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STORY

SOTTOMESSA PER ERRORE

by BLACKRELAX90
Viewed: 186 times Comments 0 Date: 19-08-2026 Language: Language

Lunedì sera ore ventidue e trenta, nella stanza dei giochi regnava il silenzio assoluto.

Il ragazzo di colore mentre aspettava, trascinò frettolosamente il dito sullo schermo del telefonino quindi ci premette sopra più volte. Non si accorse però di essere inavvertitamente finito nella casella di riferimento errata e disconoscendo tale fatto prese comunque per buoni i due nomi che spuntarono dal promemoria selezionato, Luca e Stefania.

Quel giorno avrebbe avuto il piacere di conoscerli, in particolare si sarebbe divertito a dedicarsi alle voglie carnali di lei, il tutto davanti agli occhi vigili del suo fidanzato.

Rimaneva un ultimo piccolo problema da risolvere, mancavano solamente una manciata di minuti prima dell’arrivo di quella nuova coppietta ma di loro, a parte i presunti nomi, non sapeva assolutamente nulla. Di persona non gli aveva mai visti perciò non gli rimaneva altra memorabile soluzione che andare a ripescare la messaggistica passata e affidarsi a quelle poche righe scritte di presentazione a suo tempo inviategli.

Secondo quanto riportato Stefania risultava essere l’estimatrice del gioco spinto, amava essere sottomessa da grossi cazzoni impertinenti e posseduta con decisione. Donna esperta in fellatio profonda. Pesca stretta sempre disponibile a soddisfare anche i penetratori più esigenti. Per nulla timida, nel suo gioco c’era spazio per frustini, plug, corde, manette, vibratori e altri sex toys strani. Il punto della situazione ora era ben definito, a lei sicuramente piaceva il maschio dominante.

La porta si aprì. Stefania, bellissima, fece il suo ingresso: splendido essere dal portamento grazioso sui tacchi medi e dall’abbigliamento impeccabile. Circa trentatré anni, lunghi capelli castani, occhi da cerbiatta color nocciola, un metro e settanta d’altezza, corpo longilineo, culetto sodo a mandolino c’aveva uno di quei sederi che avresti voluto scoparti per tutta la notte, labbra sottili e armoniose, seno piccolo ed efficace. Profumo delicato.

‘’BUONASERA STEFANIA’’ fece il nero. Lei lo guardò incuriosita senza tuttavia ribattere.

La classica ragazza acqua e sapone, quella che non lasciava trapelare nulla della sua indole all’esterno ma sotto le lenzuola subito si sarebbe trasformata in un’ubbidiente zoccoletta voglioso affamata di sesso, pensò il ragazzo di colore come la vide, immaginandosi quanto letto poco prima sulle pratiche sessuali gradite dalla tipa.

Il suo ragazzo anch’esso impacciato entrò per primo nell’abitazione. Non una parola. Era sulla quarantina d’età, ordinato, camicetta di marca, pantaloncino aderente, scarpetta tattica e fisico sportivo. Il nero accolse anche lui con un gran sorriso invitandolo ad di accomodarsi sul divanetto.

Stefania e il suo uomo estrassero dalla borsetta una scatola di cioccolatini e gliela porsero, un piccolo presente per ringraziare dell’ospitalità.

Per prima cosa, all’inizio del gioco, la mano del nero mi finì dritta in mezzo alle gambe. Beh di certo, a essere sinceri, mi colse alla sprovvista un approccio così diretto. Sentire subito la sua manona sudicia sulla mia intimità mi infiammava. Avevo i pantaloni e le mutandine a farmi da barriera ma il suo gesto così da macho in un primo momento mi mandò in confusione completa, mi si inumidiva tutta la patata là sotto.

Raspava energeticamente il porco, ci godeva a tastarmi la fica e ad osservare le mie espressioni equivoche mentre mi iniziavo a bagnare di brutto. La sua bocca poi si avvicinò come se nulla fosse alla mia e mi baciò. Lo lasciai fare perché mi piaceva, dopotutto anche lui era un bel ragazzo dal fisico prestante, iniziai a fantasticare su come sarebbe stato prendere il cazzo di quel perfetto sconosciuto in quella situazione così insolita.

Mentre mi toccava senza pudore io al contrario mi sentivo eccitata ma sprofondavo dalla vergogna dato che mi sarei aspettata una partenza molto più delicata, era la nostra prima volta e Il mio ragazzo stava a pochi metri da me intento a osservarsi tutta la squallida scena. Seduto sul divanetto mi pareva anche lui come se fosse un poco disorientato, lo guardai meglio cercando risposte e mi fece con la testa un cenno di approvazione, gli piaceva vedermi toccata così.

Il porco continuava con una mano a strofinare veloce all’altezza della mia vagina e con l’altra sua mano libera l’aveva portata dietro di me, facendomi pressione col pollice sull’orifizio del mio culo inesperto.
Mi voleva ai suoi piedi e mi avrebbe voluto sicuramente anche fottere, almeno questo concetto nella confusione iniziale di quella serata, mi era estremamente chiaro.

Tirò fuori il cazzo e con voce decisa mi ordinò di masturbarglielo.

Rimasi ammutolita, mai ero stata tratta così, forse quel tizio aveva preso un abbaglio, probabilmente mi aveva scambiato per la sua puttanella di turno. Nonostante la vergogna, dato il gioco perverso decisi di continuare quell’esperienza e volli accontentarlo, gli misi delicatamente la mano sul cazzo, strinsi e iniziai a fargli un movimento prima lento dopodiché sempre più energetico.

Glielo feci diventare duro in un lampo, ero soddisfatta, probabilmente sarei riuscita anche a farlo sborrare in poco se solo l’avessi voluto. In quel momento in un certo senso ero io che lo tenevo per le palle.

‘’SCIAFF’’ ‘’SCIAFF’’ ‘’SCIAFF’’, il rumore della mia mano sul suo cazzo si udiva bene, gli stavo facendo una sega in perfetta regola, secondo il suo volere, ubbidivo docilmente alla sua richiesta oscena. Il mio ragazzo non diceva una parola. La situazione era surreale, i minuti passavano e quel cazzo non ne voleva sapere di capitolare, era resistente il tipo, il braccio mi si iniziava a stancare. Ubbidientemente però io continuavo a masturbarlo.

‘’GIRATI!’’, in breve mi trovai accondiscendente anche a questo ordine, mi girai senza fare domande, il mio fidanzato seduto immobile davanti a me, il nero in piedi dietro di me. Un dito umido cosparso di gel freddo iniziò a stuzzicarmi l’ano, fui fatta chinare in avanti poi a seguire qualcosa venne accompagnato dentro di me, era un qualcosa di gommoso, mi stava infilando nel sedere un piccolo plug nero.

L’inizio fu delicato ma quando la punta fu dentro, il maiale spinse la restante parte in profondità con un gesto rapido per farmi sobbalzare. Strinsi di riflesso le natiche, mi sentivo goffissima così piegata al suo volere e con quell’affare in mezzo alle natiche, guardai il mio ragazzo e vidi che si stava toccando nel vedermi così.


‘’IN GINOCCHIO!’’, la sua mano mi si appoggiò sulla nuca, mi afferrò per i capelli e mi ritrovai immobile col cazzo nero di quel tipo poco distante dalle mie labbra, ora desiderava che gli facessi un pompino profondo.

Guardai il mio ragazzo poi spalancai diligentemente la bocca e lasciai che quell’affare peloso mi entrasse. il nero mi assestò colpi trionfali sempre più profondi, mi sforzai di prenderglielo per tutta la sua lunghezza, era quello il mio compito del momento. Mentre gli succhiavo il cazzo, il nero mi guardava allupato, voleva farmi ingoiare il suo seme.

Così sottomessa e inginocchiata continuavo a succhiare il coso di quel tipo, il mio ragazzo non stava più nella pelle, l’umiliazione era troppa l’eccitazione devastante. Arrivò il momento, nel silenzio assoluto il nero mi sborrò in bocca, in un primo momento mi venne da vomitare, ma poi assaggiandolo mi accorsi che aveva un seme dolce dopotutto non era così sgradevole, quindi lo accontentai e inghiotti tutta la sua sborra che aveva da offrimi.

Finito di svuotarsi le palle dentro di me, mi ordinò di alzarmi e mi accompagnò sul lettone. Doveva finire la sua opera.

Il nero fece distendere la mia ragazza sul lettone e le salì sopra. Le entrò in fica con un inserimento deciso.

Gemette forte talmente era grosso quel cazzo, la vidi abbandonarsi al piacere, cedere a poco a poco al cazzo di quell’uomo fino a che quel tipo non si fu preso completamente anche la fica.

Ora le voleva fare il culo. La baciò delicatamente e strofinò il suo affare nelle natiche di lei, con delicatezza le tolse il plug quindi dopo aver giocherellato ancora un poco spinse il suo coso nell’orifizio stretto.

Con la sua stazza le stava sopra, la dominava e a lei in preda al piacere non rimaneva che rilassare lo sfintere, accogliere il suo membro e farsi fare il culo. Con uno sforzo non indifferente riuscì a farlo entrare. Osservavo la mia ragazza ansimare, mugolare, contorcersi dal piacere mentre quel tipo la sodomizzava irruentemente.

‘’TI PIACE ROMPERE IL CULO ALLE BELLE DONNE EH? PORCO!!’’ gli gridò ansimante Stefania mentre quel cazzone scivolava dentro di lei.
‘’STAI GUARDANDO? CORNUTO?!!’’ ‘’LO VEDI COME SI SCOPA?’’ fece lei rivolgendosi al suo ragazzo.

Inizialmente scorreva a fatica ma poi con il lubrificante, lo sputo e i giusti movimenti il nero ebbe gioco facile anche col suo culo, rumoreggiava e si dilatava a meraviglia ora.

Soddisfatto uscì dal suo sedere bollente e le sborrò la seconda volta sui glutei profumati.

Ciao Stefania, Ciao Luca alla prossima! Disse il nero mentre si richiudeva soddisfatto la zip dei pantaloni.

‘’Ah ha ehm ma io non mi chiamo mica Stefania! Sono Serena e il mio ragazzo si chiama Andrea’’ fece la ragazza palesando un sorrisetto più imbarazzato che mai.

Oh perbacco! Replicò il nero.

I tre, individuata la gaffe, scoppiarono a ridere.

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