STORY TITLE: IL SACRIFICIO DI SELVA 
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IL SACRIFICIO DI SELVA

by Giovanevoyeur
Viewed: 36 times Comments 0 Date: 26-02-2026 Language: Language

a te che te ne sei andata via dal tuo amore...e che dal tuo amore prima o poi ritornerai.


La carrozza procedeva spedita verso l'ingresso della collina, pur essendo settembre l'umidità era già
presente in maniera importante dando un tono decisamente spettrale al luogo circostante.
Dentro due individui col volto coperto vestiti di nero, il master con un elegante completo di ciniglia
nero e lei la divina Selva completamente nuda avvolta in un mantello di seta con cappuccio alzato,
i suoi respiri si facevano sempre più affannosi presa totalmente da quella sensazione di chi sa che
indietro non si può tornare, da quella paura che talvolta si può trasformare in eccitazione.
Il passo della carrozza si fece sempre più lento preannunciando l'imminente fermata della stessa,
anche se la certezza venne data da una intemperanza improvvisa del cavallo, quasi fosse spaventato,
intimorito, turbato dal luogo in cui era pervenuto: Passarono dunque cinque minuti prima che le
porte della carrozza si aprissero ed una voce maschile pronunciasse queste parole : “tutto è pronto
per il sacrificio toglieteli la benda”.
Le mani del master abbassarono il cappuccio e sfilarono la benda dagli occhi di Selva che
davanti a se vedeva l'ingresso di una chiesa in stile romanico presidiata da due uomini dal volto
coperto vestiti con un saio nero, il master le prese la mano e le disse “seguimi” lei senza
esitare un attimo fece un cenno di assenso con la testa, anche se i suoi occhi esprimevano terrore e
paura.
Appena vicini quel grandissimo portone di legno si aprì da solo senza l'ausilio dei due guardiani,
appena spalancato del tutto gli occhi di lei si focalizzarono sul lungo tappeto rosso che portava
all'altare lungo il quale erano disposti a lato due file di uomini vestiti allo stesso modo di quelli
all'ingresso.
D'improvviso da dietro le spalle sentì di nuovo quella voce dire “procederà lei da sola lui
la sta aspettando”, in quel momento la sua pelle si fece dura come se una strana emozione la stesse
pervadendo, un'emozione fatta di terrore misto ad una incontrollabile eccitazione, le mani del suo
grande amore si avvicinarono ai fianchi e slacciarono la cintura di seta che legava il mantello
lasciando Selva completamente nuda: “procedi dritto non avere paura non ti possono toccare,
adesso sei del Gran maestro se vuoi tornare ad essere mia devi farlo godere”.
I battiti del suo cuore si fecero più intensi, il terrore era forte ma il suo senso di ubbidienza ancora
di più pertanto molto lentamente quasi stesse camminando in una lastra di vetro si incamminò verso
l'altare, appena il suo piede destro entrò in contatto con il velluto rosso del tappeto il fuoco delle
torce che illuminavano la chiesa si fece più intenso, i suoi passi erano lenti e leggeri la sua schiena
dritta e il suo sguardo rivolto verso l'altare, al suo passaggio gli uomini incappucciati si
levarono il saio mostrandosi nudi e con il cazzo duro iniziarono a masturbarsi pronunciando frasi
come;“lurida troia del cazzo, puttana infame, cagna puttana adesso pagherai il tuo essere troia, serva
ti ricopriremo di sborra”, più camminava più le frasi si facevano più forti più violente, molti di loro
riuscirono ad avere un orgasmo prima del suo passaggio lasciando il loro seme sul velluto rosso,
seme che veniva a contatto con lei al suo passaggio.
Prossima all'altare di marmo, dal lato sinistro si materializzò una figura femminile questa volta
incappucciata, si avvicinò verso di lei e le fece cenno di adagiarsi sull'altare, Selva non esitò
quasi quella figura fosse venuta a rassicurarla, si sdraiò pancia in su, la donna iniziò a massaggiare
il suo corpo in maniera lenta e costante, il rituale era già cominciato.
Lentamente carezza dopo carezza, massaggio dopo massaggio Selva ebbe la sensazione che cento
mani la stessero toccando, i suoi umori iniziarono a colare dalla sua figa quasi fosse un torrente in
piena, l'eccitazione arrivò a tal punto che ogni carezza equivaleva ad un orgasmo, non aveva mai
provato una cosa simile, in quel turbine di emozioni il suono di una musica si fece largo nella chiesa
una luce squarciò le tenebre che erano nell'abside dietro l'altare e d'improvviso si materializzò una
figura maschile, un uomo alto un metro e novanta completamente glabro muscoloso senza volto e
con un cazzo bellissimo, sembrava la materializzazione in carne ed ossa del David di Michelangelo.
A passo lento si diresse verso di lei, appena la sua grande mano si avvicinò a venti cm dal suo corpo
Selva emise un gemito di piacere, più simile ad uno strillo, immediatamente spalancò le gambe e
senza troppi indugi quella che sembrava una creatura aliena entrò dentro il suo corpo unendosi a lei.
L'accoppiamento era iniziato i corpi si muovevano all'unisono quasi come se a penetrare lei fosse lei
stessa ogni mossa ogni speranza diventava immediatamente realtà, i colpi si facevano più intensi e
costanti, Selva non smetteva di urlare dal piacere, ai suoi gemiti si univano anche quelli dei porci
che si stavano godendo la scena, la chiesa si trasformò in un vero e proprio Teatro dell'orgasmo.
La creatura da sopra si spostò mettendo il suo oggetto del piacere sopra di lui, lei cominciò a
cavalcarlo soavemente come se il suo piacere fosse la sua unica missione della sua vita, i suoi
gemiti si facevano sempre più forti quasi a sovrastare quelli dei porci che nel frattempo si erano
disposti al lato dell'altare, così a volto scoperto uno ad uno iniziarono a montare sull'altare lasciando
che i loro orgasmi poco a poco avvolgessero il corpo di Selva.
Così mentre a turno continuavano a venirle addosso lanciandosi in un turpiloquio sfrenato nei suoi
confronti il corpo della giovane puttana si trovò ad essere centimetro per centimetro ricolmo di
sborra fu solo allora che la sensazione di un fuoco gigante si aprì dentro di lei, voleva staccarsi dalla
bestia, sapeva quello che stava succedendo, fu un attimo improvviso di lucidità da quella libidinosa
passione che l'aveva anestetizzata fino a quel momento, non voleva più, voleva uscire da
quell'imponente cazzo che ogni secondo guadagnava centimetri dentro il suo utero, ma il suo corpo
non ubbidiva alla sua mente, era come se una forza esterna agisse esternamente tenendola lì,
succube di quel piacere.
Passarono pochi secondi e quel fuoco divampò in un incendio dentro di lei, un grido quasi straziante
copri ogni angolo della chiesa, una luce bianca avvolse tutto l'ambiente circostante e poco dopo il
nulla.
Della creatura e dei porci non rimase niente, ciò che rimase invece fu un corpo nudo piano di seme
giacere tremante sopra di un altare, la chiesa si era fatta improvvisamente umida e buia, Selva riuscì
a raccogliere le sue forze per spingersi al di sotto dell'altare, non riusciva ancora a camminare tanto
le forze si erano spossessate di lei, camminò carponi per tutta la navata centrale perdendo dalla sua
fica una quantità notevole di sborra che non finiva mai di colare.
Solo all'altezza del portone ebbe la forza di alzarsi per aprirlo, la carrozza era sempre lì il suo amore
pure “vieni non abbiamo ancora finito pronunciò lui”..

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