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STORY

Nuova vita da 70enni (Parte sesta)

by ciccioletta
Viewed: 166 times Comments 6 Date: 25-08-2026 Language: Language

Un giorno davvero epico che rammenterò a vita, un Ferragosto di fuoco, tutto il dialogo che vi sto riportando puntata per puntata (che spero non stiate trovando noioso) si è svolto in quel giorno di solitudine coniugale, portato avanti con brivido annesso da mattina a sera, come già detto in precedenza i figli e le loro famiglie in beatitudine vacanziera e noi stupendamente “tra di noi”, come direbbe Eros Ramazzotti..

“..che più bella cosa non c’è..”

Ci concedemmo una pausa culinaria, il giorno festivo l’avrebbe comunque previsto, tra l’altro, essendo tutti e due molto amanti del mare, quel giorno rinunciammo alla presenza nella nostra amata Ostia, ovviamente per via del
gran marasma di presenze in loco, molto meglio potersene stare a casa sognando di poter dar vita a quello che poi ha in effetti “preso vita”, il nostro dialogo. Mia moglie se ne stette beatamente rilassata insieme a me in cucina ma senza “muovere paglia”, però ancora e sempre rigorosamente senza mutande, mi dilettai nell’arte culinaria, una bella buona e coinvolgente carbonara, un pochino di frittura di paranza, anche se in virtù della tradizione romana ci sarebbe stata magnificamente una padellata di pollo e peperoni, ma giudicata da entrambi troppo elaborata e dispendiosa nella preparazione, il tutto bagnato da una falanghina fresca ed il gioco era pressoché fatto, poi, trovai il modo di riprendere il filo interrotto..

“..amore mio perdonami, ma ho necessità di poterti fare la classica domanda delle cento pistole..”

“..sentiamo, ma sappi che già so per certo di cosa si tratta, se vuoi te lo scrivo e te lo mostrerò a domanda posta..”

“..ok, ci sto, eccoti un postit ed una penna, scrivi pure..”

Lei lo fece davvero, un brevissimo e conciso scritto, data la rapidità dell’operazione forse addirittura una sola parola (in realtà furono due) e ripiegó il foglietto, poi, tenendolo ai miei occhi bene in vista disse..

“..avanti maritino, sto aspettando, vai con la domanda che io ho sicuramente sintetizzato qui sul foglietto..”

Questa sua pseudo certezza quasi quasi la trovai spiazzante, per qualche attimo pensai di cambiare il senso della mia sete del sapere, magari formulando una domanda fuori della tematica che ci vedeva impegnati nel nostro dialogo, l’avrei certamente fregata, magari avrei potuto formularle ludicamente una domanda del tipo

“..da quant’è che sei diventata laziale..?”

Ci avremmo entrambi sorriso sguaiatamente, per via del nostro essere ambedue Romanisti, ma resistetti al tentativo di fregarla, effettuai un veloce riallineamento cerebrale unito ad un profondo respiro ed effettuai la domanda..

“..premesso che potrai servirti classicamente della facoltà di non rispondere, la mia domanda è, mi hai mai tradito?”

“..cribbio come ti conosco bene, guarda qua..”

Mi aprì il foglietto sotto gli occhi, dove c’era scritto una sola breve frase, “argomento corna”..

“..era questa la domanda che avresti voluto farmi e che mi hai formulato, tu l’hai definito tradimento, io più semplicemente corna, la sostanza non cambia, ammetto la tua eleganza nell’esprimermi il concetto, come tu perdonerai la mia crudezza..”

“..lo ammetto, oggi mi hai superato in scaltrezza e decisione, io ci penso da molto tempo alla possibilità di poterne sapere di più in tema, e tu in una frazione di secondo hai risposto, o meglio, lo hai fatto prima ancora della formulazione della domanda stessa, evidentemente eri predisposta a parlarne, può darsi che tu abbia da raccontare, ma se non vorrai farlo, mi taccio e non insisto..”

“..ebbene, ammetto che ce n’è da parlare, ma prima bisogna trovare il modo da diversificare gli eventuali ragionamenti in seno all’oggetto stesso della domanda, cos’è che in realtà intendi in quanto tradimento? Dai, sii più chiaro, riformula la domanda in modo più chiaro e deciso, magari prendendo atto che non tutto può esser considerato tradimento, per noi donne il tradimento ha connotazioni più sentimentali, per voi uomini più semplicemente sessuali, ti ascolto..”

Adeguandomi al suo tentativo di potermi spronare, ho azzardato crudamente..

“..hai mai scopato con un altro?”

“..finalmente sei stato chiaro, ed io, altrettanto chiaramente ti rispondo, si, l’ho fatto, ed anche per più di una volta, ma vorrei partire da lontano, però fai molta attenzione a giudicarmi negativamente, perché tanto tu, nella tua testa, mi stai già dando della troia, vorrei farti partecipe di alcuni aspetti della mia femminilità che neanche tu hai mai saputo interpretare, e men che mai ovviamente nessun altro uomo, seppur notevolmente diversi da te, a volte, la particolarità di taluni comportamenti ha una genesi..”

“..cribbio, stai parlando al plurale, ma allora è stata una ricorrenza di eventi, non una sola volta..”

“..non una sola volta, ma non ti darò mai una certezza quantitativa, sappi però che ti sono stata fedele dall’avvento della tua impotenza, e su questo devi credermi, ma se non vorrai credermi me ne farò una ragione, dopo averti confessato che l’ho fatto, sarebbe stupido e puerile non ammettere di farlo ancora..”

“..perché mi sei stata fedele dalla mia debacle in poi? A maggior ragione avresti dovuto perseguirne una continuità, peraltro è il motivo che sta muovendo il mio mondo interno, la voglia di poterti vedere soddisfatta..”

“..aver deciso di esserti fedele è stato per una precisa scelta, una condivisione di fatto della tua condizione, la vogliamo chiamare solidarietà? Ho scelto di lasciarmi prendere dallo spirito della crocerossina, la tua patologia ti ha reso tale? Ho deciso che la mia solidarietà si sarebbe tramutata in fedeltà..”

“..quindi mi stai dicendo che anche quando avevi intorno ai 60 anni hai operato in direzione del ‘che ci dò che ci dò’..?”

“..vedo che la matematica è sempre il tuo forte, si, se proprio vogliamo esser precisi i miei 60 anni erano stati anche superati.. con tanti complimenti da parte di chi ebbe tale opportunità, per inciso un bel meccanico di automobili, Alessandro, un uomo di una decina di anni meno di me, un gigante, in tutto e per tutto, una sola volta e basta, è stato l’ultimo..”

“..l’ultimo di una lunga serie?”

“..ti ho già detto che non avrai mai un numero, non insistere, porre bloccarmi e potresti non avermi più disponibile al dialogo, ho avuto uomini oltre te, punto, e non credo di esser la sola donna che ha fatto questo, a meno che tu non creda alla santificazione femminile..”

Non potevo rischiare di poterla contrariare, il nostro dialogo aperto rappresentava per me la concretizzazione da sempre più ambita..

“..non posso crederci, mi si sta aprendo un mondo, ed io che ti credevo una mogliettina pura e casta..”

“..e tu continua a pensarmi tale, io non ti ho mai tradito né con la testa né con il cuore, che tu lo creda o no, non lo avrei mai fatto, la prova? Sono sempre puntualmente tornata a casa da te, e solo da te, sempre da te, inevitabilmente da te, sai quando hai perso la più ghiotta delle occasioni di potermi vedere con un altro a letto..?”

Mi rivolgo a chi ha seguito i miei racconti fin qui, a partire dal primo, ricordate che vi dissi che di lì in avanti ne avrei scoperte delle belle? Ci siamo, tutto quello che vi riporterò l’ho conosciuto a partire dal 15 agosto 2026 e nei giorni a seguire, dopo ben 46 anni di matrimonio, 7 di fidanzamento, dopo figli e nipoti..

“..oddio, ci sono stato così vicino?”

“..si, se è vero quello che mi hai raccontato poco fa in relazione alla possibilità di portare anni fa a cena a casa nostra quel tuo amico collaboratore esterno della tua società si, hai mancato l’occasione buona, quale donna resisterebbe a tutto ciò che avevi dentro te deciso di mettere in atto? Un bell’uomo galante, colto, educato, serio, affidabile e magari persino prestante e deciso, che ti corteggia in casa tua con la complicità di tuo marito è inusuale, se poi permetti a costui di poter ballare con tua moglie dopo qualche bicchiere di troppo in un clima di assoluta tranquillità… beh, allora te la sei cercata, avresti vinto facilmente, ti assicuro che qualsiasi resistenza di qualsiasi moglie sarebbe venuta meno..”

Non le risposi, ma dentro me maledii quella mia decisione di allora di dover rinunciare, ripresi il dialogo..

“..quando hai iniziato? Ma soprattutto perché hai iniziato?”

“..risponderò prima alla seconda domanda, perché sono una donna, e come tutte le donne affascinate dal mistero, dalla novità, dalle buone maniere, in un certo senso dal brivido da saper cogliere al momento opportuno, in un certo senso anche dalla meritocrazia di chi in quel momento mette in atto un’eccellente seduzione tesa a farti cadere, ti è sufficiente? Oppure vuoi dell’altro, che ovviamente c’è? Siamo in ballo, lasciamo perdere le statistiche e deduzioni logiche dei vari sessuologi che imperversano in rete, restiamo razionali e parliamo di noi..”

“..ahh.. e quindi c’è dell’altro, dimmi soltanto se riconducibile a me..”

“..si, riconducibile a te..”

“..ahh, bene, vorrò sapere, ma non tutto è subito, vorrei partire dalla prima mia domanda, quando hai iniziato? Va bene, non voglio usare più il termine tradimento, faccio mia la tua esplicazione, non hai tradito il sentimento, né l’anima né il cuore, ma quando hai iniziato a prendere in esame altri uomini?”

“..presto, ho iniziato molto presto, ed ho iniziato in un modo decisamente inatteso, non cercato, non auspicato, anzi, te lo dico nel nostro dialetto, nun ce penZavo proprio..”

“..ma eravamo già sposati? Diamine, io ti ho sposata vergine, non riesco a capire..”

“..capirai, tranquillo, capirai, eravamo sposati da poco, scoprimmo insieme di essere in attesa, una volta non c’era possibilità di una così rapida scoperta come c’è oggi, mi ricordo che tornasti a casa con il risultato delle analisi che attestava la positività, ma ricordo però anche il tuo cambio di atteggiamento nei miei riguardi da quel momento in poi, a me piaceva da morire far sesso con te, nel nostro modo quasi selvaggio, come del resto piaceva anche a te, ma da quel momento ebbi come la sensazione di esser trattata da persona malata, troppi modi dolci, niente più irruenza che contraddistingueva le nostre notti, niente tentativi estremi di sodomia, mi sentivo quasi tenuta in vita a mezzo dei tuoi troppi riguardi, e questo non mi piaceva affatto, anzi, contrariamente al solito, in quel periodo mi sentivo più accesa che mai, ma non te ne parlai, ebbi rispetto della tua decisione di farmi vivere nella bambagia, fino a quando non ci recammo per la prima volta nello studio ginecologico, ricordi che prenotammo la visita da una dottoressa?“

“..certo che lo ricordo, ma non c’era, quel giorno la sostituiva un ginecologo, che poi tu hai voluto mantenere fino al parto, anzi, adesso che ci penso bene lo tenesti anche per la seconda gravidanza..”

“..e bravo il mio maritino che rammenta tutto tutto tutto..”

“..nooooo.. non dirmi che il ginecologo..”

“..ti dico ti dico, ma non correre, non vuoi sapere dei dettagli?”

“..ma certo che voglio sapere, però rammento che all’epoca si trattava di un medico abbastanza più grande di noi, chissà se c’è ancora..”

“..no, non c’è più, e questo mi è stata causa di dolore, ma di questo non voglio pararne, torniamo al giorno della visita, nel dover appurare che sarei stata visitata da un uomo mi scoprii all’improvviso molto timorosa, ero giovane, tu eri stato fino a quel momento l’unico uomo ad avermi manipolato nella mia intimità, e l’idea di offrirmi senza difese alle mani di un altro uomo quasi mi infastidiva, ero sul punto di rinunciare e rimandare la visita, seppur già lautamente pagata, la voce della sua assistente che mi chiamò per nome pregandomi di accomodarmi in studio mi fece recedere dalla decisione, entrai sola, se ben ricordi non ti volli con me, l’assistente chiuse la porta lasciandomi sola col medico, un bell’uomo alto, di mezza età e molto affascinante..”

“..si, lo ricordo bene anch’io..”

“..mi disse molto professionalmente di ripararmi dietro il paravento per spogliarmi..”

“..signora non c’è bisogno di denudarsi, tolga lo slip e tenga pure la gonna, poi, se necessiterà una palpazione al seno basterà tirare in alto la maglia, appena pronta salga sul lettino ponendo i polpacci sulle biforcazioni che noterà, è la prima volta che si reca in visita ginecologica?”

“..no, ho sempre avuto un medico donna, è la prima volta con un uomo..”

“..capisco, ma si tranquillizzi, mi veda come un medico, non come uomo, venga, salga sul lettino, si posizioni come le ho consigliato, non abbia timore di esporsi a gambe larghe, è necessario, si tranquillizzi, ma io non ero affatto tranquilla, tutt’altro, lo osservai mentre indossò i guanti in lattice, aveva due mani lunghe ed affusolate e delle dita adeguate, ebbi consapevolezza del fatto che fosse ginecologo sin dalle mani, mi arrotolò la gonna sulla pancia prendendo a fare ciò che avrebbe dovuto fare, subito mi sentii piacevolmente strana, non so se lui se ne accorse, ma guardandomi in volto e chiedendomi se tutto stesse andando bene, secondo me, non poté fare a meno di notare sul mio volto un notevole rossore, sentirmi manipolata in quel modo mi piaceva, forse giunse alle sue orecchie qualcosa somigliante ad un lamento proveniente da me, mi disse che se stessi sentendo dolore avrebbe potuto alleviare con una crema anestetica, ma lo rassicurai dicendogli che non c’era nessun dolore, ma dentro di me sapevo che si stesse trattando di altro, c’erano dei momenti in cui percepivo che le sue lunghe dita mi stessero arrivando in profondità a me sconosciute, ed in effetti, mentre manipolava mi disse che la bocca ed il collo uterino erano a posto e che tutto era regolare, capisci? Era per me un piacere fino a quel momento sconosciuto, per la prima volta in vita mia il mio utero era stato raggiunto da un uomo, mi guardai bene dal dirglielo, però non potei fare a meno di pensare che tu non ci eri mai arrivato, ed in seguito ho capito il perché..”

“..perché non sono abbastanza dotato..”

“..no amore mio, tu non sei stato nella vita semplicemente soltanto non abbastanza dotato, non offenderti, ma sei stato sempre poco dotato, ma a me sei sempre piaciuto così, adesso poi.. provo tenerezza per la tua condizione, ma ti amerò sempre..”

“..continua, col ginecologo è finita lì?”

“..ma no che non è finita lì, al contrario, ero io che speravo non fosse raggiunta la fine della visita, lui continuava a manipolarmi ed a me piaceva, non sapevo cosa mi stesse succedendo, ma inequivocabilmente sentivo che stavo per avere un orgasmo, cercai di nasconderlo il più possibile, provai persino vergogna, lui se ne accorse ma non me lo fece affatto pesare, mi rassicurò dicendomi con voce pacata ‘..si tranquillizzi, capita di sovente..’ io mi sentivo viola dalla vergogna, lo osservai mentre si cambiava i guanti letteralmente intrisi dai miei umori, mi passò un buon quantitativo di carta dicendomi che poteva essermi utile alla pulizia, pregandomi di restare ancora in quella posizione perché la visita non era ancora terminata, capisci in quale situazione mi stavo trovando? Mi pulivo la fica mentre lui mi guardava, poi tornò da me dicendomi di aver notato l’esistenza di un piccolo problema anale, l’insorgenza di un problema di emorroidi, che avrei dovuto curare in previsione del parto, onde evitare un peggioramento, oramai avevo perso ogni freno inibitorio e gli chiesi di ragguagliarmi meglio sulla più o meno gravità, mi ispezionò superficialmente lo sfintere, mi disse che non era ancora di grave entità, mi consigliò sul nome di un bravo proctologo esistente nella stessa struttura, mostrandomi nel frattempo la confezione di una crema che avrebbe potuto darmi istantaneo sollievo, al che gli dissi.. ‘..grazie dottore, questa sera me ne servirò immediatamente..’ lui rispose che lo avrei potuto fare anche nel suo studio recandomi in bagno, la confezione del medicinale l’avrei potuta tenere, amore, secondo te cosa decisi di fare? Vediamo se sei intelligente, tieni presente che mi sentivo completamente rilassata e che il dottore lo sentivo persino mio complice..”

“..ti sei fatta spalmare la crema sul culo da lui..”

“..noooo… non esagerare, me la sono spalmata restando a gambe larghe lì sul lettino mentre lui mi guardava interessato e senza fiatare, io però notai che aprì il suo camice bianco facendomi notare con eleganza un certo gonfiore sulla sua patta dei pantaloni, tutto restò in quel limbo, non tentò assolutamente nessuna avance, al contrario, fui io a continuare nella provocazione oramai a freni inibitori inesistenti dicendogli che restava la palpazione al seno, senza aspettare la sua eventuale risposta mi sollevai seduta sul lettino, tirai in alto la maglietta, slacciai in un colpo il reggiseno, come soltanto le donne sanno fare, lasciando uscire le tette, come sai le ho sempre avute oltremisura, ma quel mattino erano più gonfie del solito, forse per effetto dell’arrivo della gravidanza, tornai a sdraiarmi restando in attesa delle sue mani, che arrivarono, mi sentii palpata a dovere il seno con dolcezza infinita, fino ad arrivare alla stimolazione dei capezzoli, che erano già abbondantemente turgidi e dritti come due filtri di sigarette, la situazione era completa, ero a figa nuda, culo incremato e capezzoli che sembravano pronti a sparare, mancava soltanto che mi fossi lasciata scopare, non me ne fregava niente che tu fossi a pochi metri da me e la sua assistente nella stanza accanto, che in ogni caso senza il permesso del medico non sarebbe mai entrata, lo avrei fatto, mi sarei lasciata scopare davvero, se solo avesse voluto, ma tutto finì lì, lui fu cosciente della mia disponibilità, ma si limitò a darmi due pizzicotti sui capezzoli dicendomi con un sorriso ampio ‘..si rivesta pure, se vuole possiamo vederci il mese prossimo, e se ha intenzione di continuare il percorso con me faccia pure il mio nome in sede di prenotazione..’ poi, dopo che assistette al mio riassetto, chiamò l’assistente chiedendole di autorizzare il marito all’ingresso, per comunicazioni inerenti il percorso di lì ai mesi successivi, se ricordi bene ti disse qualcosa di particolare..”

“..si, mi ricordo che mi disse di avere cura della tua gravidanza, anzi, scherzando mi disse che mia moglie era una bella bionda, ma da lasciare in pace, per cui sarebbe stato utile da parte mia trovarmi una bella mora..”

Ricordo che ci ridemmo tutti, ma ignorai quello che avvenne dentro lo studio poco prima, e che di fatto non seppi mai..

“..però devi fare mente locale sul perché io non volli più prenotare la visita con la dottoressa che fortunatamente quel giorno non fu presente, tutti i mesi mi portasti da lui, e tutti i mesi in un certo senso hai avuto le corna, pur senza mai scopare col bel dottore, anche nella seconda gravidanza, e bada bene, ho detto senza mai scopare..”

“..e facendo altro?”

“..ma cosa vuoi sapere? Se sei stato reso in effetti cornuto? Dai, adesso fammi un caffè..”

“..quindi non ci hai mai scopato? Perché?”

“..perché in studio sarebbe stato impossibile, troppo rischioso, per poter considerare altre possibilità sarebbe stato un problema, nel frattempo venne a mancare il primario della clinica e lui fu designato successore, era già noto prima della promozione, e con essa lo divenne ancor più, sarebbe stato per lui impossibile potermi portare in hotel dovendo depositare i suoi documenti, in qualcuna delle sue abitazioni altrettanto impossibile per presenza abituale del personale di servizio, provai ad offrirgli là possibili di venirmi in visita qui a casa nostra, ma nel quartiere era molto conosciuto, ed il rischio che qualcuno potesse vederlo e riconoscerlo era molto alto, nel nostro palazzo c’era soltanto una donna in stato interessante, io, ed il rischio che qualcuno avesse potuto preoccuparsi del mio stato di salute chiedendolo a te.. potrai capire, niente da fare, niente sesso completo..”

“..niente sesso completo, e parziale?”

“..e basta con questo interrogatorio, vai a farmi un caffè..”
Continua..


ADDED 6 COMMENTS:
  • avatar Cuck07 Bellissimo

    26-08-2026 10:47:47

  • avatar io_lei ben scritto....ma il ginecologo che non trova dove trombare mi pare molto una forzatura.....

    26-08-2026 10:15:27

  • avatar aldoroma Favoloso ! Nei tuoi racconti si rivivono le atmosfere tese degli anni '80 dove stabilire una intesa extraconuigale poteva essere considerata come un vero e proprio tradimento sessuale. Con i costumi dell' epoca e soprattutto in certi ambienti socioculturali era difficile arrivare al tradimento fisico, si, certamente, accadeva ma non con la semplicita e la frequenza odierne. Scopare il cervello delle signore sposate era una mia specialita', stabilire una intesa con loro, che metteva il legittimo consorte in secondo piano il mio hobby. In vecanza, in barca, in tutte le situazioni in cui c'era frequentazione quotidiana per me era facile, e piu' volte fui avvertito di "smettere di flirtare con mia moglie..." stranamente la mia gelosissima Lei non riusciva a cogliere la complicita' raggiunta con le sue amiche.Era l'epoca dove la preparazione era gia' il piacee stesso, e spesso quel piacere finale non veniva raggiunto. Sesso Cerebrale. Bello e straordinario quanto quello fisico ! La somma dei due, quando accade, e' l'apoteosi.

    26-08-2026 07:50:40

  • avatar cornutoestivo Un percorso fantastico, non legga chi va di corsa..

    26-08-2026 08:06:07

  • avatar Griffa Troppo lungo, scritto bene, coinvolgente ma alla sesta storia non c'è ancora nulla solo fantasie

    26-08-2026 06:03:53

  • avatar Loscopone68 Bravi. Racconto coinvolgente. 👏🏼👏🏼

    26-08-2026 03:35:03






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