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STORY

Parte 1: L'Incontro al Locale

by Antosly
Viewed: 48 times Comments 0 Date: 26-05-2026 Language: Language


​Le luci del locale a Roma erano soffuse, il brusio di sottofondo perfetto per perdersi tra i pensieri e un buon drink.
Ero lì con un mio amico, appoggiato al bancone, quando l'occhio mi è caduto su una coppia seduta poco distante. Impossibile non notarla. Lei dimostrava tra i cinquanta e i sessanta anni, portati con un'eleganza magnetica. Indossava un abito a minigonna nero e decisamente aderente, che accarezzava curve da capogiro: un seno piccolo e sodo e una linea perfetta, incorniciata da capelli nero corvino, lisci e lunghissimi, che le arrivavano fin sotto la schiena.
​Accanto a lei, il marito. Abbiamo iniziato a chiacchierare, prima con lui, in modo cordiale e rilassato. Poi, quasi naturalmente, anche lei si è inserita nella conversazione. C'era un'elettricità strana nell'aria, una complicità che non riuscivo ancora a decifrare.
​A un certo punto, lei ha lanciato uno sguardo d'intesa al marito e si è alzata per andare verso il bagno.
Non ho potuto fare a meno di seguirla con gli occhi: da dietro, quel vestito metteva in mostra un fondoschiena semplicemente perfetto.
​Approfittando della sua assenza, il marito si è voltato verso di me. Il tono era apparentemente casuale, ma gli occhi brillavano di una luce strana.
«Ti piace mia moglie?» mi ha chiesto, diretto.
​Rimandando sul vago, per educazione e per non creare tensioni, ho sorriso: «Sì, è decisamente una bella donna. Complimenti.»
​Non ero pronto a quello che è successo un attimo dopo. Lui, senza girarsi troppo intorno, è passato a una proposta sfacciata ed eloquente: «Te la vorresti scopare?»
​Sul momento ho irrigidito la schiena. Ho pensato a una provocazione, a una trappola per scatenare una rissa. «Senti, se sei in cerca di liti hai sbagliato persona. Sono qui solo per passare una serata tranquilla», ho risposto, mettendomi sulla difensiva.
​Lui ha sorriso, sollevando le mani in segno di pace. «No, no, mi hai maleinterpretato. Sono serissimo. Te la vuoi scopare? Mia moglie ama essere posseduta dagli sconosciuti, ama i bull. E io sono un cuckold. Mi ha fatto capire che le piaci parecchio.»
​Le mie difese sono crollate, sostituite da un misto di incredulità ed eccitazione. Quando ho capito che non stava scherzando, l'adrenalina è salita. «Va bene», ho detto, lasciando da parte ogni freno.
​«Per me possiamo andare anche adesso da noi, e te la prendi», ha incalzato lui.
​Ci ho pensato un attimo. Era una situazione del tutto nuova per me. «Guarda, non sono avvezzo a questo mondo. Mi piacerebbe moltissimo, ma davanti a te, così su due piedi, non so se ci riuscirei. Non l'avevo preventivato.»
​Quella sera la discussione è finita lì, ma il seme era piantato. Ci siamo scambiati i contatti e, nel giro di qualche giorno, i messaggi si sono trasformati in un appuntamento fisso. Un hotel fuori Roma, in zona EUR. Il mio battesimo in quel mondo stava per iniziare.

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