Che Piano?
by Gipotopo Che piano?
11°
Io vado al 15° dissi schiacciando il numero 11 sulla tastiera dell’ascensore.
Mentre salivamo vidi che la mia compagna di viaggio verticale stava diventando rossa e sudava copiosamente.
Non si sente bene?
Grazie l’ascensore mi provoca un effetto strano.
Sarà una piccola crisi di panico – la incoraggiai. – niente di grave stia tranquilla.
Magari fosse semplice paura. – Mi rispose con voce tremante L’ascensore mi provoca un forte desiderio sessuale. Se sono sola mi devo assolutamente toccare, se sono in compagnia di uno che conosco mi getto sul suo pene cercando di succhiarglielo. Se sono con uno sconosciuto mi trattengo ma sudo e divento bollente.
Permetta che mi presenti, il mio nome è Giulio Perdossi.
Ho capito, lei vuole fare in modo che io la conosca e farsi fare un pompino da me.
Ma no signora, ha frainteso. Io sono un uomo considerato da tutti gentile ed educato. Non mi approfitterei mai di una situazione del genere.
Siamo ormai al settimo piano. Ancora quattro e sono arrivata. La prego, mi aiuti a trattenermi. Mi aiuti a distrarmi.
Ci provo. È mai stata a Parigi? – Le chiesi cercando di portarla a pensare ad altro che non fosse il succhiarmi il cazzo.
Non me ne parli. Mio marito ha voluto portarmi a tutti i costi sulla Tour Eiffel. Una lunga e lenta ascensore. Mi sono inginocchiata appena partita e nella calca sono riuscita a fare tre splendidi pompini a turisti sconosciuti.
Ma suo marito è al corrente di questo suo problema?
Certo, ma lui si diverte. Dice che vedermi con in bocca il membro di un altro uomo gli piace, lo fa eccitare.
Ecco, siamo al decimo piano. Ancora un attimo ed è arrivata.
Posso accompagnarla fino al suo piano, mi rilassa parlare con lei.
Si certamente. Mi vuole dire il suo nome?
Mi chiamo Alda Tetti. Scusi signor Perdossi. Posso almeno sfiorarglielo? Dopo un po’ che parliamo la considero come un amico.
Signora Alda. Se la fa sentire meglio faccia pure. Io ho un animo nobile. Aiuto sempre volentieri una bella donna in difficoltà.
La bella signora delicatamente appoggia la mano sulla patta dei pantaloni e comincia a strofinare lentamente. Il pene che, come fosse comandato da un interruttore idraulico, subito si ingrossa diventando di marmo. Furtiva la mano di lei fa scendere la zip e si infila nell’apertura. Con la rapidità tipica dell’allenamento, abbassa gli slip e prende in mano la colonna di carne. La estrae dai pantaloni.
Mi permette un assaggio signor Giulio.
Prego signora, si accomodi
Tre scampanellii annunciarono che eravamo ormai giunti al 15° piano. Rapidamente schiacciai il pulsante del piano terra. Guardai nello specchio dell’ascensore e vidi la donna chinata con le cosce completamente scoperte e con il mio cazzo in bocca.
Non eravamo ancora arrivati al sesto piano che già i primi fremiti dell’orgasmo mi scossero. Abilmente lei prese ad inghiottire il succo che le riempiva, pulsando, la bocca. Neppure una goccia ne uscì.
Al terzo piano. La zip era tornata su e la signora Alda si stava aggiustando le piccole sbavature del rossetto.
Tre scampanellii. Eravamo al piano terra.
Grazie signor Giulio. È stato un piacere conoscerla.
La bella signora usci dall’ascensore e scomparve nell’atrio del palazzo. Io stupito, goduto e frastornato schiacciai il tasto del 15° piano e ripensando a quanto era successo raggiunsi il mio posto di lavoro.
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