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STORY

Chalet : Il Segreto della Fertilità e l’Erede del Padrone parte 4

by Giulianaluigi
Viewed: 409 times Comments 6 Date: 23-02-2026 Language: Language

Il silenzio della casa, un tempo riempito dalla nostra banale quotidianità coniugale, era stato sostituito da una tensione elettrica, un’atmosfera densa di umori e gerarchie spietate. Qualche giorno dopo l'inizio del nuovo regime, mia moglie mi chiamò vicino a sé. Era seduta davanti alla vanità, lo specchio rifletteva un volto che faticavo a riconoscere: i suoi lineamenti erano più morbidi, quasi felini, illuminati da uno sguardo sognante che non mi apparteneva più.
«Avvicinati, cornutello» mi ordinò senza voltarsi. Mi inginocchiai come ormai mi veniva naturale, sentendo il fruscio della sottana di pizzo che mi era stato imposto di indossare.
«Sai,» sussurrò, passandosi una mano sul ventre ancora piatto, «stanotte Marco non mi ha dato tregua. Mi ha montata continuamente, con una furia che tu non potresti nemmeno concepire. Io sono nei miei giorni fertili, quelli in cui il mio corpo grida per essere fecondato, e l’ho spinto a non risparmiarsi, a usarmi fino allo sfinimento. Mi ha svuotato dentro un fiume di sperma caldo, denso, che sentivo arrivarmi fin nelle viscere, un seme potente che sembrava voler reclamare ogni centimetro del mio utero. Stavolta sento che è successo. Stavolta sento che il seme del Padrone ha messo radici.»
Si voltò, afferrandomi i capelli per costringermi a guardare la sua espressione di trionfo. «Porterò il figlio di un vero uomo, un erede che avrà il suo odore e la sua forza. E tu? Tu sarai solo lo spettatore muto della mia pancia che cresce. Sarai la serva che unge la pelle della padrona affinché non restino smagliature dal passaggio di un figlio che non ha nulla di tuo. e che tu non sei stato capace di seminare»
Da quel giorno, la mia funzione mutò definitivamente: non ero più un marito, né un uomo, ma un’ombra servile destinata ai compiti più infimi. Ogni mattina, il mio rituale di umiliazione iniziava con la

colazione bio

della mia signora. Preparavo il vassoio con mani tremanti, curando che ogni dettaglio fosse perfetto per non incorrere nella collera di Marco.
Entravo in camera da letto mentre l'aria era ancora pesante del loro odore. Lei si metteva in posa, inginocchiata sul bordo del letto in un’attesa devota. Davanti a me, Marco sedeva come un idolo pagano, nudo e indifferente alla mia presenza. Mia moglie ignorava il cibo solido; la sua vera colazione era la virilità di Marco. Lo guardavo, costretto a restare immobile con il vassoio, mentre lei inghiottiva il cazzo del Padrone con una bramosia quasi religiosa, finché le vene del collo non le si tendevano per lo sforzo e sentivo il rumore sordo dei testicoli pesanti di lui che battevano contro il suo mento.Dopo lei allargava le cosce e Marco le entrava dentro ..tutto dentro e le sborrava tutto dentro in vagina .
Quando Marco finalmente si staccava, lasciandola ansimante e vinta, arrivava il momento del mio compito più atroce.
«Vieni qui, il mio bravo corntuello » diceva lei con un sorriso crudele, voltandosi e offrendomi la schiena. «Non vogliamo sprecare nemmeno una goccia del dono del Padrone, vero?»
Dovevo posare il vassoio e strisciare verso di lei. Il mio compito era ripulire ogni traccia dell'atto appena compiuto. Con la lingua, dovevo raccogliere i rivoli di sperma denso e biancastro che colavano dalle sue natiche e dalla sua vagina dilatata, ancora arrossata e pulsante per l'irruenza di Marco. Dovevo assaporare la prova tangibile della mia sostituzione, ingoiando l'essenza dell'uomo che mi aveva spodestato.
Mentre io eseguivo quel compito degradante, lei mi accarezzava distrattamente la testa, come si farebbe con un animale domestico particolarmente ubbidiente. «Brava... pulisci tutto, che tra non molto Marco di farà femminuccia » mormorava, mentre i suoi occhi incrociavano quelli di Marco in un’intesa silenziosa. In quel sapore acre e salino, sentivo svanire l'ultimo rimasero della mia dignità, accettando che il mio unico scopo fosse ora quello di onorare la fertilità di lei e la potenza di lui. Continua ………

ADDED 6 COMMENTS:
  • avatar 70anni Tutto secondo le leggi della natura in cui il maschio migliore, il vero maschio, si impossessa della femmina migliore del branco. Ovvio che il "branco" di cui facciamo parte noi mariti sia costituito solo da noi due, noi e la nostra meravigliosa moglie.

    25-02-2026 19:56:15

  • avatar 70anni Inserisci un commento:

    25-02-2026 19:52:06

  • avatar carrotta va bene la fantasia ma a tutto c'è un limite. Questa è una fantasia inverosimile. Meno male che ti presenti come aspirante cuck! Preferisco racconti di storie vissute e non assurde come questa

    24-02-2026 09:39:57

  • avatar umilecornuto Bellissimo racconto.Ma e' la nostra storia...Anche a noi e' capitato un master potentissimo..Lei si e' fatta ingravidare e poi a far nascere un bel mascio.... Che goduria...

    24-02-2026 07:06:04

  • avatar sexyrosablu Non credo riuscirei ad accettare la totale sostituzione. La sottomissione si! E poi è sempre stato il mio sogno quello di farla ingravidare da un altro.

    24-02-2026 05:02:13

  • avatar Emme222 Meravigliosa atmosfera di sottomissione alla Regina e al vero maschio che ti ha spodestato prendendosi il ventre di tua moglie.La vita che vorrebbe vivere qualunque cuck.

    24-02-2026 01:38:10






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