STORY TITLE: Terme galeotte. Cap.2 
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Terme galeotte. Cap.2

by Nessunoxl
Viewed: 264 times Comments 0 Date: 26-07-2026 Language: Language

Ci recammo quindi nell’ampia area dedicata all’idromassaggio, composta da più sezioni. C’era una piscina piuttosto grande, con l’acqua piacevolmente calda: da un lato vi erano dei tubolari dove era possibile sedersi, dall’altro una zona dove ci si poteva sdraiare. In fondo, proprio dove eravamo diretti noi, c’era una seconda piscina circolare alla quale si accedeva scendendo tre gradini.

Eravamo in fila indiana e Paola era l’ultima. Avevamo appena terminato di scendere i gradini quando sentii mia moglie dire: «Ma cosa fa? Si stacchi!».

Mi voltai immediatamente e vidi che, dietro di lei, praticamente attaccato al suo corpo, c’era Mario. Paola stava cercando di togliere le sue mani, ancorate al seno.
Prima ancora che potessi reagire intervenne Laura, che gli disse: «No! Guarda che loro non sono una coppia che gioca». Per fortuna il frastuono dell’acqua copriva le parole, a meno di non essere proprio vicini.

Mario allora si prodigò in una serie di scuse, chiedendo perdono per l’equivoco. Poi però, con una faccia tosta degna di nota, disse a Laura che il pensiero di mia moglie lo aveva eccitato in maniera bestiale e, mentre parlava, prese la mano della nostra amica portandosela inequivocabilmente sul cazzo, che doveva essere in piena erezione.
L’espressione di Laura fu tutta un programma: si morse il labbro ed era evidente che si fosse eccitata.

A quel punto intervenne Claudio: «Ragazzi, la frittata ormai è fatta. Poi vi spieghiamo tutto con calma». Quindi, guardando Laura, aggiunse: «Ormai sei partita, tanto vale andare avanti».

Notammo così che Mario e Laura si spostarono verso la parte più lontana e meno frequentata della vasca circolare. In mezzo al ribollire vigoroso dell’acqua, Laura si appoggiò con le mani al bordo della piscina, il seno rivolto verso la parete. Mario era immediatamente dietro di lei e sembrava le stesse parlando all’orecchio. Solo osservando con attenzione si capiva che la stava penetrando.

Io e Paola eravamo basiti, anche se non riuscivamo a nascondere una certa eccitazione. Claudio li guardava e, mentre Mario si stava scopando sua moglie, complice il clima carico di tensione erotica, prese la mano di Paola e la portò sul proprio basso ventre.

Mia moglie mi guardò in cerca di un cenno d’assenso. Mi disse poi che la dotazione di Mario e il sapere che la sua amica avesse dentro quel cazzo enorme, in una situazione tanto particolare, l’avevano eccitata oltre misura.

Io ero praticamente pietrificato. Solo poco dopo realizzai che Paola aveva entrambi i nostri membri in mano e ci stava facendo una sega. Sia io che Claudio finimmo per eiaculare.
Per fortuna — o, più probabilmente, perché i gestori delle terme conoscevano bene le abitudini di certe coppie che frequentavano il luogo — l’acqua di quella specie di pozza era corrente e a ricambio continuo; pertanto i nostri liquidi si dispersero velocemente.

Fu allora che Claudio si rivolse a Paola: «Sei l’unica che non si è ancora sfogata».
Senza nemmeno chiedermi nulla, capii che le stava facendo un ditalino. Dopo un attimo di smarrimento, io — avendo lei la figa occupata dalle mani di Claudio — iniziai a palparle il seno, cosa che lei apprezza particolarmente, e in breve la portammo all’orgasmo.
Nel frattempo anche Mario e Laura avevano terminato la loro copula e ci riunimmo tutti insieme.

Era quasi ora di pranzo e decidemmo di sederci tutti e cinque allo stesso tavolo, anche se nell’aria aleggiavano ancora, almeno per me e Paola, eccitazione, curiosità e un certo imbarazzo.
Fu subito dopo pranzo che Mario — il quale, per ragioni di lavoro, avrebbe dovuto rientrare — lanciò l’idea di vederci a casa sua quella sera, restando ospiti per la notte. Ci congedammo dicendogli che gli avremmo fatto sapere.

Il resto del pomeriggio lo passammo a chiacchierare in una zona appartata della grande vasca dell’idromassaggio, comodamente seduti e protetti dal rumore dell’acqua, che rendeva impossibile sentire le nostre parole a chi non fosse nelle immediate vicinanze.
Scoprimmo così che i nostri amici erano una coppia particolare. Claudio era un cuckold convinto e aveva insistito a lungo — quasi supplicando — perché Laura assecondasse quella sua perversione.

All’inizio avevano attraversato momenti di crisi, poi lei si era lasciata convincere a provare e, ormai da diversi anni, si concedeva saltuariamente a uomini molto dotati, con grande piacere sia suo che del marito.

Ovviamente Laura decantò molto Mario che, pur non essendo un adone, era estremamente dotato e resistente, capace di farle provare orgasmi incredibili che, purtroppo, alle terme era costretta a trattenere. Per questo, spesso, organizzavano serate come quella che lui aveva appena proposto.

Fu allora che, rivolgendosi a mia moglie, le disse: «Se non provi non sai cosa ti perdi. Se siete d’accordo, stasera ti lascio Mario tutto per te e io mi occupo di loro due».

Segue ….

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