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STORY

Confidenze, ancora.

by Prufrock
Viewed: 383 times Comments 0 Date: 17-08-2026 Language: Language

Buongiorno ragazzi, vi piacciono le mie confidenze? Certo che vi piacciono. Cosa dareste per scoparmi? Ribadisco che sono una porca in letargo, ma chissà mai. Ho scoperto che mi piace scrivere, la fica mi diventa umida. D’ora in avanti i racconti saranno miei. Dunque, dove eravamo rimasti?
Cazzo, scusatemi, sono proprio una stronza. Non vi ho nemmeno detto se i due giovanotti di ieri mi abbiano soddisfatta. A onor del vero non più di tanto. Dimensioni normali, troppo giovani. Quando mi scopano voglio essere trattata come una vacca, loro erano educatini. In compenso Pruf ha fatto una bella sborrata. Tanto la sua quanto le loro sulle mie tette. Ho ripulito il cazzo a tutti: gelato a tre gusti. Quando ho smesso di scrivere sono scesa in piscina indossando un bikini bianco. Mi sono tuffata e sono uscita subito. Capezzoli dritti e taglio della fica evidente. Godo quando i maschi mi guardano. Anche voi, donne porche come me ne godete, vero? Oggi mi sento stronza al massimo grado. Amo Pruf, ma voglio farlo impazzire. Mi farò scopare da quel paio di neri mastodontici che si toccano il cazzo guardandomi, lasciando Pruf fuori stanza. Ormai meno di due sarebbe riduttivo, d’altronde di buchi ne ho tre, sono fin parca. Non porca, parca. Anzi, sì, porca. Informo Pruf e rincaro la dose: “Vai da quei due neri e digli che andrò da loro tra mezz’ora, che si facciano trovare pronti. Digli anche che dopocena si replica. Tu resti in stana ma non devi segarti. Cenerò con loro senza di te”. Pruf fa ciò che deve. Mi guardano, si alzano e vanno dove devono. Mi alzo anch’io. Tralascio il mio prepararmi. Busso. Aprono. Li chiamerò Tom e Jerry. Sono nudi, hanno un fisico bestiale, cazzi grandiosi già in tiro. Ho paura. Entreranno nella mia fichetta? Ma certo, dai. Mi saltano addosso, mi strappano il vestitino, mi tirano giù la mutandine. Le sento scivolare sotto le ginocchia. Stringono le mani attorno alla mia vita. In quel momento mi sento una vera femmina. Mi sollevano e mi stendono sul letto. Sono come animali affamati. Mi baciano avidi la bocca, i seni, la fica, il culo. Pruf ne godrebbe. Sento i loro cazzi premere, esprimono urgenza, chiedono asilo. Prego, entrate. Alzo le gambe al soffitto per fare in modo che il primo possa entrare. Comodo. Ecco Tom. Appoggia. Spinge. Entra. Pruf avrebbe guardato con piacere quel cazzo nero ed enorme entrare e uscire. Mi tengo sollevata con i pugni per offrire meglio il sesso alle spinte. Cazzo se pompa! Cazzo se godo! Mi fanno voltare e sempre Tom mi prende come una cagna. Instancabile. Jerry aspetta. Mi attende un orgasmo enorme, anzi due. Jerry si è rotto i coglioni di aspettare e me lo ficca in bocca. Quasi vomito. Stavo vivendo livelli inesplorati di estasi sessuale, abbandonata senza farmi domande. Mi accarezzavano dappertutto. Meraviglioso, avevo due neri giganteschi addosso. Pazzesco. Volevo essere devastata. Gli basterà il mio corpo? Certo, potevo affrontare tutto senza preoccuparmi e, a bruciapelo, è emerso il mio lato sub: ho desiderato di averli entrambi come Padroni. Mi sono alzata, messa in ginocchio e ho detto: “Mi chiamo Immacolata e voglio che mi sporchiate, che facciate di me la migliore delle schiave. Torturatemi, umiliatemi, usatemi, mostratemi e cedetemi. Sarò una cagna sottomessa, docile e obbediente”. Tom e Jerry mi guardavano basiti…
Mannò, mica ci avrete creduto, non ho detto una beata fava. Ho continuato a godermi due cazzi, solo che al posto di Tom c’era Jerry e al posto di Jerry c’era Tom. Nessuna differenza. Ora vado a nanna, che sono stanca e Pruf mi aspetta. Se è sveglio gli faccio una sega coi piedi. Domani ultimo giorno di vacanza, pare ci sia un festa…

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