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ERZÄHLUNG

Al cinema con Sonia

by Amarcord
Gesehen: 299 Mal Kommentare 5 Date: 03-11-2026 Sprache: Language

Era il 1982, un anno che sembrava vibrare di una tensione elettrica costante, capace di trasformare ogni gesto in qualcosa di proibito. Mi ricordo perfettamente dell'odore acre e pesante di quella sala: non era il profumo del popcorn o della polvere dei vecchi sedili, ma l’aroma pungente, quasi viscido, che aleggiava nei cinema dove la moralità veniva lasciata fuori dalla porta. Era un clima da casa di tolleranza, una zona grigia in cui le leggi del pudore venivano sospese dal buio e dai sussurri. Sensazioni così le avevo provate nelle cinema a Luci Rosse ma mai in un cinema di prima visione. Eravamo lì per vedere La Chiave di Tinto Brass, un film ad alto tasso di erotismo dove per la prima volta un'attrice di alto livello come la Sandrelli recitava mostrando il suo corpo come nessuno avrebbe mai immaginato concedendosi al pubblico con primi piani del suo culo, del suo ano e della sua figa pelosa. La pellicola era carica, elettrica, capace di scuotere i pensieri più profondi e tirare fuori desideri che normalmente teniamo sepolti sotto il tappeto della rispettabilità. La proiezione era iniziata da poco quando la tensione tra lo schermo e il pubblico aveva raggiunto il punto di rottura. Sonia sedeva accanto a me, una visione di giovinezza pura in quella sala quasi esclusivamente maschile; con i suoi vent'anni, era un fiore che sbocciava nel mezzo di un deserto di uomini maturi e affamati. Il film scorreva, violento nel suo erotismo esplicito, nutrendo desideri trasgressivi che stavano prendendo il sopravvento su entrambi. Sonia non riusciva più a trattenersi. Iniziò a commentare le scene con una franchezza brutale, parole sporche e dirette che tagliavano l'aria densa della sala come lame. Poi arrivò la scena dove si vede la protagonista interpretata da Stefania Sandrelli svenire in bagno e il genero farle una puntura davanti alla fidanzata e al suocero. Le immagini del marito cuck che le sfila le mutandine e che poi le alza il vestito scoprendo il suo bel culo erano molto eccitanti così come quelle dove il genero dopo averle fatto la puntura le massaggia a lungo il sedere intravedendo tra le cosce la sua calda figa pelosa. Il silenzio nella sala era rotto solo dal respiro affannoso di qualcuno, ma Sonia si girò verso di me con gli occhi lucidi di eccitazione e mi chiese, quasi sussurrando: Alberto, anche tu avresti voluto fare una bella puntura a mia madre?. Il sangue mi bollì nelle vene. Il film aveva abbassato ogni barriera morale tra noi. Le risposi senza esitare, con la voce che tremava per l'adrenalina: Lo avrei fatto molto volentieri... ha un bel culo e dalla prima volta che l'ho vista ho desiderato possederla. Sonia mi lanciò uno sguardo carico di giudizio e piacere allo stesso tempo. Sei un porco, mormorò, ma le sue mani iniziarono a scivolare sulle mie spalle, avviando una serie di effusioni che non cercavano più la discrezione. La nostra esibizione stava attirando l'attenzione degli altri uomini nel buio; potevo sentire i loro sguardi pesanti posarsi su di noi come proiettili. Io sapevo esattamente cosa alimentava il fuoco in lei: il piacere di essere osservata, la brama di diventare un oggetto pubblico per lo sguardo altrui. Con un gesto deciso e assertivo, iniziai a scorrere le mie mani lungo le sue gambe. Sollevai la sua gonna con forza, scoprendo completamente le sue cosce e mettendo in mostra davanti a tutti quelle mutandine bianche che contrastavano violentemente con l'oscurità della sala. L'eccitazione di essere guardati agì come un catalizzatore immediato; vidi il tessuto bianco inzupparsi di umori, una prova tangibile del suo cedimento al piacere collettivo. Non mi fermai. Insinuai la mano dentro le mutandine e iniziai a masturbarla con movimenti decisi, mentre i suoi sospiri diventavano sempre più alti, quasi dei richiami per chiunque fosse nelle vicinanze.Gli uomini si stavano avvicinando, attratti dal suono del suo piacere. Uno di loro, un uomo maturo dalla presenza imponente, scivolò sul sedile accanto a lei. Sonia lo vide chiaramente, ma non fece alcun movimento per proteggersi; anzi, sembrava quasi sfidarlo con il suo sguardo e la sua nudità esposta. In quel momento, io compii l'atto finale della nostra rinuncia al pudore: spostai le sue mutandine di lato, esponendo completamente la sua intimità a quello sconosciuto che la fissava.Una mano forte e rugosa si posò sul suo ginocchio. Era una mano vissuta, potente, che iniziò a risalire lentamente lungo la coscia con una pressione che io non potevo replicare. Io ritrassi la mia mano, un invito esplicito a prendere il mio posto. Lui non esitò. Sostituì il mio tocco con il suo, facendo sentire a Sonia la differenza abissale tra la carezza di un ragazzo e la presa di un uomo che sa esattamente cosa vuole. Le sue grosse dita raspose grattavano le tenere e rosee carni della figa di Sonia provocandole delle sensazioni piacevolmente dolorose. Quella grossa e forte mano si insinuò tra il sedile e il sedere di Sonia e sollevandola come se fosse una bambola di pezza la sposto in avanti per aver modo di giocare anche con il suo ano. Con un rantolo di dolore e piacere Sonia accompagnò l'entrata del dito di quello sconosciuto nel suo culo e riversa all'indietro sulla poltrona lasciò che lui la usasse a suo piacimento. La scopo deciso con le dita che nella sua figa fradicia generarono un “Chaff Chaff”che molti udirono in sala. Lei raggiunse l'orgasmo in una scarica di gemiti strozzati, ma lui non si fermò; continuò a masturbarla con una costanza metodica mentre lei si abbandonava completamente al desiderio di godere senza preoccuparsi di giudizi o conseguenze.L'uomo prese la sua mano e la guidò sotto la giacca che lui teneva sulle ginocchia. Lì, nel buio del sala, Sonia trovò il suo cazzo duro già fuori dai pantaloni pronto ad accoglierla. Lei lo afferrò con voracità, masturbandolo con naturalezza come se nella vita non avesse fatto altro che masturbare sconosciuti. Nel momento in cui lui si rese conto di essere prossimo a eiaculare con un dominio assoluto le tirò giù la testa facendo venire a contatto le sue calde labbra con il suo glande pulsante. Sonia fece un accenno di resistenza ma poi socchiuse le labbra e accolse nella sua bocca il cazzo di quell'uomo che poteva essere suo padre se non suo nonno. Gli succhiò il cazzo finché non lo senti esplodere dentro la sua bocca che venne invasa da un'enorme quantità di sperma caldo e denso. Con tono autoritario lui le ordinò di ingoiare e lei lo fece. Quando lui le lasciò la testa e lei si tirò su aveva un'espressione sconvolta e il respiro affannoso. Mentre intorno a noi il film di Tinto Brass continuava a correre quell'uomo sollevò la maglia di Sonia e liberò i suoi seni dal reggiseno esponendola a tutti come se fosse una cosa sua. Lei non oppose nessuna resistenza eccitata da tutti quegli sguardi pieni di desiderio. Lui le palpò per qualche istante i seni dopo di se ne andò senza dire nulla lasciando Sonia che con il seno scoperto lo seguiva con uno sguardo come quello di un cane abbandonato dal suo padrone............

EINGEFüGT 5 KOMMENTARE:
  • avatar dani23 Situazione si alta adrenalina 🤩

    04-11-2026 10:29:30

  • avatar ilsignoreelasuadama Bellissimo racconto, avventura simile anche per noi su un film di Tinto Brass, ma era "così fan tutte"

    04-11-2026 10:11:05

  • avatar Robusto Bel racconto

    04-11-2026 07:41:48

  • avatar IMWLD Bel racconto

    04-11-2026 07:20:49

  • avatar sovrano Adoro le situazioni nei cinema tlg. Ram texwiller2020

    03-11-2026 23:06:05






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