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ERZÄHLUNG

La prima volta nel club privé

by Amarcord
Gesehen: 217 Mal Kommentare 2 Date: 01-11-2026 Sprache: Language

Tutto iniziò dopo quella vacanza in Sicilia. Lei era tornata diversa, con uno sguardo più cupo, quasi febbrile ogni volta che ci guardavamo negli occhi. Mi raccontò tutto, o almeno quello che voleva che io sapessi: quel rapporto trasgressivo in cui si era stata trascinata da sua cugina e da quei due suoi amici di dieci anni più grandi.Mi descrisse scene che mi facevano girare la testa solo a pensarci. Aveva parlato di un rapporto a quattro dove lei era stata letteralmente presa contemporaneamente dai due uomini, mentre sua cugina guardava o partecipava in modo frenetico. Mi raccontò della sodomia, di come quel dolore iniziale si fosse trasformato in una scarica elettrica che le aveva mandato in tilt il cervello e di come quei due l'avevano presa contemporaneamente. Quell'esperienza anale e orale estrema l’aveva segnata nell'anima. Ogni notte sognava di quelle mani forti che la tenevano per i fianchi mentre quel cazzo entrava in lei deciso lacerandole il suo ano e delle sue urla soffocate dall'enorme cazzo che l'altro ragazzo le spingeva tutto in gola sino a toglierle il respiro. Quando si svegliava era fradicia di sudore e desiderio e per riuscire a riaddormentarsi doveva masturbarsi sino a venire minimo due volte. Oramai quando stavamo insieme a letto sembrava quasi... spenta, come se il suo corpo stesse cercando di ricordare quella scarica di adrenalina e non riuscisse più a trovare soddisfazione nel nostro ritmo abituale.Non è la stessa cosa,mi diceva tra un respiro e l'altro, con le lacrime agli occhi. Mi manca quel tipo di piacere, quello che ti spacca dentro.Io l’amavo, e proprio perché l’amavo non volevo vederla soffrire o sentirsi incompleta a causa di un ricordo troppo potente. Volevo che tornasse a brillare come prima. Così, dopo settimane di discussioni e di lei che mi implorava di aiutarla a ritrovare quella sensazione, ho preso una decisione che ha cambiato tutto per me.Le proposi di andare in un club privé, uno di quelli dove le regole non esistono e l'anonimato è la legge. Volevo solo che lei potesse provare di nuovo quelle sensazioni senza che io fossi lì a giudicare. All'inizio lei disse di no ma dopo una notte di riflessione fu lei a venirmi a dire che forse poteva essere la soluzione giusta. Sembrava tutto facile, lei avrebbe appagato le sue voglie e io non avrei rischiato coinvolgimenti sentimentali. Ma non sempre quello che sembra facile lo è realmente. Quando quella sera siamo entrati in quel privé io ero teso e impacciato mentre lei sembrò da subito a suo agio. Noi eravamo i più giovani presenti nel locale ed eravamo la nuova coppia che tutti erano curiosi di conoscere meglio. Sonia con il suo aspetto da adolescente sembrava un agnello in mezzo a un branco di lupi famelici. Una coppia di mezza età si venne a presentare e dopo uno scambio di convenevoli si offrì di farci da guida in quel mondo per noi nuovo. Lucilla era una bella donna alta e formosa che indossava un vestitino corto e scollatissimo sulla schiena che scopriva parte del suo sedere rivelando che non indossava intimo. Suo marito Carlo invece era un uomo elegante dal carattere remissivo che iniziò a descrivermi il funzionamento del locale con un tono di voce che mi fece sentire un suo compagno di sventure destinato a condividere il suo stesso destino. Lucilla prese per mano Sonia e la portò a fare un giro nel corridoio che portava alle stanze all'interno delle quali in molti avevano già iniziato a giocare. Quando me ne accorsi cercai di seguirla ma Carlo mi fermò dicendomi che sarebbe stato più eccitante osservarle a distanza. Vidi Sonia e Lucilla fermarsi davanti a una stanza e guardare dentro . L'espressione del viso di Sonia rivelava la sua eccitazione e mentre lei era presa a osservare ciò che avveniva in quella stanza tre uomini si avvicinarono a lei e a Lucilla con il cazzo in piena erezione che faceva capolino dalle zip dei pantaloni. Sonia si accorse di loro solo quando uno dei tre iniziò a carezzarle il sedere e con sorpresa la vidi reagire a quel contatto con un sorriso invitante. Con una sorprendente naturalezza la sua mano andò a cercare il cazzo dell'uomo che era di notevoli dimensioni e iniziò a segarlo. Dopo pochi attimi le mani che toccavano Sonia aumentarono così come i cazzi che si strusciavano su di lei pieni di desiderio. La vidi scomparire in mezzo a quegli uomini che uno dopo l'altro le baciavano il collo e andavano alla ricerca della sua bocca. Non so che espressione avessi in viso, ma Carlo vedendola si sentì in dovere di tranquillizzarmi dicendomi che quegli uomini erano tutti frequentatori abituali del locale e che erano tutte persone serie e per bene. Ma erano sempre uomini, uomini eccitati che spinsero Sonia e Lucilla in una delle stanze ancora vuote facendole completamente sparire dalla nostra visione. Io e Carlo ci avvicinammo con passo lento come per darci un tono e non mostrare che dentro di noi la gelosia ci stava corrodendo. Quando guardai nella stanza e vidi quegli uomini spogliarla mi sentii morire. Vederla li che si abbandonava a loro mi lasciava senza fiato. La vidi consegnarsi a loro, lasciandosi manipolare con la stessa violenza e intensità che secondo la sua descrizione aveva vissuto in vacanza. Vedevo gli uomini circondarla, mentre lei emetteva quei suoni che non avevo mai sentito prima tra le nostre lenzuola. La vedevo ricevere quel piacere estremo, quasi animale, mentre si concedeva a loro senza esitazione. Nel club c'erano molti uomini single che si avvicinavano a lei che sembrava voler assaggiare tutti quei grossi cazzi . Il suo aspetto adolescenziale che si contrapponeva al suo atteggiamento da cagna in calore era terribilmente eccitante. In quel momento, guardandola da un angolo della stanza mentre veniva presa da più persone contemporaneamente, ho avuto una specie di visione brutale e lucida del mio futuro. Ho capito che se la volevo davvero, se il mio amore per lei era reale oltre ogni limite del convenzionale, dovevo accettare una verità scomoda: a Sonia non bastava un solo uomo. Il suo corpo aveva assaggiato qualcosa di così potente, così trasgressivo, che io da solo ero diventato insufficiente per soddisfare i suoi desideri. Tutti quegli uomini avevano indossato il preservativo come previsto dal regolamento del club, ma lei uno dopo l'altro glieli tolse per godersi il calore e il sapore del loro sperma. Se la volevo davvero, dovevo imparare a condividerla. Dovevo accettare che lei avesse bisogno di quella pluralità di corpi, di quella violenza del piacere che solo altri uomini potevano darle in quel momento. Mi sono seduto lì e ho guardato la donna che amavo perdersi tra le mani di sconosciuti, capendo che il mio amore non era più una proprietà esclusiva, ma un sacrificio costante per vederla finalmente felice nel suo desiderio più profondo. Quando Carlo mi poggiò la mano sulla spalla e mi disse che presto i morsi della gelosia si sarebbero trasformati in eccitazione avrei voluto dirgli che si sbagliava, ma il mio cazzo gonfio era la prova che aveva ragione.

EINGEFüGT 2 KOMMENTARE:
  • avatar ramos60 Fantastico inizio al club

    04-11-2026 02:08:39

  • avatar Giorgiocurio Racconto insolito ed eccitante. La donna che chiede qualcosa oltre il talamo sembra essere una fantastica eccezione. La naturale gelosia che ne deriva è un sentimento molto umano. Trasformarla in motore di rinnovata complicità è abilità di chi riesce a comprendere le reali priorità.

    03-11-2026 15:23:21






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