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STORY

Zeta.. inizio di una storia 3

by slavezeta
Viewed: 419 times Comments 3 Date: 14-02-2026 Language: Language

“La salutai, forse non ha notato che sono venuto, da un lato meglio cosi, chissà cosa avrebbe pensato..”

Erano volate le ore dopo la nostra telefona, mi trovavo in sala ristorante, con la mente sempre più assente, non avevo avuto più un messaggio o una chiamata dal quel pomeriggio. Zeta l’avevo lasciata a farsi un bidet e poi studiare. Sono quasi le venti mancano dieci minuti alla sua cena, aspetto emozionato. Fortunatamente questa sera gli ospiti dell’Hotel sono usciti a fare un’escursione con cena in barca, ho giusto qualche tavolo esterno, avrò la possibilità di dedicarmi al suo tavolo, non vedo l’ora. A cena ci sono un paio di coppie e una tavolata di uomini stranieri, sono sei, sono più interessati a bere che al menù. Continuo a guardare l’orologio e l’ingresso del ristorante e il tavolo che ho preparato per due. Il cuore mi batte forte, ho bevuto già due bottigliette d’acqua sono molto agitato, fortunatamente non faccio trapelare niente, né ai colleghi né agli altri ospiti. Ma dall’ingresso non entra più nessuno. Vado avanti con il mio servizio, cerco di dare sempre il meglio ai miei ospiti, cerco di farli stare bene, regalare loro una bellissima esperienza, guidandoli tra le scelte dei piatti fino al vino. Le Coppie sono entusiaste, sono quasi le ventuno e stanno per andare via, stanno finendo i loro dolci, mentre i sei hanno preso la terza bottiglia di vino ordinando un antipasto per tutti a centro tavola.
Provo a chiamare Zeta al telefono, ma non mi risponde. Allora le mando un altro messaggio in whatzapp, il suo ultimo collegamento risale alle 14.30, dopo la video chiamata con il Signor Emilio. Non ho idea di cosa possa esser successo, sono un poco preoccupato, non è mai successo che stesse cosi tanto senza scrivermi o farsi sentire. L’agitazione aumenta e con essa anche la preoccupazione.
L’ultima coppia va via, sono le ventidue, inizio a chiudere il ristorante, in attesa che i sei all’ennesima bottiglia di vino, decidano cosa fare. Sparecchio i tavoli, quando alzo gli occhi verso l’ingresso e vedo Lei.. è bellissima.
Magliettina a canotta con spalline finissime nera, senza reggiseno, minigonna luccicosa, non aveva calze delle scarpe nere con tacco dodici. Mi sento quasi male, sono felice, sono felicissimo, il cuore batte fortissimo mi fa quasi male. Sorrido in maniera del tutto spontanea e cerco il suo sguardo, ma Lei si ferma sulla porta, guarda dietro ed allunga la mano per congiungerla con quella del suo accompagnatore, il Signor Emilio. E’ dietro di Lei, la afferra per mano, Lui la tira a se, mi sento svenire, mi gonfia il cazzo dentro i pantaloni, la gelosia sale, il sorriso che era nato sulle mie labbra nel vedere Lei, diventa una smorfia mista tra dolore e rabbia. Mi cadono dalle mani le posate che stavo ritirando dai tavoli.
L’ingresso di Zeta e del Signor Emilio ha attirato l’attenzione anche dei sei, che hanno smesso di parlare tra di loro e come degli automi seguono i passi di Zeta, con espressioni di sgomento e di stupore, ma i loro commenti per quanto potessi sentire dalla distanza cui mi trovavo dal loro tavolo, erano abbastanza perversi e volgari.
Mi rinvengo dallo stato di stupore e di shock e vado verso di loro, mi ricompongo e cerco di improvvisare il mio miglior sorriso:

Io: Signori buonasera, avevate una prenotazione?
Signor Emilio: Si, ha prenotato Lei a nome Zeta, (cosi facendo la abbraccia ancore più forte, facendo scendere la sua mano sul culo di Zeta).
Lei: Buonasera, scusare il ritardo, facciamo ancora in tempo a cenare. (mentre dice ciò mi guarda con il suoi dolcissimi occhi e mi fa un occhiolino).
Io: certamente, ho preparato il vostro tavolo qui..

(cercando di indicare il tavolo che nel pomeriggio avevo preparato per loro, nel tentativo di farmi seguire. Era un tavolo per due con tovagliato lungo Apparecchiamento gran galà riservato in una saletta). Ma il Signor Emilio come se nulla fosse, sceglie un tavolo di fronte ai sei. Si volta verso di me, una volta aver fatto accomodare Zeta nella sedia rivolta verso l’ esterno della sala e mi dice:
Signor Emilio: Preferisco stare qui, c’è più pubblico.
Io: Come preferisce Lei, nessun problema.

(ma rimango dubbioso, credo di non aver sentito bene, pubblico? Ma cosa avrà voluto dire con questo termine). Prendo subito i menù e li lascio sul tavolo di Zeta e del signor Emilio.
Passano dei minuti nei quali cerco di non stare troppo al tavolo di Zeta, cerco di farmi vedere indaffarato a risistemare il ristorante dopo il servizio della cena, quando il Signor Emilio mi fa cenno con la mano di andare al tavolo.

Io: Prego, siete pronti?
Signor Emilio: Portami un secondo, una grigliata mista di pesce e una porzione di gamberoni a parte, poi del vino, lo stesso che hai portato al tavolo di fronte, li vedo belli allegri (sorridendo, indica il tavolo dei sei) anzi fai una cosa, portane un'altra bottiglia, portane due.
Io: Perfetto (pensando nella mia testa quanto poco potesse essere un gentlemen, non avendo fatto ordinare prima Zeta). Mi rivolgo verso di Lei e le chiedo cosa volesse per cena.
Zeta: Per me …

Ma il signor Emilio interviene e le ferma le parole sulle labbra. Con fare rude la tira verso di Lui prendendola con la mano destra per la nuca, le fa ruotare il volto da me verso di Lui, e la bacia in bocca in maniera molta irruenta. Mentre lo fa con mano sinistra, inizia a toccarle il seno da prima sopra la magliettina, poi fa scendere una bretella della canotta esponendo il suo piccolo seno sodo e inizia a palparlo energicamente, mentre continua a baciarla. Mi sono gelato. Ho gli occhi sgranati, le mani mi tremano e inizio a sudare. Il tavolo dietro di me con i sei, iniziano a manifestare ancor più l’interesse sul tavolo di Zeta, ma soprattutto si di Lei. Cerco di dire qualcosa. Mi schiarisco la voce, cercando di attirare la loro attenzione.
Allora il signor Emilio stacca per un attimo la sua bocca da quella di Zeta e mi dice:

Signor Emilio: Ancora qua sei? Hai preso la tua comanda? Vai a prendere da bere!
Io: Ma la signorina non ha ordinato?
Lui continua a stuzzicare il seno di Zeta, con la mano, poi sposta la mano sulla sua coscia, lasciando il seno esposto, mi giarda male e mi dice:
Signor Emilio: Lei non mangia, beve e basta!

Lei ha le labbra belle arrossate e gonfie, sicuramente il signor Emilio le avrà succhiate per bene nel bacio di poco fa. Lei mi guarda e per attimo soltanto vedo la sua bocca sussurrare due parole “Ti Amo.” . Poi il signor Emilio riprende a baciarla con avidità, mentre la sua mano sinistra dalla coscia risale fino ad arrivare sotto la gonna. La sento gemere, mi sto eccitando tantissimo, ma non riesco a muovere un dito o a dire qualcosa. Li osservavo, la mia eccitazione saliva pari passo alla mia gelosia. Ero distratto, non riuscivo a distaccarmi dal loro tavolo, quando ad un tratto mi sento prendere da un braccio e strattonare. Era uno degli uomini seduto al tavolo da sei, con voce sarcastica e sfottente mi dice:

Vasile: amico.. non sei trasparente, spostati che vogliamo vedere la troietta.
Io: Ma come si permette? Chi lo autorizza a parlare cosi?
Vasile: Piacere, sono Vasile. E quello lì è il nostro capo. Conosciamo bene la troietta! E ora esci da qua e vedi di lavorare che abbiamo finito il vino.

Rimango di sasso, ma mi sposto! Vado dietro alle cucine, mi viene quasi da vomitare dalla tensione. Che cosa voleva dire il suo capo? Che cosa significava conosciamo bene la troietta? Che cosa era successo quel pomeriggio?
Dovevo dare al più presto delle risposte a tutte queste mie domande.
Sento la testa che mi scoppia, mi sento in un limbo di emozioni a cui non riesco dare uno sfogo. Vado a prendere del vino.

Conto sui vostri suggerimenti, ribadisco che non sono uno scrittore, e parlare di me, di noi non è sempre stato facile. Spero vi piaccia, se cosi dovesse essere continurò con piacere la stesura del racconto.

La riproduzione di questo racconto è vietata in quanto coperto da diritti d’autore e di proprietà.

ADDED 3 COMMENTS:
  • avatar ShyMare Racconto eccezzionale, ti prego continua.....

    17-02-2026 19:02:38

  • avatar Indecorosa Che il Signor Emilio aveva già, prima di te, approfittato di Zeta? Che nelle ore in cui Zeta non si è fatta sentire, Emilio si era già portato avanti, mostrandola agli amici come lei aveva fatto con te quando gli ha preparato il caffé? Lui così audace e sfacciato al ristornate, loro che la conoscono già... il tuo racconto sta prendendo una bella piega...

    16-02-2026 10:49:49

  • avatar Ktipster c'è un buco dalle 14,30 alle 22 da riempire o perlomeno l appuntamento con Emilio era per le 20.. cosa di importante é successo?

    15-02-2026 10:33:00






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