STORY TITLE: Zeta.. Inizio di una storia 2 
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Zeta.. Inizio di una storia 2

by slavezeta
Viewed: 195 times Comments 5 Date: 10-02-2026 Language: Language

“E proprio in quel momento, suonò il campanello di casa di Zeta”.

E proprio in quel momento che sento dentro di me qualcosa che cresce, che deve venire fuori a tutti i costi. Non riesco a trattenermi. La mia mano da fuori i pantaloni passa dentro la tasca del pantalone. Mi tocco forte, mentre faccio ciò, vado dentro i bagni dei clienti, cerco un posto, dove essere più riservato. Spero di assistere a qualcosa di molto erotico, mal al tempo stesso, mi auguro che la volontà di Zeta sia forte, che non si faccia incoraggiare da me, da questo nuovo aspetto che non riesco a controllare, spero che sia Lei ad avere la lucidità di fermare il tutto.

Io: Amore, aspettavi qualcuno?
Lei: amore mio. No!
Io: Sarà il tuo accompagnatore a cena di questa sera!
Lei: Sicuramente, sarà il Signor Emilio, sarà qui per il caffè. Mi vado a cambiare.
Io: Ma no. Amore! Ti prego, lascia il telefono appoggiato dove io posso vedere. Dietro di te sulla credenza di fronte alla cucina. E vai ad aprire cosi, immagina che faccia farà, al massimo ti saluterà e andrà via. Digli che aspettavi il tuo ragazzo. Dai! Se poi non dovesse andar via, pensa quanto dolce sarà il suo caffè. (Accenno con un sorriso imbarazzato)
Lei: Amore.. sei impazzito! Sorride. Quello mi mette le mani addosso.

Ma la sua espressione è divertita anzi che preoccupata, vedo che si morde leggermente le labbra, va verso la credenza, ruota la telecamera da quella frontale a quella esterna, poggia il telefono, fa qualche sistemazione e mi chiede:

Lei: Amore mi vedi? Che cosa vedi?
Io: Amore vedo perfettamente il tavolo, la cucina.
Lei: Stai zitto ora.

Non ci credo. Ha preso le redini della situazione, sono impietrito. Le piace questo gioco. Ho bisogno di sedermi, abbasso la tavoletta e il copri water, mi assicuro di aver chiuso a chiave la porta e mi siedo, mi slaccio i pantaloni. Ho il cazzo in mano. Mi sento in colpa. Forse ho esposto Zeta a un pericolo. Forse dovrei fermare tutto.
Sento dei passi che si avvicinano, la sento giustificarsi, è rossa in viso. Sembra aver preso consapevolezza della situazione e in qualche modo si stia ora vergognando della situazione. Entra nel video anche il signor Emilio. Anche lui sembra disorientato ma non le stacca gli occhi di dosso. Mi assicuro di silenziare il mio microfono.

Lei: Mi spiace ancora per la situazione Signor Emilio, come le ho detto, aspettavo il mio ragazzo, se mi dà due minuti, vado a mettermi addosso qualcosa di più appropriato.
Signor Emilio: Ma non ti preoccupare, rilassati, sei a casa tua, sentiti comoda e a tuo agio. Poi mica sono un estraneo io. Vammi a fare il caffè! (Un ordine, non una richiesta)
Lei: Certamente, le preparo subito il caffè, grazie per la comprensione, fa veramente caldo oggi.
Signor Emilio: Da quanto sei fidanzata? (Chiede con voce grave quasi a voler rimproverarla.)
Lei: Un paio di mesi. E’ un ragazzo dolcissimo.
Signor Emilio: Ricordati che questa è casa mia.

Lei abbassa lo sguardo, fa segno di si con la testa, ha accolto il rimprovero del Signor Emilio, questa cosa non piace molto. Dovrebbe essere più decisa e soprattutto meno permissiva nei confronti di quell’uomo. E’ la seconda volta dopo l’ordine del caffè, Lui ha uno strano effetto sulla mia ragazza.
Comunque, è una Dea ha la situazione in pugno se non altro, non riesco a credere a ciò che vedo: Lui è dietro di Lei, si sporge in avanti leggermente e s’inclina su di un fianco per guardarle il sedere. Ha preso in mano il cellulare, sicuramente starà facendo qualche foto o qualche video. Lei si gira, sembra non aver notato il cellulare in mano del Signor Emilio, e gli fa un sorriso. Sarà anche Lei eccitata, sarà inebriata da tutta questa situazione per come lo sono io. Li sento parlottare, ma non riesco a capire cosa si dicono. Lui ha un abbondante rigonfiamento del pantalone. Vedo che prova continuamente a sistemare il pacco, gli starà stretto dentro le mutande. Io senza accorgermi di nulla ho preso a masturbarmi.

Sembra che il caffè sia salito, sono passati diversi minuti.
Lui si siede al tavolo, da le spalle alla cucina, è proprio di fronte alla credenza, di fronte me. Ha un ghigno sulle labbra. Sta riguardando il cellulare, che mette via appena sente Zeta fare dei passi verso la sua posizione. Si volta, la guarda dritta negli occhi, e Le dice:

Signor Emilio: ma che brava donnina sei, caffè e acqua assieme. (sul vassoio con moca, tazzina c’è anche un bicchiere con dell’acqua oltre che lo zucchero)
Lei: grazie, signor Emilio, spero sia venuto buono il caffè.

Lei versa il caffè, adagia la macchinetta sul vassoio che prima ha sistemato sul tavolo, fa per sedersi su la sedia affianco Lui, ma non fa in tempo che il Signor Emilio, la afferra per un braccio e se la fa sedere su una sua gamba, mentre con lo stesso braccio che l’ha tirata verso di se, la avvolge completamente, fino a chiudere l’abbraccio sul suo ventre, poco più sotto dell’ombelico. Lei è arrossita nuovamente, ha abbassato lo sguardo, non fa né anche un accenno a ribellarsi. Sto sudando freddo, sono emozionato e al tempo stesso sento la gelosia rodermi dentro. Lui con l’altra mano, prende la tazzina del caffè ne beve un sorso, si lecca le labbra, poi avvicina la tazzina alle labbra di Zeta e Le fa bere un sorso. Poi nuovamente si riporta la tazza alle sue labbra e lo beve tutto in un sorso.
Le finestre del soggiorno sono aperte, sono due finestre balcone, che si affacciano verso l’interno del giardino una e l’altra verso la strada principale, c’è un po’ di aria che circola, mentre la luce che entra da fuori, si riflette negli occhi di Zeta, è bellissima. Vederla seduta sulla gamba del signor Emilio, mentre Lui la stringe forte, toccandole la pancia le fa dei complimenti:

Signor Emilio: Buono, lo sai fare il caffè. Brava
Lei: grazie. Mi fa piacere le sia piaciuto.

E Lei fa per alzarsi, ma Lui la stringe ancora più forte. Ora vedo Lei diventare nuovamente rossa in volto, Lui sorride compiaciuto. La tira verso di Lui e poi la sposta quasi per allontanarla, ripete questo movimento diverse volte, poi la lascia alzare. Lui la segue mettendosi in piedi. La sovrastava, si nota tutta la differenza di altezza in questo momento. Lui la fissa dall’alto verso il basso, Lei tiene lo sguardo basso. All’improvviso le dà uno schiaffo con la mano destra sulla natica sinistra. Lei risente del colpo, e trasalita, non se lo aspettava, alza lo sguardo verso di Lui, sembra si sia arrabbiata, lo guarda dritto negli occhi, ma non dice una parola.

Signor Emilio: Grazie Zeta per il caffè, ora vado a lavoro, anche se mi sarà difficile concentrarmi. Penserò al tuo caffè tutto il giorno. (cosi dicendo le fa notare il rigonfiamento dentro il pantalone)
Lei: quando vuole.

Ma come, non si è arrabbiata. Non ha né anche protestato, anzi, l’ha invitato nuovamente. Me ne vengo in mano, né anche me ne accorgo. (Mi sento frustrato, mi sento solo, mi sento in colpa, chiuso in bagno a segarmi, mentre la mia ragazza seminuda è in piedi di fronte ad un uomo maturo che le ha lasciato il segno delle mani sul sedere). Li vedo andare verso la porta d’ingresso, assieme, Lei avanti Lui dietro. Dopo un paio di minuti Lei torna, prende il telefono, gira nuovamente la telecamera, ho un rossore sulle guance, le labbra gonfie, accenna il suo sorriso migliore, ma gli occhi guardano a terra. Si sentirà in colpa, perciò parlo per primo e cerco di tranquillizzarla:

Io: Amore mio, sei stata fantastica, come ti senti?
Lei: Amoreeeee è stato pazzesco, avevo quasi dimenticato che eri al telefono per un attimo Ero confusa, emozionata, eccitata. Mi sento ubriaca. Hai visto? Mi ha lasciato una manata sul sedere. Guarda.
Cosi sposta il telefono verso la natica.. è rossa, si vedono perfettamente le cinque dita. Con una mano si accarezza come se volesse darsi sollievo sulla natica con la forma della mano stampata, con l’altra mano sta riprendendo.
Lei: Amore, prepara un tavolo per due questa sera!

(Cosa… cosa? Sono pietrificato, non ho salivazione più. Mi sta tornando duro. Mi sento sprofondare ma avere nuovamente il cazzo duro, mi sta eccitando da morire, ma al tempo stesso credo che mi sto per sentire male. Le chiedo chiarimenti).

Io: Amore mio bellissimo, cosa è successo, di chi è stata quest’idea?
Lei: Amore mio, quando l’ho accompagnato alla porta, ho fatto per salutarlo, allora Lui si abbassato per salutarmi, pensavo mi desse un bacino sulle guancie, com’è usanza. Ma mi ha preso la faccia tra le mani e mi ha baciato in bocca. Ho provato a spostarmi, ad allontanarlo, ma mi ha stretto forte, poi ha spinto con la lingua sulle labbra, ho ricambiato, è stato spontaneo!

Me ne vengo nuovamente senza né anche toccarmi. Per la seconda volta. Le sole parole mi hanno portato a venire una seconda volta. Com’è successo, come può essere, la situazione sta correndo più veloce di quello che avrei mai immaginato. Sono geloso, voglio incazzarmi, vorrei urlare per telefono e invece mi limito a sgranare gli occhi e le chiedo di continuare:

Lei: Appena mi ha lasciato il volto, mi sono scostata, lui allora mi ha detto che mi avrebbe aspettato a casa sua per cena, cosi io ho ripensato a ciò che avevi chiesto prima, gli ho proposto di mangiare qualcosa fuori? Non se l’è fatto ripetere due volte. Ha detto che mi aspetta sotto per le venti di questa sera.
Io: amore mio grande. Sei troppo brava, te l’ho detto che ce l’avresti fatta. Come ti senti? Hai avuto paura? Ti sei eccitata?
Lei: Si amore mio, tutto assieme! Ho avuto paura all’inizio, poi quando mi ha fatto sedere sulla sua coscia, si è subito accorto che ero tutta bagnata. Sono un lago, ho le mutandine zuppe. Mi ha eccitato tantissimo tutta questa situazione. Poi mi ha tirato verso di Lui, aveva il “Coso” durissimo, tutto sulla coscia gonfio. Attraverso i pantaloni me l’ha fatto sentire bene. Gli ho fatto un alone sui pantaloni di quanto mi sono eccitata. Ma non soltanto per Lui, mi sono eccitata tantissimo perché mi sono ricordata che tu eri lì a guardare tutto. Mi sono sentita tanto maialina. Sapere che eri lì maialino mio, a guardarmi, mi ha fatto impazzire.
Io: e ti è piaciuto quest’amore mio grande, sei curiosa di andare avanti?
Lei: Tantissimo amore. Vedere quel vecchio porco cosi eccitato, mi ha dato una scossa. Sta sera lo farò impazzire dall’eccitazione. Stai tranquillo amore, sono solo Tua!
Io: Amore mio grande, quanto ti Amo, e dimmi invece, quando ti ha baciato?
Lei: mi sono eccitata, ma anche arrabbiata e sentita in colpa verso di te. Non ho avuto la forza di respingerlo. Mi sono sentita travolgere. L’ho sentito eccitato e mi è piaciuto tanto. Scusa amore mio.
Io: Non ti sentire in colpa amore mio … sei stata bravissima, sono orgoglioso di te. Sei stata grande.
Lei: amore, sei sicuro? Grazie amore. Ora vado a farmi un bidet, mi cambio le mutandine e mi rimetto a studiare. A dopo.

La salutai, forse non ha notato che sono venuto, da un lato meglio cosi, chissà cosa avrebbe pensato, dall’altro avrei voluto confessargli che ero venuto due volte. Mi ripulii per bene, mi sciacquai il viso, e andai a preparare il servizio per la sera. Avevo tante domande nella mia testa. La più importante era chi fossi veramente io per Zeta? Ma anche cosa volevo io da Lei? Ero turbato e orgoglioso allo stesso tempo. L’intesa con Zeta era veramente forte, le avevo solo accennato a una mia fantasia e Lei già l’aveva resa reale. Mi sento forte, mi sento sicuro, mi sento fortunato. Ma ho anche paura, paura di perderla, paura di non esser più tutto il suo mondo. Sono in ritardo a lavoro. Appena arrivo in sala, la prima cosa che faccio è preparare il tavolo per due che Lei ha richiesto.

Conto sui vostri suggerimenti, ribadisco che non sono uno scrittore, e parlare di me, di noi non è sempre stato facile. Spero vi piaccia, se cosi dovesse essere continurò con piacere la stesura del racconto.

La riproduzione di questo racconto è vietata in quanto coperto da diritti d’autore e di proprietà.

ADDED 5 COMMENTS:
  • avatar Favaro2023 Bravissimo, adesso facci leggere il seguito!

    14-02-2026 05:00:04

  • avatar Djavan Emozioni Forti da vivere lentamente

    11-02-2026 16:01:33

  • avatar Zag Non sarai uno scrittore ma scrivi bene facendo venir fuori anche tutte le emozioni che può dare una situazione del genere. Da parte mia non posso che ribadire quanto io sia attratto da Zeta, fisicamente e cerebralmente...

    11-02-2026 14:56:28

  • avatar Ktipster la sottomissione di lei è in essere, quella di lui in divenire, direi sei bravo a scrivere altroché, spero sia un racconto molto lungo

    11-02-2026 08:28:34

  • avatar Teo1963 Non ti preoccupare, anche se non sei uno scrittore professionista sei bravissimo! Non vedo l'ora di leggere il proseguimento con questo vecchio porco del signor Emilio.

    10-02-2026 22:48:17






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