Il fidanzato
by Dongle69Che mia moglie fosse una gran troia, già lo sapevo. Non avevo idea, però, fino a che punto fosse capace di spingersi.
I fatti di cui parlo li ho scoperti abbastanza di recente e, essendo all'epoca inconsapevole di tutto, riporto quanto mi ha poi confessato.
Verso maggio di quest'anno, nell'azienda per la quale lavora, sono iniziati i lavori di ammodernamento e ristrutturazione dell'edificio.
Uno degli operai è un ventinovenne etiope, Adem.
Mia moglie non è mai stata una preda, anzi, è esattamente il contrario: è lei la predatrice, il felino cacciatore... e quando punta la sua preda, molto, molto, molto raramente fallisce.
La sua preda, in questo caso, era appunto Adem.
Come ho poi avuto modo di verificare di persona, è un bel ragazzone di oltre 1,90 m, ben piazzato e dal fisico scultoreo, complice la genetica favorevole e il costante lavoro fisico. Ha gli occhi neri e profondi e la pelle nera e liscia.
Mary, a detta sua, ne è rimasta folgorata al primo sguardo.
Come dicevo, quando la mia pantera si fissa su qualcuno, agisce.
E così, con la scusa di portare dell'acqua a tutti gli operai, attacca bottone con Adem. Non ci vuole molto perché entri in confidenza con lui e, giorno dopo giorno, il flirt si faccia sempre più spinto.
Nel giro di poco più di due settimane, passano dall'essere perfetti sconosciuti ad amanti.
Il tutto, ci tengo a sottolinearlo, all'insaputa del sottoscritto.
Ogni volta che si presenta l'occasione, la mia dolce metà si fa sbattere dal toro etiope.
Mia moglie ha avuto parecchi amanti, ognuno dei quali è scolpito sul palco di corna che porto sul capo. Ma, a detta sua, Adem è qualcosa che non aveva mai vissuto prima.
Al di là delle dimensioni — decisamente grosso, soprattutto moooolto largo —, come amante è una furia: instancabile e duraturo.
E in questi mesi la mia dolce Mary ne è rimasta profondamente appagata.
Che ci fosse qualcosa di
strano
, lo ammetto, lo avevo sospettato.
Era stranamente più docile e, a letto, ci siamo limitati al
solo
far l'amore: con passione e trasporto, certo, ma senza nulla di selvaggio.
L'estate è quindi passata così, con grandi corna per il sottoscritto e lei
in pausa
per il solo periodo delle ferie, quando siamo stati in vacanza fuori dall'Italia.
Dopo qualche settimana, verso la metà di settembre, arriva la doccia fredda: la sua confessione.
Intendiamoci, non si tratta della classica confessione: «Amore, ti ho tradito», lacrime, «perdonami» e tutto il resto.
Sono cuck, fiero di esserlo e di avere una moglie così calda.
Una sera, sul divano, esordisce dicendomi:
«Amore, ma se avessi un fidanzato, tu come la prenderesti?»
Il cuore in gola, la bocca secca...
Le uniche parole che riesco a pronunciare, a fatica, sono:
«In... in che senso, amore?»
E lì, il fiume in piena: il racconto, le foto, i video, i racconti di come la faccia godere, di come si senta presa e persa per questo ragazzone.
«Amore, non aver paura: il mio cuore è tuo, solo tuo».
Ecco, il punto è proprio questo. Non mi preoccupa che scopi con Adem, né mi dà fastidio sapere che abbia agito di nascosto. Quello che mi colpisce è sentirla parlare di lui come di un possibile fidanzato, perché è una cosa diversa dalla semplice relazione sessuale a cui sono abituato.
Ma mi ci sto piano piano abituando, la amo troppo e vederla così raggiante rende felice anche me.
Da fine settembre, Adem viene a trovarci a casa almeno tre volte alla settimana. Ho avuto modo di conoscerlo personalmente e di vedere con i miei occhi l'intesa che c'è tra lui e Mary.
E posso confermare che mia moglie è decisamente soddisfatta.
Non ho mai visto né sentito Mary godere così, e non ho alcun problema ad ammetterlo.
Alla fine, siamo fatti così: lei si gode le sue avventure e io godo del suo piacere.
Sarò folle per qualcuno, ma io mi reputo fortunato: un gran cornuto, contento e fortunato.
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