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STORY

La mia vicina di casa

by Curioso78
Viewed: 132 times Comments 0 Date: 03-04-2026 Language: Language

Per lavoro trascorro tutte le settimane fuori regione, per cui parto il lunedì e rientro quasi sempre il venerdì pomeriggio. La sera mi trovo pertanto solo nel mio piccolo appartamento, dove come tutte le sere finito la cena trovo il giusto relax in divano fino al momento di coricarmi. Era una sera di fine estate scorsa quando, dall’appartamento vicino, complici le finestre aperte inizio a sentire gemiti sempre più forti e la voce della mia vicina in preda ad un orgasmo che urla…”si si continua….ma voglio anche un altro cazzo oltre al tuo” a quel punto ho deciso di uscire e sedermi nel terrazzino per ascoltare meglio quanto usciva da quell’appartamento “mi vuoi cornuto? Sai che mi piace vederti fare la troia con altri”.
Sono rimasto seduto, in finta meditazione e ripensando a quanto avevo appena sentito e soprattutto cercando di capire chi potessero essere questi due miei vicini, in quanto essendo li solo la settimana, arrivando in appartamento poco prima di cena e uscendo presto la mattina, non conosco nessuno, se non qualche incrocio casuale sulla rampa delle scale.
Quando ormai il silenzio diventa assordante e sto per rientrare in casa si affaccia la signora a chiudere i balconi e nota subito la mia presenza, il mio sguardo va su di lei e con un cenno esce solo da entrambi un semplice “buonasera”.
Rientro in casa, mi corico e passo la notte a ripensare a quanto ho sentito e immaginato, l’eccitazione è forte, la frase detta della moglie in preda all’orgasmo mi continua a rimbalzare in testa.
Nei due giorni successivi provo più volte ad uscire in terrazzo con l’intento di conoscere i mei vicini, ma l’esito è sempre lo stesso, trascorro del tempo solo e nessun segnale da quel balcone, arriva così il venerdì e rientro a casa, consapevole che ciò a cui avevo assistito resterà un’esperienza che difficilmente si ripresenterà.
Al rientro dal week end il lunedì sera torno in appartamento prima di aprire il portone come tutte le volte poso a terra il trolley e torno in auto per recuperare la borsa della spesa e mi trovo di fronte una donna, sulla cinquantina, mora, capelli lisci fino alle spalle, formosetta, con camicetta in seta bianca e gonna poco sopra il ginocchio nera, attillata e decoltè con tacco importante, che inserisce la chiave nel portone e si volta verso di me salutandomi cordialmente con un “buonasera, deve entrare?” e la mia risposta non tarda ad arrivare “buonasera, si si grazie mille”. La vedo di spalle mentre apre il portone, non posso non ammirare le forme del suo sedere e soprattutto le gambe ed il decoltè che la slanciano…è la mia vicina e per la prima volta la vedo in tutte le sue forme, la settimana prima ero riuscito a vederla di sfuggita e non avevo notato alcun particolare al buio.
Salendo le scale lascio andare avanti lei ed io con il trolley su una mano e la borsa sull’altra vedo il suo sedere che ad ogni gradino si muove all’interno del tessuto della gonna stretta, mi sto eccitando, è elegante e sensuale nei suoi movimenti, riesco anche a sentire la fragranza del suo profumo, dolce e forte.
Siamo quasi arrivati al pianerottolo di casa in totale silenzio, l’unico suono che si sente sono i suoi tacchi, dentro di me mi ripeto che devo trovare il modo di conoscerla, l’occasione è troppo ghiotta, ma come fare? Con che frase rompere il ghiaccio? Ed a quel punto arriviamo davanti alla mia porta e lei prima di dirigersi alla sua si gira e volta verso di me…”le chiedo scusa per la scorsa settimana, ma sa’ siamo abituati al fatto che nel suo appartamento non c’è mai nessuno…piacere Elena”
Poso borsa e trolley a terra e le porgo la mano “piacere Marco, sinceramente non so a cosa si riferisca, sa’ vivo qui solo per lavoro durante la settimana”.
Lei mi guarda e mi risponde “meglio così allora” e sorride maliziosamente e lo sguardo è di chi sa’ che ho mentito spudoratamente, poi prosegue “ma lei? Vive qui da solo tutta la settimana? E’ bravo a riuscire ad organizzarsi…se dovesse aver bisogno di qualcosa, da buoni vicini io non esiti a chiedere, magari sento anche mio marito e potrebbe venire a cena da noi una sera, così ci conosciamo meglio, nel mentre le auguro una buona serata”
Resto pietrificato e non riesco a dire altro che “la ringrazio Elena, allora alla prossima occasione e buona serata”.
Entro in casa e mi rendo conto subito di essere stato un perfetto idiota, non aver colto l’occasione per uno scambio maggiore di parole ed eventualmente conoscere altro di lei, ma ero stato totalmente colto alla sprovvista e soprattutto ammagliato dal conoscere colei che meno di una settimana fa avevo ascoltato mentre il marito la scopava con parecchia vemenza.

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