita ridendo: “ Guarda il tuo uomo come si è eccitato. Lo sapevo che gli sarebbe piaciuto vederti amoreggiare con me. Abbiamo il suo permesso. Il suo uccello non mente. Facciamolo contento” . E così dicendo ha circondato con una braccio Rita prendendole un seno. Rita mi ha guardato per un attimo. Poi, vedendo che non reagivo, ha aperto un po' di più le gambe ed ha offerto la bocca al bacio di Marco, che si era avvicinato al suo viso. Marco ha cominciato a toccarle il sesso, prima accarezzandolo poi entrando con una e due dita. Rita ha spalancato completamente le gambe ed io ho visto per la prima volta la mia donna nuda abbandonarsi al piacere con un altro uomo,
Ero paralizzato, Incapace di reagire. Ma l’uccello mi pulsava durissimo ed ero eccitatissimo. Ho cominciato di fronte a loro, a toccarmi lentamente. Marco mi ha guardato e mi ha detto: “ Bravo, fai così. D’ora in avanti avrai questo solo. Ma non venire: abbiamo ancora tanto da farti vedere”. Sono rimasti un bel po' a limonare seduti davanti a me. Rita ha preso in mano l’uccello di Marco. Mi sono accorto che non riusciva, con le sue manine a circondarlo tutto. Faceva quello che poteva, ma evidentemente a Marco piaceva perchè ha cominciato a mugolare. Dopo un po' Marco si è alzato, ha preso Rita per mano e si sono diretti verso l’interno della casa, Marco ha detto:”Tu rimani qui. Ti chiamiamo noi”. Rita passandomi davanti, aveva la testa china e sembrava vergognosa. Poi però ha alzato la testa ed ha fatto quel suo tipico sorriso malizioso, che mi era tanto caro ed irresistibile, e mi ha detto:” Non divertirti troppo “.
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