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STORY

Balera : il trionfo di Marco parte 2

by Giulianaluigi
Viewed: 106 times Comments 0 Date: 27-02-2026 Language: Language

Una volta arrivati, ci sedemmo sul divano: Giulia era al centro, stretta tra me e lui. Marco, con una confidenza brutale, le posò una mano pesante sulla coscia, facendola sussultare. Giulia rimase inizialmente paralizzata (anche perché aveva bevuto abbastanza), smarrita da quel contatto così esplicito davanti ai miei occhi. Prima di lasciarsi andare, i suoi occhi cercarono i miei: mi fissò con un'intensità febbrile, quasi a implorarmi di fermarli o, al contrario, a chiedermi il permesso definitivo per tradirmi sotto il mio sguardo.
La mano di lui risalì con decisione, ignorando ogni barriera e scivolando con prepotenza sotto il bordo del perizoma spostandolo e infilando un dito nella figa ormai un lago. Marco percepì subito quanto il tessuto di seta fosse già intriso e bagnato come pure le labbra e la figa, segno inequivocabile del turbamento profondo che Giulia provava nel sentirsi preda. Solo dopo aver colto nel mio sguardo la rassegnazione del testimone, lei chiuse gli occhi e si arrese. I loro sguardi si cercarono e si fusero in un bacio profondo, quasi cannibale; le loro lingue si intrecciavano con una passione selvaggia, mentre io restavo a guardare a pochi centimetri di distanza, spettatore impotente della mia stessa esclusione.
Poco dopo, Marco si alzò e la prese per mano, conducendola con autorità verso la camera matrimoniale. Sulla soglia si fermarono: con estrema lentezza, lui le fece scivolare le spalline dell'abito giù per le braccia, lasciando che il vestito cadesse ai suoi piedi in un fruscio silenzioso. Giulia rimase lì, tremante, offrendosi alla sua brama e al mio tormento per un ultimo istante di esitazione prima che lui la trascinasse dentro quel santuario ormai profanato.
Una volta sul letto, Marco procedette a spogliarla completamente, trattandola come un oggetto di sua proprietà. Le sganciò il reggiseno con un gesto esperto, poi le sfilò lentamente le mutandine, indugiando sul tessuto visibilmente bagnato. Prima di gettarle verso di me, le portò al viso per aspirarne l'odore con un piacere quasi animalesco, un gesto di possesso estremo volto a ricordarmi chi fosse ora il vero maschio in quella casa.
Lui le spalancò le gambe senza alcuna esitazione e iniziò a possederla con la bocca con una precisione spietata, mentre le grida di piacere e dí godimento di mia moglie squarciavano il silenzio della casa. Quando Marco, la cui prestanza fisica sovrastava la mia, si posizionò sopra di lei, Giulia gridò: «Spingi forte, Marco... prendimi tutta, sono tua!». Lui la possedette con un ritmo incessante, umiliandola verbalmente con parole cariche in mia presenza: «Guarda come ti apro... guarda tuo marito che sta lì a guardare senza poter fare nulla, con quel pisellino inutile!». Al culmine dell'atto, Marco suggellò il suo dominio riversando tutta la sborra accumulata interamente dentro di lei.
Giulia, con lo sguardo ancora annebbiato dal piacere, mi chiese :” amore se mi ami veramente e vuoi il mio piacere lasciami da sola con Marco questa notte , lo voglio godere per bene , del resto l hai voluto tu che un altro maschio mi facesse sua e tu diventassi cornuto“.Accettai in silenzio diventando oltre che rosso anche con un misto di rabbiagelosiaeccitazione e mi ritirai nel salotto, ma per tutta la notte fui costretto ad ascoltare come lui la dominasse senza sosta, prendendosi con una foga quasi punitiva anche ciò che a me era sempre stato negato. Le grida di Giulia, in un bilico costante tra dolore e godimento estremo, risonarono nelle pareti fino all'alba, segnando la fine definitiva della mia dignità. Continua …..

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