La visita medica
by medjack83Ero a lavorare nel mio ambulatorio privato in una fredda sera di marzo. Stavo sistemando delle cartelle cliniche quando entra la mia amica Lea per una visita, accompagnata dal suo ragazzo, un'altra coppia e una bellissima signora. Avendo poco più di 30 anni ai tempi, e da sempre la fissa per le donne mature, chiesi subito di chi fosse la splendida donna con loro. Ebbene sì, come pensavo, era sua madre! La classica cinquantenne divorziata, truccata alla perfezione, bei capelli lisci, profumatissima, con delle unghie lunghe curate con uno smalto bianco gesso super eccitante. Era alta circa 1.65, formosa, con due bei seni pieni e una gran faccia da maiala che prometteva fuoco e fiamme.
Mentre compilo la scheda anamnestica, vedo che mi guarda con aria decisamente interessata, ridendo maliziosa ai miei scherzi ed esaminando il mio camice. Cercavo di mantenere un contegno professionale, ma quel vestitino nero aderente scollato, con il suo seno generoso in bella vista, attirava troppo la mia attenzione. Nella mia testa la immaginavo già nuda sul lettino dell'ambulatorio, mentre mi guardava fisso negli occhi con quelle labbra grandi e naturali tutte intorno al mio cazzo, a succhiarmelo fino in fondo alla gola. Dopo qualche minuto mi chiede come mi chiamo e, giocherellando con la penna sul tavolo, mi domanda scherzando se fossi single. Anche se sono sposato, decido di prendere la palla al balzo per non rovinarmi il gioco e le rispondo mentendo:
Felicemente single, signora
. Passa la serata tra battute calde e una fortissima simpatia reciproca. Al momento di salutarci sul portone dello studio, mi dà un abbraccio stretto e sensuale, schiacciando le sue tette enormi contro il mio petto, accompagnato da un bacio super passionale sulla guancia.
La sera stessa mi aggiunge su Instagram. Incominciamo a chattare per ore; parlando del più e del meno riesco a incantarla e a farmi chiedere di andare a bere qualcosa qualche giorno dopo. Le chat diventano sempre più spinte nei giorni successivi; la rassicurai che, nonostante fossi sposato e lei fosse la madre della mia amica, nessuno avrebbe mai saputo nulla se fosse successo qualcosa. Il segreto sarebbe rimasto tra quelle mura. È domenica sera e andiamo a cena. Parliamo del più e del meno, ma nella mia testa me la immaginavo già sopra di me a cavalcarmi selvaggiamente, con quella sua faccia da porca, mentre godeva da impazzire. Finita la cena andiamo in macchina. Si gira, mi fissa con gli occhi lucidi di bramosia e mi dice:
Amo il tuo profumo, mi eccita da morire
, e si mette a ridere con una voce roca. Ci siamo guardati e ci siamo avventati l'uno sull'altra: abbiamo cominciato a baciarci per almeno 5 minuti come due assatanati, con le lingue che si intrecciavano e le mie mani che già le stringevano le tette sopra il vestito. Si ferma col respiro corto e mi dice:
Devo andare...
. Il mio pene era talmente duro, gonfio e bagnato di liquido preeiaculatorio che dovetti andare di corsa a casa a farmi una sega furiosa per calmare il bruciore, pensando a mia moglie nell'altra stanza. Le scrissi chiaramente che la settimana dopo sarebbe dovuta venire a casa mia a prendersi il resto. Nel tragitto verso casa sua mi chiama al telefono, ansimando, dicendomi che era tutta bagnata, con le dita dentro la figa a toccarsi pensandoti.
Tre giorni dopo, approfittando del fatto che mia moglie era fuori città per il weekend, viene a casa mia a cena. Manco il tempo di chiudere la porta d'ingresso che ci baciamo come due ragazzini arrapati. La sbatto sul divano, le alzo brutalmente il vestito strappandole i collant e le apro le gambe. Incomincio a leccarle la figa con colpi di lingua rapidi e pesanti, sgrillettandola con le dita bagnate fino a farla schizzare violentemente direttamente nella mia bocca. Mentre era sull'orlo dell'orgasmo, completamente fuori di sé, mi afferra i capelli e mi obbliga a metterglielo. La giro, mi metto il suo culo enorme in faccia: l'odore forte di vagina e di ano mi stavano facendo impazzire. Incomincio a leccarle l'ano con la punta della lingua, spingendola dentro la piega tonda del culo; aveva un odore e un sapore di sesso pazzesco. Dopo qualche tempo mi urla:
Brutto porco, scopami! Fammi tua, sono la tua puttana!
. Non me lo faccio ripetere. Sfilo il cazzo duro come il marmo e la penetro da dietro con violenza, mentre con le mani le stringevo e le tiravo le tette lucide di sudore. Tra un gemito e l'altro mi confida che erano due anni che non aveva rapporti e che i ragazzi di 30 anni la facevano eccitare da impazzire. A quel punto la metto perfettamente a novanta, sollevandole il bacino. Mi guarda da sotto la spalla e mi dice:
Lo voglio nel culo, sfondami l'ano!
. Le bagnai l'ano con la saliva e la sgrillettai talmente tanto che lo sfintere si dilatò. Spinsi dentro il cazzo tutto d'un colpo; la penetrai talmente forte che si mise a gridare come una pazza per tutta la casa:
Continua figlio di puttana, sfondami tutta!
. Dopo diversi minuti di doppietta ritmica tra figa e culo, la prendo per i capelli, le tiro indietro la testa e le sborro una quantità enorme di sperma caldo tutto in faccia, sugli occhi e dentro la bocca aperta. La guardai mentre ripuliva le labbra colpita dal mio seme e le dissi:
Da oggi sei la mia puttana
. Lei acconsentì con lo sguardo perso, a patto che sua figlia e mia moglie non scoprissero mai nulla.
Dopo questa bellissima e animalesca scopata, finalmente andammo a tavola a mangiare la cena ormai fredda. Dopo cena ci siamo fatti altre due scopate selvagge sul tappeto e in bagno. La nostra storia è andata avanti per un mese intero. Come tutte le cose belle, c'è stato un inizio e una fine, ma l'ultima volta fu la più intensa di tutte: a casa sua, nel suo letto matrimoniale. L'odore del sesso, del suo culo e della sua figa, quando ci ripenso ancora oggi, mi fanno diventare il cazzo duro in un secondo. Che signora, ragazzi! Viva le cinquantenni ninfomani!
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