logo Cuckold USA
.


ERZÄHLUNG

IL MARINAIO (IL FASCINO DELLA DIVISA)

by oibo
Gesehen: 80 Mal Kommentare 0 Date: 30-10-2026 Sprache: Language


Mi ricordo che, per risparmiare mille lire sul biglietto, si faceva l’autostop e, per essere sicuri di essere caricati, si indossava la divisa. Quella mattina c'era molto traffico sul Grande Raccordo Anulare, quindi c'erano più probabilità. Dopo circa dieci minuti si ferma una Mercedes guidata da una donna:

Dove vai?

«A Latina», risposi. «Sali, è anche la mia meta». «Uau, che macchina di lusso!» esclamai. Mi presentai e lei fece lo stesso. Era una donna che secondo me era una manager di qualche azienda. Indossava un tailleur grigio e una camicia bianca, aveva i capelli lunghi sulle spalle ed era una bellissima donna sui 50 anni ben portati. Marta non si era accorta che, guidando, la gonna le era salita a un palmo sopra il ginocchio. Durante il tragitto abbiamo chiacchierato molto. Mi ha chiesto se stavo tornando a casa dalla mia fidanzata.

No

, ho risposto,

ci siamo lasciati un anno fa. Non ti preoccupare, morto un papa se ne fa un'altro

.

In che zona risiedi?

, mi ha chiesto.

XXXXX

, ho risposto.

Siamo vicini di casa

. Mi chiese se avessi fretta, le dissi di no, avrei dovuto rientrare lunedì mattina. «Bene, allora non ti dispiace se mi fermo cinque minuti al caseificio qui vicino? Compro sempre qualche caciottina e delle mozzarelle buonissime.» Lasciammo la SS148 e, dopo 500 metri, arrivammo al caseificio. La accompagnai dentro, presi le buste e tornammo in auto. Invece di riprendere la strada principale, Marta proseguì in quella direzione per parcheggiare in un grande spiazzo sterrato, dove c'erano degli alberi a fare ombra. «Fermiamoci altri 5 minuti. Ogni volta che prendo quei bocconcini è più forte di me, ne devo assaggiare qualcuno». Così, muovendosi sul sedile per sporgersi e prendere le mozzarelle dal sedile posteriore, la gonna, oltre a salire, si era spostata in avanti mostrando il piccolo tanga nero.
Merlettato com'era. Aprì uno sportellino sul bracciolo divisorio e mi passò due fazzoletti.

Dai, non fare complimenti, uno per uno, e si parte

. Mentre tenevo in mano la mia e la sua, lei ripose la scatola; la gonna le era salita molto e, nel voltarsi, le vidi anche il sedere. Si scusò e cercò di abbassarla, ma avrebbe dovuto scendere, così si aprì un fazzoletto sulle gambe e mi disse:

Buon appetito

. Al primo morso, da imbranato qual ero, dalla mozzarella uscì un rigolo di latte che mi finì proprio sui pantaloni. Lei scoppiò a ridere, finì la sua mozzarella in due morsi e prese dei fazzoletti umidificati.

Dai, alza la casacca che strofiniamo un po' e la macchia sparisce

. «Ma che pantaloni sono? Come si aprono?» chiese, e io rosso in viso. Abbassai la pettorina a quattro bottoni orizzontali e aprii il pantalone a tre bottoni. Lei, ridendo, disse:

È come una cassaforte

. E ci ridemmo su. Iniziò a strofinare in lungo e in largo, strisciando qualche volta sul mio pene, che si era già indurito per quello che stavo vedendo. Lei scoppiò a ridere:

Non mi dire che ti faccio questo effetto

. Non risposi. Lei, accarezzandolo, disse:

Povero ragazzo, è tutta colpa mia

, e lo tirò fuori dagli slip e se lo prese subito in bocca. Ci sapeva proprio fare. Allungai a mia volta le mani: due tette abbastanza sode, scesi sulla fica e trovai il tanga molto bagnato. Lo spostai di lato e iniziai a farle un ditalino. Schiacciò due pulsanti e i sedili si sdraiarono.

Mettiamoci più comodi

, mi disse. Salì col sedere quasi sulla spalliera, aprendo le gambe in un chiaro invito a leccarla.

Una cosa ti chiedo... vai dolcemente, perché sono due anni che è a riposo, da quando mio marito mi ha lasciata

. Feci del mio meglio e lei, con le mani tra i miei capelli, mi tenne premuto sulla sua fica. Non scopammo perché nessuno aveva un preservativo. Ma dopo i suoi due orgasmi, portò a termine un pompino favoloso. Aprì lo sportello e sputò tutta la sborra che le avevo dato.

È da parecchio anche tu che non lo usi...

. In 20 minuti...Eravamo a casa. La ringraziai e ci scambiammo i numeri di telefono. Dopo mezz'ora ricevetti una chiamata: era Marta che mi invitava a mangiare una pizza, perché c'era un discorso che avevamo interrotto e che dovevamo completare. Alle 20 venne a prendermi e andammo ad Anzio. Era vestita in modo casual, ma a mio parere molto sexy: metteva in mostra tutte le sue forme. Quella sera, prima delle 20, uscii per comprare una scatola di preservativi. Non presi la mia pizza preferita, quella con il salame piccante, per paura che mi rimanesse sulla lingua; presi la quattro stagioni, come lei. Erano davvero buone, e con quella birra scura doppio malto erano perfette. Alle 22:00 eravamo a passeggio per il porto, mano nella mano. Alle 22:40 eravamo in macchina, alla ricerca di una piazzola buia. Ne trovammo una poco distante: tutti i lampioni erano spenti e c'erano circa 50 auto. A Marta piaceva appartarsi in auto. Una volta sdraiati sui sedili, prese la posizione a gambe larghissime per la leccata di fica: era insaziabile e mi invitava a nozze. Ci stetti una mezz'ora circa, lei godeva e mi premeva le mani sulla testa, mi tirava su per baciarmi e poi mi spingeva di nuovo giù. Aveva due anni da recuperare, come me. Una donna pluri orgasmica che manda un uomo al manicomio. Ora è il momento di cambiare. A volte è autoritaria: mi fa sdraiare sul sedile, mi bacia, poi mi chiede il preservativo. Tiro fuori la mia scatoletta, ma lei la allontana con uno schiaffetto, apre il bauletto della macchina e tira fuori la scatola da 20. Mi esce spontaneo dire:

Uauuuuuuu

. Me lo mise, mi diede un bacio e iniziò a cavalcare. Non disdegnava il letto, ma la macchina era la sua preferita.
Cambiò posizione e facemmo il missionario. Mi voleva tra le sue braccia e voleva avvinghiare le gambe al mio corpo. Ha un movimento di bacino stupendo che mi manda subito su di giri. Infatti, mi sono sfilato per non venire, ma lei, togliendomi il preservativo, mi ha preso in bocca... Sono anni che non prendo la sborra in bocca e mi è sempre piaciuto. Che scopata! Rimanemmo abbracciati per una mezz'ora. Io ero in maglietta, lei era completamente nuda. La mia mano era sulla sua fica, un bel tappetino erboso. La accarezzavo di continuo, giocavo con i suoi peli e con le labbra della fica. Era bagnatissima e pronta per ricominciare. Non appena me lo prese in bocca, mi tornò subito duro. Quando provai a salirle sopra, mi fece aspettare, alzò le gambe al tettuccio e disse:

Sono pronta, ora lo voglio nel culo. Fai piano, sono anni che non lo faccio. Lo leccai a dovere, giocandoci un po' con il dito. Tutto bene. Provai con il secondo dito e, piano piano, si dilatava. Poi passai alla cappella, che entrò con un lieve

ahhhh

. Rimasi immobile e, un po' alla volta, entrai. Quando fu dentro tutto, disse:

Bravo, ora puoi muoverti

. Aveva un'espressione vogliosa. Il mio ritmo aumentava sempre di più, fino a martellarla forte. Godette molto, uscii, mi tolsi il preservativo e le annaffiai il viso. Le era piaciuto molto, tanto che non volle ripulirsi. Ci rivestimmo e tornammo a Latina. Ci scambiammo un bacio e scesi sotto casa. Dopo 30 minuti mi arrivò una sua foto sul cellulare: era nuda, con il viso sborrato e il forellino slabbrato e rosso fuoco. Le mandai un bacio. La settimana successiva, venerdì mattina, la chiamai per avvisarla che non sarei venuto a Latina. «Come mai?» «È che mi ha chiamato l'AVIS, cercano il mio Rh e vado lì.» «Ma sei un donatore?» «Sì.»
Perché non me lo hai detto? Non è così importante. Dimmi a che ora e a quale AVIS vai, ci vediamo lì fuori e poi si va a mangiare qualcosa. Alle 18:00 sono all'AVIS di Montesacro e alle 19:30 trovo Marta puntualissima fuori. Mi accoglie con abbracci e baci come se fossi un reduce di guerra, ma io non dico nulla. «Amore, da oggi niente preservativi. Voglio sentirti sulla pelle e godere delle tue sborrate. Se tu non hai storie extra, come me, si potrà fare». Le chiesi di fermarsi al prossimo autogrill per andare in bagno, ma appena si fermò la riempii di baci: era stupenda. Era solo una scusa per poterla riempire di baci (mi stavo forse innamorando?). Lei mi strizzò il pisello da sopra i pantaloni dicendomi di non avere fretta, che saremmo arrivati a breve. Entrammo direttamente in garage, lei alzò la porta basculante e ci entrammo con l'auto. La luce si accese automaticamente e la serranda si chiuse. Sdraiammo i sedili, aprii il bauletto per prendere i preservativi, ma lei mi fermò:

Siamo sani e ti voglio sentire a pelle

. Le saltai addosso con prepotenza, le alzai le gambe e la scopai in modo selvaggio, per poi metterla a pecora e passare dalla fica al culo senza badare alle sue richieste. I suoi gemiti erano soffocati, ma piacevoli per me che la stavo scopando. Uscimmo dal garage e salimmo a casa. Era la prima volta per me. Arrivati sulla soglia, con la porta aperta, sottolineò che lì entrava solo il marito, sia lì che in auto. La presi in braccio come si fa con le spose e entrai. La adagiai sul divano. La nostra storia durò per altri tre anni, poi la sua ditta dovette trasferirsi all’estero, mi fece la proposta di seguirla, ma avrei dovuto rinunciare al posto statale e a casa che mi stavo comprando, così il nostro rapporto andò a scemare.

EINGEFüGT 0 KOMMENTARE:





Go to Cuckold.net World
CLICK HERE