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RICATTO

by Nessunoxl
Viewed: 463 times Comments 6 Date: 21-03-2026 Language: Language

Ci sono persone che hanno fede, credono, quindi ritengono che alcuni fatti accadano perché così era stabilito, altre, fataliste, che accettano i fatti per quel che sono e dopo li analizzano, io faccio parte di questa seconda schiera.

Mi chiamo Nadia ed ho 35 anni, sono, senza falsa modestia, una bella donna, alta 1.72, mora, occhi verdi, una quarta abbondante di seno ed un culo, a detta di molti, spettacolare.

Sono sposata da sei anni con Mario, coetaneo, un uomo piacente che non mi ha mai fatto mancare nulla, né sul piano affettivo, né sul quello sessuale tantomeno su quello economico.

Sono laureata ma non ho mai lavorato, da dopo il matrimonio la mia sola occupazione è la cura della casa e del mio aspetto fisico, questo grazie alla posizione sociale di mio marito.

Lui è titolare di un’officina meccanica di alta precisione, azienda ereditata dal padre, ben avviata e con una cinquantina di dipendenti.

Purtroppo a causa della sterilità della mia metà non conosco la gioia della maternità, non ne faccio un dramma, di tempo a disposizione ne ho parecchio e spesso lo dedico alla cura di me stessa.

Abbiamo sempre vissuto nell’agiatezza e quel che vado a raccontarvi è anche figlio di questa condizione.

Tutto è cominciato due anni fa allorquando la crisi ha cominciato a muovere i primi passi, l’azienda ha cominciato a risentirne, le commesse sono diminuite e molti hanno cominciato a rinviare i pagamenti, alcun proprio non pagavano.

All’inizio mio marito ha tamponato immettendo nell’attività una parte importante dei nostri risparmi poi si è dovuto arrendere all’evidenza di una crisi non passeggera e quando oramai pensava di dovere fortemente ridimensionare o chiudere l’azienda, l’improvvisa botta di fortuna.

Un nuovo cliente, turco, possidente, si è presentato con una forte commessa ed il contratto per un anno di lavoro. Bedirhan, questo è il suo nome, è proprietario unico di una grossa società che ha il brevetto di un elettrodomestico venduto il tutto il mondo, assemblato nel suo stabilimento in Turchia, ma prodotto a pezzi in mezzo globo.

Noi eravamo uno dei produttori di un pezzo di detto elettrodomestico, in buona sostanza le entrate della ditta e del nostro benessere erano quasi del tutto dipendenti da lui. Una sera al ritorno dalla palestra mi venne la brillante idea di passare in ufficio da Mario, lui era impegnato in una conversazione proprio con Bedirhan che così ebbi modo di conoscere.

Rispondeva esattamente ai caratteri somatici che ci si aspetta da un turco, 40 enne, poco più basso di me, spalle larghe, carnagione olivastra, complessivamente dava l’idea di essere rozzo ed un po’ rude, aveva delle mani molto grosse ma la sua pelle era morbida e calda, mi diede la mano, una stretta energica, e mi guardò intensamente facendomi sentire a disagio, sembrava mi spogliasse con gli occhi. Per scacciare questa sensazione diedi un bacio a mio marito e con una scusa mi dileguai al più presto.

La sera quando rincasò era nero come una serpe, mi raccontò che il colloquio con Bedirhan era riferito al rinnovo del contratto che sarebbe scaduto da lì a poco, il turco era un abile commerciante e nonostante Mario confidasse, anche a fronte di una diminuzione dell’utile prodotto, in un rinnovo triennale tutto si era arenato ed alla fine lui aveva manifestato l’intenzione di rimandare la conversazione ad una data successiva, dopo la mia comparse lo stesso aveva espresso il desiderio di venire a cena da noi praticamente autoinvitandosi per la sera successiva.

Mi ritornò immediatamente la visione dell’occhiata che mi aveva lanciato e la cosa mi mise in discreto disagio, ma come dirlo a Mario?, così da brava mogliettina mi diedi da fare per organizzare il menù per la cena, inutile dirvi tutte le raccomandazioni di mio marito al fine di fare bella figura e di quanto fosse importante per noi concludere quel contratto, ovviamente tutto questo non faceva che accrescere il mio stato d’ansia, quell’uomo mi faceva francamente paura.

La sera dopo si presentò puntuale, un mazzo di fiori in mano per me ed una bottiglia di calvados per mio marito.

Durante la cena lodò la cucina e la padrona di casa, dal canto mio a parte la scelta del cibo e dei vini null’altro poteva attribuirsi a mio merito visto che di tutto si occupavano una coppia di coniugi filippini al nostro servizio da alcuni anni.

Ovviamente durante la cena si parlò molto di lavoro, scoprii così che era davvero un abile mediatore, molto deciso e che sapeva bene ciò che voleva e dove poteva arrivare.

Finita la cena ci spostammo per il caffè sul divano, mentre attendevamo che fosse servito lui chiese espressamente a mio marito se era possibile fumare un sigaro, poi senza quasi attendere consenso si frugò nelle tasche alla ricerca di uno da accendere, battendosi con la mano sulla fronte ammise la sua sbadataggine, li aveva dimenticati in albergo, pregò allora Mario di essere gentile, uscire e comprarne una confezione per lui.

La cosa mi mise subito in agitazione, anche mio marito era stupito da quel comportamento, inoltre seppure fatta con molto garbo era una richiesta perentoria, quasi un ordine.

Dopo un attimo di smarrimento mio marito disse che non c’era problema, chiese che marca desiderasse ed uscì dicendo che sarebbe tornato dopo poco con quanto richiesto, Bedirhan gli rispose di fare con comodo che tanto lui era in buona e piacevole compagnia.

Continua

ADDED 6 COMMENTS:
  • avatar cplibertina72 Aspettiamo il seguito.kiss Anna

    24-03-2026 10:15:17

  • avatar MASCHIO1964 LA COPPIA DI FILIPPINI DOPO AVER PREPARATO LI MANDI VIA, NON POTEVA TUO MARITO MANDARE UNO DI LORO DAL TABACCAIO??? è UNA STORIA VERA O FANTASIA......

    23-03-2026 12:40:06

  • avatar torello876 Inserisci un commento:

    23-03-2026 09:47:36

  • avatar Linguamatik69 Interessante...aspetto seconda parte

    23-03-2026 08:46:04

  • avatar acewal Bel racconto, continua....

    23-03-2026 07:52:55

  • avatar link65 Inserisci un commento:

    22-03-2026 23:19:19






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