Nuova vita da 70enni (Parte nona)
by ciccioletta..quando un uomo ci prova con la tua donna, non è lui il vero problema, purché tu non puoi impedire ad altri uomini di provare con lei, non hai oggettive possibilità di poterlo impedire, a meno che tu non possa segregarla, il vero problema è un altro, lei cosa fa per impedire questo accadimento? Chiude immediatamente la porta in faccia? Smette di comunicare? Oppure flerta, è d’accordo e si gode quelle attenzioni? Perché solitamente, una donna realizzata nella sua autostima, non ha bisogno di altri uomini intorno a sé per sentirsi desiderata, protegge il suo uomo e la relazione che ha con lui, anche quando tu non sei presente, ma attenzione, vale esattamente la stessa cosa, anche per un uomo, fedeltà non è soltanto non andare a letto con qualcun altro, è anche non lasciare porte aperte che sai perfettamente dove possano potenzialmente portare, per cui, dovendoci ragionare serenamente e razionalmente, mia moglie, da come mi sta ribadendo ancora una volta in questi particolari giorni d’Agosto, non ha mai smesso di avere un sentimento vero nei miei riguardi, ma aveva consapevolmente intrapreso un cambio deciso del suo cammino cerebrale e in quei suoi giovanili anni che l’avrebbe portata a tenere più che mai aperte le sue porte, e me lo stava confessando senza alcun pudore, di solito, noi uomini molto raramente riusciamo a capire fino in fondo come funziona la mente di una donna, ma spesso nemmeno la donna stessa può sapere come funziona la propria, certo è che però, nel mio caso, è più che ovvio che io stesso non possa ignorare il fatto di essere stato il pretesto e la causa affinché mia moglie prese a non curarsi affatto di lasciar le sue “porte d’accesso” più che spalancate, avrei pagato affinché avesse operato di concerto con me per quella opportunità, ma invece scelse di non servirsene, magari facendosi forte del fatto che, una possibile scoperta da parte mia dei suoi giochi privati, non avrebbe generato conseguenze negative, come in effetti sta accadendo, ma ciò che in quella ripresa del dialogo mi cagionò quasi un dolore cerebrale fu la sua frase a chiosa della modalità esplicativa con cui avrebbe portato avanti la prosecuzione erotica con il suo nuovo amante..
“.. ho vissuto con un altro uomo quello che tu avresti voluto vedermi vivere con te..”
Avete presente un pugno nello stomaco? Sì, proprio quel dolore sordo e profondo, era più che chiaro quello che avrebbe voluto intendere, ma io scelsi di non forzarne gli eventi limitandomi a dirle soltanto..
“..dai amore, partiamo, dimmi di questa tua nuova avventura, credo di aver capito che mi stupirai ancora..”
“..sei pronto a tutto?”
“..si, sono pronto a tutto, non voglio pensare che tu possa scegliere di non relazionarmi per intero..”
“..bene, come primo impatto fu davvero sensazionale, più che positivo, mi piacque la sua decisione nel sapermi dominare, fino al momento prima di baciarci per la prima volta non avemmo mai neppure il minimo contatto, in spiaggia, è vero, eravamo con i nostri lettini fianco a fianco, ma come due semplici conoscenti, avendo cura però di non far coincidere le presenze dei rispettivi partner coniugali, si trattava della spiaggia che io spesso frequentavo con te, e che altrettanto lui faceva con la moglie, avemmo cura di programmare di poterci piacevolmente ritrovare in rigorosa assenza dei rispettivi nostri coniugi, la prima volta che ci conoscemmo fu per un motivo banale, io non mi ero accorta che mi fossero caduti i miei occhiali da sole sulla sabbia, lui però, trovandosi sul lettino proprio dietro di me se ne accorse, me li raccolse adoperandosi alla riconsegna, ma io sentivo musica attraverso le cuffie e non lo sentii parlare, per cui mi sentii una breve pressione sulla mia spalla, mi girai, riconobbi i miei occhiali, tolsi le cuffie e lo sentii domandarmi se fossero i miei, dal momento che lui li raccolse dalla sabbia nei miei paraggi, lo ringraziai, gli dissi che erano i miei, non rimisi le cuffie, non volli essere e men che mai apparire una cafona, insomma sai anche tu come vanno queste cose, una parola tira l’altra, piacere io sono Sara, piacere mio io sono Libero e la richiesta di informazioni inerenti quale musica stessi ascoltando per non essermi nemmeno accorta della quasi perdita dei miei preziosi occhiali da sole, che mi affrettai subito a dirgli che fossero un regalo di mio marito, mettendolo inconsapevolmente di fatto al corrente del fatto che fossi una donna, sposata, lui sarcasticamente e sorridendo replicò dicendomi che la vera nuziale che portava al dito era invece un regalo di sua moglie, dentro me fui felice dello spirito goliardico di quell’uomo, ci avrei molto volentieri scambiato delle chiacchiere, dal momento che eravamo all’apparenza tutti e due soli, mi spostai un pochino con il mio lettino facendogli spazio al suo, accettò volentieri, mi apparve evidente che anche lui amasse dialogare con quella nuova e casuale conoscenza, le presentazioni le avevamo già fatte, che fossimo tutti e due regolarmente sposati lo avevamo confessato, per cui il dialogo era già avviato, ci confessammo vicendevolmente di esser soli e senza coniugi “..perché a volte il desiderio te lo impone..”, fummo d’accordo anche in quello, amore, lo potrai trovare inconsueto e poco credibile, ma tutti e due ci confessammo che eravamo lì in spiaggia a vostra insaputa, consapevoli di rubarvi ad entrambi un pochino del nostro tempo, tu impegnato nel tuo prezioso lavoro così come lei, la moglie, impegnata nella sua managerialità aziendale, tutti e due avevamo figli che.. “..diciamocelo, a volte loro sono più felici con i loro coetanei così come noi stiamo bene da soli, seppur per poche ore..” si, ci si trovava del tutto concordi tra noi, e questo fece sì che potessi pensare che con quell’uomo ci stessi parlando molto bene, passammo del tempo senza accorgermi che si stesse facendo tardi, era chiaro per tutti e due che sarebbe stato un piacere ritrovarci ancora, fu prima lui a chiedermi la possibilità di poterci ritrovare, anch’io espressi la stessa ipotesi, ma fui prima io a dirgli che spesso ero in spiaggia con te, lui mi disse la stessa cosa, che spesso era lì con la moglie, quindi, dal momento che ad entrambi la cosa sembrava non piacere, lui mi lasciò il suo numero di telefono, a riguardo della telefonia mobile eravamo già tecnologicamente in uno stato avanzato, ovviamente per il tempo che vivevamo, ma già perfettamente adattata allo scopo che ne facemmo, un vero toccasana per le occasioni che oramai non avevo intenzione di mancare, in seguito seppi che il numero di cui mi dotò ero certa fosse quello “di scorta”, ma non mi posi il problema, mi disse che sarebbe stato sufficiente sapere anche attraverso un semplice messaggio quando sarei nuovamente stata disponibile ad una mia nuova presenza solitaria in spiaggia, lui si sarebbe di conseguenza organizzato, accettai di buon grado il suo numero dicendogli che il mio numero gli sarebbe apparso al mio primo messaggio, gli ricordai del mio stato civile.. “..non chiamarmi, potrei non esser sola, semmai rispondi al messaggio, mio marito non controlla mai il mio telefono..” lui mi rispose che ero fortunata, sua moglie invece riteneva fosse terribile, ebbi modo allora di farlo sorridere.. “..è per questo allora che hai un secondo numero..?” La sua sonora risata fu l’ammissione più chiara..”
“..quindi prendeste ad incontrarvi spesso?”
“..tutte le volte che ci era possibile, informandoci reciprocamente di evitare di farlo quando eravate anche voi due presenti in spiaggia, si sceglieva serenamente tra noi chi sarebbe dovuto essere assente..”
“..ecco perché tu a volte mi dicevi che saresti stata felice di andare una volta a Nettuno, un’altra a Lavinio ed altre a Fregene, perché c’era lui in spiaggia..”
“..bravo, ma anche lui più di qualche volta, di fatto, ha optato per scelte nuove, chiedendo a sua moglie di poter visitare altre località, avevamo preso a messaggiarci di frequente, a volte i suoi messaggi ti arrivavano persino sotto il naso, ma tu sei un maritino perfetto, non hai mai avuto curiosità per chi fosse a cercarmi..”
“..non incazzarti, ma in realtà uno le lessi, anche se non lo feci di proposito, tu eri in bagno, il tuo telefono lo lasciasti sul divano vicino a me, si illuminò per l’arrivo di un messaggio, ma non lo toccai, non era nel mio stile, però feci in tempo a leggere parte dell’anteprima, c’era scritto “..non vedo l’ora che domani..” ma tu molto spesso ricevevi messaggi senza che io te ne chiedessi conto, eri tu a dirmi chi era, ma adesso capisco che ovviamente non mi dicevi quando era lui..”
“..esatto mio dolce maritino, comunque il messaggio continuava con “..che domani tu possa essere in spiaggia con me..” ma hai fatto bene a non aprirlo, me ne sarei accorta e magari tutto sarebbe potuto tra noi cambiare, chi può dire se in bene oppure in male? E comunque, quando era un suo messaggio ad arrivarmi in tua presenza io ti dicevo che era una mia collega che cercava in me appoggio morale per la sua disastrosa situazione sentimentale, ed invece erano messaggi adibiti dapprima alla semina e poi alla crescita delle tue corna..”
“..però, si insinuò in me qualcosa di losco in merito a quella prima parte di messaggio, un qualcosa che per qualche tempo mi tormentò, ma guarii presto, scacciai ogni inutile sospetto, non credetti mai a qualche tua possibile tresca, però adesso come faccio a non amarti? Me ne stai finalmente rendendo partecipe, ed a me tutto questo mi fa battere il cuore all’impazzata! Continua ti prego..”
“..le occasioni per poterci rivedere non mancarono, ma sempre e soltanto rigorosamente in spiaggia senza mai nemmeno sfiorarci, quando ci conoscemmo era metà Giugno, e come ti ho già detto, il primo
bocchino che gli feci in pineta dentro la mia macchina, fu nei primi di Settembre, per quasi tre mesi di frequentazione seppi pochissimo di lui, sinceramente neanche me ne fregava più di tanto, sapevo solo l’essenziale, numero di telefono, nome cognome e sposato con figli, punto. Verso la fine di quell’Agosto, durante un nostro nuovo colloquio, lui ci tenne molto volentieri a far sì che io potessi sapere qualcosa in più di lui, ma prima di potermene mettere al corrente, credimi, mi fece tremare, d’improvviso di disse il tuo nome, il tuo cognome, l’indirizzo della nostra abitazione, il luogo del tuo lavoro, quanti anni tu avessi e tantissime altre informazioni inerenti la nostra vita, subito però tranquillizzandomi e dandomi un biglietto brevi mani dove c’erano riportare tutte le informazioni equivalenti alla sua abitazione e quelle relative a sua moglie, questo per sottolinearmi il fatto che lui, per una sorta di deformazione professionale, era solito informarsi su chi stesse frequentando, al che io gli dissi se faceva parte di qualche corpo, lui lo ammise, mostrandomi le relative credenziali, ed a me piacque la sua sincerità, non ne scaturì nessuna negatività, anzi, al contrario, ebbi la sensazione di poter essere protetta, il fascino della divisa mi avrebbe conquistata molto più celermente, sta di fatto che soltanto qualche giorno dopo fui impegnata nel dispensarli il primo bocchino, al quale ne seguirono diversi altri, sempre in pineta e sempre dopo la degustazione di ottime fette di anguria fresca..”
“..amore non sono nella pelle, sto fremendo dal desiderio di riuscire a sapere quando avete scopato per la prima volta, in quale dettagliate circostanze lo avete fatto, come lo avete fatto, dove lo avete fatto, se ti è piaciuto..”
“..devi avere pazienza e fede, saprai ogni cosa, sul come spesso lo abbiamo fatto ne potrai sapere molto di più, ma con calma e per gradi, dovrai capire bene lo spirito con cui mi lasciai convincere, la prima volta che ebbi modo di farmi
finalmente scopare da quel bel cazzo fu in una mattinata di Settembre, ovviamente in concomitanza con la riapertura delle scuole, per quanto riguardava l’organizzazione della sua famiglia, vista la sua possibilità di liberarsi facilmente era lui ad occuparsi del fattore scolastico, così come per la nostra organizzazione era invece un mio compito, quel mattino, sapendo reciprocamente che eravamo soli, ci sentimmo, fui io a chiamarlo proponendogli un caffè a metà strada, il quartiere dove lui viveva era diametralmente all’opposto del nostro, lui, invece di incontrarci a metà strada, mi suggerì di incontrarci in un bar di cui mi diede l’indirizzo, un bar più vicino al suo quartiere piuttosto che al nostro, ci vedemmo, e mentre prendevamo il caffè tirò fuori dalla sua tasca un mazzo di chiavi, dicendomi che erano relative all’abitazione di un suo collega scapolo momentaneamente in ferie in Sardegna, mi confessò che disse al suo collega di avere per le mani una giovane signora e che voleva scoparsela in tranquillità, riuscì a farsi lasciare le chiavi potendone beneficiare per una decina di giorni, quel mattino mi disse quanto tempo avessi a disposizione, io gli risposi che ne avevo molto più di quello che sarebbe stato necessario per un semplice bocchino, mi prese la mano, mi disse di seguirlo, nessuno ci conosceva, mi guidò mano nella mano fino ad un paio di palazzi oltre, salimmo in casa, e già in ascensore mi fece prendere tatto di ciò che avrei trovato quel giorno utile per la soddisfazione delle mie carni, appena dentro prendemmo a spogliarci a vicenda quasi con rabbia repressa, dopo oltre tre mesi di conoscenza stavamo finalmente per sbranarci, non volermene amore mio, ma per due ore e più non ti pensai minimamente, soltanto alla fine, mentre eravamo accoccolati ed abbracciati sul letto parlammo di voi, di te e di sua moglie, ma prima di arrivare a questo mi ha devastata, mi ha chiavato molto meglio di quanto seppe fare il dottor B. e glielo dissi, gli raccontai tutto della vicenda, francamente non ebbe buone parole per un professionista che si approfitta di una situazione tale, ma non più di tanto, alla fin fine capì che era stata una mia decisione felice quella di lasciarmi scopare in quelle circostanze, amore, te lo devo dire, mi ha fatto di tutto in un solo breve pomeriggio, credimi, quell’uomo era una vera e propria forza della natura, lo informai della mia assunzione della pillola anticoncezionale, lui prese dalla tasca della sua giacca il portafoglio, dove c’era in bella evidenza il tesserino relativo alla sua professione, dalla tasca interna dello stesso portafoglio tirò fuori un tesserino relativo alle donazioni di sangue che di frequente faceva, l’ultima delle quali risalente ad un paio di giorni prima, non replicammo, ci bastò quello che ci dicemmo, scopammo in modo furioso, mi sentivo spaccare le carni, che lui trovò straordinariamente stretta, a fine rapporto gli dissi che forse, il mio
esser così stretta era per via della mancanza oramai da molto tempo del cazzo vero del dottor B. ma anche della tua dotazione risibile, che ero sposata con un marito minidotato ma che adoravo, lui si felicitò per questo, dicendomi che provava un piacere stupendo a scopare con me che, in relazione alle scopate che faceva con sua moglie gli davo sensazione di scopare con una più che 40enne vergine, non ebbe però la stessa sensazione inculandomi, mi disse che gli sembravo più ricettiva dietro che davanti, glielo confermai dicendogli che era tutto merito del dottor B. che me lo allenò di continuo dilatandomi lo sfintere in modo irreversibile, e non certamente per merito del mio maritino, a cui il culo non lo davo affatto, si sarebbe accorto in un batter baleno della mia ineludibile dilatazione, adducendo sempre la scusa per l’eccessivo dolore che avrei provato, ma come ti ho già detto, la decisione di lasciarmi inculare soltanto dagli uomini diversi da te la presi da tempo, sin da quando il dottor B. me lo ruppe facendomi persino sanguinare, e questo, nel momento delle coccole lo dissi anche a Libero, ma parlammo anche di molto altro, facemmo confluire i nostri discorsi su di te e su sua moglie, lui mi disse che in confronto a me sua moglie era una pivellina “..questo no, questo nemmeno, questo mi fa schifo e questo mi dà dolore..” invece tu ancora non mi hai vietato nulla, ti sei fatta sborrare tre volte dentro, una volta giù nell’utero, una volta giù nella profondità del culo e la terza direttamente nello stomaco, nei confronti di mia moglie non hai vinto una battaglia, hai vinto la guerra..” mi sentii orgogliosamente puttana, credimi..”
“..e tu? Di me cosa gli hai detto?”
“..la verità, che hai il cazzo piccolo, che non sai che prendo la pillola, che sei obbligato a servirti della retromarcia perché mi devi far bere il tuo piccolo yogurt e che non ti avrei mai dato il culo, ma non solo, gli ho raccontato anche molto altro..”
Iniziai ad essere pensieroso e cercai di saperne di più..
“..e cos’è questo molto altro?”
“..ad esempio che da anni mi chiedi di potermi vedere mentre scopare con un altro, lui, Libero, mi disse che forse, il tuo desiderio potesse essere relativamente legato al tuo esser minidotato, e che poter avere l’opportunità di vederti alle prese di un uomo con un cazzo importante doveva essere per lui lo spettacolo più bello del mondo, e che lui, Libero, ti capiva perfettamente e che ti fosse persino solidale..”
“..mio Dio che vergogna, gli hai detto questo? Avrà pensato che sono un pervertito..”
“..assolutamente no, te l’ho detto, ti è stato persino solidale, io gli ho persino detto sorridendo che ti avrei presentato a lui dicendogli “..questo è il mio maritino che vorrebbe vedermi scopata da uno con il cazzo importante come il tuo..” in realtà non lo avrei mai fatto, era soltanto un gioco verbale tra di noi, ma neanche lui avrebbe mai accettato di conoscerti, però mi raccontò che tale desiderio era insíto in molti uomini, sapeva questo perché per via della sua professione era stato più volte comandato al controllo delle frequentazioni di alcuni club privée dove si effettuavano incontri di questo genere, tipo lo
scambio di coppie, sesso libero ed anche promiscuo, ed altro, nulla di anomalo o illegale, loro erano soltanto comandati per controlli di routine in seno alla reception, per appurare la liceità degli ingressi, nulla di pericoloso per gli avventori, che neanche si accorgevano di questo, chissà se tu ne sei stato mai a conoscenza dell’esistenza di tali locali e perché non mi hai mai proposto di poterli frequentare, nemmeno per curiosità..”
“..si, ho spesso letto in rete dell’esistenza di questi locali, ma come facevo a convincerti di potertici portare se tu hai sempre rifiutato di incontrare insieme a me anche un solo uomo? Lì dentro altro che un solo uomo..”
“..tranquillo maritino mio, in seguito ci ha pensato Libero a portarmi in un locale di quel genere, e bada bene, non me lo ha né chiesto lui e men che mai me lo ha imposto, lui me lo ha proposto e per me è stata una libera scelta, un giorno, dopo qualche frequentazione insieme a Libero, pensai che forse ti ci avrei portato volentieri..”
“..e perché non me lo hai mai proposto?”
“..e come ti avrei potuto giustificare di essere a conoscenza di locali del genere? Sarebbe stato come ammettere candidamente che fossi una troia, aspettavo fossi tu a convincere una mogliettina ritrosa e casta..”
CONTINUA..
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