Innocente bugia
by Dongle69«Amore, sai che l’altro giorno ti ho detto che andavo con Lucia in centro? Beh… potrei averti detto una bugia.»
Così Mary interrompe la classica routine serale, sul divano insieme davanti alla tv.
Mi giro e in un attimo sono completamente rapito dal suo sguardo: la bocca aperta in un sorriso malizioso… sa esattamente cosa fare per ipnotizzarmi.
«Non siete andate in centro?» faccio il finto tonto.
Lei mi fissa e si morde le labbra.
I suoi piedini scivolano sulle mie gambe e iniziano a strusciarsi, ansiosi di sentire la mia reazione.
«No, amore… nel senso che non ero con lei.»
La sua voce è suadente… mi ha già rapito.
La fisso, inebetito. Sono sicuro che si sia accorta che ora i suoi piedi accarezzano qualcosa di duro…
«Ti ricordi di Carlo? Non ti ho mai nascosto di come ci provi con me…»
E mentre lo dice scivola a cavalcioni su di me, prendendomi il viso tra le mani.
I miei occhi nei suoi.
Il suo sguardo è quello perfido di chi sa come torturarmi, consapevole che questa dolce tortura mi fa impazzire.
Mi lecca le labbra e poi le morde.
E continua:
«E non eravamo in centro.»
Il suo bacino si muove lento, si struscia…
Non riesco a pronunciare una parola.
Lentamente mi abbassa i pantaloni. Il contatto è con la sua pelle nuda: non porta intimo ed è calda…
Mi morde l’orecchio.
«È stato così gentile da offrirmi il pranzo… è davvero un ottimo cuoco.»
Ansimo.
«Sarà stato il vino… o che sono proprio troia… ma non ho saputo resistergli.»
E mentre lo dice mi prende l’asta diventata dura da farmi male e, con un dolce movimento, la fa scivolare dentro di sé.
Ci baciamo con la foga di due adolescenti.
È calda e sa come muoversi per farmi impazzire.
Le sfilo il vestito, la stringo.
Mi prende il viso e lo affonda tra le sue tette.
Poi mi sussurra i dettagli: come fosse vigoroso ed infoiato… di come si è fatta prendere, le posizioni… che lo hanno fatto su ogni superficie di casa di Carlo… di come ce lo avesse largo e duro e di quanto le piacesse sentirlo a pelle.
Infine, di quante volte lei sia venuta e dove lui ha concluso.
Mi porta al limite.
Godo, godiamo…
Mi sussurra:
«Mi ha invitata per cena dopodomani… penso che accetterò l’invito.»
Non resisto più e scarico tutto il mio piacere dentro di lei, ansimando tra le sue tette.
Lei mi fissa, sorridendo maliziosa.
«Non aspettarmi sveglio.»
Mi bacia.
Si solleva quel tanto che le basta per farmi uscire da lei; con una mano raccoglie il mio piacere che le cola e me lo porta alla bocca:
«Ti amo, cornuto mio.»
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