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STORY

La Cena all'Ambasciata

by purod76
Viewed: 112 times Comments 0 Date: 11-08-2026 Language: Language

Antony è l’ultimo rampollo di una dinastia nobile che affonda le proprie radici nelle pagine della memoria della Città Eterna, nei tempi in cui il titolo aveva un peso e contava sopra ogni cosa, dove ostentare ricchezza era simbolo di potere e avidità.
È giovane, è bello, è rampante, è sexy, è spregiudicato ed è soprattutto vincente!
Lui però non vuole essere come i suoi avi, piuttosto si considera un’anima libera.
Ed infatti, pur amando gli agi e la bella vita, sa coinvolgere la gente con un linguaggio semplice, forbito, alle volte ironico, ma mai saccente. Ha sempre stampato sul volto un sorriso sbarazzino e divertente. Adora decisamente vestire casual, passando il più delle volte inosservato.
Antony, in più, è succube di una passione quasi maniacale, quella per la figa!
Se ne sazia in continuazione.
Adora le orientali per quella fichetta stretta che ogni volta cede sotto i suoi poderosi colpi di nerchia. Non ama particolarmente le donne dell’Est europeo, troppo altezzose e attaccate al vil denaro. Contempla le bocche vogliose delle bambole color ebano. Sfonda i culetti delle europee ben curati. Si inebria delle passere pelose delle mediterranee con i loro umori dal sapore di mare Infine, si trastulla tra le tette delle latine, di bassa statura, ma gran maiale.
Insomma, non si fa mancar nulla.
Attualmente è al vertice dell’azienda di famiglia. Guida un impero finanziario di multisocietà dedite alla compravendita di lussuosi immobili d’epoca: appartamenti, ville, proprietà e quant’altro esista nel globo terrestre. Beni che poi vengono rivenduti a ricchi milionari spendaccioni. I suoi clienti sono solitamente arabi, russi, cinesi, americani o qualche dittatore africano.
La sua società movimenta tonnellate di denaro ogni anno. È un mercato che non conosce crisi, le richieste fioccano, le esigenze sono tra le più disparate e curiose, ma la società offre un servizio “all inclusive”, per cui ogni desiderio viene prontamente esaudito.
Antony viaggia sempre su una Aston Martin “Vanquise Volante” decapottabile di colore blu elettrico, motore V12 con potenza di 573 cavalli. Un bolide che raggiunge i 100 km/h in appena 4 secondi e tocca la velocità massima di 295 km/h. E’ il gioiellino della casa britannica da poco in circolazione.
Antony è anche un benefattore e attraverso la propria onlus promuove e sviluppa progetti atti a preservare l’ambiente, ad aiutare i bambini nei luoghi martoriati dalle guerre, a costruire pozzi e far arrivare l’acqua nelle comunità sperdute dell’Africa. Non è meramente parvenza per risparmiare sulle tasse, ma vera convinzione che qualcosa di buono si può sempre fare per i più bisognosi.

Questa sera la sua auto avanza lentamente fino ai cancelli dell’Ambasciata Russa di via Nomentana. La storica residenza, immersa in uno splendido parco, fa da cornice a una cena di gala organizzata in occasione della visita del Presidente russo a Roma.
In attesa di fare il suo ingresso tra gli ospiti, ripensa alle ragioni che hanno portato la sua società a essere invitata all’evento. Negli anni ha affittato numerosi appartamenti in città a funzionari russi e ha inoltre concluso la vendita di un magnifico chalet in Valle d’Aosta allo stesso Presidente.
Le guardie non possono che ammirare l’auto con sguardi rigidi, ma palesemente intrisi di invidia.
Accelera entrando nel cortile e si posiziona vicino ad una Maserati “Gran Cabrio” bianco lucida da cui scende un’affascinante signora dai tratti mediorientali, con tailleur bianco, calza bianca fine, scarpe beige con tacco 12, sciarpa in raso rosa, capelli neri lisci, occhi leggermente a mandorla intensi, labbra rosse carnose, seno non molto pronunciato ed un gran bel culo.
Antony sorride immediatamente a quella vista.
Lei incrocia il suo sguardo e accenna ad un saluto, poi si avvicina e si presenta “Piacere mi chiamo Mai, sono la figlia dell’ambasciatore vietnamita, vengo in sua rappresentanza”.
Il rampollo le prende la mano sfiorandola con le labbra, mentre le sussurra “Il piacere è tutto mio Fior di Ciliegio. Hai un nome bellissimo ed il suo significato inebria i miei sensi come il tuo profumo, sicuramente un Maitre Parfumeur, dolce e ambrato”, poi la fissa negli occhi e aggiunge “Ah, che sgarbato, mi chiamo Antony T.”.
Mai resta un attimo sbigottita per il modo in cui si è presentato, ma si riprende subito “So chi sei, e so che fascino hai sull’universo femminile. Quello che hai detto su di me è tutto corretto. Coraggio offrimi il braccio e accompagnami”.
Presto fatto.
I due fanno il loro ingresso nell’ampio salone adibito a sala conviviale e si accomodano ad un tavolo da sei con altre due coppie, di cui Antony, a parte qualche convenevole, non si interessa, avendo occhi solo per Mai. Lei ricambia ogni suo cenno.
Quando inizia il discorso di saluto dell’ambasciatore, le luci si abbassano e il vociare cala.
La mano di Mai scivola furtiva sulla patta di Antony, che per nulla sconvolto si abbandona e si lascia toccare.
Cintura e cerniera cedono, lasciando che il cazzo ancora molliccio prorompa all’esterno. La mano dal tocco armonioso accompagna l’uscita del pene e gioca con il prepuzio, infilando le unghie all’interno dello stesso. Il massaggio coinvolge anche la cappella e il piccolo foro al centro della stessa. Il membro si gonfia pian piano, nutrendosi del movimento su e giù che lo provoca fino ad ergersi completamente.
L’ambasciatore chiude il prologo tra applausi vari presentando l’imminente ingresso del Presidente. Nessuno presta attenzione a quello che avviene sotto il tavolo.
Ora anche la mano di Antony sale tra le gambe divaricate di Mai fino a toccarle il perizoma e scostarlo un po’ per infilarsi in quel fine pertugio. Lo eccita quella fessura strettina con una lieve peluria attorno. Un fiore adornato di piccoli petali. La accarezza lentamente, fino a che non le sfugge un leggero gemito. Si avvicina al suo orecchio “Infilami il dito dentro, non resisto”.
Antony non si fa pregare, sfila sino alle ginocchia le mutandine, poi con un rapido gesto le fa scendere a terra e le raccoglie velocemente infilandosele in una tasca. Torna ad occuparsi della passerina bagnata della ragazza.
Il dito medio, aiutato dall’indice, entra ed esce dal bocciolo con ritmo crescente. Lo stimolo continuo porta all’orgasmo a Mai, che si china sul piatto. E’ costretta ad avvicinarsi alla bocca il tovagliolo e stringerlo coi denti per non far sentire e vedere quello che ha appena provato.
Il cazzo è duro come non mai.
Mentre il Presidente continua a snocciolare dati e progetti al pubblico, Antony lesto se lo rinfila dentro i pantaloni. Si alza di scatto, facendo cenno con la testa di seguirlo.
Corre fuori nel parco per attenderla sotto un grande pino. Lei non tarda a raggiungerlo.
Un lungo bacio avvolge le loro lingue abbracciandosi. Le labbra di Antony scendono sulla pelle morbida di lei, partendo dal collo sino al seno.
Mai si abbassa decisa a terminare quello che ha iniziato all’interno. Di nuovo la mazza è scoperta e turgida. Si perde nella sua calda bocca. La lingua produce un delicato e divino sali e scendi. Nulla viene risparmiato, neppure le palle piene che vengono risucchiate e rilasciate a ritmo sostenuto.
Antony estrae il suo perizoma e se lo porta sotto il naso per assaporarne tutto il piacere rimasto impregnato, quindi, al colmo del godimento, svuota i coglioni sborrando.
Il primo fiotto termina nell’erba, ma i successivi vengono aspirati dalla gola di Mai, che non vuole perderne una goccia. Ripulisce tutto e lo riveste, poi si rialza ed esclama “L’antipasto era ottimo, ora vediamo cosa riserva lo chef con le successive portate”.
Antony ridendo la prende per mano riaccompagnandola dentro.
Entrambi si siedono allo scrosciare degli applausi che chiudono l’intervento del Presidente. Le luci si riaccendono ed i camerieri riprendono a servire ai tavoli.
Tra scherzi e battute la cena termina. L’ambasciatore saluta gli invitati invitandoli ad uscire per assistere allo spettacolo pirotecnico.
Mai attira a sé Antony e con la mano nuovamente sulla patta lo stuzzica “Andiamo a farci un giretto nel parco. Ho voglia di scopare”.
Nascosti tra le splendide piante del giardino e gli alberi, la ragazza si siede su una panchina alzando il vestito. Offre il suo culo a 90°, pronta per l’infilata.
Antony, massaggiandosi l’uccello per ingigantirlo nuovamente, appoggia il glande tra le grandi labbra ed entra.
“Mmmm, sii, piano, così, mmm, dai”.
Le parole vengono smorzate dai fischi dei razzi che esplodono in cielo trasformandolo in una cascata dai mille colori.
Il cazzo e la figa diventano blu, verde, rossa, arancione. Ogni colpo assume un nuovo colore.
La fregna è un lago. Qualche goccia scende sul pisello. Mai si masturba, muovendo il clitoride come fosse una cloche.
Gode “Dai, mmm, dai, così vengo, siii, vengo, mmm.”.
Gli ultimi fuochi terminano nel momento in cui Antony tira fuori il proprio arnese.
Prende le sue mutandine. Posiziona la cappella nel mezzo per inondarle di copiosa crema bianca.
Una volta finito di scaricarsi, le avvicina alla bocca di Ma.
Lecca le gocce che colano, quindi le prende e se le infila nella borsetta.
Un ultimo bacio pone termine a quella strana serata.

Mai sale in auto e, senza più guardarlo, sfreccia con la Maserati nella buia notte romana…

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