L’ospitalità di Luca e Lucia 2/2
by oibosono stati serviti su basi di legno con su un piatto in ghisa, seguiti da verdure grigliate con i loro funghi tipici. Il tutto è stato accompagnato da un ottimo sakè. Una volta terminata la cena, in tre minuti se ne sono andati. Noi, invece, chi ha esagerato con il sakè, sonnecchiava in sdraio. Luca era sparito. Lucia mi prese per mano e andammo in camera da letto, dove trovammo Luca e Erika. Ci unimmo a loro nel lettone. Erika era a pecora e, dai gemiti, si capiva che Luca la stava inculando (era innamorato del suo culo). Lucia iniziò prendendoselo in bocca e, trovandolo bello duro, ci mettemmo subito a 69
Potevo leccarla tutta, anche il culo. Non avevamo fretta di concludere e la pasticca di Cialis mi teneva su. Poi facemmo una missionaria, le nostre bocche si unirono e si staccarono dopo il suo orgasmo: gli andavo proprio a genio. Mi fece una cavalcata alla John Wayne inseguito dagli indiani. Non riuscivo a tenere per me questo pensiero e, quando glielo dissi, Lucia scoppiò in una fragorosa risata, si alzò di scatto e corse in bagno a fare la pipì. Al ritorno, dandomi uno schiaffetto sul pene, mi disse:
Scemotto, hai rischiato che ti annaffiassi
.
Uauuuu
, le dissi. Riprese a cavalcarmi e le nostre bocche erano quasi sempre unite. Quando venne, la presi per un braccio e le dissi:
Ora ti voglio a pecora, ti voglio scopare così e ti sborrerò nel culo...
. «Ohiiiiiiii», rispose, «mi piaci quando fai il porco». Luca continuava a incularsi Erika senza sosta. Quando Lucia fu pronta, la presi e questa volta ero io a essere inseguito dagli indiani, per poi fermarmi e cambiare canale. Una, due, tre volte, e sento l'orgasmo di Lucia, molto sonoro, seguito dal mio. Si tamponò il culo con la mano e corse in bagno. Porco, me lo hai aperto... «Poi ti farò vedere il mio, che non lo sento più...» rispose Erica. Con la risatina di soddisfazione di Luca. Quando andammo a letto, ci abbracciammo per cercare un po' di calore, vista l'aria condizionata a palla. Sotto le lenzuola, la accarezzai dolcemente e notai che con la fica aveva esagerato e io con il suo culetto. Ma lei era contenta così e si sentiva soddisfatta. Ci addormentammo accarezzandoci i rispettivi sessi. Anche Luca arrivò, per la gioia di Erica. Li sentimmo fare la doccia, ma non successe altro. La mattina ci svegliammo verso le undici. Scendemmo in cucina e trovammo la truppa: c'era chi era nudo e chi indossava solo il costume da bagno, a fare colazione con sushi e prosecco. Ci facemmo una risata, accesi la macchinetta del caffè e iniziai a farli. I primi due a me e a Lucia, gli altri due Lucia li mise su un vassoio e li portò a Erica e Luca, e poi a ruota a tutti gli altri. Lucia scese ridendo:
Sai che succede su?
Erika scappava e Luca le correva dietro con il pisello in mano.
Credo che abbia esagerato con il Cialis
, dissi io.
Perché?
, chiese Lucia.
Quanto ne ha preso?
Non saprei.
Povera Erika.
Ci trasferiamo tutti a bordo piscina per prendere il sole. Dopo 15 minuti, vediamo unirsi a noi Erica, che si lamenta di avere male al sedere, e Luca, che sembra in gran forma. Saltammo il pranzo e, tra un tuffo in piscina e un po' di tintarella, ci addormentammo quasi tutti. Verso le 17, venni svegliato da Lucia che cercava di cavalcarmi; l'aiutò Erica, che, avvicinandosi, si mise dietro di lei, me lo prese in bocca e, in un minuto, lo indirizzò nella vagina di Lucia. Si vedeva che aveva voglia di dolcezza e di un po' di passione. Era lì dietro, pronta a prenderlo in bocca non appena fosse uscito. Allungai la mano, presi il suo braccio e la tirai al mio fianco. Lucia allungò la mano verso di lei, trovò la sua e si strinsero le dita. Mentre Lucia mi cavalcava lentamente, io abbracciavo Erika con carezze e bacetti. Per fortuna Luca dormiva, altrimenti avrebbe interrotto tutto. Lucia rallentò fino a interrompere la cavalcata, poi si sdraiò con noi tenendo Erika al centro. Iniziammo a farci solletico e a darci pizzicotti, ridevamo come matti, poi ci tuffammo in piscina. Tutti erano fermi, muti, quasi morti; solo noi tre giocavamo. Tutto il trambusto svegliò Luca, che entrò in piscina con un tuffo a bomba; Lucia lo bloccò.
Si portò subito a lato della piscina. Non sappiamo cosa si siano detti, ma quando tornò tra noi era più mansueto nei confronti di Erika. Che metamorfosi! Non credevo ai miei occhi. Lucia tornò da me facendo l'occhiolino a Erika, che apprezzò molto il suo intervento. Luca si avvicinò a Erika, che nel frattempo si era sdraiata sul lettino, e le chiese se voleva che le spalmava l'abbronzante. Lei acconsentì, girandosi a pancia in giù. Luca iniziò un lieve massaggio che Erika gradì, si sentiva il suo respiro. Ora era il momento di girarsi. Iniziò dalle tette per poi scendere giù lentamente, saltando la patata, e si dedicò alle gambe, soffermandosi sui piedi. Spalmava olio e baciava. Poi versò molto olio sulla vagina e, sdraiandosi accanto, iniziò ad accarezzarla. Scendeva dall'attaccatura della coscia, dove la pelle è più tenera e sensibile, fino al culetto. Faceva un giretto periferico e risaliva dall'altro versante, fermandosi qualche centimetro sopra il clitoride.
Notammo che Erika aveva il braccio fuori dal lettino, era a penzoloni con gli occhi chiusi e il corpo abbandonato: si stava assopendo. Non appena Luca smise di accarezzarla, Erika aprì gli occhi, fece un profondo respiro di soddisfazione, tirò a sé Luca facendolo sdraiare e gli salì a cavalcioni iniziando a scoparselo. Le sue parole furono:
Sì, così ti voglio, dolce, tenero, premuroso...
. Durò poco e poi si accasciarono sulla sdraio. Erika, da lì a poco, si preparò per tornare a Milano. Il taxi era fuori che aspettava. Un saluto veloce a tutti e... fatemi sapere per la prossima...
English (UK)
English (US)
Italiano
Français
Español
Deutsch
Русский