STORY TITLE: La festa 
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La festa

by eaudechatte
Viewed: 752 times Comments 9 Date: 03-02-2026 Language: Language

Andrea ci invitò a casa sua per una delle sue famose feste del sabato sera. Non avevamo mai ancora partecipato. Ma avevamo conosciuto persone che lo avevano fatto, e i loro racconti ci avevano incuriosito molto. Andrea lo avevamo incontrato io e lei da soli, a casa sua. Inutile dire che appena ci fece accomodare sui divani del salotto lei dopo un minuto già stava a cosce aperte vicino a lui, che le titillava la fica davanti a me che ero sul divano difronte. Mi disse poi che lui riusciva a toccarla come nessuno aveva mai fatto prima. Ed era vero perché ogni volta che ricominciava, dopo qualche istante gli spruzzi di lei mi raggiungevano sul divano difronte. Ma questa è un' altra storia. La festa era già cominciata quando arrivammo. Erano le 22. Andrea ci accolse all'ingresso. Aiutò Adriana a sfilarsi il cappotto. Come al solito lei rimase solo con tacchi autoreggenti, e null'altro. Subito le stampò un bacio in bocca, prendendola per i capelli e facendole reclinare la testa all'indietro. Contemporaneamente le infilo due dita dentro mentre io ancora mi stavo sfilando la giacca. Lei spruzzò.

Si comincia...

Esclamai io. Lui lasciandola mi lancio un sorrisetto tagliente, quasi diabolico, a ricordarmi il fatto che avendo accettato di partecipare alla festa nessuno poi poteva lamentarsi di quel che sarebbe successo alla sua compagna, come aveva specificato dagli accordi presi telefonicamente. Andrea aprì una porta e ci fece entrare in salone. C'era luce soffusa. Era quasi penombra. C'erano almeno dieci persone tra uomini e donne. In effetti le donne erano due. Con Adriana sarebbero state tre. Una di loro, Valentina ,era impegnata su di un'altalena da bondage con due uomini, che la penetravano ritmicamente a turno.L'altra, circondata dal resto di loro, Sara, era intrappolata in una gogna. Venina frustata sulle natiche da uno di loro. Mentre il compagno seduto su una poltrona si abbandonava allo spettacolo. Mi misi a sedere su una poltrona adiacente a quella scena. Adriana mi si mise in braccio. Guardavamo in silenzio Sara, che veniva colpita da quelle frustate, e ad ogni colpo ansimava. L'uomo che la colpiva aveva cura di colpirla sui seni, sulla schiena, sulle natiche, e più in particolare le accostava prima il frustino sulle labbra della fica, e poi la colpiva anche lì. Si vedeva colare il piacere di Sara anche. Era bagnata. In attesa. Un amico di Andrea si avvicinò a noi. Non mi guardò nemmeno. Nemmeno per chiedere con lo sguardo un cenno per un mio consenso. Senza dire una parola le apri le gambe. Lei ebbe una sorta di brivido. Lui le infilo due dita dentro senza aspettare una qualunque autorizzazione. Lei sussultò. Andrea si avvicinò dicendo

Da brava apri le cosce

. Mi aveva chiaramente spiegato al telefono come istruirla se avessimo voluto partecipare alla serata. Una volta entrati non avremmo potuto più obbiettare. Le donne presenti sarebbero state usate e si sarebbero messe a disposizione di tutti. Tutti. Tranne che per il loro accompagnatore. Ed io l'avevo istruita su cosa sarebbe accaduto. Lei come il suo solito per la curiosità e per sfida nei miei confronti aveva accettato. Adora mettersi nelle situazioni dove sa che io poi, superato un certo confine, non posso più nulla per fermare gli eventi. Lui la sditalinava, provocando quel rumore caratteristico che fa la vagina che ormai è ben umida e aperta all'accoglienza. Si contorceva ancora seduta su di me. La sentivo ansimare. Sempre più ritmicamente. Uno spruzzo fece un fiotto verso l'alto e fradiciò il centro della stanza. Gli altri singoli impegnati con le altre due donne alla vista di quello spettacolo si incuriosirono per la nuova arrivata. Tutti comprese Sara e Valentina liberate da quegli strumenti fecero un semicerchio intorno a noi. Sarà e Valentina prese per le braccia vennero fatte mettere in ginocchio proprio davanti a quello che ormai era diventato lo spettacolo principale. Due degli uomini presero Adriana per le braccia. Uno ogni uomo. Immobilizzandola. Carlo che insisteva ad abusare della sua intimità con movimenti sempre più profondi pareva scavarle dentro. I suoi gemiti, si trasformarono. Non era più quella donna che era sempre. Ormai erano versi gutturali. Quasi animaleschi. Sembrava un'altra. Si contorceva su di me ma era bloccata dai due che la tenevano saldamente per le braccia, e ora anche le gambe da sotto le ginocchia. Aperta. Esposta. Offerta. Carlo non le dava alcuna tregua, anche se lei supplicava di fermarsi e farla riposare tra un orgasmo e l'altro. Ma le suppliche cadevano nel vuoto. Ormai l'istinto animalesco prevaleva e i sorrisi di tutti di fronte a quello spettacolo erano maschere tutte simili. Uguali. Tutte con lo stesso ghigno. Nessuno ne aveva ancora abbastanza di quello spettacolo. Risolini e commenti la incitavano a venire un'altra volta. Offerta alla visione di tutti. Una volta ancora. Gli orgasmi che regolarmente spruzzavano fuori di lei, colpivano le due inginocchiate li davanti ormai fradicie fino ai capelli dei suoi umori. Andrea disse,

come la norma della nostra conventicola vuole, ognuno dei presenti dovrà usare la nuova schiava.

La fecero alzare . Barcollò. Ma la sostennero in piedi. Sembrava una bambola di pezza senza volontà propria. Era visibilmente esausta per la lunga pratica subita. La posero di nuovo su di me. Ma stavolta con il viso rivolto al mio. Era con le ginocchia poggiate sulla poltrona, e quella posizione la esponeva a pecora verso il piccolo pubblico. Ci furono apprezzamenti per le labbra della sua vagina turgide e aperte. Il suo viso era a pochi centimetri dal mio. Il suo sguardo era acquoso. Languido. Sembrava assente. Era in estasi. Visibilmente esausta. Loro erano dieci. E tutti ne abusarono in quella posizione. Si faceva prendere proprio come una bambola di pezza, senza volontà. Vedevo la sua testa sobbalzare a ogni colpo. Mentre mi fissava. Con lo stesso sguardo vacuo negli occhi. Le venivano sulla schiena alla fine di ogni turno. E si avvicendavano senza darle respiro. Lo sperma dei primi ormai, colava dal suo corpo, e mi sporcava i vestiti. Sentivo commentare in maniera sporca e maleducata verso di lei. Sentivo impartire ordini su come sbatterla. Gli altri incitavano il fruitore di turno, e incitavano lei ogni volta che aveva un orgasmo con relativa spruzzata. I grugniti di piacere si succedevano uno alla volta, man mano che gli uomini che la usavano venivano. E sculacciate, e gemiti e urla di incitamento. Era sconvolta. Era tutta sudata o almeno credo fosse il suo sudore. Sicuramente il loro sudore, e il loro sperma sul suo corpo. L'ultimo finì. Lasciandoci così. In quella posizione. Su quella poltrona. Lei esausta si appoggio alla mia spalla. Rimanemmo così per un tempo lungo. Ma certe cose se non si vivono è difficile riportarle in un racconto.

ADDED 9 COMMENTS:
  • avatar magister00 Inserisci un commento:

    04-02-2026 18:22:14

  • avatar magister00 Una barbarie

    04-02-2026 18:11:56

  • avatar marcofm Dovresti bere meno super alcolici l'effetto si vede

    04-02-2026 17:00:59

  • avatar pierre14 Wow veramente bello anche se non ci sono dialoghi! Complimenti

    04-02-2026 16:28:06

  • avatar eaudechatte Per quelli scettici: si è tutto vero chiaramente scrivendo mi sono preso la licenza di descrivere in modo romanzato ma le cose descritte si sono svolte realmente!

    04-02-2026 15:14:38

  • avatar Eleruben3 E un bel racconto e molto.se e stato vero tutto questo si potrebbe trasformarlo in un film. Farebbe successo

    04-02-2026 14:17:37

  • avatar Aspirantecuk Mamma mia che intensità!! Eccitante allo stato puro!!

    04-02-2026 10:12:35

  • avatar Morena68 Carne da macello !!!!

    04-02-2026 08:10:25

  • avatar Cardinale NB.Il cilicio non è una frusta ma si indossa come una cintura,da penitenza.

    03-02-2026 23:50:29






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