Calde vacanze
by Dongle69Si sa che in vacanza ci si sente più liberi: posti nuovi, nessuno che ti conosce, l’estate... beh, anche per noi la sensazione è la stessa.
E Mary in vacanza è sempre particolarmente vivace: micro costumi (spesso e volentieri topless), abitini succinti che lasciano poco all’immaginazione e portati sempre, rigorosamente, senza intimo.
Qualche anno fa decidemmo di fare una decina di giorni in un resort in Repubblica Dominicana: caldo, sole, mare.
Il paradiso perfetto... condito dagli abitanti locali, che sempre apprezzano le turiste europee.
Già dal primo momento in resort, si percepiva che Mary fosse su di giri: sorridente, civettuola.
Nonostante la stanchezza per il viaggio, decidemmo comunque di fare una passeggiata in spiaggia, così da cominciare a prendere le misure con il posto... e le sue bellezze maschili.
Mary li passava uno ad uno ai raggi X.
Ccomprensibile: giovani, pelle scura, fisico asciutto e scolpito...
Nei giorni a seguire entrò in confidenza con un paio di ragazzoni: un barman (Daniel) e un bagnino (Miguel).
Le fu piuttosto semplice, in effetti: il suo fare da civetta e i suoi micro costumi aiutano sempre.
Io mi godevo il suo flirtare dal mio lettino, con lo sguardo nascosto dagli occhiali da sole scuri.
La terza sera mi fu chiarissimo l’intento della mia dolce metà: con un vestitino da urlo e tacchi vertiginosi ci presentammo alla discoteca all’aperto per lanciarci in balli caraibici.
Lei, come sempre, tremenda: aveva già adocchiato Miguel e alla prima occasione si fece invitare a ballare una bachata che definire sensuale è riduttivo.
Credo che lui si accorse subito che la mia cara mogliettina fosse completamente nuda sotto il vestitino...
Dopo qualche ballo, li vidi allontanarsi dalla pista e dirigersi verso il bancone.
Daniel la accolse con un sorriso smagliante: subito giro di chupiti, ai quali partecipai anche io (anche se devo ammettere che il mio ruolo fu piuttosto ale).
Mary e Miguel tornarono a ballare: si divoravano a vicenda con gli occhi.
Daniel mi offrì un altro giro e non perse occasione per lanciarmi frecciatine e farmi i complimenti per mia moglie, definendola bellissima e caliente.
Io sorrisi.
La serata proseguì con questo copione fino al momento in cui Daniel staccò dal turno.
Ci ritrovammo tutti e quattro a bordo pista e Daniel propose di proseguire la serata in un posto più tranquillo.
Ovviamente Mary non aspettava altro: si girò verso di me, mi piantò un bacio caldissimo e, guardandomi con i suoi occhioni da gatta, sussurrò:
“andiamo, amore?”
Come si fa a dirle di no?
Annuii sorridendo...
La stanza era abbastanza spaziosa, e ci accomodammo sul divano per bere un cicchetto di rum offerto dal padrone di casa.
Mi alzai e mi gustai la scena di lei in mezzo a queste due statue.
L’atmosfera era già bollente quando Mary e Miguel iniziarono a limonare.
Daniel le aprì con gentilezza le cosce, trovandola senza intimo e con la figa liscia e già umida.
Era un turbine di mani e lingue... i suoi gemiti rompevano il silenzio della stanza.
Mentre godeva li aiutò a spogliarsi, mettendo a nudo tutta la proverbiale virilità dell'uomo latino: membri grossi, grossi e scuri.
Vorace come una pantera verso la preda, Mary e cominciò a dedicarsi alla cura di quei bastoni, assaporandoli dalla base alla punta.
Era un lago, il rumore acquoso delle dita che la masturbavano era chiaro ed inconfondibile e lei gemeva come una gatta in calore.
Credo che al momento della penetrazione fosse già venuta svariate volte ma ne voleva ancora, ingorda di piacere.
Volle sentirli dentro, ovunque.
E così fu.
Quando dal divano si spostarono sul letto, per star più comodi la accontentarono in tutto.
Tra i due ragazzoni c'era intesa ed il piacere di mia moglie era al centro.
Raramente l'ho vista e sentita godere così.
E io? Beh, io conosco bene il mio ruolo ed il mio posto.
Mi misi nudo a guardare, da bravo marito, toccandomi il cazzo ma, come da accordi, senza venire (impresa realmente ardua).
Ogni tanto uscivo a prendere una boccata d'aria e le urla della mia dolce metà si sentivano chiare anche nei vialetti circostanti.
Una volta sazia, si mise in ginocchio e ricevette la loro calda crema in bocca e sul viso.
Buona parte la ingoiò ma un po' le colò sul corpo... non si pulì.
Ci salutammo e li ringraziammo per la splendida e bollente serata.
Tornati in camera mi diede il mio premio, da bravo cornuto: la leccai tutta, gustandomi anche io l'epilogo dei loro amplessi.
Ci baciammo intensamente e si concesse ad una breve scopata.
Breve, sì, perché non ne potevo più e non riuscii a trattenermi per più di pochi minuti, sentendola calda, fradicia e oscenamente larga.
Crollammo l'uno nelle braccia dell'altra, nudi, stanchi ed appagati.
Non male come inizio di vacanza...
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