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STORY

Racconti dei Caraibi 3

by krack76
Viewed: 249 times Comments 4 Date: 02-06-2026 Language: Language

Lei aveva la testa appoggiata sul mio petto e ascoltava il battito del mio cuore. Io le accarezzavo distrattamente il seno , osservando la luce del sole che filtrava dalle tende.
Fu in quel momento che trovai il coraggio di dire:
«Perché non resti con me fino alla fine della vacanza?»
Lei sollevò gli occhi e mi guardò come se non si aspettasse quella proposta. Sul suo viso comparve subito un sorriso, ma dopo qualche secondo tornò seria.
«Mi piacerebbe. Però devo passare da casa. Mia madre deve saperlo e devo prendere qualche vestito.»
Io tirai un sospiro di sollievo e annuii
Poco dopo eravamo già pronti. Scendemmo nella hall dell'albergo e, mentre attraversavamo l'ingresso, notai una giovane coppia italiana intenta a parlare con il receptionist.
Sembravano felici, di quella felicità semplice e spontanea che hanno le persone all'inizio di un viaggio.
«Ciao» dissi avvicinandomi. «Io sono Lorenzo.»
«Piacere, Marco. Lei è Giulia siamo di Milano» rispose il ragazzo stringendomi la mano. «Siamo arrivati stamattina. Viaggio di nozze.»
Scambiammo qualche parola, qualche consiglio sull'isola e sul caldo tropicale, poi ci salutammo.
(Vi presento i protagonisti di un capitolo successivo)
Io e Cindy uscimmo sulla strada e fermammo un taxi.
Durante il tragitto ripensai a ciò che mi aveva raccontato della sua famiglia. Quando vidi un supermercato lungo la strada chiesi all'autista di accostare.
«Che succede?» mi domandò lei.
«Andiamo le dissi
Entrammo insieme e iniziai a riempire un carrello. Pane, riso, zucchero, caffè, farina e tutto quello che mi sembrava potesse essere utile.Caricai le buste e ripartimmo, dopo pochi minuti arrivammo nel quartiere dove viveva. Cindy. Le strade erano strette e polverose, le case semplici, costruite con quello che le persone erano riuscite a procurarsi negli anni.
Quando il taxi si fermò davanti alla sua abitazione, una fra le più umili ,con le pareti di foratini grezzi e il tetto di lamiera e il pavimento in terra battuta mi resi conto della povertà in cui viveva e mi venne un nodo allo stomaco. La porta era fatta da 4 assi di legno inchiodate alla meglio e si intravedeva una zona adibita a cucina dove una donna sui 30 trent’anni stava tagliando delle patate.Immaginai fosse la madre, che sicuramente era rimasta incinta molto giovane.Scesi dal taxi insieme a lei , le passai le buste della spesa ,dicendole di portarle dentro.Lei le prese, mi sorrise ed entrò.Dissi al tassista di spostarci per andare a comprare un paio di red stripe , a un paio di isolati c ‘era una piccola bodega di quartiere, il taxi accostò , chiesi due birre alla signora dietro il bancone, ne passai una al tassista e ci sedemmo su due sedie a disposizione dei clienti con cane spelacchiato che dormiva sotto una di queste.Da lontano vidi Cindy che era uscita da casa e si guardava intorno un pò preoccupata, noi finimmo la birra in un sorso e ci avviammo.Aveva un piccolo zainetto dove immaginai avesse i suoi vestitini.Dissi al tassista di andare nella zona commerciale di Negril,un piccolo agglomerato di negozi fra cui la banca, il negozio di liquori e un paio di store di abbigliamento.Nel tragitto ci accarezzavamo e baciavamo senza sosta e il cazzo mi faceva male perché ero in erezione costante. Arrivati dissi al tassista di aspettarci e entrammo in un negozio con Cindy che mi guardava sorpresa. Prendi quello che vuoi le dissi….non le sembrava vero. Mi gettò le braccia al collo saltando come una bambina. Aiutata dalla commessa scelse una decina di capi ,mi prese per mano ed entrammo tutti e due in camerino chiudendo la porta.Erano vestiti semplici e non costosi ma per lei erano alta moda,con il suo fisico le stava bene qualsiasi cosa. Alla fine dopo averli provati tutti ,prendemmo due vestitini cortissimi e leggeri, due shorts che le mettevano in risalto il culo da oscar e altre due magliettine che a stento contenevano i suoi seni antigravità.Le avrei comprato tutto il negozio se me lo avesse chiesto, invece vidi che non si sarebbe mai approfittata della situazione anzi sembrava si vergognasse. Prima di uscire dal camerino mi guardò negli occhi e maliziosamente si inginocchiò tirandomi giù gli short e iniziando un pompino sontuoso con il mio cazzo che sospettando riconoscenza era già pronto da un pezzo.Si impegnò talmente tanto che venni dopo due minuti scarsi,un attimo prima che la commessa venisse a bussare . Davanti la cassa c’era un espositore di costumi e uno di infradito e senza dire niente presi un paio di bikini semplici, uno bianco e uno nero e le dissi di scegliersi un paio di scarpe della sua misura.L’espresione di felicità dipinta sul suo volto mi ripagò in un secondo della modesta spesa che stavo sostenendo.
A quel punto tornammo in albergo, lasciammo le buste in camera,si mise subito il nuovo bikini bianco,calzò le infradito e dopo avermi tolto il respiro con uno dei suo baci mi disse maliziosamente “tonight i have a special gift for you”.
Scendemmo in spiaggia e ritrovai quasi tutti gli italiani che avevo conosciuto nei giorni precedenti. C'erano i tre ragazzi di Roma, sempre pronti a rilassarsi tra mare e qualche canna, i tre toscani di Arezzo, simpaticissimi che volevano assolutamente scopare e due ragazzi di Monza che sembravano pensare soltanto a fumare erba e bere birra .Oltre al nostro gruppo le altre presenze erano tutte donne nordeuropee over 40 in sovrappeso, che o già erano in compagnia di ragazzi di colore molto più giovani e con dei corpi da atleti olimpionici oppure erano in attesa di scegliere il fortunato per la notte, in quanto numerosi uomini passeggiavano sulla spiaggia avanti e indietro in caccia di turiste che li pagassero per la loro compagnia.A pochi passi da noi una signora biondissima e molto grassa seduta su una sdraio accarezzava con la manona il cazzo del suo accompagnatore ,un adone nero di due metri con i muscoli scolpiti e le treccine legate a coda di cavallo,seduto a accanto a lei .La cappella di quel ragazzo sbucava fuori dal pantaloncino arrivando a pochi centimetri dal ginocchio .Non avrei mai immaginato che un pene potesse avere quelle dimensioni. La signora lo guardava infoiata pregustando quando lo avrebbe preso e probabilmente pensando che fossero i 100 dollari spesi meglio in vita sua.
Presentai Cindy a tutti e, dopo pochi minuti, uno dei ragazzi le chiese scherzando:
«Non è che hai qualche amica da presentarci?»
Lei rise e mi guardò.
«Non vi preoccupate. Stasera vi porto io in un posto.»
La giornata passò veloce tra bagni, chiacchiere e aragoste mangiate in riva al mare accompagnate da qualche Red Stripe ghiacciata.
Nel primo pomeriggio arrivò il solito acquazzone tropicale. In pochi minuti il cielo si oscurò e una quantità incredibile d'acqua si abbatté sulla spiaggia. Come ogni giorno, però, durò meno di mezz'ora. Poi tornò il sole e tutto riprese come se nulla fosse successo.
Verso sera rientrammo tutti, ci cambiammo e ci ritrovammo per cena. Cindy ci portò in un piccolo locale dove servivano uno dei piatti più famosi della Giamaica: il jerk chicken, pollo marinato nelle spezie,piccantissimo e cotto lentamente alla griglia in barili di ferro modificati a barbecue.
Dopo cena prendemmo un pulmino taxi e partimmo tutti insieme verso il locale che Cindy aveva scelto per la serata.
Il locale era in realtà una casa privata in una zona povera e popolare. Nel giardino sul retro avevano sistemato alcune casse enormi, qualche fila di luci colorate appese agli alberi e un semplice bancone improvvisato dove venivano servite birre ghiacciate, rum e bibite. Niente insegne luminose, niente sicurezza all'ingresso, niente tavoli eleganti. Solo musica, persone e voglia di divertirsi.All'inizio l'atmosfera era rilassata,l’odore della marijuana era fortissimo,la gente del posto fumava senza sosta ,chiacchierava, rideva e sorseggiava da bere mentre dal sistema audio uscivano ritmi reggae e dancehall a volume moderato. Alcuni bambini giocavano ancora nelle vicinanze e gli anziani del quartiere osservavano la scena dalle verande delle case vicine.
Io e la mia ragazza stavamo appoggiati a una staccionata di legno con una birra in mano e io non riuscivo a smettere di baciarla e toccarla ovunque , il vestitino nuovo che le avevo preso metteva in risalto le sue forme ,era veramente “TANTA” senza avere un solo grammo di grasso nel corpo.
Poi la serata cambiò improvvisamente ritmo.
Dal cancello entrarono una decina di ragazze vestite in modo appariscente, con colori sgargianti e un'energia contagiosa. Appena il DJ aumentò il volume e partì una base dancehall più incalzante, si riversarono al centro dello spazio adibito a pista da ballo.
Quello che seguì fu qualcosa che nessuno di noi italiani aveva mai visto dal vivo.
Le ragazze iniziarono a ballare seguendo il ritmo con una naturalezza incredibile. Non sembrava una coreografia studiata, ma qualcosa che faceva parte della loro cultura e del loro modo di vivere la musica. Ogni battito della base sembrava attraversare il loro corpo.
Muovevano i fianchi e il bacino con una fluidità impressionante e, quando la musica accelerava, iniziavano a twerkare seguendo perfettamente il ritmo. Le natiche si muovevano in modo rapido e coordinato, quasi indipendentemente dal resto del corpo, con una tecnica incredibile quasi che ogni chiappa avesse vita propria.
Era un ballo sensuale, ma allo stesso tempo naturale. Nessuno sembrava scandalizzarsi o prestargli un'attenzione particolare. Per la gente del posto era semplicemente il modo di divertirsi e vivere la musica dancehall.
I miei amici italiani continuavano a guardare la pista increduli.
— Ma come fanno a muoversi così? — disse uno di loro ridendo e scuotendo la testa.
Le ragazze continuavano a danzare al centro della pista mentre attorno a loro si formava un cerchio di persone. Alcune si sfidavano amichevolmente mostrando passi sempre più elaborati, altre improvvisavano seguendo la musica. L'energia era contagiosa e ogni volta che una di loro eseguiva un movimento particolarmente spettacolare il pubblico reagiva con applausi, urla e risate.
L'atmosfera, che fino a poco prima era tranquilla e rilassata, si era trasformata in una vera festa di quartiere. Le casse facevano vibrare il terreno, le luci colorate illuminavano il giardino e ovunque si vedevano persone sorridere, ballare e divertirsi.
Noi restammo per qualche minuto semplicemente ad osservare quella scena,quando Cindy mi disse di dire ai ragazzi di buttarsi in pista e avvicinarsi a quella che gli piaceva e senza farsi problemi prenderla per i fianchi appoggiarsi con la patta alle chiappe e muoversi un pò.Mi guardarono sospettosi, “Qua ce gonfiano disse qualcuno”,ma Cindy avendoli visti indecisi con la testa gli fece cenno di andare.Partirono in sei ,capeggiati da Mauro bidello di scuola elementare di Scandicci,ancheggiando e facendo una specie di passo del mandrillo,scelsero la loro preda e non appena furono a tiro si aggrapparono ai loro fianchi appoggiandosi alle loro chiappe.Si vedeva chiaramente che tutti erano in tiro,ma per le Girls fu come accendere una miccia, appena sentirono la presenza sul culo iniziarono a muoversi in maniera incredibile spingendo il più possibile indietro e facendo una specie di spagnola con le chiappe.Sembrava che tutte adorassero sentire un palo fra le natiche. I ragazzi erano increduli anche perché il pubblico incitava e applaudiva..A quel punto presero sicurezza e si sciolsero anche loro iniziando a ballare muovendo il bacino e simulando una superpecora.Dopo una decina di minuti erano tutti stremati, ragazze incluse. Sicuramente avevano le chiappe che fumavano per lo sfregamento. Cindy indicò il bar e i ragazzi presero per mano la loro compagna di ballo andando verso il bancone.Era fatta…presero una bottiglia d Rhum e la finirono in un solo giro,anche la seconda ebbe vita breve..e sia loro che le girls erano su di giri,un paio di canne tirate fuori non so da dove da una delle ragazze completarono l’opera.
Perche non andiamo tutti a bere nel giardino dell’hotel? C’e anche la piscina. Dissi prima in inglese e poi italiano.
Le girls non potevano rifiutare un bel bagno in piscina con rhum e cazzo in quantità, quindi si guardarono per un secondo,capendosi al volo e dicendo “Let’s go”.

ADDED 4 COMMENTS:
  • avatar krack76 la serata non e finita ,....e mi manca episodio sugli sposini..tutto vero...

    03-06-2026 01:33:25

  • avatar Santana Sono storie reali che si vivono ai Caraibi

    03-06-2026 00:06:13

  • avatar torello876 Bella storia finita bene

    02-06-2026 23:09:27

  • avatar torello876 Inserisci un commento:

    02-06-2026 22:58:55






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