Dopo il sesso in ufficio la giornata non è ancora finita
by DonisweetAdesso, dopo la ricca, devastante e appagante scopata col capo e il suo vice il dado era tratto e non volevo certamente tornare indietro, mio marito mi aveva sfidato ma ora, più di prima, ero convinta che ero sempre una donna attraente e soprattutto sempre calda e vogliosa, in quella stanza avevo capito che non avevo limiti e questa era la sorpresa più grande.
Nel tragitto verso casa, pensavo se raccontare cosa era successo a mio marito oppure no, camminavo con passo lento sia per la stanchezza che per i miei buchetti dolenti, tra l’altro ero nuda sotto il vestito perché lo slip era rimasto come ricordo al capo, e iniziò a piovere e una folata di vento mi alzò la gonna, lasciandomi col culo scoperto proprio mentre passava una macchina con a bordo un collaborato del becco che, rallentando, aprì il finestrino e mi disse ridendo “ciao bellezza, che bel culo, ma lo slip dove lo hai messo?” arrossii sentendomi però lusingata dell’apprezzamento.
Tirai giù la gonna e, cercando di fare la sfacciata gli dissi che, ora che aveva visto il mio culo era in debito e siccome pioveva, doveva darmi un passaggio fino a casa; lui non perse tempo, mi disse sali, e io montai, senza pensare che la gonna era corta e essendo un po’ bagnata mi salì fino alle anche scoprendo anche la passera.
Sarà che ero ancora eccitata, sarà che il collaboratore è un bel 40enne, tirato, elegante e single la lasciai così in vista, lui lì per lì non ci aveva fatto caso ma poi voltandosi verso di me vide tutto ed esclamò” cavolo anche davanti sei favolosa” feci finta di non essermi accorta e provai a tirare giù ma il bagnato lo impediva in più dalla stoffa bagnata traspariva anche il seno e i capezzoli duri e gonfi per cui, fingendo tranquillità, gli dissi di guidare e non guardare sennò lo avrei detto al marito e misi una mano pudica sulla passera.
La mano proteggeva alla vista ma, allo stesso tempo, mi dava eccitazione e senza volerlo iniziai a carezzare col dito il clitoride, dopo pochi minuti emisi un mugolio e lui si voltò per chiedermi come stavo e mi vide con le cosce larghe e il dito impegnato, fuori pioveva a dirotto e allora lui si fermò in un posteggio, gli chiesi il motivo e lui mi disse che siccome pioveva troppo forte era pericoloso; capii che era eccitato, si carezzava la patta bella gonfia e si mordeva le labbra e io senza aggiungere altro allargai di più ancora le gambe e mi infilai tre dita dentro, per fortuna l’abitacolo era appannato e insieme alla pioggia faceva da scudo.
Mi stavo masturbando accanto ad una persona che conoscevo ma niente di più, però mi piaceva sfilavo le dita dalla passera per succhiarle fradice dei miei umori davanti a lui e poi le riaffondavo dentro, ad un certo punto dissi “vuoi assaggiare anche tu” non esitò un attimo e disse di sì, le tolsi completamente bagnate e iniziai a strusciarle sulle sue labbra, lui leccava come poteva però poi forzai e gliele misi in bocca e lui iniziò a succhiare con passione e bravura, sfilai le dita e le rimisi dentro la passera aumentando il numero.
Mi stavo masturbando ferocemente guardando lui eccitato e allora gli dissi di portarmi a casa sua che volevo mi scopasse, rimase un paio di minuti in silenzio pensando forse che ero la moglie del suo capo ma poi disse andiamo, cercai di ricompormi alla meno peggio e partimmo, ero però curiosa di sapere che tipo di cazzo avesse tra le gambe e allora mentre guidava lo cavai fuori dai pantaloni con difficoltà perché era durissimo ma appena preso nel palmo della mano lo gradii e iniziai una lenta sega alla quale dopo poco aggiunsi le labbra per sentirne oltre che il turgore anche il sapore.
Era la sera del primo giorno di sfida e stavo per scoparmi il terzo pisello alla faccia di mio marito che mi considerava ormai da deposito.
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