logo Cuckold USA
.


STORY

Cardiopatico 4

by Gipotopo
Viewed: 172 times Comments 2 Date: 08-04-2026 Language: Language

EPISODIO 4 – Il pompino esposto al piazzale
Erano passati solo cinque giorni dalla notte al club scambisti, ma per Marco e Silvia sembrava un’eternità. La routine domestica era diventata un pretesto per il sesso: scopavano al mattino prima del lavoro, la sera dopo cena, a volte anche nel pomeriggio se uno dei due tornava prima. Silvia non si rivestiva più subito dopo. Restava nuda a girare per casa, preparava la cena con solo un grembiulino davanti, si sedeva sul divano a gambe aperte mentre guardava serie TV e si toccava distrattamente, quasi senza rendersene conto. Marco la guardava e si masturbava in silenzio dall’altra parte della stanza, sapendo che lei lo sentiva e lo voleva.
Una sera, mentre erano a letto dopo aver scopato per la seconda volta, Silvia si girò su un fianco, appoggiò la testa sul petto di lui e disse con voce tranquilla:
«Domani è sabato. Andiamo al piazzale.»
Marco le accarezzò i capelli. «Solo guardare di nuovo?»
Silvia rimase in silenzio per qualche secondo. Poi, con un sussurro quasi impercettibile:
«No. Voglio farti un pompino. In macchina. Con loro che guardano.»
Marco sentì il sangue affluire tutto in basso. Il cazzo, che era appena sgonfiato, tornò duro in pochi istanti contro la coscia di lei.
«Sei sicura?» le chiese, anche se conosceva già la risposta.
«Voglio che mi vedano mentre te lo succhio. Voglio che vedano quanto sono brava. Quanto ti faccio godere.»
Non aggiunse altro. Si chinò e prese in bocca il cazzo ancora umido del loro sesso, lo pulì lentamente con la lingua, poi si rialzò e disse:
«Domani sera. Alle 23. Stesso posto.»
Il giorno dopo Silvia passò il pomeriggio a prepararsi. Fece la ceretta completa (ormai era diventata un’abitudine settimanale), si lavò i capelli, li lasciò sciolti e leggermente mossi. Si truccò con cura: rossetto rosso mattone, eyeliner nero, mascara che le allungava le ciglia. Indossò un trench beige lungo fino al ginocchio – sotto aveva solo un perizoma di pizzo nero e un reggiseno a balconcino che le sollevava i seni in modo quasi osceno. Niente calze, niente altro. Quando uscì dal bagno Marco la guardò come se la vedesse per la prima volta.
In macchina, durante il tragitto, Silvia teneva le gambe aperte, una mano tra le cosce a sfiorarsi sopra il perizoma. Non parlava. Marco guidava con il cazzo già duro nei pantaloni.
Arrivarono al piazzale poco prima delle 23. C’erano già una quindicina di auto sparse. Alcune luci interne accese, sagome che si muovevano, gemiti attutiti che arrivavano dal finestrino socchiuso di qualcuno. Marco parcheggiò in una posizione centrale, non troppo defilata: voleva essere visto. Spense il motore, abbassò il sedile del passeggero il più possibile e si slacciò la cintura.
Silvia si tolse il trench. Rimase in reggiseno e perizoma. I capezzoli spuntavano duri dal pizzo. Si chinò verso di lui senza dire niente, gli abbassò la zip, tirò fuori il cazzo già gonfio e lo prese in mano. Lo accarezzò lentamente, guardando fuori dal finestrino.
Due auto vicine avevano le luci interne accese. In una c’era una coppia giovane: lui la stava scopando sul sedile posteriore, lei a cavalcioni, i seni nudi che rimbalzavano. Nell’altra un uomo solo si masturbava guardando proprio verso di loro.
Silvia sorrise appena, un sorriso timido ma carico di eccitazione. Si chinò e prese la cappella tra le labbra. La leccò piano, girandoci intorno la lingua, poi scese piano piano fino alla base. Marco emise un gemito basso. Lei alzò gli occhi verso di lui, lo guardò mentre lo succhiava, poi girò la testa di lato per farsi vedere meglio dal finestrino.
L’uomo solo nella macchina accanto accelerò il ritmo della mano. La coppia giovane si fermò un attimo: la ragazza si girò e guardò verso di loro, sorrise complice e riprese a cavalcare il compagno con più energia.
Silvia si mise più comoda. Si inginocchiò sul sedile, il culo in alto verso il lunotto posteriore. Il perizoma le era sparito tra le natiche, la fica rasata visibile a chi passava dietro. Prese il cazzo di Marco con entrambe le mani, lo masturbò mentre lo succhiava forte, la testa che andava su e giù con un ritmo deciso. Saliva le colava dagli angoli della bocca, gocciolava sul mento, cadeva sul sedile.
Marco le infilò una mano sotto il reggiseno, pizzicò un capezzolo. Silvia gemette intorno al cazzo, il suono vibrò lungo l’asta. Con l’altra mano Marco le scostò il perizoma di lato e le infilò due dita nella fica. Era fradicia, calda, stretta. Lei spinse indietro il bacino per farlo entrare più a fondo.
Fuori, un’altra auto si avvicinò lentamente e si fermò a cinque metri. Dentro c’erano due uomini. Uno abbassò il finestrino e guardò senza ritegno. L’altro si slacciò i pantaloni e iniziò a segarsi.
Silvia se ne accorse. Alzò gli occhi, li guardò per un attimo, poi tornò a succhiare Marco con più foga. Lo prese in gola fino a quando le lacrime le rigarono le guance, poi lo lasciò uscire con un pop sonoro, lo leccò dalla base alla punta, lo baciò sulla cappella gonfia.
«Vieni in bocca» gli sussurrò. «Voglio che mi riempiano la bocca mentre mi guardano.»
Marco non resistette più. Le afferrò i capelli, spinse in avanti. Silvia aprì la bocca al massimo, lasciò che lui le scopasse la gola per qualche secondo. Poi Marco venne: schizzi potenti, caldi, che le riempirono la bocca. Silvia ingoiò il primo getto, poi lasciò che il secondo le colasse sulle labbra e sul mento. Il terzo lo prese sul viso, una striscia bianca che le attraversò la guancia fino all’orecchio.
Non si pulì. Rimase lì, in ginocchio, il viso sporco di sperma, i seni che uscivano dal reggiseno, le cosce aperte, la fica che gocciolava sul sedile. Guardò fuori: l’uomo solo era venuto sul cruscotto della sua auto. I due uomini nell’altra macchina si stavano masturbando furiosamente, uno dei due venne proprio in quel momento, schizzando sul parabrezza.
La coppia giovane applaudì piano dal loro finestrino, ridendo.
Silvia si leccò le labbra, raccolse lo sperma dal mento con due dita e se le mise in bocca. Poi si chinò di nuovo e pulì il cazzo di Marco con la lingua, lentamente, prendendosi tutto il tempo.
Quando si rialzò, Marco le passò un pacchetto di fazzoletti. Silvia si pulì il viso quel tanto che bastava per non sembrare reduce da un’orgia, ma lasciò qualche traccia visibile. Si rimise il trench, ma non lo allacciò: i seni erano ancora mezzi fuori, il perizoma bagnato.
Tornarono a casa in silenzio. In garage, prima di scendere, Silvia si tolse il trench e rimase nuda tranne il perizoma. Si mise a cavalcioni su Marco ancora seduto al posto di guida, si spostò il perizoma di lato e si impalò sul cazzo che si stava già riindurendo.
Lo cavalcò lì, nel garage buio, gemendo forte, le mani appoggiate al tettuccio. Venne due volte, una silenziosa, una gridando il nome di lui. Marco venne di nuovo dentro di lei, tenendola stretta per i fianchi.
Quando scesero dall’auto, Silvia era nuda, con lo sperma che le colava lungo le cosce interne. Entrarono in casa così. Andarono direttamente in bagno, fecero la doccia insieme. Sotto l’acqua calda Silvia si inginocchiò di nuovo e gli fece un altro pompino lento, quasi dolce, come per ringraziarlo.
Asciugati, si sdraiarono sul letto. Silvia si accoccolò contro di lui e disse piano:
«La prossima volta… voglio succhiarne un altro. Mentre tu guardi.»
Marco chiuse gli occhi. Sapeva che stava succedendo esattamente quello che aveva sognato per anni. E sapeva anche che non poteva più fermarlo.

ADDED 2 COMMENTS:
  • avatar maresole44 ..che bello seguire gli aggiornamenti.....

    09-04-2026 15:58:09

  • avatar scorpio69114 Inserisci un commento:

    08-04-2026 23:23:16






Go to Cuckold.net World
CLICK HERE