STORY TITLE: Cardiopatico 6 
logo Cuckold USA
.


STORY

Cardiopatico 6

by Gipotopo
Viewed: 115 times Comments 1 Date: 12-04-2026 Language: Language

Erano passati sette giorni dalla sera piovosa al piazzale. Sette giorni in cui Silvia sembrava aver perso ogni residuo di timidezza. In casa non indossava più niente dopo le 20: camminava nuda, cucinava nuda, si sedeva a tavola nuda con le gambe aperte, lasciando che Marco la guardasse mentre mangiava. Ogni tanto si alzava, si chinava sul tavolo davanti a lui, gli offriva la fica o il culo da leccare come dessert. Marco obbediva senza fiatare, la lingua dentro di lei mentre Silvia continuava a mangiare con calma, gemendo piano tra un boccone e l’altro.
Una sera, mentre erano sul divano – lei a quattro zampe, lui che la scopava lentamente da dietro – Silvia girò la testa e disse con voce calma:
«Domani sera torniamo al club. Voglio una stanza privata. Voglio essere scopata da uno sconosciuto. Mentre tu guardi dalla porta.»
Marco si fermò un attimo, il cazzo piantato fino in fondo. Sentì un brivido che gli partì dalla nuca e arrivò alle palle.
«Uno solo?» chiese, quasi sperando di sentirla dire di più.
«Per ora uno solo. Ma… voglio che entri un altro mentre lo sto succhiando. Voglio due cazzi. Uno in bocca, uno nella fica. E tu guardi tutto.»
Marco accelerò le spinte, la prese per i fianchi con forza. Silvia venne quasi subito, un orgasmo violento che le fece tremare le cosce e bagnare il divano. Marco la seguì a ruota, venendo dentro di lei con un grugnito.
Il giorno dopo Silvia si preparò con cura maniacale. Doccia bollente, ceretta integrale, crema idratante profumata alla vaniglia su tutto il corpo. Si truccò in modo aggressivo: rossetto vermiglio lucido, smokey eyes neri, ciglia finte lunghissime. Indossò un vestito corto di latex nero lucido, zip frontale dal collo all’orlo, senza niente sotto. I capezzoli sporgevano visibili sotto il materiale teso, la zip aperta fino all’ombelico lasciava intravedere la curva interna dei seni e la rasatura perfetta della fica. Tacchi a spillo 12, calze a rete nere senza giarrettiera.
In macchina, durante il tragitto, Silvia teneva le gambe aperte, una mano tra le cosce a sfiorarsi il clitoride gonfio.
«Ho paura» confessò a un certo punto. «Ma è una paura bella. Mi fa bagnare di più.»
Marco le infilò due dita dentro mentre guidava. Lei venne sul sedile del passeggero, ansimando piano.
Arrivarono al club verso le 23:15 entrarono nella sala principale e notarono chr c’era più gente del solito: una cinquantina di persone, coppie e single selezionati. Musica più bassa, luci rosse più intense. Silvia prese Marco per mano e lo guidò direttamente verso le stanze private sul retro.
Scegliere la stanza fu rapido: una camera piccola, con un letto kingsize al centro, specchi sulle pareti e sul soffitto, una poltrona in pelle nera in un angolo, una porta con oblò di vetro opaco che permetteva di guardare dall’esterno senza essere visti bene.
Silvia entrò per prima, accese la luce soffusa rossa. Si tolse il vestito con un gesto lento: la zip scese fino in basso, il latex si aprì come una buccia, rivelando il corpo nudo e perfetto. Si sdraiò sul letto, gambe aperte, mani sui seni a pizzicarsi i capezzoli.
«Vai fuori» disse a Marco. «Trova qualcuno. Portalo qui. Digli che può scoparmi. Ma tu resti a guardare.»
Marco uscì, il cuore in gola. Nella sala principale individuò subito un candidato: uomo sulla quarantenne, fisico atletico, solo, braccialetto rosso, sguardo calmo ma affamato. Si avvicinò, gli parlò piano all’orecchio:
«Mia moglie è in una stanza privata. Vuole essere scopata da uno sconosciuto mentre io guardo. Sei interessato?»
L’uomo annuì senza esitare. «Sì. Come si chiama?»
«Silvia. E tu?»
«Luca.»
Marco lo accompagnò. Aprì la porta, fece entrare Luca, poi si fermò sulla soglia, lasciando la porta socchiusa quel tanto che bastava per vedere tutto.
Silvia era già a quattro zampe sul letto, culo in alto, fica aperta e lucida. Guardò Luca, sorrise timida.
«Ciao. Vieni.»
Luca si tolse la camicia, i pantaloni, rimase in boxer. Aveva un cazzo grosso, già duro che premeva contro il tessuto. Se li tolse. Il membro balzò fuori: lungo almeno 20 cm, spesso, venoso, cappella larga e scura.
Silvia si leccò le labbra. Si avvicinò carponi, prese il cazzo in mano, lo accarezzò piano, poi lo prese in bocca. Lo succhiò lentamente all’inizio, poi sempre più profondo, la gola che si apriva per accoglierlo. Luca gemette, le mise una mano nei capelli ma senza forzare.
Marco guardava dalla fessura: vedeva la bocca di sua moglie piena di quel cazzo estraneo, vedeva la saliva colare, vedeva i seni ondeggiare a ogni movimento.
Poi accadde quello che Silvia aveva sperato. Un altro uomo – sulla cinquantina, fisico robusto, solo anche lui – si avvicinò alla porta socchiusa, guardò dentro. Marco lo notò, annuì piano. L’uomo entrò senza dire una parola.
Silvia alzò gli occhi, vide il secondo sconosciuto. Non si fermò: continuò a succhiare Luca, ma fece cenno al nuovo arrivato di avvicinarsi.
Il secondo uomo – si chiamava Paolo, lo seppero dopo – si tolse i pantaloni. Il suo cazzo era più corto ma molto spesso, circonciso, cappella lucida.
Silvia si girò, si mise alla pecorina perfetta: culo verso Paolo, bocca verso Luca. Paolo si inginocchiò dietro di lei, indossò un preservativo (regola del club), sfregò la cappella contro la fica bagnata, poi entrò con una spinta lenta ma decisa.
Silvia emise un gemito lungo intorno al cazzo di Luca. Paolo iniziò a scoparla con ritmo costante, le mani sui fianchi, ogni spinta che le faceva rimbalzare i seni.
Luca le scopava la bocca con più forza ora, tenendola per i capelli. Silvia gorgogliava, lacrime agli occhi, ma non si fermava. Veniva già: il corpo tremava, la fica si contraeva intorno al cazzo di Paolo.
Marco, dalla porta, si segava furiosamente. Vedeva tutto: il culo di sua moglie che sbatteva contro l’inguine di Paolo, il cazzo grosso che entrava e usciva lucido di umori, la bocca spalancata che ingoiava l’altro membro fino alle palle.
Paolo accelerò. «Sto venendo…»
Silvia spinse indietro il bacino. Paolo venne dentro il preservativo con un grugnito, rimase piantato per qualche secondo, poi uscì. Il preservativo era pieno, gonfio.
Luca non resistette più. Tirò fuori il cazzo dalla bocca di Silvia, se lo segò veloce davanti al suo viso. Silvia aprì la bocca, la lingua fuori. Luca venne: schizzi potenti che le colpirono le labbra, il naso, le guance, una striscia che le finì sugli occhi chiusi.
Silvia venne di nuovo in quel momento, un orgasmo silenzioso ma violentissimo, le cosce che tremavano, un fiotto di umore che le colò lungo le gambe.
I due uomini si rivestirono piano, salutarono con un cenno gentile e uscirono.
Silvia rimase lì, a quattro zampe, il viso coperto di sperma, il corpo sudato e tremante.
Marco entrò, chiuse la porta. Si avvicinò, le accarezzò la schiena.
«Stai bene?»
Lei annuì, sorrise con le labbra sporche.
«Mai stata meglio.»
Marco la girò, la baciò sulla bocca piena di sapore altrui. Poi la scopò lì, sul letto ancora caldo dei corpi estranei, venendo dentro di lei mentre Silvia gli sussurrava all’orecchio:
«La prossima volta… voglio portarne uno a casa. Il mio personal trainer. Voglio che mi scopi nel nostro letto. E tu guardi dalla porta.»
Marco venne di nuovo, riempiendola fino a farle colare lo sperma misto lungo le cosce.
Tornarono a casa alle 4 del mattino. Silvia nuda sul sedile del passeggero, il viso ancora sporco, le dita nella fica a raccogliere gli ultimi residui.
Quella notte dormirono abbracciati, nudi e appiccicosi. Silvia sognò cazzi sconosciuti. Marco sognò il divorzio che forse sarebbe arrivato, ma non gli importava più.

ADDED 1 COMMENTS:





Go to Cuckold.net World
CLICK HERE