La prima volta di Fabiana e Andrea
by Mxmx8Mi chiamo Andrea, ho 34 anni e sono sposato da tre con Fabiana, una donna affascinante di 30 anni. Sono alto 1,65 metri e un po cicciottello, mentre Fabiana, alta solo 1,52 metri, ha un corpo minuto, ma che cattura gli sguardi. I suoi lineamenti delicati e il seno abbondante sono la sua arma di seduzione, e non posso fare a meno di provare una punta di gelosia ogni qualvolta qualcuno la guardi. Fabiana è una di quelle donne che riescono a far girare la testa a chiunque, con i suoi capelli neri e lunghi che le ricadono in morbide onde sulle spalle, e i suoi occhi azzurri che sembrano brillare di una luce propria.
Nonostante la mia tremenda gelosia, da sempre, la mia mente è stata invasa da fantasie di Fabiana tra le braccia di un uomo di bella presenza, dotato di un membro imponente. Questi pensieri mi hanno accompagnato nelle mie notti solitarie al pc, mentre ammiravo morbosamente numerosi video con uomini con dotazioni di gran lunga superiori alla mia, alle prese con ragazze minute. Immaginavo Fabiana in situazioni che sfidavano i limiti della mia immaginazione, e queste fantasie mi eccitavano e mi tormentavano allo stesso tempo, alimentando il mio desiderio e la mia curiosità.
Un giorno ho finalmente trovato il coraggio di confidarle tutto, ma la sua reazione è stata tempestosa.
Andrea, non posso credere che pensi a queste cose!
aveva urlato, la sua voce carica di rabbia e incredulità.
Come puoi anche solo immaginare di vedermi con un altro uomo? È disgustoso!
La frustrazione che mi ha lasciato è stata difficile da digerire. Mi sentivo incompreso, come se una parte di me fosse stata respinta. Cercavo di spiegare che non si trattava solo di desiderio fisico, ma di un bisogno più profondo di esplorare i confini della nostra relazione. Tuttavia, ogni tentativo di dialogo si scontrava con un muro di rifiuto, e sentivo che ci eravamo un po’ allontanati.
Una sera, qualche settimana dopo la discussione, mentre mi stavo apprestando a chiudere il negozio dove lavoro, Fabiana mi ha inviato un messaggio enigmatico:
Quando torni a casa, troverai una sorpresa.
La sua promessa era accompagnata da una foto sexy che ha acceso un fuoco di curiosità e desiderio dentro di me, trasformando il mio nervosismo in anticipazione elettrizzante. La foto mostrava Fabiana in una posa provocante, con indosso un completino di pizzo nero che metteva in risalto le sue curve. I suoi occhi, leggermente socchiusi, sembravano promettere qualcosa di proibito e irresistibile. Nello sfondo però c’erano un paio di grosse scarpe da uomo che non avevo mai visto. Cosa stava succedendo?
Dopo una lunga corsa in auto e qualche semaforo rosso ignorato, sono arrivato a casa. L'atmosfera mentre varcavo l’ingresso era carica di tensione, man mano che mi avvicinavo alla camera da letto, il cuore mi batteva sempre più forte nel petto. Il silenzio era rotto dalla voce ansimante di mia moglie e da un suono umido e viscerale, sembrava come uno scarpone che veniva estratto da un fango denso.
Sospeso tra l'ansia e la curiosità, mi fermai sulla porta, parzialmente nascosto dallo stipite. Il mio cuore sembrava sbattere contro le costole, ero terrorizzato e allo stesso tempo eccitato.
Fabiana era sul letto, a quattro zampe, con il viso premuto contro il piumone, il sedere sollevato. Il suo corpo era in una posizione vulnerabile e provocante. Dietro di lei c'era uno sconosciuto, un gigante, con i capelli corti e scuri e una barba incolta che gli dava un'aria selvaggia. Non fu la sua altezza a paralizzarmi, fu la meccanica di ciò che le stava facendo.
Si era fermato per un attimo, quasi ritirato del tutto, rivelando un grosso membro lucido, frutto dell'intimità che stavano condividendo. Era lungo una ventina centimetri, così largo da sembrare irreale.
Cristo, quanto sei stretta,
sibilò lo sconosciuto, abbassando lo sguardo sul punto in cui si univano.
All'improvviso, il mondo intorno a me svanì. Seguii il suo sguardo, e mi mancò il respiro. La vagina di Fabiana era una voragine. Mentre la punta del suo membro si posava sulle sue labbra, vidi la sua carne rosa cercare disperatamente di aprirsi, ma fallendo contro la sua circonferenza.
Lui cominciò a spingere, lentamente.
Cazzo, quanto stringi
ringhiò, con voce roca per la lussuria.
Me lo stai spremendo per quanto sei stretta
Io... non ci riesco!
singhiozzò Fabiana tra le lenzuola, i fianchi tremanti mentre si spingeva contro di lui.
È così piena... mi stai spaccando!
Rimasi ipnotizzato mentre si infilava dentro centimetro dopo centimetro. L'immagine era incredibilmente vivida. Vidi il suo anello muscolare diventare traslucido e bianco, teso al massimo mentre inghiottiva il glande. Il suo corpo lottava per accoglierlo, e immaginai le sue pareti interne contrarsi attorno al membro, spremendolo mentre la invadeva. Sembrava che lo stesse inghiottendo intero, la sua carne che si modellava perfettamente attorno alla sua intrusione.
Le enormi mani dello sconosciuto, non stavano trattenendo Fabiana; la stavano reclamando. Le sue dita affondarono profondamente nella morbida carne bianca dei suoi fianchi, creando solchi nella sua pelle. Potevo già vedere le impronte digitali rosse che sbocciavano sulle sue curve pallide, marchiandola come sua proprietà.
Ecco fatto,
grugnì, raggiungendo infine il fondo con un suono pesante e umido.
Ti ho infilato tutto dentro. Lo senti? Ti sto riempiendo completamente proprio come volevi
Sì... Oh Dio, sì...
gemette Fabiana, la voce rotta e umida.
La mia mano corse alla cerniera. La vista di mia moglie che veniva posseduta fisicamente, il suo corpo che lottava visibilmente per contenere quel bruto mentre lo stringeva con tanta forza, mi stava mandando in tilt. Liberai il mio pene, che era dolorosamente duro, e lo strinsi tra le mani.
Ricominciò a muoversi, ritraendosi. Fu in quel momento che persi il controllo. Mentre si ritirava, vidi l'effetto ventosa. Le labbra vaginali di Fabiana si tiravano verso l'esterno, aggrappandosi al suo membro, riluttanti a lasciarlo andare. Un distinto schiocco risuonò quando il sigillo si ruppe, seguito dal suono umido del suo rientro.
La tua figa mi avvolge come se fosse fatta apposta per me.
disse lo sconosciuto, dandole una forte pacca sul sedere.
Mi accarezzai freneticamente, con gli occhi fissi su quel punto. Potevo vedere la tensione nelle sue cosce, il modo in cui i suoi muscoli si contraevano, cercando di trattenerlo. Ad ogni spinta profonda, vedevo un leggero rigonfiamento nel suo ventre: un sottile rigonfiamento che premeva contro la sua pelle liscia mentre lui la penetrava con forza. Era letteralmente troppo grande per il suo corpo.
Dimmi che ti piace sentirti piena,
gli chiese, muovendo i fianchi.
Dimmi che ti piace quanto ti stringo.
Lo adoro!
urlò lei, arricciando le dita dei piedi.
Adoro sentirmi tutta spaccata!
Quella confessione mi fece perdere il controllo. La consapevolezza che lei avesse bisogno di quella pienezza, che il suo corpo stesse attivamente stringendo e godendo di quell'invasione, mi spinse oltre il limite. Muovevo la mano furiosamente, assecondando il suo ritmo, immaginando il calore soffocante di quella fica stretta e stracolma sulla mia pelle.
Mi morsi la nocca per soffocare un ruggito, inarcando i fianchi in avanti mentre esplodevo.
Fu una liberazione accecante. Un getto caldo di sperma mi coprì le dita e gocciolò sul pavimento, le gambe mi tremavano violentemente. Mi appoggiai allo stipite della porta, ansimando, completamente esausto.
Ma il rumore dei suoi fianchi contro il culo di Fabiana non cessò.
Quella era la parte più crudele e allo stesso tempo più eccitante. Il mio orgasmo non significava nulla per loro.
Mentre scivolavo leggermente lungo il muro, debole e vuoto, lo sconosciuto continuava a spingere. Non aveva ancora raggiunto l'apice. Stava ancora rimodellando mia moglie dall'interno, le sue mani la tenevano ferma. Fabiana era persa per me. I suoi occhi si erano rovesciati all'indietro, mostrando il bianco, la bocca penzolante mentre un filo di saliva le colava dalle labbra. Era catatonica, spezzata dal piacere, la mente completamente spenta dalla spinta implacabile di un cazzo che la riempiva meglio di quanto avrei mai potuto fare io.
A un certo punto, Fabiana si accorse di me. I suoi occhi si allargarono in un misto di sorpresa e complicità, e un leggero tremore attraversò il suo corpo. Ma non si fermò. Sembrava completamente persa nel suo piacere, come se la mia presenza fosse stata un pensiero secondario.
Lei era completamente piena, e io ero completamente vuoto.
Asciugandomi la mano appiccicosa all'interno della tasca, feci un passo indietro, scomparendo nell'ombra del corridoio mentre i suoni del loro piacere riempivano ancora la casa. Mi voltai e tornai silenziosamente alla porta d'ingresso, scivolando fuori nell'aria fresca della sera.
Mentre camminavo per le strade buie, la mia mente era un turbine di pensieri confusi e conflittuali. La scena a cui avevo assistito mi aveva lasciato un groviglio di emozioni contrastanti: desiderio, tradimento, tristezza, eccitazione. Non riuscivo a comprendere pienamente ciò che avevo visto e sentito. Fabiana, la mia Fabiana, si era abbandonata completamente a un estraneo, e io, invece di intervenire, mi ero lasciato travolgere dal desiderio.
Mi sentivo come se fossi stato catapultato in un mondo parallelo, dove le regole della realtà erano state stravolte. La mia mente continuava a riprodurre la scena, ogni dettaglio impresso indelebilmente nella mia memoria. Il corpo di Fabiana che si contorceva sotto le spinte potenti dello sconosciuto, i suoni umidi e viscerali del loro amplesso, i gemiti e i sussurri di piacere che riempivano la stanza. Tutto ciò mi aveva lasciato in uno stato di confusione e conflitto interiore.
Mentre camminavo, cercavo di trovare un senso a ciò che era accaduto. Fabiana aveva orchestrato tutto, sapendo esattamente quale effetto avrebbe avuto su di me. Ma perché? Era un modo per punirmi per le mie fantasie? Era un test per vedere fino a che punto potevo spingermi? O era semplicemente un modo per soddisfare i suoi desideri più nascosti?
Le domande si affollavano nella mia mente, senza risposte chiare. Mi sentivo perso, alla deriva in un mare di emozioni contrastanti. La notte era fredda, ma il mio corpo era in fiamme, consumato dal desiderio e dalla confusione. Non sapevo cosa fare, come reagire. Tutto ciò che sapevo era che nulla sarebbe più stato lo stesso.
Man mano che mi avvicinavo a casa, il mio cuore cominciava a battere più forte. Sapevo che avrei dovuto affrontare Fabiana, parlare di ciò che era accaduto. Ma come? Come potevo esprimere a parole il tumulto che provavo dentro di me? Come potevo spiegare che, nonostante tutto, il desiderio e l'eccitazione mi avevano travolto?
Presi un respiro profondo e aprii la porta d'ingresso. La casa era silenziosa, avvolta in un'atmosfera di tensione palpabile. Mi diressi verso la camera da letto, il cuore che batteva all'impazzata. Fabiana era lì, seduta sul bordo del letto, avvolta in un accappatoio bianco. I suoi occhi erano rossi e gonfi, come se avesse pianto.
Andrea,
sussurrò, alzando lo sguardo su di me.
Dobbiamo parlare.
Mi avvicinai lentamente, cercando di mettere ordine nei miei pensieri.
Sì, dobbiamo parlare,
risposi, con voce tremula.
Fabiana prese un respiro profondo, come se stesse cercando di trovare il coraggio per continuare.
Mi dispiace, Andrea. Non so cosa mi sia preso. Volevo... volevo farti capire quanto le tue fantasie mi facevano male. Volevo farti vedere cosa si prova a essere messi da parte.
Le sue parole mi colpirono come un pugno nello stomaco.
Ma... ma io non ho ai voluto metterti da parte, Fabiana. Le mie fantasie... erano solo fantasie. Non avrei mai voluto farti del male.
Lo so,
disse lei, la voce rotta dall'emozione.
Ma non riuscivo a sopportare l'idea di te che mi immaginavi con un altro uomo. Mi faceva sentire... insicura, indesiderata.
Mi sedetti accanto a lei sul letto, cercando di trovare le parole giuste.
Fabiana, io ti amo. Le mie fantasie erano un modo per esplorare il nostro desiderio reciproco, non per farti del male. Non avrei mai pensato che ci saremmo trovati in questa situazione.
Guardai il suo viso, cercando di leggere le sue emozioni. La sua espressione era un misto di confusione e vulnerabilità.
Ti prego, Andrea,
continuò,
non pensare che sia stato tutto un gioco. Non sapevo cosa stavo facendo. Ho agito d'istinto, cercando di capire come ci si sente a essere desiderata in un modo che non comprendevo.
La sua frustrazione e la sua vulnerabilità mi toccarono profondamente.
Fabiana, non devi dimostrare nulla. Sei già tutto per me. Volevo solo condividere le mie fantasie, non allontanarti. Volevo avvicinarti, non perderti.
Ci fu un momento di silenzio, in cui entrambi riflettemmo su quanto fosse fragile e complesso il nostro legame. Il desiderio e la possessività, la paura e l’amore si intrecciavano in un groviglio di emozioni. Fabiana si avvicinò, le sue mani cercarono le mie, e sentii una connessione profonda tra di noi.
Allora, cosa facciamo adesso?
chiese, gli occhi sereni nel cercare di capire come andare avanti.
Possiamo iniziare a parlarne,
risposi.
Dobbiamo essere onesti l'uno con l'altra, esplorare le nostre fantasie senza paura di giudizio. Non voglio che ci sia più segretezza tra di noi.
Fabiana annuì, visibilmente più rilassata.
Sì, voglio farlo. Voglio sapere cosa desideri e voglio che tu sappia cosa desidero anche io. Dobbiamo trovare un modo per comunicare senza vergogna.
Il peso della tensione si allentò e, per la prima volta in giorni, sentivo una scintilla di speranza. Forse, da questa esperienza complessa e dolorosa, avremmo potuto costruire qualcosa di nuovo e più forte. Abbiamo trascorso la notte a parlare, a condividere desideri, paure e sogni, i confini della nostra relazione che si espandevano di nuovo.
La nostra connessione si rafforzò, il legame che ci univa diventava sempre più profondo mentre esploravamo insieme le complessità del desiderio umano. La notte si trasformò in un viaggio di scoperta, e i nostri cuori si aprirono a nuove possibilità.
Mentre il sole sorgeva all'orizzonte, sapevo che nulla sarebbe stato come prima...
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