Ricatto. Cap. 5
by NessunoxlGli feci strada, lui ordinò a mio marito di prendergli la scatoletta di legno e di seguirci. Arrivati in camera mi girai verso di lui:
cosa devo fare?, nooo il sorrisetto, mi resi subito conto dell’errore, e mi corressi, cosa desidera il mio padrone?
avevo visto giusto sei proprio una donna in gamba, comunque lo sai che ti devo punire lo stesso si sedette su letto, senza dire nulla mi misi in posizione
siccome non hai fatto storie te ne darò solo due, contenta?..
sì padrone!
Arrivò la prima, senza alcuna sua indicazione urlai lo stesso grazie padrone me lo meritavo e poi la seconda. Il mio povero culo doveva essere rosso peperone.
Mi fece stendere sempre prona sul letto, prese delle boccette dalla sua scatola di legno, erano di olii aromatizzati, di diverso tipo, il primo me lo spalmò con molta cura ed attenzione lì dove mi aveva sculacciato, era fresco e piacevole mi rilassai di colpo.
Poi con un’altra essenza prese a frizionarmi, partendo dalla pianta dei piedi e via via lungo tutto il corpo, era una sensazione magnifica, vigorosa ma allo stesso tempo di una dolcezza infinita.
Quando passava nell’interno cosce, su e giù, sentivo le labbra della mia fichetta dischiudersi, cominciai a desiderare che me la toccasse ma lui continuava a massaggiarmi passando solo a breve distanza dalla mia natura senza neppure sfiorarla, mi sembrava di impazzire.
Lui mi fece girare, ora ero supina e lo potevo guardare meglio, cominciò a massaggiarmi davanti, ancora una volta partendo dai piedi, gambe, cosce, ventre, pancia e finalmente seno, si impadronì dei miei capezzoli, poi sostituì la bocca alle mani, fremevo e non appena sentii la sua lingua sui miei capezzoli ebbi il primo orgasmo.
Bedir continuava nel suo sapiente massaggio e paradossalmente l’orgasmo provato anziché esaurire aveva acuito le mie voglie, lui continuava a non toccare la mia fichetta perciò supplicandolo gli chiesi: padrone ti prego toccamela, scopami, fai quello che vuoi ma prendimi.
Ogni cosa a suo tempo, tranquilla vedrai che non resterai delusa.
Mi fece allargare bene le gambe e poi per la prima volta sentii la sua bocca lì, fui quasi scossa da un fremito, non fece in tempo a darmi due leccate che arrivò il secondo orgasmo, a quel punto lui cominciò ad introdurre la sua lingua, sembrava un piccolo cazzo che mi stava scopando, il terzo orgasmo non tardò ad arrivare, era incredibile era la prima volta che provavo simili emozioni, Mario il massimo che riusciva a fare era possedermi per cinque minuti per sborrarmi dentro e quando era in vena mi faceva godere con un ditalino.
Istintivamente, ricordandomi che anche lui era lì, mi girai per cercarlo, era nudo e si stava segando, mi fece pena.
Avevo un gran voglia di sentire il cazzo di Bedirhan, di toccarlo di prenderlo, a giudicare dal bozzo che si intravedeva nei pantaloni doveva essere ben grosso, molto più di quello di mio marito.
Padrone posso occuparmi di lui, e feci segno verso la sua erezione
lui sempre sorridendo mi disse che dovevo ancora pazientare un poco, quindi cominciò a massaggiarmi e masturbarmi, mamma mia il suo dito era grosso quasi quanto il cazzo di Mario e come lo muoveva bene, non potevo resistere, ebbi una serie di orgasmi, non capivo più nulla stavo provando un piacere indicibile, non dissi nulla neppure quando lui usando con abbondanza un gel lubrificante che era molto fresco cominciò a lavorarmi il buchetto posteriore.
Quando il dito cominciò ad entrare provai un po’ di dolore ed un certo fastidio, lui mi disse di rilassarmi che mi sarebbe piaciuto, aveva ragione, dopo una quindicina di minuti che mi lavorava ebbi il mio primo orgasmo anale, un solo aggettivo… fantastico.
Il mio padrone si era sporcato un poco il dito, mi disse di seguirlo per pulirglielo, ci recammo al bagno ed io gli lavai le mani, finalmente lui mi disse: “vuoi lavarmelo?”
Feci segno di sì con la testa, contenta come una bambina dell’asilo, ero emozionata desideravo toccare e provare il cazzo di quell’uomo, che tanto mi aveva donato, più di ogni altra cosa al mondo.
Gli abbassai i pantaloni e poi le mutande, eccolo finalmente, l’erezione di prima era svanita ma non era del tutto in condizioni di riposo, Dio mio era enorme, non è che avessi grande esperienza ma quello di Mario al confronto era uno stuzzicadenti, i testicoli poi pendevano grossi come due albicocche.
Ma quello che maggiormente impressionava era la grossezza, quasi quanto la circonferenza di una lattina, lo aiutai a denudarsi del tutto, poi si sedette sul bidè, lo insaponai e cominciai a massaggiarglielo, man mano cresceva e si induriva, quando inizia a sciacquarlo era in piena erezione, mi sentivo eccitata a segarlo, era maestoso, pensai che non sarei mai riuscita ad accoglierlo tutto dentro di me, quasi mi avesse letto nel pensiero mi disse:
non preoccuparti vedrai che lo prenderai con gran piacere e non solo davanti.
Ritornammo in camera, Mario era sempre nudo seduto sul bordo del letto, Bedirhan disse che gradiva un bel pompino ed aggiunse:
guarda che quando vengo ne faccio tanta, voglio che la bevi tutta, senza sprecarne neppure una goccia, altrimenti mi toccherà punirti.
Non so se per l’ordine del pompino o per le minacce della punizione ma mi bagnai in maniera scandalosa.
Cominciai a segarlo e poi a leccarglielo, soppesavo i suoi testicoli, erano davvero enormi.
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