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STORY

L’APRE REGINA RACCONTA La gogna e il bukkake

by Prufrock
Viewed: 190 times Comments 1 Date: 26-05-2026 Language: Language

Forse non vi ho mai detto che faccio la maestra, mi sembra necessario premetterlo. Come già alcuni di voi sanno, anni fa avevo un Padrone. Viveva in un casolare in campagna. Nel cortile troneggiava un portavasi in legno. Aveva tre buchi. Due piccoli alle estremità e uno più grande al centro. Era un portavasi con altra funzione, non ci ho mai visto fiori. Costruito su ordinazione da un abile falegname di nome Paolo, con pochi tocchi si trasformava in gogna. Polso destro, collo, polso sinistro. Di altezza modulabile, l’ospite era pronto per fellatio, monta, sodomia e punizioni corporali. Ho inaugurato la gogna con il falegname e il suo garzone Enrico, una specie di minus habens. Vennero pagati in natura. Il mio Padrone guardava.
Braccia e collo bloccati, gambe divaricate, leggermente inclinata. Pronta.
Paolo con le dita iniziò a manipolarmi la fica. Enrico si masturbava di fronte a me. Due, poi tre dita, in movimento veloce e costante, una pausa, infine le dita bagnate di umori portate alla mia bocca.Enrico mi liberò la mano destra. Inevitabile che ci mettesse il suo cazzo e gli facessi una sega. Il mio Padrone godeva guardando le mie mani curatissime con unghie lunghe e smalto rosso che impugnavano un grosso cazzo. Lo sentii dire: “Abbassatela un po’ e mettetele qualcosa in bocca, non vedete come la tiene aperta?”. Detto fatto. Enrico mi rimette in gogna la mano destra e mi posiziona. Inizio a spompinarlo. Dalle labbra il mio rossetto color fuoco ne orna la cappella, quel pezzo di carne mi sparisce in bocca. Godeva il mio Padrone nel sentire il rumore osceno del pompino, nel vedere la bava colare e la bocca scivolare sul cazzo di un’altro. Enrico si stava godendo il pompino: “Troia, sei brava a succhiare! Ti sei esercitata? Continua!”. Un tuffo al cuore,vengo umiliata e ne godo. Sborra. Ingoio. Grugniti e gemiti cessano. Ho la bocca impastata, colano rivoli di sperma, ingoio anche quelli, vorace, mai abbastanza. Il mio Padrone: “Poi avrai anche il mio”. Ora capisco: ha concesso loro la mia bocca e il mio culo. Si è riservato la fica. Il cazzo di Paolo aveva un diametro più piccolo di quello di Enrico ma era molto più lungo, nel culo riusciva a raggiungere punti inesplorati. Mi piace prenderlo così, ma anche lui voleva godere nella mia bocca. Uscì, mi prese per i capelli e facendo una coda di cavallo mi tirò la faccia sul suo cazzo. Docilmente spalancai la bocca e ingoiai un altro pezzo di carne. Carne dritta e dura. Mi strozzava, mi veniva da vomitare. Sborrò. Il mio Padrone applaudì, altre mani si unirono all’applauso. Non erano visibili, ma dietro di me altre persone avevano assistito allo spettacolo, almeno 5 o 6. Il mio Padrone si alzò, mi liberò dalla gogna, si sdraiò a terra, tirò fuori il cazzo e mi ordinò di impalarmi. Mi impalai. Fece pi poi cenno ai presenti di avvicinarsi e li invitò a sborrarmi addosso. Ero circondata. Si segavano tutti.. Godevo come può godere una vacca montata da un toro.
“Dicci cosa vuoi fare a tutti queste nerchie, maestrina

, me lo chiedeva il mio Padrone.

Voglio fale godere tutte e prendere la loro sborra

. Un dei tanti mi prese la testa e mi fece ingoiare il suo uccello. Mentre cavalcavo succhiavo di nuovo come un'indemoniata.

Ciuccia, troia

mi dicevano. Mi diedi molto da fare. Prendevo cazzi in bocca, due per volta e sputavo su di loro per farli entrare meglio in gola.

Brava, maestra!

La girandola dei pompini andò avanti per un po', ormai erano tutti pronti a sborrare. Il mio Padrone si sfilò, mi fece sdraiare e li fece mettere tutti attorno a me. Prese una telecamera, mi disse di stare ferma con la faccia e di guardare in camera. Il primo si avvicinò al viso venendo inquadrato. Si segava veloce puntando la cappella sulla mia fronte. Un getto molto abbondante mi colpì in fronte e sui capelli. Il secondo mi si strofinò sulla faccia per poi sborrarmi negli occhi. Uno dopo l'altro tutti si svuotarono i coglioni in faccia e sui seni trasformandomi in una maschera di sborra.

Alzati in piedi, maestrina, e guardami

mi ordinò il mio Padrone. Eseguii.

Ora apri gli occhi

. Con grande fatica li aprii, bruciavano. Mi fece un primo piano del viso sborrato. Inutile descriverne la bellezza. Tutti applaudivano ancora e inneggiavano con un “Maestrina troia, maestrina troia, maestrina troia…”. Iniziai a piangere, per il piacere e per le emozioni provate.
Ero felice.

ADDED 1 COMMENTS:
  • avatar Tettona Molto eccitante la maestrina troia..

    27-05-2026 06:49:55






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