E adesso?
by cornutodocileDopo l’incontro con Francesco dormo da lei. A metà notte mi sveglio tutto eccitato, stavo sognando lei e Francesco, e nel dormiveglia non capivo se era successo davvero. Era successo davvero, e io, mentre l’abbraccio da dietro con il cazzo durissimo, mi chiedo se riusciremo a far funzionare la nostra relazione. Deve sentirmi che premo contro di lei, e si sveglia, muovendo il sedere. La prendo per le tette, la bacio sul collo, e la sento eccitata. Indossa ancora la vestaglia, senza niente sotto. La tocco in mezzo alle gambe e sento che è piuttosto bagnata, chissà se stava sognando anche lei. Decido di prenderla così, da dietro, glielo infilo e inizio a spingere dentro di lei. Mi chiedo se posso, o devo, ancora scopare con lei, o se dovrei lasciarla solo agli altri, limitandomi a farmi delle seghe. Intanto spingo sempre più forte, sento la sua figa accogliente e calda, come se fosse ancora aperta dalla scopata con Francesco. Sicuramente é solo una mia fantasia, utile per eccitarmi e farmi sentire che ancora molti se la ripasseranno, con o senza me lì e, forse, con o senza la mia approvazione. Continuo a scoparla, la sento ansimare, e le chiedo a cosa sta pensando. “Che mi piace farmi scopare da tutti, essere l’oggetto di altri uomini” mi risponde. Al che si gira, si mette sopra di me a smorzacandela, e ansimando viene. Crolla sul letto, io mi tiro su, e la scopo immaginando di essere Francesco poco prima, che sentiva le mie stesse sensazioni, che ora sa com’è scoparsi la mia ragazza. Le vengo dentro al pensiero, e crollo anche io, tornando a dormire.
L’indomani mattina, le arriva un messaggio da lui, che le chiede come sta, se va tutto bene. Sembra quasi preoccupato, si sarà ricordato che è sposato e dei rischi che corre. Le confessa che ripensandoci è stato, per quanto bello ed eccitante, anche strano, e si scambiano qualche messaggio di come sia successo tutto molto rapidamente in modo inaspettato. Non propone un altro incontro, e la mia ragazza si sente di essere stata un po’ usata, alla fine taglia corto e si salutano. Ne parliamo tra noi, e anche a me scoccerebbe se si fosse solo voluto fare una sveltina. In ogni caso, andiamo avanti, passano i giorni ma non si risentono. Noi andiamo avanti con la nostra vita, e nei momenti di intimità vedo che lei preferisce ricordare della scopata a casa del ragazzo, o di incontri ipotetici futuri. Io dopo aver tirato fuori Francesco un paio di volte all’inizio smetto, perché non la vedo coinvolta e quindi non le fa piacere.
La settimana successiva va a prendere suo figlio a un allenamento, ma lui non c’è, c’è sua moglie. Il sabato dopo, però, va a prenderlo a scuola e si vedono, anche se non sono vicinissimi. Lui la saluta con un gesto della mano, sorridendole. Lei ricambia. Tornata a casa gli arriva un messaggio da lui, che gli chiede perché è arrabbiata. Sono lì con lei, stiamo per pranzare, quando arriva il messaggio. Non possiamo parlare liberamente perché c’è suo figlio in casa, e le dico solo di fare come si sente (e inizio ad avere un’erezione). Si scrivono, intanto io sto sul divano a guardare la tv. Sì, lo stesso divano dove hanno scopato. Vedo che tra un messaggio e l’altro passa anche del tempo, sicuramente perché lui non è liberissimo di scrivere. In ogni caso, alla fine, dopo una mezzora abbondante, si avvicina a me, le chiedo “tutto ok?” e mi dice di sì, che si sono messi d’accordo per vedersi e parlare di quanto è successo, anche se non hanno fissato una data perché lui non poteva al momento. Ma la vedevo più serena. La giornata scorre, ci rilassiamo davanti alla tv, non abbiamo voglia di uscire. Non possiamo però fare niente, essendoci suo figlio a casa. Motivo per il quale a un certo punto vado in bagno, masturbandomi nella speranza che Francesco me la scopi di nuovo.
La settimana successiva si scrivono, e pare che lui possa riuscire venerdì, come la prima volta. Siccome suo figlio sarà dal suo ex, lei accetta. Me lo dice solo a cose fatte, il che mi eccita di più che non se mi avesse chiesto prima se andava bene anche a me, ma me lo tengo per me.
Una sera che siamo soli abbiamo modo di parlare meglio della situazione. Siamo entrambi d’accordo che non è eccitante se si tratta di fare delle sveltine per far sfogare qualcun altro, senza che ci sia un aspetto mentale sotto. Non è che Francesco debba diventare il suo amante o chissà cosa, e siamo consapevoli che non potrà durare a lungo, ma se per lui dev’essere un’alternativa a un’ora di tennis, giusto perché con sua moglie non lo fa da tempo, non ci interessa. Lei si sente usata, e a me non interessa che scopi soltanto per scopare.
Insomma arriva venerdì, e come la prima volta aspetto a casa mia. Questa volta però non mi sento eccitato, anzi, sono leggermente nervoso, perché questa cosa con Francesco, nonostante le eccitanti premesse, è partita con il piede sbagliato.
Si fanno le 22.30 e sono inquieto, perché ancora non mi ha chiamato, così mi avvio da lei. Ma passano solo due minuti e vedo che mi chiama. “Tutto ok?” le chiedo “sì sì, stai già venendo qui?” le dico di sì e le richiedo se va tutto bene, e mi conferma di sì. Mi sembra che il tono sia tranquillo, così chiudo la telefonata.
Quando arrivo lei è in pigiama, mi chiede se ho già mangiato, ma no, neanche stavolta ho mangiato. Vede che sono tutto trepidante, allora mi sorride e mi chiede se voglio già parlarne, e le rispondo di sì.
Ci mettiamo sul divano, lei a gambe incrociate. “Stavolta è arrivato un po’ prima, verso le 20.35. L’ho fatto entrare, ci siamo messi qui sul divano. Ha scherzato che sembra che non riusciamo a toglierci da questo divano, e mi ha fatto piacere come approccio. Abbiamo parlato un po’ dei ragazzi, della scuola, del lavoro. Insomma, per rompere un po’ il ghiacchio. Poi mi ha chiesto che succedeva, come mai ero stata così distante. Gli ho detto che, sebbene sia perfettamente consapevole della situazione sia sua che mia, mi sembrava che si fosse voluto solo divertire una sera, e la cosa mi ha infastidita. Che, per carità, può anche capitare che succeda una volta sola, non c’è nessun impegno, ma che se prima mi dice di quanto mi desideravi, mi riempi di complimenti, e poi una volta fatto praticamente sparisci, mi sento presa in giro”. “E lui?” “Lui mi ha spiegato che non voleva assolutamente che passasse questo messaggio, e che quello che mi aveva detto era vero, sul fatto che gli piacevo tantissimo. Ma che ovviamente anche lui deve stare attento, ha una famiglia, e deve cercare di tenere un certo distacco, non solo fisico nel senso che non ci si può vedere con chissà quale frequenza, ma anche emotivo. Si scusa, perché capisce il mio punto di vista, e mi garantisce che non voleva affatto usarmi, che non dovevo vederla così. Nemmeno lui pensava che io volevo creargli dei casini o rovinargli la sua famiglia, perché pensava di aver capito che lo facevo perché avevo i miei bisogni, e dovevo soddisfarli. Non per questo si sentiva usato, così come lui non stava usando me. Quindi, abbiamo parlato un po’, e mi ha chiesto cosa avrei voluto. Allora gli ho detto che non voglio assolutamente creargli problemi, ma che mi piace il brivido di andare a letto con lui, e poi di vederci agli allenamenti o alle partite, con gli altri che non sanno nulla. Mi ha detto “Pensa che vado anche d’accordo con il tuo ex, che alle partite parliamo spesso di calcio”. Questa cosa mi ha eccitato, e gli ho detto che era esattamente quello che intendevo. “Cioè ti piace che chiacchiero con il tuo ex che non sa che vado a letto con la sua ex moglie?”. Gli ho detto di sì”. Io intanto mi ero eccitato un casino a sentirla, anche perché avevo capito dove stava andando a parare… “E di me non avete detto niente??” “Sì amore, sei stato l’argomento successivo…”. Mi ero già infilato la mano nelle mutande per toccarmi. “Gli ho detto che mi piacerebbe anche che parlasse con te, e lui mi ha detto ridendo che sono proprio una porca”. Rideva mentre lo diceva, compiaciuta. “Gli ho detto che sì, mi ecciterebbe che magari la prossima volta che c’è una partita faccio venire anche te, che non vieni quasi mai, e troviamo il modo di guardarla vicini. Che ti amo, ma a volte mi fai arrabbiare, e mi ecciterebbe un casino che te ne stessi lì a chiacchierare con lui come se niente fosse, ma in realtà tu gli stai scopando la ragazza”. “Proprio una figuraccia da cornuto!” mi ha detto Francesco.. “. Io avevo preso a masturbarmi, e lei si è avvicinata per segarmi, così mi sono sdraiato e l’ho lasciata fare. “E poi sai cosa è successo? Gli ho detto che dovevo andare un attimo in bagno, ma in realtà ero tutta bagnata, sono solo andata in camera, mi sono spogliata, mi sono messa a 90 sul letto e l’ho chiamato. Lui mi ha raggiunto, e non appena ha visto che ero completamente nuda e così oscenamente esposta a lui, si è avvicinato per leccarmela, ma ero già fradicia. Mi ha detto che non aveva preservativi, che era venuto solo per parlare, ma io gli ho detto che ce n’erano nel primo cassetto del comò. Sono quelli che usavi una volta.. ti ricordi? se n’é messo uno alla velocità della luce, si è posizionato dietro di me, e mi ha scopato come una cagna”. Mentre me lo diceva aveva aumentato il ritmo con cui mi segava, mi ha baciato e sono venuto gemendo di goduria… e lei ha continuato, sapendo che così, dopo venuto, mi sento più umiliato, ma godrò di più dopo. “poi mi ha girato a pancia in su e mi ha sbattuta così, come quando è venuto l’altra volta. Lo lasciavo fare, vedevo quanto se la stava godendo e anche io, che poi gli ho detto di farmi venire sopra. Ti ricordi che ti avevo detto che mi succhiava così bene le tette? L’ha rifatto, e sono venuta.. ho urlato così forte che ho paura che qualcuno dei vicini mi abbia sentito.. ho visto l’orologio che erano già le 22.10, e mi sono rigirata a pecorina dicendogli che volevo che venisse così, di sbattermi come una troia.. era chiaramente eccitatissimo, mi ha anche messo un dito nel culo, e dopo non molti colpi è venuto.. anche lui ha fatto dei versi.. gli ho detto di farsi una doccia al volo, che era tardi. Così si è sbrigato, si è rivestito e mi ha salutato dicendomi, ridendo, che ci saremmo dovuti organizzare per la prossima partita. Sei contento amore?” mi diceva mentre mi massaggiava le palle. Avrei voluto venire di nuovo, ma ero appena venuto e non ce la facevo, perciò mi sentivo più umiliato che eccitato. Ma comunque andava bene così.
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