Chi gode di più? La sweet, il bull o il cuck?
by vigorsolmentaMe lo chiedo da un po’: in un rapporto cuckold, il piacere sessuale più intenso lo raggiunge lei, suo marito o l’altro? Da aspirante cuck, posso esprimere le mie sensazioni e raccontare il mio piacere immaginando mia moglie mentre fa sesso con un altro uomo, ma non posso dire effettivamente cosa potrei provare se dovessi vederla realmente: posso solo immaginarlo. Già solo immaginarlo mi sembra una cosa super eccitante; quando qui vedo le foto delle nostre meravigliose mogli o fidanzate che si abbandonano languidamente tra le braccia (e i cazzi…) dei loro amanti, ci sono momenti in cui quasi non ce la faccio: devo segarmi immaginando mia moglie al loro posto e posso assicurarvi che si gode da matti! Mi chiedo: ma dovesse succedere davvero, sarei in grado di sopportare un piacere simile??? Non so quante seghe di seguito un uomo può sopportare, ma non credo riuscirei a smettere mai se dovessi essere lì con mia moglie e un altro uomo, mentre si baciano, si sorridono, si sfiorano, si accarezzano, si toccano, si amano… e sentire i sussurri, i gemiti della mia (o sua?) donna mentre un altro uomo sta per penetrarla… e tu capisci che sta per succedere, capisci che tua moglie in quel momento lo vuole con tutta se stessa, che non desidera altro e sai che di lì a poco un cazzo che non è il tuo sta per farsi strada, sta per aprire la fica di tua moglie e scivolarci dentro per restarci comodo finché non esce soddisfatto e grondante sperma; e capisci che si è innescato un meccanismo che non puoi più fermare, ma che ti piace lo stesso…
Ma partiamo dalla sweet, la regina, perché è giusto così. Lei è desiderata, scelta, al centro della scena, sa di muovere equilibri; gode del corpo, dell’attenzione, del potere implicito. Ma non gode solo perché è desiderata; gode perché conosce il gioco, e lo gioca a suo favore. Il vero godimento della sweet viene da sapere di avere il controllo, anche quando sembra che non lo abbia: muove i pezzi del gioco senza sforzo, sempre con un sorriso. Ironica, furba, leggera ma potente: sa mescolare seduzione e intelligenza, senza mai apparire artificiale. Non deve dimostrare niente a nessuno. Si prende tutto e basta. Godimento pieno, rotondo, legittimo. Non avrebbe bisogno di percentuali: è lo standard di riferimento, 100% per definizione.
Il bull gode tantissimo, perché il sesso c’è, il suo ego è nutrito, la situazione è favorevole; ma forse il suo piacere è troppo lineare. Entra, fa, esce. Non si porta dietro troppe domande. Se la sweet è la regina, il bull è il re discreto del banchetto, con un sorriso complice che ti rende ancora più cornuto… Per lui godimento alto, semplice, senza strascichi; il giorno dopo è già passato oltre. Facciamo percentuale al 95%: manca quel 5% di profondità. Magari quel 5% se lo riprende se si sta scopando la sweet all’insaputa del marito…. Forse in quel caso quello che gli mancava si trasforma in eccitazione extra, un brivido in più, una sensazione che mescola il fisico al mentale, senza troppi calcoli ma con un gusto diverso.
Ed eccoci al punto controverso. Il cuck: forse gode meno nel corpo, soffre un po’ e si mette in gioco davvero. Ma se è un cuck consapevole, il suo piacere passa da un altro livello: mentale, emotivo, identitario. Non gode solo di quello che vede, gode di quello che capisce di sé. Godimento scomodo, storto, discontinuo, amplificato e per questo esplosivo…. Quindi io dico 120%! Eh sì, per un aspirante cuck, la sensazione è che si vada oltre il 100%… perché include anche ciò che fa paura. Ma il 20% in più non è gratis, lo paghi in perdita di controllo e innocenza sfumata… tua moglie se l’è presa un altro mentre tu non puoi far altro che guardare, soffrire e godere in silenzio… è stato superato il punto di non ritorno, finalmente sei cornuto, ma ora non puoi più tornare indietro… e perciò rischi di pagare il prezzo più caro.
E se provi a raccontarlo, scopri che è anche un po’ divertente: perché mentre soffri e rifletti, sei anche il regista segreto del gioco, l’osservatore che sa cosa succede davvero e immagina quello che non riesce a vedere… e quel sapere e non sapere, a modo suo, fa godere anche il cuck.
Magari in un prossimo racconto si potranno vedere e capire per sweet, bull e cuck, le sensazioni metabolizzate e poi sedimentate a freddo, non solo vissute sul momento. Perché il punto centrale per un cuck, non è solo il gesto, ma anche l’eco che lascia.
Per ora è già tanto così: la parola ai protagonisti.
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