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STORY

Una bella sorpresa...

by lamonella
Viewed: 258 times Comments 1 Date: 29-07-2026 Language: Language

La penombra della stanza d'albergo era spessa, calda. Quando la porta si è chiusa alle mie spalle, Alessandro era lì ad aspettarmi. Alto, possente, con muscoli scolpiti che sprizzavano testosterone da ogni poro. Il suo sguardo non lasciava dubbi: fremeva, voleva devorarmi. Prima di lasciarmi andare, ho preso il cellulare per avvisare Gianluca. Un messaggio rapido e una foto ammiccante con le corna in evidenza, per ricordargli esattamente cosa stava per succedere mentre lui finiva la sua riunione.

Alessandro non ha perso un solo secondo. Mi è piombato addosso, le sue mani pesanti e calde hanno afferrato il mio vestitino aderente sfilandolo via d'un colpo, lasciandomi completamente nuda. Ha iniziato ad assaggiarmi ovunque con una foga travolgente: la lingua calda e ruvida sul collo, sui capezzoli tesi, scendendo sul ventre piatto fino alla figa e tra le natiche. Sentivo la sua erezione enorme e dura premere contro la mia coscia; voleva prendermi analmente, e quella brama così primitiva mi ha fatto bagnare all'istante.

L'ho spogliato a mia volta, affamata. Ho affondato le mani sulle sue spalle enormi, baciandogli i pettorali duri e il collo mentre lui mi stringeva a sé con una forza brutalmente eccitante. Dopo avermi leccata a fondo, si è infilato il preservativo e mi ha girata a pecorella sul letto. Entrare in me da dietro è stato un colpo deciso, profondo. Ha iniziato a scoparmi con vigore, facendomi andare fuori testa mentre fissava il mio culo che incassava ogni sua spinta.

In quel momento, lo schermo del telefono sul comodino si è illuminato: “Sono fuori dalla stanza”. Era Gianluca.

Sapere che era dall'altra parte del legno, al buio nel corridoio, a sentire i miei gemiti e lo scatto delle carni, mi ha fatto esplodere la testa. Non gli ho aperto subito. Ho voluto farlo attendere, rosolare nel desiderio. Mi sono girata di scatto, ho spinto Alessandro a pancia in su e gli sono saltata sopra per cavalcarlo. Volevo sentirlo tutto dentro, fino in fondo. Ho iniziato a muovere il bacino con ritmi selvaggi, tenendomi ai suoi pettorali e abbassandomi per leccargli i capezzoli, il collo e le sue labbra carnose, godendo come una troia al pensiero che mio marito fuori stesse ascoltando tutto.

Solo quando la sensazione è diventata travolgente mi sono staccata. Nuda, accaldata, bagnata inzuppata, sono andata alla porta e l'ho aperta. Gianluca è entrato e mi ha guardata come incantato, incredulo. Ci siamo baciati con una passione feroce; ha infilato subito due dita nella mia figa colante di umori e le ha leccate con avidità, completamente sopraffatto.

L'ho guardato fisso negli occhi e sono tornata dal mio bull, che mi aspettava con il cazzo bello ritto ed eretto. Mi sono rimessa sopra di lui, infilandomelo dentro fino alla radice. Gianluca si è spogliato al volo, quasi inebetito da quanto ero disinvolta, sfrontata e vogliosa. Vedermi domare quel corpo da atleta lo faceva impazzire. Si è avvicinato col cazzo duro e me l'ha infilato in bocca. L'estasi di avere due uomini a mia totale disposizione mi faceva muovere il bacino con una cattiveria e un ritmo assurdi.

Alessandro voleva marcare il territorio e mostrare tutta la sua virilità: ha iniziato a scoparmi in tutte le posizioni, a cucchiaio, di fianco, di nuovo da dietro, mentre io lasciavo a Gianluca solo la mia bocca. Gianluca non ha regredito la carica: mentre il bull mi possedeva da dietro con colpi sempre più potenti, Gianluca è esploso direttamente nella mia gola, sborrandomi in bocca con un orgasmo galattico che ho ingoiato avidamente fino all'ultima goccia.

Con il sapore di Gianluca ancora in bocca e Alessandro che spingeva ancora come un toro, ho fatto sdraiare il bull sul letto. Gianluca, ancora eccitato e con il membro duro, si è messo al suo fianco. Li ho presi entrambi tra le mani. Con un ritmo serrato, guardandoli negli occhi alternativamente, li ho segati insieme, guidando i loro respiri e i loro corpi fino a farli sborrare contemporaneamente tra le mie dita, sigillando una notte di pura e incontrollata lussuria.
Ancora con le mani calde e intrise del loro nettare, mi sono avvinghiata a Gianluca. Non c'era pausa, non c'era fiato: lui mi ha afferrata per i fianchi tirandomi a sé con una foga rabbiosa, incollando le sue labbra alle mie in un bacio affamato, morboso. Mi mordeva le labbra fino a farmele bruciare, assaporando sulla mia bocca il gusto del suo stesso seme combinato a quello di Alessandro, mentre i nostri corpi nudi e sudati scivolavano l'uno sull'altro senza più alcun freno.

Sentivo il suo cuore battere all'impazzata contro il mio petto. Gianluca era completamente privo di difese, sopraffatto dall'eccitazione di avermi vista propria di un altro uomo e, allo stesso tempo, più mia che mai. I suoi morsi si facevano più profondi, le sue mani affondavano nelle mie natiche ancora calde per i colpi di Alessandro, stringendomi con un possesso carnale che mi faceva vibrare ogni singola fibra.

Nel frattempo, Alessandro giaceva di fianco a noi, col fiato corto e lo sguardo appagato di chi aveva dato tutto, osservando la nostra intesa perversa e totale. Gianluca ha fatto scivolare la mano sporca del loro umore lungo la mia schiena, scendendo di nuovo tra le mie cosce ancora aperte e bagnate, mentre con la bocca continuava a divorarmi le labbra, sussurrandomi tra un morso e l'altro quanto fossi incredibile, sfrontata e insaziabile.
La penombra della stanza d'albergo era spessa, calda. Quando la porta si è chiusa alle mie spalle, Alessandro era lì ad aspettarmi. Alto, possente, con muscoli scolpiti che sprizzavano testosterone da ogni poro. Il suo sguardo non lasciava dubbi: fremeva, voleva devorarmi. Prima di lasciarmi andare, ho preso il cellulare per avvisare Gianluca. Un messaggio rapido e una foto ammiccante con le corna in evidenza, per ricordargli esattamente cosa stava per succedere mentre lui finiva la sua riunione.

Alessandro non ha perso un solo secondo. Mi è piombato addosso, le sue mani pesanti e calde hanno afferrato il mio vestitino aderente sfilandolo via d'un colpo, lasciandomi completamente nuda. Ha iniziato ad assaggiarmi ovunque con una foga travolgente: la lingua calda e ruvida sul collo, sui capezzoli tesi, scendendo sul ventre piatto fino alla figa e tra le natiche. Sentivo la sua erezione enorme e dura premere contro la mia coscia; voleva prendermi analmente, e quella brama così primitiva mi ha fatto bagnare all'istante.

L'ho spogliato a mia volta, affamata. Ho affondato le mani sulle sue spalle enormi, baciandogli i pettorali duri e il collo mentre lui mi stringeva a sé con una forza brutalmente eccitante. Dopo avermi leccata a fondo, si è infilato il preservativo e mi ha girata a pecorella sul letto. Entrare in me da dietro è stato un colpo deciso, profondo. Ha iniziato a scoparmi con vigore, facendomi andare fuori testa mentre fissava il mio culo che incassava ogni sua spinta.

In quel momento, lo schermo del telefono sul comodino si è illuminato: “Sono fuori dalla stanza”. Era Gianluca.

Sapere che era dall'altra parte del legno, al buio nel corridoio, a sentire i miei gemiti e lo scatto delle carni, mi ha fatto esplodere la testa. Non gli ho aperto subito. Ho voluto farlo attendere, rosolare nel desiderio. Mi sono girata di scatto, ho spinto Alessandro a pancia in su e gli sono saltata sopra per cavalcarlo. Volevo sentirlo tutto dentro, fino in fondo. Ho iniziato a muovere il bacino con ritmi selvaggi, tenendomi ai suoi pettorali e abbassandomi per leccargli i capezzoli, il collo e le sue labbra carnose, godendo come una troia al pensiero che mio marito fuori stesse ascoltando tutto.

Solo quando la sensazione è diventata travolgente mi sono staccata. Nuda, accaldata, bagnata inzuppata, sono andata alla porta e l'ho aperta. Gianluca è entrato e mi ha guardata come incantato, incredulo. Ci siamo baciati con una passione feroce; ha infilato subito due dita nella mia figa colante di umori e le ha leccate con avidità, completamente sopraffatto.

L'ho guardato fisso negli occhi e sono tornata dal mio bull, che mi aspettava con il cazzo bello ritto ed eretto. Mi sono rimessa sopra di lui, infilandomelo dentro fino alla radice. Gianluca si è spogliato al volo, quasi inebetito da quanto ero disinvolta, sfrontata e vogliosa. Vedermi domare quel corpo da atleta lo faceva impazzire. Si è avvicinato col cazzo duro e me l'ha infilato in bocca. L'estasi di avere due uomini a mia totale disposizione mi faceva muovere il bacino con una cattiveria e un ritmo assurdi.

Alessandro voleva marcare il territorio e mostrare tutta la sua virilità: ha iniziato a scoparmi in tutte le posizioni, a cucchiaio, di fianco, di nuovo da dietro, mentre io lasciavo a Gianluca solo la mia bocca. Gianluca non ha regredito la carica: mentre il bull mi possedeva da dietro con colpi sempre più potenti, Gianluca è esploso direttamente nella mia gola, sborrandomi in bocca con un orgasmo galattico che ho ingoiato avidamente fino all'ultima goccia.

Con il sapore di Gianluca ancora in bocca e Alessandro che spingeva ancora come un toro, ho fatto sdraiare il bull sul letto. Gianluca, ancora eccitato e con il membro duro, si è messo al suo fianco. Li ho presi entrambi tra le mani. Con un ritmo serrato, guardandoli negli occhi alternativamente, li ho segati insieme, guidando i loro respiri e i loro corpi fino a farli sborrare contemporaneamente tra le mie dita, sigillando una giornata di pura e incontrollata lussuria.
Ancora con le mani calde e intrise del loro nettare, mi sono avvinghiata a Gianluca. Non c'era pausa, non c'era fiato: lui mi ha afferrata per i fianchi tirandomi a sé con una foga rabbiosa, incollando le sue labbra alle mie in un bacio affamato, morboso. Mi mordeva le labbra fino a farmele bruciare, assaporando sulla mia bocca il gusto del suo stesso seme combinato agli umori di Alessandro, mentre i nostri corpi nudi e sudati scivolavano l'uno sull'altro senza più alcun freno.

Sentivo il suo cuore battere all'impazzata contro il mio petto. Gianluca era completamente privo di difese, sopraffatto dall'eccitazione di avermi vista propria di un altro uomo e, allo stesso tempo, più mia che mai. I suoi morsi si facevano più profondi, le sue mani affondavano nelle mie natiche ancora calde per i colpi di Alessandro, stringendomi con un possesso carnale che mi faceva vibrare ogni singola fibra.

Nel frattempo, Alessandro giaceva di fianco a noi, col fiato corto e lo sguardo appagato di chi aveva dato tutto, osservando la nostra intesa perversa e totale. Gianluca ha fatto scivolare la mano sporca del loro umore lungo la mia schiena, scendendo di nuovo tra le mie cosce ancora aperte e bagnate, mentre con la bocca continuava a divorarmi le labbra, sussurrandomi tra un morso e l'altro quanto fossi incredibile, sfrontata e insaziabile.

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  • avatar Porco66 Inserisci un commento:

    31-07-2026 16:47:11






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