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STORY

La creazione di un'opera d'arte

by jokerfree
Viewed: 456 times Comments 1 Date: 07-03-2026 Language: Language

Dopo la famosa cena di Natale del 2023, ho instaurato un'amicizia molto confidenziale e molto sessuale con la moglie del mio capo.
Questo è il motivo per cui quella cena è diventata famosa.
Questa amicizia, ha delle abitudini che si sono consolidate nel tempo, come ad esempio i nostri incontri prima e dopo il natale, come per voler festeggiare intimamente una nostra ricorrenza intima e segreta.
Sarà il clima di festa, sarà la particolare atmosfera, ma resta il fatto che la moglie del mio capo, in questo periodo, diventa una insaziabile e vogliosa troia.
Donna di 57 anni che va verso i 58, tenuta benissimo e in forma, mi ha sempre regalato bellissimi momenti di godimento.
Non avrei mai pensato di fare delle scopate così soddisfacenti con una donna così avanti negli anni.
Anche questa volta, mi sto recando a trovarla nella sua casa di campagna, con un preciso obiettivo, poiché da tempo, mi frulla in testa un'idea malsana.
Vorrei scoparla sulla scrivania del marito.
Lo so, è un'idea discutibile ed è difficile che lei possa accettare, ma ormai mi si è insinuato il verme in testa e in qualche modo ci devo provare.
Come di consueto, mi accoglie nella sua bellissima e suggestiva tenuta di campagna. Prima di organizzare i nostri incontri, lei si assicura che il marito sia fuori, in viaggio di lavoro e mette le servitù e manovalanze in libertà, in modo da essere sicuri di essere soli e non visti.
Mi accoglie sulla porta e ci baciamo sulle labbra. Un bel bacio sincero e gustoso.
Va direttamente verso il mobile bar, ci gira intorno e si accinge a preparare un paio di drink.
Noto che ha una buona manualità, cocktail, prosecchino, tonica, ghiaccio e fettina d'arancia. Bravissima!
Brindiamo e chiacchieriamo amabilmente, fino a quando decido che è il momento di iniziare a fare sul serio.
La tiro verso di me e la bacio con ardore.
La mia lingua le frulla in bocca, incrociandosi avidamente con la sua.
La sento sospirare e lanciare dei piccolissimi gemiti.
Quando la sfioro lungo i fianchi e sui seni, i sospiri diventano più intensi e i gemiti più forti. Penso sia il momento giusto per darle il cazzo, ma voglio mettere in pratica il mio piano diabolico.
Le faccio sentire la pressione del mio cazzone durissimo sul culo, tenendola abbracciata da dietro e contemporaneamente la spingo verso la porta dello studio del marito.
Lei che non è stupida, ha capito immediatamente cosa voglio fare, si volta e guardandomi mi dice:

ma sei matto

? Facendo finta di niente, le rispondo che il banco del mobile bar era troppo alto, invece la scrivania ha l'altezza giusta per fare ciò che a lei piace tanto.
Sentendo che sto per farle qualcosa che le piace tanto, mi concede fiducia.
La faccio sedere sulla scrivania, la limono con passione, le sto slacciando la camicia e come sempre i suoi seni generosi, saltano subito fuori dal reggiseno.
Le sfilo la mutanda da sotto la gonna.
La accompagno, facendola scendere indietro con la schiena, le apro le gambe ed entro con la testa tra le sue cosce. Assaporo la sua fica umida e vogliosa.
Una bella fica molto ben tenuta e poco usata, forse per questo si è decisa a concedersi, alla fine si vive una volta sola.
Dopo qualche minuto, mentre le sto pomiciando ancora la fica, mi chiede di fermarmi.
In preda all'eccitazione, ho dimenticato che in quella posizione, come accaduto già altre volte, accusa dolori alla schiena.
Le chiedo scusa.
La aiuto a tirarsi su e le chiedo di mettersi comoda, dove più si sente a suo agio.
Sceglie una delle due poltroncine poste davanti alla scrivania, sono le poltrone destinate agli ospiti in visita di lavoro dal marito.
Si posiziona dandomi le spalle, sale con le ginocchia sulla seduta e si appoggia con il busto sullo schienale. Questo è un chiaro invito ed è arrivato il momento di scatenare il cazzone che fremeva di desiderio.
Mi avvento su di lei, ma non è facile, c'è un problema di altezza, devo abbassarmi troppo e piegare busto e ginocchia, insomma una posizione in cui non riesco ad esprimermi e sto scomodo.
Mi tiro su e le chiedo di spostarci sull'altra poltrona, quella del boss!
Mi guarda e leggo nel suo sguardo un pensiero del tipo:

quanto sei stronzo

!
Non mi faccio scrupoli, la prendo per mano e la faccio mettere nella stessa posizione di prima, solo che adesso sulla poltrona imperiale del super mega direttore, abbiamo le altezze giuste!
Afferro il mio cazzone durissimo e lo dirigo tra le labbra della sua fica!
La sento gemere, e gioco con la cappella dentro e fuori, stimolandole il clitoride.
La sento molto bagnata, è lubrificata in abbondanza e spingo dentro per metà la mia mazza.
Lei gode, mi agevola con dei piccoli movimenti del bacino e spinge indietro, facendo entrare il cazzo, sempre più a fondo.
Ora devo cavalcarla e sbatterla, non posso più tergiversare.
Tenendola ben stretta dai fianchi, le assesto dei colpi decisi, forti e profondi.
Gode e sta urlando di piacere.
Vorrebbe contorcersi e dimenarsi, ma la spalliera della poltrona imperiale la tiene ferma lì, mentre io la sto sbattendo avidamente con foga.
Sono passati diversi minuti, è tutto bellissimo e godurioso, lei geme ed è un piacere ascoltare il suo godimento che è a volte dolce e pacato, altre volte più selvaggio e scatenato.
Una vera donna con la d maiuscola.
Mi piace.
Sento salire il colpo in canna. Sento lo stimolo, ma voglio tenermi il meglio per il mio piano malvagio.
Rallento.
I miei colpi si fanno più lievi e meno profondi.
Ora sono fermo.
Ho la cappella tra le labbra della fica ed ho bloccato lo stimolo.
Lei però, da perfetta provocatrice un po stronza, con la vagina, mi fa una specie di risucchio.
Spesso si dice e più volte mi è stato detto che lo stronzo ed il provocatore sia io, ma in realtà, mi rendo conto che scelgo e mi accompagno sempre a donne che non sono da meno.
Sento che l'interno della fica mi sta facendo un risucchio sulla cappella.
Wow!
Bellissimo!
Mi lascio andare ad un gemito bello forte e lei notando che con questa mossa, ha suscitato il mio piacere profondo, continua nell'opera.
Un bellissimo risucchio di fica.
Un'esperienza che ricorderò.
Ci fermiamo, tiro fuori la cappellona che con questo risucchio mi è diventata gigantesca, lasciando le labbra della fica grondanti di squirting.
Le chiedo di non muoversi.

Resta così, non ti muovere

.
Faccio un salto nell'altra stanza verso il mobile bar, prendo il mio zainetto al volo, torno nello studio e mi cospargo la mano di gel lubrificante.
Ha compreso immediatamente quali siano le mie intenzioni e dice solo.

Oh mamma

!
Le passo la mano cosparsa di gel in maniera decisa in mezzo alle chiappe.
Vado a cercare il buco del culo e faccio due passaggi decisi.
In entrambi i casi, ha un sussulto.
Inizio ad insinuare un dito piano e delicatamente.
Come sempre si affida completamente a me e mi lascia fare.
Nel frattempo mi sono cosparso il cazzo di gel lubrificante e punto la cappella sul suo buco del culo, pronto in posizione di penetrazione.
Ecco che di nuovo dice:

Oh mamma...oh mamma... oh mammina

!
Sono dentro con la cappella e resto fermo qualche secondo.
Al mio ingresso ha urlato un pochino, ma ora che sto spingendo, l'urlo si è trasformato in un

siii

.
Sono dentro, ho voglia di cavalcare e sono con la mia cavalla che si lascia domare.
Ho il cazzo durissimo.
Le scopo il culo, tenendola stretta per le sue grosse tette e giocando con i suoi capezzoli.
Ora, dolcemente, con cura ed attenzione, ma anche forte, da bastardo.
Eccomi, adesso la sto proprio cavalcando, dandole dei colpi che la fanno urlare.
Sborro! Sborro e sborro ancora! Le ho sborrato nel culo!
Mi tiro indietro ed esco.
Indietreggio e mi appoggio quasi seduto, sul piano della scrivania per prendere fiato.
Lei, si volta verso di me e guardandomi dice:

un altro record, tu mi fai fare cose che mai avrei fatto normalmente

.
Ormai la conosco, questo, è il momento della dolcezza e delle coccole, ha bisogno di riprendersi e di fare pace con sé stessa e forse con qualche senso di colpa.
Posso capirla, perché in passato è successo anche a me.
Ci ricomponiamo e raccogliamo i nostri vestiti, sparsi tra lo studio e l'angolo bar.
Una volta, più o meno ricomposti, beviamo un goccio d'acqua e rifacciamo un passaggio nelle stanze, guardando a terra, per evitare di lasciare inavvertitamente qualcosa di nostro, dimenticato in giro.
Mi soffermo a guardare la poltrona del boss, su cui gli ho scopato la moglie e noto che sulla scrivania, un riflesso di luce, mette in evidenza un’ombra, anzi un’impronta.
Non ci posso credere, è l’impronta del mio culo!
Quando mi sono seduto dopo l’inculata, tra il sudore e il fatto che la superficie della scrivania fosse lucidissima, riesco a distinguere la forma del mio culo!
Cazzo, ho messo il mio culo sulla scrivania del mio capo!
Ma è una figata pazzesca!
Quante volte avrò pensato:

a quel coglione gli cago sulla scrivania

!
Mi viene da ridere. Cazzo mi sto proprio scompisciando.
Gli ho inculato la moglie, l'ho sborrata e ho lasciato la firma sulla scrivania.
Ma questa è un'opera d'arte!

ADDED 1 COMMENTS:
  • avatar escanio73 Bel racconto complimenti

    08-03-2026 20:47:44






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