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STORY

Confidenze

by Prufrock
Viewed: 370 times Comments 0 Date: 17-09-2026 Language: Language

Qualche anno fa, quando ancora giocavo (ossegiocavo) mi sono concessa un’esperienza straordinaria. Ho aperto un profilo su un sito di incontri, messo una mia foto (come dico io: “a porta aperta”, ovvero completamente nuda), un indirizzo mail e un messaggio: “Presentatemi la vostra carne. I più fortunati, dotati e porci, mi avranno domani sera. Vivo a Milano”.
Dopo mezz’ora ho chiuso il profilo e aperto la mail: 22 messaggi. Ho scorso i corpi, ho scelto e risposto a quattro di loro. Ho dato indirizzo e ora. Il giorno dopo sono arrivata verso le nove nell’alloggio che avevo affittato. Volevo preparami. Come sempre ero indecisa su cosa indossare e cosa no. Ho optato per la mia scelta classica: tubino nero, scarpe nere con tacco, niente reggiseno, mutandine aperte sulla fica. Confesso che le trovo un po volgari, ma sono così comode. Con dieci minuti di anticipo si è presentato il primo: Ernesto, 30 anni, di origine argentina. Ho pensato che fosse arrivato prima per un eventuale aperitivo, meglio: un antipasto. Ci siamo accomodati in attesa degli altri, niente antipasto. Mi guardava con la bava alla bocca. Il resto della truppa è arrivato puntuale.
Kenshiro, sui 40, giapponese. La foto che mi aveva mandato sfatava “quel che si dice intorno ai giapponesi”. Vi garantisco che il suo non era piccolo. Infine due cinquantenni italiani, Walter e Michele, entrambi con la barba. Mi piacciono gli uomini con la barba e più grandi. All’epoca avevo 32 anni.
Mi eccitava pensare alle loro mani addosso, al mio godere senza ritegno con estranei. Li feci sedere e offrii loro da bere, mi misi al centro del soggiorno e li invitai a spogliarsi. Nudi intorno a me, lancia in testa, mi tolsero il tubino e iniziarono a esplorare il mio corpo. Ventre, seno, collo, culo, fica. Chiusi gli occhi. Percepivo le loro labbra. Una mano iniziò a stimolarmi il sesso, due stringevano i capezzoli. Ansimavo. Le gambe mi tremavano. La pressione di una mano su una spalla mi costrinse in ginocchio. Fui docile a quell'ordine muto. Aprii gli occhi. Quattro i cazzi eretti vicini al mio viso. Li volevo. Ernesto mi prese la testa e soddisfò il mio desiderio. Mi presero le mani e ne accolsi due. Kenshiro me lo strofinava sul collo. Offrivo le giuste attenzioni a tutti, dedicando bocca e mani a ciascuno di loro. La mia testa era guidata, mi spingevano a ingoiare sempre più a fondo. I cazzi entravano e uscivano dalla mia bocca e dalla mia bocca colava saliva unita a suoni strozzati.
Mi sono alzata e sdraiata sul letto, a pancia in su. L’argentino si è messo tra le mie gambe ed è entrato guardandomi negli occhi. L’ho accolto stingendo le lenzuola, accompagnando i colpi con una serie di piccole urla. Gli altri aspettavano il loro turno. Ernesto si muoveva veloce, godevo, ma non ancora abbastanza. Volevo che quegli uomini facessero di me ciò che volevano, spingermi oltre. Avevo di nuovo chiuso gli occhi, li aprii. I tre in attesa mi guardavano e si masturbavano godendo del mio piacere. Capii che Ernesto stava per venirmi dentro. Sborrò, si sfilò, si alzò e si sistemò su una poltrona per godersi il resto dello spettacolo. Si fece avanti Walter si stese su di me e mi baciò sulla bocca, sorridendomi. Strinse il mio seno e iniziò a stuzzicarlo di lingua, a succhiare i capezzoli. Mi guardava negli occhi. Iniziai a sentire piccole scariche di piacere e cresceva la voglia di sentirlo entrare Mi fece girare a pancia in giù e mi sollevò il bacino. Entrò agevolmente. Mi scopava con delicatezza. Iniziai ad ansimare, appoggiando la fronte sul cuscino e godendomi il momento. Con una mano mi prese i polsi e li bloccò sulla schiena, aumentando la forza dei colpi. Con l’altra raggiunse mio collo e fece pressione. La mia schiena aderì al suo petto. I colpi si fecero più veloci, la sua mano si spostò dal collo a un seno, stringendolo forte. Mi appoggiai a lui, inclinando la testa sulla sua spalla, non controllavo più i gemiti, urlavo. Anche lui ansimava, lo sentivo vicinissimo. Uscì, mi fece sdraiare a pancia in su e mi schizzò sul ventre. Ora toccava a Michele e Kenshiro. Concludere con una doppia sarebbe stata l’apoteosi. Nell’attesa si erano però afflosciati. Accolti insieme in bocca subito ringalluzzirono. Ken si stese. Mi impalai su di lui offrendo il culo a Michele. Fu occupato in un attimo. Ernesto era risorto e non poteva far altro che occuparmi la bocca. Non trovo le parole per descrivere ciò che provavo. Fu il culo il primo ad essere sborrato, poi fu la volta della fica. Avvertii una colata enorme. In ultimo la
bocca. Ernesto uscì e venne sulle labbra. Rientrò mentre eiaculava e gustai gli ultimi schizzi. Avrei voluto che Pruf mi vedesse, ero uno spettacolo, la sborra colava da tutte le parti… Meritavano una foto ricordo. La fecero. Spesso la guardo. Sembravo un Pollock, ero bellissima.

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