STORY TITLE: Le confessioni di Valeria - 3 Crema Solare 
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Le confessioni di Valeria - 3 Crema Solare

by Viandante772
Viewed: 12 times Comments 0 Date: 28-07-2026 Language: Language

 
CREMA SOLARE
 
Era da un po’ che non andavamo in una spiaggia naturista, l’arrivo delle figlie ha ovviamente smorzato questa nostra voglia di libertà e posti selvaggi.
Quest’anno però la Camargue, con le su spiagge selvagge e a portata di mano ci ha permesso di trovare alcuni spazi interessanti.
 
Quel giorno eravamo andati in una spiaggia tranquilla, sede di della Federazione Naturista Francese e frequentata da gente tranquilla e diverse famiglie.
Io arrivavo da un periodo faticoso, le gravidanze, le bimbe da seguire, la mancanza dei miei spazi e il nervosismo con mio marito.
I ricordi e le follie del passato si affievolivano, e una profonda irrequietezza si agitava dentro di me.
 
Quella mattina era stato tutto difficile: prepararsi, spostarsi, accontentare tutti, essere sempre presente.
Mio marito come sempre dava per scontato che io pensassi a tutti, e dopo una piccola incomprensione sono sbottata e abbiamo litigato di brutto, rimanendo in silenzio ostinato mentre raggiungevamo la spiaggia e ci sistemavamo.
 
Mio marito ha cominciato a giocare con la sabbia insieme alle bimbe, e cogliendo la possibilità di starmene un po’ da sola ho detto che avrei fatto due passi e mi sono allontanata verso il fondo della spiaggia.
 
La spiaggia era interminabile, e si perdeva tra le dune fino ad arrivare alla zona paludosa tipica della Camargue.
Dopo qualche minuto le persone diventavano sempre meno, e la spiaggia sembrava proseguire all’infinto.
 
Camminare sulla sabbia completamente nuda era catartico, all’inizio ero una delle tante, ma dopo mi sono ritrovata sola, e lo sguarda degli uomini isolati cominciava a farsi sentire.
 
Ad un certo punto un ragazzo mi chiese scusa e mi fece una domanda in francese. Gli dissi in inglese che non avevo capito, e lui mi ripeté la domanda chiedendomi se sapevo se la spiaggia proseguiva e cosa c’era più in là visto che stavo andando da quella parte.
 
Gli disse che non lo sapevo, che stavo facendo solo una passeggiata.
Ma era evidente che la sua era solo una scusa.
 
Era un ragazzo sulla trentina dall’aria sveglia e simpatica, non bellissimo ma piacevole. Magro, occhi e capelli chiari e fisico un po’ dinoccolato.
Era seduto sul suo asciugamano con il tubetto della crema in mano, che evidentemente si era già splmato sul lato fontale.
 
Cominciò a farmi qualche domanda, chiedendomi se ero da sola, se andavo spesso lì…
 
Io ero in piedi di fronte a lui, completamente nuda, e pensavo all’assurdità della situazione. Chissà cosa pensava della mia pancia non più piatta e del seno grosso per l’allattamento.
 
Lui sembrava veramente a suo agio e il suo sguardo non sembrava indugiare sulle mie forme.
Anch’io cercano di evitare di guardare in mezzo alle sue gambe, ma lo stesso intravedevo un grosso cazzo semi scappellato che si adagiava sul telo.
 
Ad un certo punto con nonchalance mi chiese: mi puoi aiutare sulla schiena?
 
Mi prese alla sprovvista, tanto era naturale e “inncente” la sua richiesta.
 
Ok, dissi.
 
Si sdraiò sul telo dopo avermi passato la crema.
Gliene applicai un po’ sulla spalle spalmandola con cura.
 
Ero inginocchiata all’altezza dei sui fianchi, di lato, e mentre passavo le mani sulla sua pelle potevo osservarlo in ogni dettaglio.

Aveva una belle pelle, e il profumo dolce e inebriante della crema si spandeva nell’aria.
Mi guardai introno, notando che nessuno era nella vicinanze e particolarmente interessato a noi.
 
Chissà mio marito cosa faceva? Di certo non poteva venire a cercarmi lasciando da sole le bambine.
 
Ripresi il tubetto per mettere altra crema e lui, mormorando un “fantastique”, si sistemò ancora più comodo allargando leggermente le gambe.
 
Il suo cazzo spuntava puntando verso i piedi, e ormai era evidente che fosse semi turgido e completamente scappellato.
 
Era una situazione irreale. Fissavo quella bella cappella e sentivo il respiro accelerare, forse per l’eccitazione o forse per la paura della situazione.
 
A poche centinaia di metri c’era mio marito che guardava le nostre figlie, e io stavo spalmando la crema ad un uomo nudo.
 
Versai un po’ di liquido sulle natiche e sulle cosce, e cominciai a stenderlo.
Lentamente partivo dalle natiche, passando sulle cosce e quindi polpacci, e nel risalire le dita sfioravano la pelle morbida del suo uccello che diventava sempre più duro.
 
Si stava esagerando, quindi chiusi il tubetto dicendo che era a posto.
 
Lui si girò ringraziandomi e sorridendo… e facendo svettare il cazzo durissimo verso l’alto.
 
Mi chiese scusa, per l’erezione… ma il suo sguardo non era di certo imbarazzato.
 
Not here? Mi disse ridendo e carezzandosi lentamente l’asta spessa e gonfia.
 
Not good idea, dissi ridendo imbarazzata… ma quel cazzo era davvero bello, e mi sentivo la figa pulsare e bagnarsi in modo osceno.
 
Mi guardai intorno, e poco oltre un uomo faceva finta di godersi il sole stando in piedi sul bagnasciuga con gli occhiali da sole. Ma il suo sguardo evidentemente puntava su di noi per verificare gli sviluppi della situazione.
 
Avevo ancora le mani unte, e mentre cercavo di spiegare che mio marito mi aspettava passavo i palmi sulle cosce e sui peli biondi delle sue gambe per far assorbire gli ultimi residui di crema profumata.
 
Tu es trés belle, mi disse gentilmente, e la sua gentilezza mi fece venire voglia di dargli un piccolo premio.
 
Alzai la testa per guardare bene intorno che fosse tutto tranquillo, poi mi abbassai e afferrai quel bel cazzo alla base.
Era caldo e morbido, e lo spessore dava soddisfazione nell’impugnarlo. Lo massaggiai delicatamente in tutta la lunghezza, scappellandolo per bene. Poi mi chinai per dargli un bacio sulla punta.
 
Il guardone poco più in là si fece sempre più attento, sporgendosi meglio per capire cosa stava succedendo.
 
Dovevo spezzare questa cosa, e gli dissi che dovevo andare.
 
Non vuoi provarlo? Mi chiese? Diedi un’ultima occhiata a quell’asta gonfia che puntava verso di me, immaginandomi per un attimo si salire sopra di lui e di farlo affondare tutto nella mia figa fino in fondo.
 
Chissà se dopo il parto avrei sentito di nuovo la mia figa piena e soddisfatta come un tempo, assaporando ogni contrazione di un cazzo importante che pulsa e si contrae lanciando lunghi fiotti sperma contro la mia cervice.
 
La paura e il senso di pudore bloccarono quei pensieri, e con un ultimo saluto ritornai sui miei passi.
 
Quando tornai da mio marito il litigio era dimenticato.
E in un momento di tranquillità, uno a fianco all’altra, gli diedi un lungo bacio con la lingua, portandogli un mano tra le mie cosce.
 
Hai la figa aperta e bagnata!
 
Mi hai eccitato, gli dissi. Ma qui non si può far niente…

 

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