STORY TITLE: Decima puntata (bis). Ritorno ad Hammamet. I tedeschit 
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STORY

Decima puntata (bis). Ritorno ad Hammamet. I tedeschit

by Mark90
Viewed: 224 times Comments 5 Date: 12-06-2026 Language: Language

Mercoledì
La mattina aprii gli occhi e vidi Sara che mi fissava, distesa su un fianco a pochi centimetri da me. Aveva uno sguardo limpido, privo di ombre. Appena capì che ero sveglio, si protese in avanti, mi baciò con una tenerezza inaspettata e mi disse: «Ti amo amore mio, ti amo alla follia». Io ricambiai il bacio, stringendola forte a me, sentendo ancora sulla pelle la notte appena trascorsa, un segreto indicibile che sembrava averci fusi ancora di più.
Poche ore dopo, la spiaggia ci accolse. Trovammo il nostro ombrellone già pronto, con i teli perfettamente distesi sui lettini. Non facemmo in tempo a sistemarci che un cameriere si avvicinò portandoci due cocktail magnificamente decorati con fette di frutta fresca, un omaggio silenzioso che parlava di un'attenzione esclusiva. La giornata in spiaggia volò via così, in un'atmosfera rilassante. I servizi di Youssef, infatti, non si fecero attendere. Vederlo chinarsi su mia moglie a spalmare la crema, dopo quello che aveva combinato su quella stessa schiena poche ore prima, era elettrizzante. Sara teneva gli occhi chiusi, un sorriso accennato sulle labbra, godendosi quel massaggio alla luce del sole. Era perfettamente consapevole che io fossi lì a guardare ogni cosa, complice assoluto del suo segreto.

Diabolica come sempre

, pensai. Aveva voluto la sborrata di Youssef su quella pelle la sera prima proprio per questo: per far sì che ogni singola passata di crema in spiaggia, alla luce del sole, non fosse più un gesto innocente, ma la rievocazione esatta e bruciante del loro rapporto.
Dopo le emozioni intense dell’ultima notte, sentimmo il bisogno di staccare la spina. Trascorremmo la serata tranquilli, prendendoci una pausa dal sesso e dedicando qualche ora al karaoke dell'hotel. Dopotutto, tra le tante doti di mia moglie c’era anche quella del canto, e vederla col microfono in mano, radiosa e divertita, era un altro modo per ammirarla e godermi la sua presenza in una veste più spensierata.
Giovedì
La mattina dopo, tornati in spiaggia, Youssef si avvicinò per salutarci e ci spiegò che purtroppo i problemi a casa erano aumentati: sua sorella non poteva badare alla madre; quindi, sarebbe dovuto rientrare a Nabeul subito dopo il turno, approfittandone per unire anche il suo giorno di riposo. Ci disse che ci saremmo rivisti direttamente il sabato mattina. La notizia ci spiazzò: se avessimo immaginato che sarebbe mancato per due giorni interi, forse non avremmo

sprecato

la serata di mercoledì con il karaoke, ma ormai, che fare.
Rimasti senza le attenzioni e i servizi del nostro beach boy, quel pomeriggio decidemmo di cedere alle insistenti richieste degli animatori e andammo a fare una partita a beach volley. Fu proprio durante il gioco che Sara, nel bel mezzo di un'azione, mise male il piede, slogandosi leggermente la caviglia. Fortunatamente si trattava di poca cosa, ma venne subito soccorsa dai ragazzi presenti sul campo. La presi in braccio e la portai all'ombrellone e, pochi minuti dopo, ci raggiunse uno dei ragazzi tedeschi dell'animazione, un biondino sui venticinque anni, alto e magro, che portava con sé una borsa con del ghiaccio per applicarlo sulla caviglia di mia moglie. Fu molto premuroso e gentile.
Il ragazzo si riaffacciò nel pomeriggio, ma questa volta non era solo: tornò assieme a un amico a chiedere come stesse Sara. Ci disse che il suo amico era un bravo massaggiatore e si offrì di fare un massaggio terapeutico alla caviglia che, a dire il vero, era già perfettamente guarita. Sara, senza esitare e con un lampo di curiosità negli occhi, gli porse immediatamente il piede. Guardai quel ragazzo biondo iniziare a sfiorarle la gamba e la caviglia, sentendo che l'assenza di Youssef stava già lasciando spazio a un nuovo, inaspettato scenario.
Il massaggio alla caviglia, iniziato come un semplice gesto di cortesia, si trasformò rapidamente in qualcosa di molto più denso. Il ragazzo, che scoprimmo chiamarsi Lukas, si accovacciò davanti al lettino di Sara. Aveva mani decisamente esperte. Iniziò a fare pressione intorno al malleolo, per poi risalire con movimenti lenti e fluidi lungo il polpaccio, accarezzando la pelle dorata di mia moglie. Sara chiuse gli occhi e, quando riaprì le palpebre, mi fissò, incrociando il mio sguardo con quell'intensità maliziosa e provocatoria che conoscevo fin troppo bene. Lukas, incoraggiato da quell'abbandono, continuava a massaggiare la pianta del piede senza fretta, mentre l'amico biondo, Hans, assisteva alla scena appoggiato al palo dell'ombrellone, sorridendo.
Fu in quel momento, vedendo l'espressione di mia moglie e le mani del tedesco che salivano sempre di più, che decisi di stringere i tempi e coordinarmi con lei. Mi chinai leggermente verso il suo lettino e, parlandole sottovoce in dialetto per essere sicuro che i due non capissero una sola parola, le chiesi diretto: «Te li vorresti fare questi due qui stasera?»
Sara non batté ciglio. Il suo sguardo si illuminò di una luce torbida e, mantenendo lo stesso tono basso e complice, mi rispose sempre in dialetto, senza smettere di guardarmi negli occhi: «Inventati qualcosa per farli venire in camera stasera».
Lukas e Hans continuavano a sorridere, del tutto ignari che stavamo cercando di organizzargli la serata. Ottenuto il via libera da parte di mia moglie, mi voltai verso i ragazzi e dissi: «La caviglia va molto meglio, grazie. Stasera io e mia moglie vi offriamo volentieri da bere dopo cena qui al bar della piscina, ci teniamo a ringraziarvi per l'aiuto». I due dissero che dopo lo spettacolo sarebbero stati liberi e accettarono subito, entusiasti.
Non appena si allontanarono, la tensione tra me e Sara divenne quasi insostenibile. L'idea di quei due giovani tedeschi la stava già eccitando al punto che, durante la cena, i nostri sguardi si cercavano continuamente, uniti dal brivido di quello che avremmo potuto combinare da lì a poche ore nella nostra stanza.
Finita la cena, ci accomodammo ai tavolini del bar della piscina e, non appena finì lo spettacolo dell'animazione, vedemmo Lukas e Hans avvicinarsi. Ci sedemmo insieme e ordinammo un primo giro di drink. Parlavamo in inglese, tra risate e battute, ma l'atmosfera si fece rapidamente più densa. Sara, bellissima nel suo abito leggero, gestiva la conversazione con una disinvoltura disarmante, ma ogni tanto si toccava la caviglia con un'espressione contratta.
Cercai il suo sguardo, colsi quel lampo diabolico e decisi che era il momento di fare la mossa, usando l'esca perfetta. Mi voltai verso Lukas e Hans e, abbassando la voce, dissi: «Ragazzi, il massaggio di oggi pomeriggio ha fatto davvero miracoli, ma adesso, dopo essere stata un po' in piedi, la caviglia ha ricominciato a farle male... Saresti così gentile, Lukas, da farle ancora un piccolo massaggio?». Lukas tese subito i muscoli, i suoi occhi brillarono. «Of course, no problem», rispose senza esitare.
A quel punto sferrai il colpo decisivo: «Ottimo. Visto che qui c'è troppa confusione e Sara ha bisogno di stare comoda, vi va se prendiamo un altro drink da portare su e continuiamo in camera nostra? Lì potrà sdraiarsi sul letto e tu potrai massaggiarla meglio». I due si scambiarono un'occhiata fulminea, i loro sorrisi si fecero complici ed entusiasti. L'idea di salire nella stanza di una splendida donna sposata con il consenso del marito li stava già eccitando. Accettarono subito.
«Per evitare problemi, non passiamo dalla hall. La nostra camera è al primo piano, c’è una porta che dal corridoio dà direttamente sui giardini interni. Io e Sara andiamo a prendere i drink ed entriamo normalmente; vi lasciamo la luce del balcone accesa e voi ci raggiungete da lì tra dieci minuti,
passando dal giardino». Ci alzammo dal tavolo. Mentre camminavamo verso la hall per recuperare i bicchieri e andare in stanza, Sara mi strinse forte il braccio, quasi a voler scaricare tutta l'adrenalina che aveva in corpo. Eravamo pronti ad accoglierli.
Entrammo in camera e l'adrenalina era a mille. Sara si diresse subito verso il bagno per rinfrescarsi e togliersi l'abito da sera, mentre io preparai i bicchieri sul tavolino e andai ad accendere la luce del balcone.
Pochi minuti dopo, Sara uscì dal bagno. Indossava solo una camicia da notte di seta leggerissima, corta, che lasciava scoperte le gambe. Non c'era traccia di intimo sotto, e il tessuto scivolava morbido sulle sue forme, evidenziandole a ogni movimento. Mi guardò, con quel sorriso stampato in volto, e si stese sul letto matrimoniale a pancia in su, sistemando i cuscini dietro la schiena e sotto il piede da massaggiare.
Non avemmo nemmeno il tempo di dire una parola che bussarono alla porta. Aprì gli invitai ad entrare e porgendo loro i drink dissi: «Sedetevi pure dove volete».
Lukas si avvicinò al letto e allungò le mani verso la caviglia di Sara. All'inizio i suoi movimenti erano guardinghi, quasi professionali, come se cercasse di mantenere un briciolo di contegno davanti a me che restavo in piedi a guardare a pochi passi dal letto. Hans, seduto di fronte a loro sulla sedia con il bicchiere in mano, non si muoveva, ma il suo sguardo era letteralmente incollato a ogni dettaglio.
Il contatto con la pelle liscia e calda di mia moglie ruppe subito ogni freno. Sara buttò la testa all'indietro sul cuscino, socchiudendo gli occhi. Non appena le dita di Lukas cominciarono a fare pressione, risalendo lentamente lungo il polpaccio, lei lasciò andare un lungo sospiro. A ogni tocco, le mani del tedesco salivano di qualche centimetro. Lukas arrivò alla fine del polpaccio e si fermò, colto da un momento di esitazione, indeciso se spingersi oltre.
Fu proprio in quel secondo di silenzio che Sara decise di far saltare ogni schema. Senza dire una parola, aprì lentamente gli occhi fissando Lukas e, con un sorriso, allargò le gambe offrendo ai due ragazzi una visione totale e ravvicinata della sua figa nuda sotto la seta sollevata.
L'effetto fu immediato. Hans, sulla sedia, si irrigidì sullo schienale mandando giù un sorso di drink a vuoto, con gli occhi spalancati. Lukas rimase un attimo con le mani sospese sulla pelle di mia moglie, con il fiato corto, completamente rapito da quella sfrontatezza. Sara si godette per qualche istante l'effetto di quella provocazione, poi guardò Lukas e gli sussurrò in inglese, con una voce calda e profonda: «Don't stop, Lukas, please... keep going with the massage».
Il ragazzo deglutì, lanciò un'occhiata fulminea verso di me per vedere la mia reazione e, vedendomi assolutamente tranquillo mentre mi gustavo la scena, perse ogni freno. Infilò entrambe le mani sotto la camicia da notte, afferrandole le cosce con decisione e ricominciando a massaggiare e palpare con una foga tutta nuova, spingendosi decisamente più in alto.
Visto che Hans era ancora bloccato sulla sedia a guardare la scena a bocca aperta, decisi di dare una spinta definitiva al gioco. Mi avvicinai a lui, gli diedi un leggero colpetto sulla spalla e gli feci un cenno d'intesa con la testa, indicando il letto e facendogli capire che doveva unirsi a Lukas. Il ragazzo non se lo fece ripetere due volte. Posò il bicchiere sul tavolino con le mani che quasi gli tremavano per l'eccitazione e si alzò di scatto, raggiungendo l'altro lato del letto.
A quel punto Sara se li trovò tutti e due addosso. Con gesti rapidi e coordinati, i due tedeschi le afferrarono i lembi della camicia da notte di seta e gliela tirarono su fino al petto, scoprendole completamente il corpo e lasciando la sua figa del tutto esposta alla luce della stanza. Mentre erano sopra di lei, Lukas e Hans cominciarono a spogliarsi freneticamente, buttando i vestiti sul pavimento e rimanendo completamente nudi.
Senza più alcun freno o timore della mia presenza, i due ragazzi iniziarono a toccarla dappertutto. Lukas le accarezzava con foga i fianchi e le cosce, infilando le dita tra le sue gambe, mentre Hans si chinò sul suo busto, accarezzandole il seno e baciandola sul collo e sulle labbra. Sara inarcò la schiena sul materasso, abbandonandosi completamente a quelle quattro mani straniere che la stavano esplorando con un ritmo sempre più selvaggio, mentre io, a pochi passi da loro, mi godevo ogni singolo istante di quel delirio.
I due ragazzi, ormai completamente nudi e con l'adrenalina a mille, persero ogni residuo briciolo di timore reverenziale. Erano giovani, forti, carichi di ormoni e letteralmente impazziti per il corpo di mia moglie che si offriva a loro senza riserve. Fu Lukas a prendere l'iniziativa per primo, spinto da una foga incontenibile. Afferrò Sara per le gambe e, con un colpo decisivo, se le tirò verso il bordo del letto, costringendola a spalancarle. Si buttò in mezzo alle sue cosce, le afferrò le natiche con le mani e cominciò a leccarle la figa con una foga pazzesca, affondando la lingua tra le sue labbra bagnate. Sara inarcò la schiena sul materasso, stringendo le lenzuola e lanciando un gemito acuto che riempì la stanza, godendosi quel calore improvviso.
Nel frattempo, Hans si posizionò immediatamente sopra di lei, offrendole il suo cazzo già durissimo a pochi centimetri dal viso. Mia moglie non se lo fece ripetere due volte: lo afferrò con entrambe le mani e cominciò a succhiarlo facendogli un pompino profondo e sfrontato, mandando giù l'asta del tedesco mentre Lukas continuava a divorarla da sotto.
Dopo qualche minuto di quel doppio gioco micidiale, Lukas, con la faccia ancora bagnata dagli umori di mia moglie, si tirò su. Si posizionò tra le sue gambe ben aperte, puntò il cazzo duro contro la sua figa bagnata e, con un'unica spinta decisa, affondò completamente dentro di lei. Sara cacciò un grido soffocato contro il cazzo di Hans, mentre Lukas cominciava a pomparla con un ritmo selvaggio e regolare, facendo sbattere la carne contro le sue natiche. Il letto matrimoniale cominciò a scricchiolare sotto i colpi vigorosi e continui del ventenne.
Io, a due passi da quel groviglio di corpi, guardavo la scena con il cuore a mille. Vedere mia moglie presa in quel modo da quei due ragazzi, sentire i loro respiri affannati e i gemiti di puro godimento di Sara era un'eccitazione indescrivibile.
Dopo un po' di quel ritmo incessante, Hans, quasi al limite, fece cenno all'amico di cambiare. Con una mossa rapida, girarono mia moglie a pancia in giù, mettendola a quattro zampe al centro del letto, con il fondoschiena sollevato verso di loro. Questa volta fu Hans a portarsi dietro di lei, afferrandole i fianchi con decisione e spingendo tutto il suo cazzo dentro la sua figa, mentre Lukas le si buttò davanti, tenendole la testa e infilandole il suo cazzo in bocca. I due ragazzi la stavano possedendo con la foga tipica della loro età, senza darle un attimo di tregua, in un crescendo di sesso totale che stava portando la stanza al punto di ebollizione.
La loro giovane età, la foga bestiale e l'eccitazione fuori controllo li spinsero rapidamente al limite. Sara volle gestire il finale a modo suo: si staccò da loro, si diresse verso il bordo del letto e si mise a sedere.
Gli fece togliere i profilattici e poi li volle uno a destra e uno a sinistra, vicinissimi alla sua faccia, decisa a finirli contemporaneamente a pompini. Sara afferrò i due cazzi giovani e durissimi, alternando la bocca e le mani con un ritmo frenetico e spietato. Bastarono pochi secondi di quel trattamento micidiale: Lukas e Hans vennero quasi nello stesso istante, lanciando un grugnito sordo. I due getti caldi e densi partirono violentissimi, colpendola in pieno. Le sborrarono sul viso, sulla bocca spalancata che accoglieva le ultime gocce, e tra i capelli spettinati. Sara rimase immobile per qualche secondo, ansimante, con lo sperma dei ragazzi che le colava sulle tette, guardandomi con un sorriso stravolto e incredibilmente sexy.

ADDED 5 COMMENTS:
  • avatar Orsobianco Complimenti per i racconti, un crescendo di complicità ed eccitazioneAspetto i seguiti....

    13-06-2026 13:02:40

  • avatar Attila Complimenti...ho letto tutti i racconti...oltre che scritti come dio comanda...sono pieni di andrealina e complicità...una coppia con cui interagire per il vs essere cerebrale...una coppia di categoria superiore

    13-06-2026 00:24:50

  • avatar Mark90 grazie Neil

    12-06-2026 23:37:54

  • avatar Neil Il racconto è scritto molto bene... certo che un complimento va rivolto anche alla sua intraprendenza

    12-06-2026 23:36:42

  • avatar Neil Beh ragazzi.. qui il livello di complicità e di gioco è elevato.. il racconto rende bene la bollente situazione..

    12-06-2026 23:12:47






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